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giovedì 11 maggio 2017

Vaccini: il progetto oscuro - manipolazione genetica e sterminio controllato!!!

LA VERITÀ NASCOSTA CHE PERSONE CORAGGIOSE STANNO FACENDO USCIRE FUORI. FERMIAMO QUESTI CRIMINI CONTRO L'UMANITÀ

Mimma Dabramo ha condiviso la foto di Santini Cesare.- Santini Cesare
 
"A CUORE APERTO " DI CESARE SANTINI
Vediamo insieme che cosa scrive la Dott.ssa Guylaine Lanctot, dottoressa canadese dotata di grande coraggio.
Per 25 anni ha praticato la sua professione collaborando con le industrie farmaceutiche.
Ad un certo punto della sua carriera si è resa conto dei giochi di potere, degli enormi interessi economici e delle macchinazioni fatte ai danni del malato.
Nel suo libro spiega quali sono queste “macchinazioni” ed indica anche i gravi danni a breve, medio e lungo termine causati appositamente da queste industrie farmaceutiche all’Umanità per renderla sempre più malata per l’ignobile ragione del solo profitto economico ossia dell’equazione più-malati = più-guadagni. Ha deciso di raccontare al mondo quali sono queste “macchinazioni” ed i gravissimi danni causati dalle vaccinazioni. Per questo la dottoressa Lanctot è stata citata più volte in tribunale dalle industrie chimico-farmaceutiche.
 
Nel capitolo “LA TRILOGIA DELLA MENZOGNA” del suo libro leggiamo: …
6. La vaccinazione decima le popolazioni.
In maniera acuta nei paesi del Terzo Mondo e in maniera cronica in quelli industrializzati
.
A questo proposito, ascoltiamo Robert Mc Namara, ex presidente della Banca Mondiale, ex segretario di Stato degli Stati Uniti che ordinò i bombardamenti massicci sul Vietnam e uno degli istigatori del programma mondiale di vaccinazione; non ha esitato a dichiarare: “Bisogna prendere misure drastiche di riduzione demografica, contro la volontà delle popolazioni.
Ridurre il tasso di natalità si è rivelato impossibile o insufficiente; bisogna quindi aumentare il tasso di mortalità. Come? Con mezzi naturali: la carestia e la malattia” (J’ai tout compris, N. 2, febbraio 1989, Ed. Machiavel).
7. La vaccinazione consente la selezione delle popolazioni da decimare, facilita cioè il genocidio mirato. Permette di uccidere persone di una determinata razza o nazione, lasciando indenni gli altri… chiaramente nel nome della salute e del benessere di tutti.
Prendiamo come esempio l’AFRICA, dove constatiamo la sparizione quasi totale (50% di decessi secondo gli ottimisti e 70% secondo i pessimisti) di alcuni popoli. Come per caso, ce ne sono parecchi nella stessa regione: Zaire, Uganda, estremo sud del Sudan. Nel 1967, a Marburg (in Germania), sette ricercatori che lavoravano sulle scimmie verdi dell’Africa sono morti di una febbre emorragica sconosciuta. Nel 1969, sempre come per caso, la stessa malattie uccide in Uganda un migliaio di persone.
Nel 1976 una nuova febbre emorragica sconosciuta uccide nel Sudan meridionale… poi nello Zaire…
Sappiamo che, come per caso:
• Nel corso del processo intentato alla C.I.A., il dottor Gotlieb, oncologo, ha ammesso di avere versato, nell’ottobre 1960, una grande quantità di virus nel fiume Congo (nello Zaire) allo scopo di inquinarlo e contaminare le popolazioni che ne utilizzavano l’acqua. Il dottor Gotlieb è stato poi nominato direttore del N.C.I. (National Cancer Institute). (Questa informazione ci è giunta grazie alle ricerche effettuate dalla dottoressa Eva Snead);
• Dal 1968 alcuni virologi (specialisti di virus) avevano instillato il loro sofisticato materiale in ambienti ospedalieri dello Zaire.
Nel 1992 o 1993 ho scoperto, in un reportage dell’agenzia Reuter, che “una malattia simile all’AIDS ha fatto 60.000 morti nel Sudan meridionale… Viene chiamata la malattia assassina… Sono sparite famiglie e villaggi interi… Questa malattia, il Kala-azar… si manifesta con febbre e dimagrimento; i sintomi sono gli stessi dell’AIDS: il sistema immunitario è deficitario e si muore di altre affezioni…”
Sperimentazione = sterminio delle Minoranze che disturbano
E’ evidente che l’Africa, soprattutto i paesi del centro e del sud, contiene risorse favolose che hanno sempre risvegliato l’avidità degli Occidentali. Guai a chi oppone resistenza! Le colonie sono sparite, ma il colonialismo no…
8. La vaccinazione serve per sperimentare nuovi prodotti su un ampio campione di popolazione. In nome della salute, si vaccina contro pseudo-epidemie con prodotti da studiare. Il vaccino per l’epatite B sembra essere stato scelto apposta per lo scopoViene prodotto per manipolazione genetica ed è quindi molto più pericoloso dei tradizionali poiché introduce nell’organismo cellule estranee al suo codice genetico. Per giunta questo vaccino, ricavato da virus coltivati in ovaie di porcellini d’India (che aspetto avranno i nostri discendenti?), è indicato come possibile causa del cancro al fegato. Ciò nonostante gode di grande popolarità presso le autorità, che lo impongono prima a tutti coloro che lavorano in ambito sanitario e poi al resto della popolazione.
• Nel 1986 le autorità sanitarie hanno praticato ai bambini nati in Alaska la vaccinazione contro l’epatite B, senza nessuna spiegazione e senza chiedere l’autorizzazione ai genitori. In seguito molti si sono ammalati e parecchi sono morti. Pare infatti che nel vaccino fosse presente un virus denominato RSV (Rous Sarcoma Virus).
Le tribù autoctone americane sono sottoposte a molte vaccinazioni; proprio queste popolazioni difficili da dominare e proprietarie di grandi distese di terreno di cui ambirebbero impadronirsi le multinazionali…
Recentemente ho incontrato un gruppo di donne autoctone per parlare di salute. Ben presto si è presentato il tema delle vaccinazioni. Quando ho comunicato alcune informazioni a riguardo, l’infermiera del gruppo mi ha confidato che il governo federale lasciava loro piena libertà nella gestione della salute, ma a una condizione: che rispettassero scrupolosamente il programma di vaccinazioni per tutti. Scese allora un grande silenzio…avevano appena capito.
• Nel 1988, durante un’intervista radiofonica, un ambasciatore senegalese ha riferito i disastri portati dall’AIDS nel suo paese, dove villaggi interi erano stati decimati. Qualche anno prima alcune èquipe scientifiche e mediche avevano vaccinato gli abitanti contro l’epatite B; la malattia (AIDS) aveva colpito proprio queste persone vaccinate contro l’epatite B.
• Nel 1978 è stato sperimentato un nuovo vaccino sugli omosessuali di New York e, nel 1980, su quelli di San Francisco, Los Angeles, Denver, Chicago e Saint-Louis. Questo “nuovo vaccino”, ufficialmente contro l’epatite B, ha provocato la morte per AIDS di molti di loro, come ora sappiamo. Fu la prima ecatombe ufficialmente riconosciuta.
Il programma di vaccinazione degli omosessuali contro l’epatite B era stato ordinato dall’O.M.S. e dal N.I.H. (National Institute for Health). La loro collaborazione omicida non era una novità.
• Nel 1970 hanno condotto insieme uno studio sulle conseguenze di certi batteri e virus inoculati nei bambini al momento delle vaccinazioni.
• Nel 1972 questo studio si è concentrato specificamente sui virus che provocavano un indebolimento delle funzioni immunitarie.
Wolf Szmuness ha diretto a New York le sperimentazioni anti-epatite B e ha reso noti i legami esistenti tra il Blood Center (dove si trova il suo laboratorio), il N.I.H., il N.C.I. (National Cancer Institute), il F.D.A. (Food and Drug Administration), l’O.M.S. e le scuole di salute pubblica di Cornell, Yale e Harvard.
• Nel 1994 si è svolta in Canada una vasta campagna di vaccinazioni contro l’epatite B, inutile, pericolosa, costosa… Che cosa nascondeva? Ho notato che le vaccinazioni abbondano nel Québec da tre anni a questa parte.
– 1992: vaccinazione contro la meningite;
– 1993: richiamo della vaccinazione contro la meningite;
– 1994: vaccinazione contro l’epatite B.
Sono stata testimone della vaccinazione del 1993. Mi ha particolarmente colpita perché riguardava un’intera generazione (da 0 a 20 anni), tutto il Québec e solo il Québec. Da quando i virus e i batteri rispettano le frontiere, per giunta provinciali? Ecco i fatti:
– Non c’era un’epidemia in corso, né si rischiava che si verificasse, come confermano gli epidemiologi.
– Sono stati somministrati tre vaccini diversi, ognuno in un territorio specifico.
– Sono state selezionate alcune infermiere per seguire un corso di formazione per la somministrazione di un vaccino speciale.
– Tutti i bambini erano schedati al computer.
– E’ stata esercitata una pressione enorme; le scuole erano trasformate in cliniche e i bambini che rifiutavano di subire la vaccinazione erano considerati degli antisociali.
– Le infermiere si recavano a domicilio per cercare le madri che rifiutavano di far vaccinare i figli in età presolare.
(…)
Ho visto con i miei occhi un bambino che la madre rifiutava di far vaccinare. L’infermiera è andata a casa sua e le ha fatto credere che fosse obbligatorio. La madre si è lasciata convincere… e ora il bambino è spastico, paralizzato e insufficiente mentale.
– La vaccinazione è costata 30 milioni di dollari ai contribuenti del Québec, per di più in un periodo di grave recessione.
Perché un simile accanimento assassino? Come gli autoctoni, il popolo del Québec disturba: è fiero della propria diversità e reclama la sua sovranità. Inoltre il Québec (insieme ai territori degli autoctoni) ospita un grande serbatoio d’acqua molto allettante per le multinazionali, che se ne vogliono impadronire per deviarne il corso verso sud. Ho capito il valore dell’acqua quando un’amica che fa parte della commissione idrica della California mi ha confidato: “Ai giorni nostri il vero oro è l’acqua!” Si potrebbe pensare a un’arma migliore della guerra biologica per sbarazzarsi di popoli di cui si vuole conquistare il territorio?

Con il pretesto della difesa del nostro Paese vengono fabbricate armi micidiali. La guerra, biologica o no, è sempre guerra, e le armi uccidono. La guerra biologica è un gigantesco business ampiamente finanziato CON FONDI NOSTRI tramite l’esercito, la ricerca e le nostre donazioni. Finanziato anche CON LA NOSTRA VITA, quella dei nostri figli e quella di milioni di innocenti. Siamo noi occidentali che, accettando l’obbligo della vaccinazione nel nostro paese e all’estero, siamo responsabili delle nostre malattie e dei genocidi nel mondo.


lunedì 24 aprile 2017

mercoledì 22 marzo 2017

STUDIO SUI VACCINI: studio peer-reviewed mostra che i bambini vaccinati hanno un 700% in più di probabilità di disordine dello sviluppo neurologico (Articolo ricaricato)

Immagine: vaccino in studio: studio peer-reviewed mostra bambini vaccinati hanno un 700% in più di probabilità di disordine dello sviluppo neurologico
Articolo tradotto da Medic Bunker La Verità.

Natural News ) A San Valentino, uno studio di 34 pagine illustra alcuni degli effetti nocivi delle vaccinazione , è stato reso disponibile per la visualizzazione on-line. Sei ore dopo, l'URL era scomparso, e lo studio è stato apparentemente cancellato dalle profondità di Internet - probabilmente nella speranza che le informazioni "controverse" che conteneva sarebbero state dimenticate.

La vaccinazione e Health Outcomes: A Survey of 6 a 12 anni, vaccinati e non vaccinati bambini sulla base delle relazioni Madri ' , da Anthony R. Mawson, et al. sembrava come qualsiasi altro report standard sulla vaccinazione a prima vista, secondo l'autore James Grundvig. Il documento era stato collegato a Grundvig, e ha recentemente pubblicato un articolo sullo studio, come ha autenticato l'autore dello studio, e ha anche descritto come il giornale di pubblicazione è andato a censurare l'informazione.
Grundvig scrive che dopo aver letto le conclusioni di Mawson nello studio, sembra che forse il CDC ha volutamente evitato di condurre tale ricerca a se stessi, perché "sarebbe in contrasto con la messaggistica di CDC che tutti 'i vaccini sono sicuri.'"

Ricerca: vaccini e disturbi dello sviluppo neurologico

Per condurre le loro ricerche, Mawson e il suo team impegnati in uno studio trasversale delle madri di bambini che sono stati educati a casa. Organizzazioni homeschooling dalla Florida, Louisiana, Mississippi, Oregon e stato chiesto di inoltrare una e-mail ai propri soci, chiedendo alle madri di compilare un sondaggio on-line anonimo. Il questionario ha raccolto informazioni sullo stato vaccinale e gli esiti di salute dei loro figli biologici che erano di età compresa tra 6 e 12. In totale tra, 415 madri hanno fornito informazioni circa 666 bambini. Di questi, solo 261 (o 39 per cento) non era stato vaccinato. Informazioni sulle esperienze della gravidanza, storie di nascita, le condizioni acute e croniche, e l'utilizzo dei servizi di farmaci e assistenza sanitaria è stato anche incluso nella raccolta dei dati.
Nel complesso, i risultati dello studio hanno mostrato che mentre i bambini vaccinati sono stati con meno probabilità di avere la varicella o pertosse, erano significativamente più probabilità di sviluppare altri tipi di infezioni, allergie, e sono stati con più probabilità di essere diagnosticati con un disturbo dello sviluppo neurologico (di cui per lo studio come NDD). NDD sono stati definiti come disturbi dello spettro autistico, disturbo da deficit di attenzione (ADHD), difficoltà di apprendimento, o qualsiasi combinazione dei tre. Potrebbe essere che i bambini non vaccinati sono in molti modi più sani ? Sembra certamente in questo modo.

I dati rivelano disparità scioccanti

I dettagli specifici di questi incidenti sono ancora più scioccanti. Per esempio, lo studio ha rilevato che i bambini vaccinati hanno avuto per 7 volte maggiori probabilità di essere diagnosticati con qualsiasi tipo di NDD - o, in altre parole, un aumento del rischio del 700 per cento. C'è stato un aumento di 2 volte dello spettro autistico con diagnosi di disturbo, un aumento di 2 volte nella diagnosi ADHD e un aumento di 2 volte in difficoltà di apprendimento.
I bambini vaccinati esposti hanno avuto anche un aumento del 900 per cento in altre allergie, oltre rinite allergenica (che vantava un aumento di 1 volta soltanto). C'è stato anche un aumento di 9 volte in eczema e dermatite atopica.Sembra che ci sia un aumento del 400 per cento in malattie croniche tra i bambini vaccinati. Non ci sono state notevoli differenze nelle condizioni meno comuni, come la sindrome di Tourette, il cancro, il morbo di Crohn, la depressione, il diabete (tipo 1 o di tipo 2), artrite reumatoide giovanile, encefalopatia, e altri. Tuttavia, i ricercatori osservano che un campione più ampio sarebbe necessario al fine di individuare le differenze nei tassi di incidenti di queste condizioni più rare.
Per quanto riguarda le condizioni acute, mentre i bambini vaccinati erano significativamente con meno probabilità di avere avuto varicella o pertosse, erano anche con più probabilità di sviluppare infezioni dell'orecchio medio - con un aumento di 3,8 volte del caso. I bambini vaccinati avevano anche un 5,9 volte con maggiore probabilità di avere una polmonite rispetto ai bambini non vaccinati.
Quando si trattava di epatite A o B, febbre alta con un passato di 6 mesi, il morbillo, la parotite, la meningite (virale o batterica), l'influenza, o il rotavirus, non ci sono differenze sostanziali tra il vaccinati e non vaccinati.
Dopo il controllo per altri fattori, Mawson e il suo team determinata una regressione dell'analisi, c'è stato un aumento di 3,1 volte NDD tra i vaccinati. Inoltre, una possibile sinergia tra la vaccinazione e la nascita pretermine è stata scoperta nel corso della ricerca. Il team ha scoperto che l'interazione di parto pretermine e la vaccinazione è stata associata con un aumento di 6,6 volte del NDD.
Big Pharma e le loro shills sarà veloce nel cercare di screditare questo studio dicendo che essi "non possono verificare i risultati" a causa dell' anonimato dei dati dell'indagine - tuttavia, come ricorda Grundvig, il CDC ha usato lo stesso metodo esatto nel sondaggio del 2015 per produrre il tasso di 1-in-45 di autismo verificato nei neonati. Sarà interessante vedere il loro modo di parlare e il loro modo di aggirare questo studio.
fonti:

Riproduzione consentita purché l'articolo non sia modificato in nessuna parte, indicando Autore e link attivo al sito.

martedì 21 marzo 2017

STUDIO SUI VACCINI: studio peer-reviewed mostra che i bambini vaccinati hanno un 700% in più di probabilità di disordine dello sviluppo neurologico

Immagine: vaccino in studio: studio peer-reviewed mostra bambini vaccinati hanno un 700% in più di probabilità di disordine dello sviluppo neurologico
Articolo tradotto da Medic Bunker La Verità.

Natural News ) A San Valentino, uno studio di 34 pagine illustra alcuni degli effetti nocivi delle vaccinazione , è stato reso disponibile per la visualizzazione on-line. Sei ore dopo, l'URL era scomparso, e lo studio è stato apparentemente cancellato dalle profondità di Internet - probabilmente nella speranza che le informazioni "controverse" che conteneva sarebbero state dimenticate.

La vaccinazione e Health Outcomes: A Survey of 6 a 12 anni, vaccinati e non vaccinati bambini sulla base delle relazioni Madri ' , da Anthony R. Mawson, et al. sembrava come qualsiasi altro report standard sulla vaccinazione a prima vista, secondo l'autore James Grundvig. Il documento era stato collegato a Grundvig, e ha recentemente pubblicato un articolo sullo studio, come ha autenticato l'autore dello studio, e ha anche descritto come il giornale di pubblicazione è andato a censurare l'informazione.
Grundvig scrive che dopo aver letto le conclusioni di Mawson nello studio, sembra che forse il CDC ha volutamente evitato di condurre tale ricerca a se stessi, perché "sarebbe in contrasto con la messaggistica di CDC che tutti 'i vaccini sono sicuri.'"

Ricerca: vaccini e disturbi dello sviluppo neurologico

Per condurre le loro ricerche, Mawson e il suo team impegnati in uno studio trasversale delle madri di bambini che sono stati educati a casa. Organizzazioni homeschooling dalla Florida, Louisiana, Mississippi, Oregon e stato chiesto di inoltrare una e-mail ai propri soci, chiedendo alle madri di compilare un sondaggio on-line anonimo. Il questionario ha raccolto informazioni sullo stato vaccinale e gli esiti di salute dei loro figli biologici che erano di età compresa tra 6 e 12. In totale tra, 415 madri hanno fornito informazioni circa 666 bambini. Di questi, solo 261 (o 39 per cento) non era stato vaccinato. Informazioni sulle esperienze della gravidanza, storie di nascita, le condizioni acute e croniche, e l'utilizzo dei servizi di farmaci e assistenza sanitaria è stato anche incluso nella raccolta dei dati.
Nel complesso, i risultati dello studio hanno mostrato che mentre i bambini vaccinati sono stati con meno probabilità di avere la varicella o pertosse, erano significativamente più probabilità di sviluppare altri tipi di infezioni, allergie, e sono stati con più probabilità di essere diagnosticati con un disturbo dello sviluppo neurologico (di cui per lo studio come NDD). NDD sono stati definiti come disturbi dello spettro autistico, disturbo da deficit di attenzione (ADHD), difficoltà di apprendimento, o qualsiasi combinazione dei tre. Potrebbe essere che i bambini non vaccinati sono in molti modi più sani ? Sembra certamente in questo modo.

I dati rivelano disparità scioccanti

I dettagli specifici di questi incidenti sono ancora più scioccanti. Per esempio, lo studio ha rilevato che i bambini vaccinati hanno avuto per 7 volte maggiori probabilità di essere diagnosticati con qualsiasi tipo di NDD - o, in altre parole, un aumento del rischio del 700 per cento. C'è stato un aumento di 2 volte dello spettro autistico con diagnosi di disturbo, un aumento di 2 volte nella diagnosi ADHD e un aumento di 2 volte in difficoltà di apprendimento.
I bambini vaccinati esposti hanno avuto anche un aumento del 900 per cento in altre allergie, oltre rinite allergenica (che vantava un aumento di 1 volta soltanto). C'è stato anche un aumento di 9 volte in eczema e dermatite atopica.Sembra che ci sia un aumento del 400 per cento in malattie croniche tra i bambini vaccinati. Non ci sono state notevoli differenze nelle condizioni meno comuni, come la sindrome di Tourette, il cancro, il morbo di Crohn, la depressione, il diabete (tipo 1 o di tipo 2), artrite reumatoide giovanile, encefalopatia, e altri. Tuttavia, i ricercatori osservano che un campione più ampio sarebbe necessario al fine di individuare le differenze nei tassi di incidenti di queste condizioni più rare.
Per quanto riguarda le condizioni acute, mentre i bambini vaccinati erano significativamente con meno probabilità di avere avuto varicella o pertosse, erano anche con più probabilità di sviluppare infezioni dell'orecchio medio - con un aumento di 3,8 volte del caso. I bambini vaccinati avevano anche un 5,9 volte con maggiore probabilità di avere una polmonite rispetto ai bambini non vaccinati.
Quando si trattava di epatite A o B, febbre alta con un passato di 6 mesi, il morbillo, la parotite, la meningite (virale o batterica), l'influenza, o il rotavirus, non ci sono differenze sostanziali tra il vaccinati e non vaccinati.
Dopo il controllo per altri fattori, Mawson e il suo team determinata una regressione dell'analisi, c'è stato un aumento di 3,1 volte NDD tra i vaccinati. Inoltre, una possibile sinergia tra la vaccinazione e la nascita pretermine è stata scoperta nel corso della ricerca. Il team ha scoperto che l'interazione di parto pretermine e la vaccinazione è stata associata con un aumento di 6,6 volte del NDD.
Big Pharma e le loro shills sarà veloce nel cercare di screditare questo studio dicendo che essi "non possono verificare i risultati" a causa dell' anonimato dei dati dell'indagine - tuttavia, come ricorda Grundvig, il CDC ha usato lo stesso metodo esatto nel sondaggio del 2015 per produrre il tasso di 1-in-45 di autismo verificato nei neonati. Sarà interessante vedere il loro modo di parlare e il loro modo di aggirare questo studio.
fonti:
Riproduzione consentita purché l'articolo non sia modificato in nessuna parte, indicando Autore e link attivo al sito.

mercoledì 22 febbraio 2017

Tossicità da metalli pesanti nell’autismo




 Per comprendere il danno provocato all’organismo dai metalli pesanti dovremmo avere una visione d’insieme di questi elementi (arsenico, cadmio, cromo, alluminio, piombo e mercurio) e di come interferiscono sui pathways biochimici.
 Negli ultimi anni con il termine metalli pesanti si è voluto determinare un gruppo di metalli e semimetalli, o metalloidi associati a tossicità, anche se ci sono da più parti indicazioni a una nuova classificazione come indicato dall’International Union of Pure and Applied Chemistry.
 Negli ultimi periodi sono stati introdotti nell'ecosistema diversi metalli di origine antropica che hanno aggravato l’inquinamento ambientale, un esempio tra i più importanti è l'incenerimento dei rifiuti; in questo caso i metalli pesanti che creano più preoccupazione sono: cadmio, cobalto, arsenico, cromo, mercurio, manganese, rame, tallio, nichel, piombo e alluminio. Il semimetallo degno di maggior attenzione per la tossicità e cancerogenicità è l’arsenico (spesso trovato nei capelli dei bambini con ASD – Autism Spectrum Disorder) che allo stato puro non sembra mostrare tossicità, ma lo diventano tutti i suoi derivati che entrano a far parte come composto nei pesticidi, erbicidi e insetticidi.

 A titolo informativo è opportuno menzionare il coinvolgimento dei metalli pesanti nel processo di cancerogenesi, distinguendo l’azione cancerogena e pro-cancerogena, anche se in quest’ambito non è opportuno approfondire quest’aspetto.
 La tossicità dei metalli e dei loro composti dipende dalle loro proprietà fisico-chimiche, importante è la loro proprietà lipofila, la concentrazione nei tessuti ed i tempi di esposizione; il mix più pericoloso è la prolungata esposizione a dosi minime.
 L’induzione di stress ossidativo, l'inefficienza dei sistemi di detossificazione, il blocco dei meccanismi di riparazione del DNA e cosa più importante la variazione (modulazione) EPIGENETICA dell’espressione genica, sono i meccanismi che determinano il danno.
 E’ noto che tutti gli esseri viventi utilizzano per l’espletamento delle funzioni vitali, in particolare per i processi enzimatici, quantità variabili di elementi, tra i più importanti: ferro, zinco, rame, manganese.
 L'enzima è una proteina in grado di catalizzare una reazione chimica, in altre parole la facilita e accelera i processi biochimici all'interno della cellula, che in loro assenza avverrebbero in tempi lunghi e quindi non ottimali per la vita stessa della cellula.
 Gli enzimi sono necessari, come già accennato, per il metabolismo della cellula, ma soprattutto per la formazione di ATP che è la moneta energetica per i processi cellulari; si può comprendere a questo punto la pericolosità a livello molecolare dell’introduzione nell’organismo di metalli pesanti.
 Una volta penetrati nell’organismo questi elementi tossici interagiscono con le proteine e per la loro natura cationica, come dimostrato in vitro, possono formare addotti con il DNA.
 Le interazioni con le proteine sembrano essere le più importanti dal punto di vista patogenetico, infatti sono state individuate diverse proteine “bersaglio”, quali quelle implicate nella riparazione del DNA.
 Un esempio importante sono le zinc finger protein, gruppo di proteine che dipendono dalla presenza di Zinco e sono caratterizzate da quattro cisteine invarianti e/o residui di istidina che complessano l’atomo di zinco per formare il dominio zinc finger coinvolto sia nel legame con il DNA, sia nelle interazioni proteina-proteina.
 Appartengono a questa famiglia proteine che hanno un ruolo importante nei processi di segnalazione del danno del DNA e di riparazione. La più nota è la p53, meglio conosciuta come proteina anti-tumorale 53 (guardiano del genoma), che regolando il ciclo cellulare ricopre il ruolo di soppressore tumorale.

Fig.1 motivo zinc finger caratterizzato dalla presenza di un atomo di zinco o nel caso dei motivi zinc “cluster” da due.


 I sistemi di riparazione del DNA entrano in gioco non solo per induzione da parte di mutageni ambientali ma anche per danni endogeni al DNA, per esempio lo stress ossidativo da produzione di specie reattive dell’ossigeno ROS e dell’azoto RNS che provocano danno per genotossicità indiretta causata dai metalli.
 Preme ricordare che ROS e RNS sono induttori di segnali mitogeni e attivano la trascrizione genica, anche a concentrazioni minime. A concentrazioni più alte ROS e RNS possono danneggiare le biomolecole più importanti quali: lipidi, proteine e acidi nucleici e come conseguenza si ha danno sulle principali strutture cellulari, quali la membrana cellulare. I ROS e i RNS possono essere rimossi dall'organismo attraverso sistemi di detossificazione di fase I e fase II, al fine di non provocare danni letali alle cellule.
 Nei bimbi autistici abbiamo trovato spesso presenza di metalli pesanti e squilibri di membrana (rilevato con l’esecuzione dell’analisi minerale tissutale, e FatProfile).
 In pochi decenni ci siamo trovati di fronte a oltre 100.000 molecole chimiche di sintesi che per i nostri sistemi biologici, e soprattutto per i nostri recettori cellulari, sono novità, ricordando che il genoma non è in grado di adattarsi in modo così veloce ai cambiamenti ambientali.
 Non conosciamo ne le loro interazioni e i loro effetti sulle cascate biochimiche intracellulari, sui meccanismi dell’espressione genica, ne gli effetti biochimici diretti o immuno-mediati che i peptidi trasformati rischiano di avere a livello immunologico e/o neuro-endocrino, “ingannando” o alterando i recettori membranari, citoplasmatici, mitocondriali e nucleari.

 Nulla sappiamo delle alterazioni epigenetiche e delle interferenze sulla programmazione epigenetica fetale (programmi di espressione genica) nell’ambito dei tessuti ed organi deputati alla regolazione neuro-endocrino-metabolica dell’uomo.
 L’immissione in ambiente di molecole ad azione mimetica, metalli pesanti ed altri inquinanti che possono creare problemi allo sviluppo neuro-endocrino dell’embrione, del feto e del bambino è cosa nota e confermata da una moltitudine di studi scientifici.
 The Lancet 12 riporta uno studio importantissimo della Harvard School of Pubblic Health riguardante la tematica della pandemia silenziosa, cioè dei danni neuro-psichici che sono in continua crescita e interessano almeno il 10% dei bambini del cosiddetto mondo civilizzato.
 I metalli pesanti hanno la capacità di penetrare in tutti i tessuti, nelle cellule e in tutti gli organelli cellulari, compreso il nucleo dell’adulto e del feto, alterando l’assetto epigenetico e l’espressione genica delle diverse fasi dello sviluppo, oltre ad interferire con i sistemi enzimatici come già riportato.
 Solo a titolo di esempio riportiamo il caso dell’incidente della baia di Minamata, che provocò avvelenamento da mercurio nelle donne in stato di gravidanza che mangiavano pesce inquinato dal metallo fuoriuscito da un impianto industriale. In queste situazioni il mercurio è trasformato in mercurio organico da microrganismi solfato-riduttori, passa nella catena alimentare perché bio-magnificato, e giunge sulla tavola delle ignare donne che lo assorbono e lo distribuiscono nelle loro membrane biologiche e in quelle dei feti, danneggiandoli. I danni maggiori si evidenziano a livello neurologico con deficit mentali e paralisi.

 L’avvelenamento dei bambini sta diventando un fatto sistemico con progressione impressionante per la presenza nell’ambiente di tante altre sostanze tossiche come pesticidi, diserbanti, insetticidi, PCBs, diossine e altri che ritroviamo nella placenta, nel sangue cordonale e nel latte materno.
 Una nota a parte è riservata alle micotossine che ledono le giunzioni strette fra gli enterociti aprendo la strada alla permeabilità intestinale; tali sostanze risultano essere teratogene, mitogene, cancerogene e immunodepressive. Tutto quanto su riportato potrebbe contribuire a rendere vulnerabile il sistema immunitario del bambino ed esporlo a qualsiasi tipo di patologia.
 Nei miei piccoli pazienti affetti da autismo, già all’età di due anni si riscontrano (mineralogramma su capello) elevati livelli di mercurio, alluminio, arsenico e piombo, oltre a bassi livelli di selenio, zinco e rame.
 Importante da segnalare lo squilibrio degli elettroliti più comuni che denunciano uno stress ossidativo, che si conferma, sia con la bioimpedenziometria, sia con lo studio degli acidi grassi di membrana.
 E' ormai accertato che la pressione ambientale e la presenza di metalli pesanti giochino un ruolo chiave nello sviluppo dell’ASD (Autism spectrum disorder). Un aumento delle concentrazioni di Cu, Pb e Hg, e una diminuzione delle concentrazioni di Mg e Se nei capelli e/o unghie di soggetti autistici potrebbero essere correlati con il livello di gravità della patologia.



Alluminio
 Nell’ASD, da più parti, sono chiamati in causa la compromissione delle funzioni immunitarie ed i fattori ambientali, tra cui la vaccinazione, è sempre più sospettata di giocare un ruolo importante.

 Analizzando il database del Vaccine Adverse Events USA System CDC (VAERS) è stato evidenziato il legame tra ASD e alluminio contenuto nei vaccini: alla fine del secolo scorso è stato rilevato un aumento di casi di in concomintanza della diminuzione dell'uso di mercurio nei vaccini (con funzione di conservante) ed un aumento di alluminio sotto forma di sale (come adiuvante).
 Ricordiamo che i bambini con ASD sono particolarmente vulnerabili ai metalli tossici come l’alluminio e il mercurio, a causa della mancanza di solfato sierico e glutatione (importanti per i sistemi di detossificazione di fase II dell'organismo) e che la quantità di alluminio presente nei vaccini è di gran lunga superiore al livello massimo capace di dare danni neurologici.
 Il sistema immunitario (SI) permette all'organismo di difendersi da "aggressioni" di sostanze estranee (virus, batteri, parassiti, ...) che sono chiamati antigeni producendo anticorpi specifici. A volte il SI è deregolato per motivi ambientali e genetici e questo può causare disturbi immunologici (malattie autoimmuni-diabete di tipo 1, celiachia, artrite reumatoide, psoriasi, SLA,...-, malattie neurologiche, allergie, ..).
 Il 90% del sistema immunitario è localizzato nelle mucose dell'organismo, rappresentando nella quasi totalità dei casi la corretta via di attivazione del SI stesso. Generalmente il SI è in grado di "ricordare" gli antigeni con cui è venuto a contatto; in teoria la memoria dovrebbe essere mantenuta a vita, ma in realtà, come per la memoria cerebrale, vengono mantenuti solo i ricordi più intensi (corretta stimolazione del SI), così che per mantenere la memoria immunitaria c'é bisogno di richiami mediante stimolazioni antigeniche.
 I vaccini non stimolano correttamente il SI, così che per avere una memoria immunitaria c'é bisogno di inoculare diverse dosi di vaccino all'organismo ( e non sempre vengono prodotti anticorpi): la produzione di anticorpi da parte della memoria cellulare dipende da quanto forte è stata la risposta Th1, cioè da quanto corretta è stata la stimolazione del SI. Per questo dopo le vaccinazioni, alcune persone producono grandi quantità di anticorpi ed altre non neproducono affatto.

 La vaccinazione, altro non è che l'inoculazione di proteine virali, batteriche e tossine; ma queste proteine, inoculate da sole non sono in grado di provocare una risposta immunitaria. C'è quindi bisogno di provocare una infiammazione nel posto di inoculazione, in modo da attivare l'immunità innata e di conseguenza quella acquisita, capace di mantenere la memoria. L'infiammazione è provocata dall’aggiunta di sali di alluminio nei vaccini che, in realtà ha un doppio compito:
  • innescare la risposta infiammatoria
  • intrappolare l'antigene in modo da rilasciarlo lentamente, nella speranza di innescare la memoria immunitaria.
Così l’uso dell’alluminio come adiuvante nei vaccini è la norma anche se i meccanismi che li conferiscono queste proprietà non sono ancora noti, nonostante siano stati condotti diversi studi sia in vivo (animali) che in vitro (colture di cellule del sangue).

 Fra i primi studi effettuati allo scopo di chiarire i meccanismi di azione dell'idrossido di alluminio, bisogna ricordare Ulanova et al., che hanno valutato l'effetto diretto dell'idrossido di Alluminio sui monociti umani in vitro.
 I monociti sono cellule presenti nel sangue capaci di intercettare sostanze estranee all'organismo, di fagocitarle e di attivare la risposta immunitaria secondo una complessa danza di interazioni e comunicazioni cellulari. Nel lavoro citato sono stati osservati cambiamenti rilevanti nelle proprietà accessorie dei monociti dopo l’esposizione a breve termine in coltura di idrossido di alluminio:
  • Un aumento dell'espressione delle molecole accessorie per l'attivazione dei linfociti T: CD40, CD54, CD58, CD86, MHC II (Maggiore Complesso di Istocompatibilità di classe II).
  • Differenziazione dei monociti in coltura in cellule morfologicamente simili alle cellule dendritiche; le cellule dendritiche sono cellule altamente specializzate capaci di presentare l'antigene per scatenare la risposta immunitaria; tali cellule sono scarsamente presenti nel sangue e si originano da precursori presenti nel midollo osseo in seguito a particolari stimoli antigenici e "messaggi cellulari".
  • Aumento della sintesi di interleuchina-4 (IL-4) mRNA; l'IL4 è un messaggero delle cellule dei SI, capace di aumentare la produzione di anticorpi attraverso la stimolazione dei linfociti Th2.
  • l'aumento dell'espressione cellulare di MHC di classe II (che indica attivazione immunitaria) non si è verificato dopo l'aggiunta di anticorpi anti IL-4 in coltura, capaci di neutralizzare l'effetto dell'IL4 prodotta dai monociti stimolati dall'idrossido di alluminio.
 Questi risultati suggeriscono che l'idrossido di alluminio è in grado di stimolare direttamente i monociti a differenziarsi attivanto la risposta immunitaria cellulo-mediata, cioè capace di coinvolgere i linfociti T. In questo lavoro è stata evidenziata la capacità di indurre i monociti a produrre l'IL4, molecola capace di attivare i linfociti Th2, predisposti a stimolare la produzione di anticorpi ma coinvolti anche nella patologia delle allergiche. Questo spiegherebbe il potente effetto adiuvante dell'idrossido di alluminio, senza il quale gli antigeni somministrati non evocherebbero alcuna risposta.

 I composti di alluminio sono stati ampiamente utilizzati come coadiuvanti umani per più di settanta anni.
 Ad oggi nonostante i numerosi studi effettuati (Hanfen Li et al., 2007; Lambert S.L et al., 2012; Pashine A. et al., 2005; Seubert A. et al, 2008;..), non sono stati ancora chiariti i meccanismi di azione dell'idrossido di alluminio, unico adiuvante autorizzato per la somministrazione di vaccini nell'uomo né è stata trovata una molecola capace di sostituirlo. Si ipotizza che gli adiuvanti formino un "deposito" presso il sito di iniezione, da cui l'antigene viene rilasciato lentamente, portandolo ad una prolungata esposizione alle APC e quindi ai linfociti, mentre è stato dimostrato che l'idrossido di alluminio migliora l'assorbimento dell'antigene dalle APC in vitro.
 Al contrario le ricerche effettuate anche in campo immunologico non hanno fatto altro che complicare l'interpretazioni dei risultati ottenuti. È noto, sopratutto da esperimenti condotti in vitro, che il loro effetto immuno-adiuvante è associato con l'induzione di risposte Th2, ma i meccanismi alla base di questo effetto restano sconosciuti.

 In realtà Li H. et al (2007), in esperimenti in vitro, hanno dimostrato come l'idrossido di alluminio è capace di evocare sia la risposta di tipo Th1 (coinvolta nelle malattie autoimmuni) che Th2 (coinvolta nelle allergie), e questo dipende dal microambiente in cui viene stimolata la risposta immunitaria. L'idrossido di alluminio sembra stimolare l'attivazione a cascata delle caspasi, quindi dell'infiammosoma, in particolare della caspasi 1; tale proteina è capace di permettere il rilascio delle interleuchine IL1 ed IL18: IL 1 attiva i linfociti T helper, in particolar modo i linfociti Th2, aumentando la produzione di anticorpi.    
 IL 18 attiva cellule diverse in funzione del microambiente in cui si trova:
  • se c'è IL12 attiva la risposta di tipo Th1
  • se non c'é IL12 attiva la risposta Th2
 E i meccanismi alla base di questi effetti (per altro sempre in vitro) restano sconosciuti, nonostante l'infiammosoma è correlato con i danni al sistema nervoso centrale (Bhat and Steinman, 2012)

 L'unica cosa chiara (dimostrata anche per le cellule dendritiche, le principali APC dell'organismo) è che il tipo di risposta immunitaria dipende da 2 fattori in particolare:
  1.  TIPO di Patogeno che stimola la risposta immunitaria (normalmente tutti i virus, ad eccezione dell'HIV, Influenza e Morbillo, aumentano la quantità di IL12 stimolando la risposta di tipo Th1)
  2.  TIPO di Ambiente del Sistema Immunitario, cioè il microambiente del singolo individuo in cui avviene la risposta immunologica, definito dalla presenza di interleuchine proinfiammatorie (risposta Th1) ed antinfiammatorie (Th2). Un esempio del microambiente è proprio quello del lattante: per evitare l’azione di rigetto del feto, il sistema immunitario della madre è sbilanciato verso una risposta di tipo Th2, quindi il bambino nasce con un "imprinting" Th2. Dopo la nascita , il sistema immunitario dei lattanti viene stimolato dal latte materno a sviluppare anche le risposte di tipo Th1, man mano che il sistema immunitario della mamma raggiunge un equilibrio. Alla nascita il bambino è quindi quasi incapace di sviluppare risposte immunitarie di tipo Th1 ed il suo sistema immunitario raggiunge la maturazione attraverso gli stimoli del latte materno all'inizio e dall'ambiente in cui vive. Il tipo di micro-ambiente individuale dipenderà comunque dalle caratteristiche genetiche dell'individuo (geni dell'HLA, geni KIR, delle molecole coinvolte nell'infiammazione) che potrà sbilanciare la sua risposta immunitaria verso Th1, Th2 o Th17.

  • Altri studi sull’alluminio, presente come adiuvante nei vaccini, dimostrano che:
  • Il vaccino per la malattia di Lyme è in grado di innescare l'artrite nei criceti geneticamente predisposti; il 100% dei criceti ha sviluppato l'artrite (l'alluminio è un potente adiuvante e aumenta l'espressione dell'MHC )
    Si sviluppano malattie infiammatorie articolari e artrite reumatoide in risposta ai vaccini contro l'epatite A e B; è importante il sottotipo HLA dei soggetti.
  • Anche il thimerosal induce una sindrome autoimmune in topi transgenici HLA-DR4, con una predisposizione genetica per la malattia autoimmune. Sono stati osservati gravi disturbi comportamentali e neuropatologici, non riscontrati in ceppi di topi che non avevano la predisposizione autoimmune.

In modo più specifico, è stato valutato se l'esposizione all’alluminio dei vaccini potrebbe contribuire all'aumento della prevalenza ASD, infatti i risultati mostrano che:
a) bambini provenienti da paesi con la più alta prevalenza ASD sembrano avere la maggiore esposizione all’alluminio contenuto nei vaccini
b) esiste una correlazione significativa tra quantità di Alluminio somministrato ai bambini in età prescolare, in particolare a 3-4 mesi di età, e la prevalenza attuale di ASD in sette paesi occidentali.
c) l'applicazione dei criteri di Hill's indica che la correlazione tra Alluminio dei vaccini e ASD può essere causale, poiché i bambini rappresentano la popolazione più a rischio di complicanze a seguito dell’esposizione all’alluminio, è urgente una valutazione più rigorosa della sicurezza di questi adiuvanti.
 Sono state analizzate anche le manifestazioni cliniche di pazienti con diagnosi di patologia immune/autoimmune, dopo vaccinazione contro l'epatite B, cercando di trovare i denominatori comuni per tutti i pazienti, indipendentemente dalle malattie diagnosticate, e la correlazione ai criteri di sindrome autoimmune indotta da adiuvanti (ASIA). Caratteristiche cliniche comuni sono state osservate tra i 93 pazienti con diagnosi di condizione immuno-mediata dopo vaccinazione contro HBV, suggerendo un comune denominatore in queste malattie. Inoltre, i fattori di rischio rinvenibili all’anamnesi, come una storia di malattie autoimmuni e la comparsa di eventi avversi durante immunizzazione, possono servire per prevedere il rischio di malattie post-immunizzazione.

 In conclusione, è noto che gli stimoli immunitari, compresi quelli indotti dal vaccino, possono portare ad alterazioni permanenti del cervello e della funzione immunitaria in tenera età. Evidenze sperimentali mostrano che la contemporanea somministrazione di due o tre adiuvanti può superare la resistenza genetica alle malattie autoimmuni. Per quanto riguarda i vaccini bisogna aggiungere la variabile tossica legata alla presenza di alluminio (senza il quale il vaccino non scatenerebbe la risposta immunitaria). Secondo la Food and Drug Administration Americana, spesso non viene fatta una appropriata valutazione sulla sicurezza dei vaccini, perché non sono stati considerati intrinsecamente tossici.

Nel valutare la tossicità degli adiuvanti nei bambini, dovrebbero essere considerati alcuni aspetti importanti: 
a. I neonati e i bambini non dovrebbero essere considerati "piccoli adulti" per quanto riguarda il rischio tossicologico, perché la loro fisiologia li rende molto più vulnerabili agli insulti tossici. 
b. Negli adulti gli adiuvanti contenenti alluminio sono stati collegati a malattie autoimmuni ed infiammatori; nonostante ciò i bambini sono regolarmente esposti a quantità molto elevate di alluminio in un periodo in cui il loro sistema immunitario non è perfettamente competente. 
c. Si da per scontato che le risposte immunitarie periferiche non influenzano le funzioni cerebrali, è invece certo che c’è un cross-talk neuro-immune bidirezionale cruciale. Queste perturbazioni dell’asse neuro-immune sono state dimostrate in diverse malattie autoimmuni, e si ipotizza che siano causate da una abnorme risposta immunitaria 
d. si dovrebbe tener conto della variabilità genetica del bambino, utilizzando geni marcatori di predisposizione. 
e. Si dovrebbe tener conto delle condizioni ambientali del bambino, ad esempio il tipo di nascita (cesareo o naturale), l'allattamento materno, la presenza in famiglia di familiari di primo e secondo grado affetti da malattie autoimmuni, allergie e malattie neuropsichiatriche.

 La ricerca dimostra che la crescente preoccupazione riguardante le vaccinazioni, è giustificata.
 È evidente il ruolo dei metalli tossici anche in altre patologie emergenti quindi sarebbe auspicabile una maggiore attenzione nei confronti di questo problema da parte di tutti.


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