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24/01/19

Alla fiera di Big Pharma Per due soldi Con la ministra la Glaxo brindò.

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Nella foto il mitico Andrea Tosatto intento nell'interpretazione di "Alla Fiera di Big Pharma"


ALLA FIERA DI BIG PHARMA PER DUE SOLDI CON LA MINISTRA LA GLAXO BRINDÒ.


Alla fiera di Big PharmaPer due soldiCon la ministra la Glaxo brindò

Alla fiera di Big PharmaPer due soldi
Con la ministra la Glaxo brindò. 



E venne Grillo che firmò il patto
Che per primo Burioni firmò.
E venne Grillo che firmò il patto
Che per primo Burioni firmò.
Alla fiera di Big Pharma
Per due soldi
Con la ministra la Glaxo brindò.
E venne Silvestri che parlò a Grillo che firmò il patto
Che per primo Burioni firmò
Alla fiera di Big Pharma
Per due soldi
Con la ministra la Glaxo brindò.
E venne Guerra che vuole Silvestri che parlò a Grillo che firmò il patto
Che per primo Burioni firmò
Alla fiera di Big Pharma
Per due soldi
Con la ministra la Glaxo brindò.
E venne l’OMS che assunse Guerra che vuole Silvestri che parlò a Grillo che firmò il patto che per primo Burioni firmò.
Alla fiera di Big Pharma
Per due soldi
Con la ministra la Glaxo brindò.
E venne Rockefeller che pagò l’OMS che assunse Guerra che vuole Silvestri che parlò a Grillo che firmò il patto che per primo Burioni firmò
Alla fiera di Big Pharma
Per due soldi
Con la ministra la Glaxo brindò.
E venne il gufo che piace a Rockefeller che pagò l’OMS che assunse Guerra che vuole Silvestri che parlò a Grillo che firmò il patto che per primo Burioni firmò.
Alla fiera di Big Pharma
Per due soldi
Con la ministra la Glaxo brindò.
E venne il club che adora il gufo che piace a Rockefeller che pagò l’Oms che assunse Guerra che vuole Silvestri che parlò a Grillo che firmò il patto che per primo Burioni firmò

Ma poi venne l’AMORE che chiuse il CLUB che adora il gufo che piace a Rockefeller che pagò l’Oms che assunse Guerra che vuole Silvestri che parlò a Grillo che firmò il patto che per primo Burioni firmò.
E infine l’ANGELO DI DIO mandò l’Amore che chiuse il club che adora il gufo che piace a Rockefeller che pagò l’Oms che assunse Guerra che vuole Silvestri che parlò a Grillo che firmò il patto che per primo Burioni firmò.
Sulla fiera di Big Pharma
Finalmente,
ora e per sempre
la luce calò.

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16/01/19

TG (SATANISTA) 5: FAKE NEWS. MENINGITE, MUORE 15ENNE ROMANO ALL'UMBERTO I: NON ERA VACCINATO?

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Nella foto l'ospedale che ha fatto morire il quindicenne di meningite scaricando la colpa ai genitori della vittima facendo dire dai giornalai che la morte è stata causata dalla mancata vaccinazione.

Ragazzo quindicenne muore per una meningite all'ospedale dopo una terapia antibiotica... e udite udite... nel finale come contorno scaricano la colpa ai genitori sponsorizzando i vaccini dicendo... non era vaccinato


A parte che se era vaccinato oggigiorno sarebbe morto prima, ma come fanno intanto ad insinuare che il vaccino lo avrebbe salvato? 
Ma poi detto da quali giornalai? 
Quelli che non fanno nessuna inchiesta sui vaccini da quando tutti i politici si sono intascati la mazzetta della Glaxo?
Ed è cosi che un caso di malasanità dove un bambino è vittima del sistema, un sistema che pur di far vendere medicinali ci spruzza nell'aria batteri ingegnerizzati tramite scie chimiche, ci fa entrare clandestini di altri paesi senza efficaci controlli sanitari e infine un sistema che rimette in libertà dei trafficanti di virus... intorta nuovamente di prima mattina gli italiani, sfruttando la morte di un bambino mal curato all'ospedale chiedendo con il terrore la vaccinazione con vaccini sporchi e infetti in favore di criminali case farmaceutiche. 
Media di regime primari che adesso faranno straguadagnare altri pennivendoli prezzolati con una notizia inventata di sana pianta.
E' bello vincere facile, specie se la pelle è quella degli altri.
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14/01/19

Burioni e il patto…col diavolo

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Burioni e il patto…col diavolo



Marcello Pamio

Lui che si arroga il diritto di parlare solo con chi è sapiente.
Lui che non perde tempo con i somari del web.
Lui che offende tutti dall’alto del suo accademico scranno.
Ma questo scranno, grazie alle ricerche giornalistiche di Franco Bechis il direttore de «Il Tempo», sembra essere più o meno alto come la sedia del nano Dotto.
Per chi ancora non lo ha capito stiamo parlando del diversamente-umile Burioni.

Basta infatti leggere i verbali delle Commissioni di concorso universitario che hanno respinto le domande per una cattedra del dottor Roberto Burioni, giudicandolo «appena sufficiente».
La «Gazzetta Ufficiale» riporta la bocciatura della sua candidatura alla Sapienza di Roma, con le seguenti motivazioni: «il candidato presenta una produzione pur se di buon livello, piuttosto ripetitiva (…) lascia perplessi la sua attività didattica per la discontinuità delle sedi in cui si è svolta».
Le bocciature si sono ripetute anche in altre università d’Italia…

Eccolo qua l’incommensurabile genio, quello che si auto-osanna e auto-incensa come l’unico che ha il diritto di parlare di vaccini e di Scienza (con la esse maiuscola), quella non democratica.
A proposito di antidemocraticità, il Dotto ha preparato il «patto per la scienza», un testo estremamente pericoloso per le libertà del Paese.
Stiamo parlando di un rischio concreto per la libertà di cura, di pensiero, di espressione, di critica e di confronto scientifico. Insomma un patto col diavolo che preannuncia una dittatura ancor più serrata dell’attuale. Per fortuna al momento attuale le prestigiose firme messe in calce al vergognoso patto sono quelle di Roberto Burioni, Guido Silvestri, Riccardo Nencini, Matteo Renzi e Beppe Grillo.

Quindi il vuoto cosmico, ma l’appello va ai veri scienziati italiani (che ci sono), ai veri politici (se ancora ne esistono), ai veri comici (quelli ancora non venduti al Sistema), nella speranza che lascino franare nel vuoto questa pericolosissima deriva antidemocratica e antiliberale.
Infine, detto tra noi stiamo parlando di un documento presentato da Burioni, uno che, checché ne dica il suo ego, non ha i titoli accademici.
Uno che insegna al San Raffaele di Milano, l’università fondata da don Luigi Maria Verzè, la cui storia di scandali e misteri è sempre molto illuminante…

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LA VITAMINA D: IL POTENTE ORMONE PER IL SISTEMA IMMUNITARIO.

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LA VITAMINA D: IL POTENTE ORMONE PER IL SISTEMA IMMUNITARIO.

LA VITAMINA D 

La vitamina D non è una vitamina, ma è un ormone,  quindi è una vitamina per modo di dire,che si può tranquillamente definire con il titolo di "regina del sistema immunitario" quindi è un potente ormone immunoregolatore del gruppo degli steroidi come tutti gli ormoni sessuali e tutti gli altri ormoni... e deriva appunto dalla trasformazione del colesterolo...
La "vitamina D" è una sostanza molto molto potente per il nostro sistema immunitario.

La sua azione è principalmente immunoregolatrice, e tutte le situazioni immunitarie in sua mancanza vengono alterate.
Dobbiamo sapere che la "vitamina D" ha dei recettori come tutti gli ormoni, ha dei ricettori sulla cellula, sulla membrana cellulare e sul nucleo cellulare, per cui su tutte le cellule dell'organismo praticamente, per cui regola tutte le funzioni dell'organismo, regola le espressioni di tutti i geni, e regola quindi la funzionalità di tutti i geni sopratutto quelli del sistema immunitario.

LA CARENZA DI VITAMINA D

La carenza spesso può essere abbastanza subdola, nessuno si accorge direttamente di avere una mancanza di vitamina D, a meno che non abbia delle unghie molto più fragili, le ossa più fragili, una caduta di capelli, oppure ci sono delle vere e proprie patologie sia del sistema immunitario che altri sistemi del corpo, perchè non è soltanto del sistema immunitario perché è ubiquitaria la sua azione, e quindi in altri sistemi la vitamina D agisce direttamente.
La carenza di vitamina D venne scoperta all'inizio della metà dell'700 quando l'Inghilterra della rivoluzione industriale cominciava ad essere scurata dai fumi delle miniere di carbone i raggi solari non penetravano adeguatamente... (adesso per questo usano le scie chimiche) e tutti i bambini che lavoravano al chiuso nelle miniere erano colpiti di rachitismo, e questo fu il primo sintomo da carenza di vitamina D, ci vollero per scoprire che bastava confrontarli con quelli che vivevano nelle campagne alla luce del sole e che non avevano affatto questo tipo di patologia.

Quindi la vitamina D è dipendente non soltanto dall'alimentazione ma sopratutto dalla esposizione al sole.
La cosa fondamentale è piu che cercare di carpire i sintomi che spesso possono essere vaghi da una carenza di vitamina D, basta fare un semplice esame del sangue e da lì vedere se si è o non si è carenti, e bisogna sottolineare che sopratutto nella stagione invernale la stragrande maggioranza della popolazione è carente di vitamina D, e perché questo? 

Il perché è abbastanza intuitivo, viviamo dentro case scuole fabbriche uffici macchine sempre coperti e non più come una volta, quando una volta si viveva all'aria aperta, si lavorava e non si era vestiti come siamo vestiti oggi e per cui il nostro corpo era abituato a trarre dalla luce solare adeguate quantità di vitamina D, oggi è tutto il contrario.
Prescrivere calcio nell'osteoporosi come fanno tutti i medici è sbagliato, viene detta l'osteoporosi come una carenza di calcio, ma non è assolutamente vero, l'osteoporosi è una carenza di calcio nelle ossa ma ci vuole qualcosa che faccia assorbire il calcio nelle ossa, quindi immettere indiscretamente grandi quantità di calcio sopratutto calcio di derivazione vaccinica tipo quello del latte e dei latticini che è un calcio molto pesante perché non è molto adatto nell'utilizzazione dell'essere umano.

Ad esempio le nostre donne quando allattano i loro bambini danno il loro latte, non certo quello della mucca,quello della mucca è buono per il vitello con un rapporto calcio fosforo completamente diverso da quello materno, per cui l'osteoporosi non è una carenza di calcio ma è una carenza di tutte le condizioni che favoriscono un corretto assorbimento di calcio da parte dell'osso.
Queste condizioni sono molteplici, quindi come ho scritto in precedenza, ci vuole vivere all'aria aperta e movimento fisico, le due condizioni fondamentali per cui l'essere umano è tra virgolette programmato, muoversi e stare all'aria aperta, e noi oggi facciamo l'esatto contrario, non ci muoviamo, i nostri bambini sono sempre più sedentari e in più non stiamo neanche all'aria aperta. Ecco la vera carenza di calcio. Il latte di mucca e i latticini ormai è stato dimostrato da studi americani su campioni di migliaia e migliaia di persone, che i latticini ivece al contrario aumentano la tendenza dell'osteoporosi e quindi la sua progressione e non che la diminuiscono.

Quindi è sbagliato dire mangia il formaggio, bevi il latte prendi il calcio (il carbonato di calcio) che quando non viene assorbito e non lo è nella misura del 90% non assorbito, viene a depositarsi nei tessuti facendo altri danni oltre al quello del mancato aiuto all'osteoporosi.

Avere la vitamina D in modo naturale.


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Per ottenerla bisogna stare un po sotto il sole ma oltre a quello si può avere la vitamina D in alcuni cibi, principalmente animali, ad esempio il vecchio olio di fegato di merluzzo che una volta si dava ai bambini sempre allo scopo di combattere il rachitismo nelle scuole infatti veniva somministrato molti e molti anni fa e ne è ricchissimo. Alcuno pesci selvaggi, il salmone, magari da pesci non trattati dall'allevamento, oppure dalle uova e poi alcuni vegetali, alcuni funghi, ma i vegetali sono molto più scarsi, infatti nei vegetali c'è la vitamina D2, e negli animali la D3, che è molto più forte a meno che non si prendano degli integratori a base di licheni... è comunque più la maggior parte dovremmo prenderla attraverso l'esposizione solare senza usare troppi escamotage alimentari...


E' fondamentale divulgare la conoscenza.

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Fonte: https://www.vivereinmodonaturale.com/2018/12/la-vitamina-d-il-potente-ormone-per-il.html
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10/01/19

Medical facts e le fake news di Roberto Burioni... che due maroni.

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Medical facts e le fake news di Roberto Burioni... che due maroni. 🙈🙉🙊



BURIONI, CHE DUE MARONI - L’IMMUNOLOGO, CHE SFIDA LA FORFORA E ELUDE I BARBIERI, SUL SUO SITO ANTI FAKE NEWS “MEDICAL FACTS”, MISTIFICA I RISULTATI DI UNO STUDIO PUBBLICATO SU “LANCET” - IL CONTROPELO DE "LA VERITA'" AL MEDICO: "NELLA RICERCA VENGONO INDIVIDUATI I FOCOLAI DI CONTAGIO NELLE SITUAZIONI DI VIAGGIO E NEI CENTRI DI ACCOGLIENZA. SECONDO LUI SIAMO NOI A FAR AMMALARE I MIGRANTI MA IL TESTO ORIGINALE DICE COSE DIVERSE…" 


1 - LE BALLE DEL MEDICO PREDILETTO DAL PD «GLI ITALIANI INFETTANO GLI IMMIGRATI»
Maurizio Belpietro per “la Verità”

ROBERTO BURIONIROBERTO BURIONI
Confesso: fino a ieri non mi ero mai occupato di Roberto Burioni. Di lui sapevo il necessario, cioè, oltre al suo incarico di docente universitario, mi erano noti gli interventi polemici a favore dell'obbligo di vaccinazione. Dal titolo di un paio di suoi libri (Il vaccino non è un'opinione, La congiura dei somari. Perché la scienza non può essere democratica) ne avevo dedotto che, assieme a una innegabile competenza in campo immunologico, fosse fornito anche di una non modica quantità di arroganza.

Messo da parte il curriculum, che certo è vasto e sostenuto da studi in numerose università estere, il suo atteggiamento è piuttosto simile a quello del marchese del Grillo. Ogni volta che si presenta in tv o scrive sui social, infatti, premette che lui è lui e gli altri non sono un cazzo e con questo, ergendosi al di sopra di qualsiasi interlocutore, chiude il discorso. Se non si ha una laurea pari alla sua in pratica non è consentito interloquire. A prescindere.
burioni coverBURIONI COVER

È successo anche di recente, durante uno scambio di post su Facebook con un altro docente. Non un immunologo come Burioni, ma un filosofo della scienza. Siccome il secondo è professore a contratto, e non ordinario come il nostro marchese, il celebre medico lo ha liquidato dicendogli che se si è saliti in cattedra e a 40 anni si è ancora precari vuol dire che si è in pratica dei falliti.

Dunque non si ha titolo per dare lezioni, per lo meno a lui, che dall' alto della sua docenza non può essere contraddetto da un professore a contratto. «Da contrattista», ha scritto Burioni, «lei mi sta facendo una lezione gratuita su come riuscire dove lei continua a fallire». Ma che aveva detto di tanto grave per essere trattato come uno studentello qualsiasi il filosofo della scienza? Semplice, aveva detto che il professor Burioni non sa comunicare. Sarà di certo un pozzo di scienza, ma quando apre bocca, va in tv e schiaffeggia tutti con toni boriosi si rivela una pozzanghera.

ROBERTO BURIONIROBERTO BURIONI
 «La scienza è una cosa buona», ha scritto l'uomo che ha osato mettere in discussione l'autorità indiscussa del marchese, «ma ci sono medici che ne hanno un'idea così ingenua e imbarazzante da fare danno alla scienza. Certo, non si può chiedere a tutti di conoscere un po' di filosofia della scienza. Però ignoranza e arroganza non aiutano se decidi di metterti a discutere nello spazio pubblico». Come sia finita la discussione sui social lo sapete.

Burioni non ha mandato giù il consiglio del collega e ha rispedito al mittente proprio ciò che il mittente gli rimproverava. Scrivendogli non che sbagliava, ma che non aveva titoli - accademici, s' intende - per rivolgersi a lui. In pratica, dicendogli non sei un mio pari, Burioni ha confermato non solo l' immagine che si ha di lui, ma quel che pochi giorni fa ha detto all' assemblea nazionale del Pd il giovane candidato Dario Corallo, il quale lo ha portato ad esempio di un certo modo di fare politica, dove si umiliano le persone, bullizzando con le parole anche chi ha espresso un semplice dubbio.
IL TWEET DI ROBERTO BURIONI SULLE DONNE BRUTTEIL TWEET DI ROBERTO BURIONI SULLE DONNE BRUTTE

Cioè, ridotto all' osso, Burioni è Burioni e gli altri non sono un cazzo. Ma attenzione, quando si bullizza, poi si rischia di esagerare. Ed è quello che è accaduto al celebre e illuminato (nel senso di circonfuso di luce propria) marchese. Con squillo di trombe e di fanfare, il professore l' altroieri ha lanciato un suo sito contro le fake news. Si chiama Medical Facts e ha il compito di smascherare le bugie in campo medico. E qual è la prima che viene svelata?

Quella riguardante gli extracomunitari: non sono gli immigrati che ci portano i batteri, ma siamo noi italiani a trasmetterli a loro. Tradotto: siamo noi gli untori. Chi lo dice? Uno studio di Lancet, nota rivista scientifica, che riporta i risultati di una ricerca condotta sui profughi. A leggere ciò che spiega il sito di Burioni, la ricerca sarebbe definitiva.

Peccato che già sul sito della rivista si capisca che definitiva non è, ma si tratta di una «scoperta» tutta da valutare, innanzitutto perché - come ammettono gli stessi ricercatori - basata su dati un po' scarsi e poi perché a influire sulla diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici non sono gli italiani, ma «le condizioni di viaggio» dei migranti per arrivare da noi. Quindi non siamo noi che li contagiamo, ma sono persone già ammalate che contagiano chi viaggia con loro. Del resto, lo stesso sito di Burioni spiega che «i batteri resistenti i migranti li contraggono quando sono costretti a vivere, pigiati con altre centinaia di persone, in condizioni inumane».

roberto burioniROBERTO BURIONI
Cioè certo non da noi, perché in Italia non ci risulta che gli immigrati siano pigiati come sardine. Dunque? La risposta è semplice: il sito anti fake news è stato inaugurato con una fake news. Per rendersene conto non serviva Lancet, bastava leggere i rapporti dell' Unicef, consultare i dati del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell' Istituto di sanità o leggere qualche articolo di persone del mestiere. Purtroppo, però, il marchese del Grillo non si abbassa a leggere, ma solo a twittare. Lui è Burioni e gli altri non sono un cazzo. Se non si ha una laurea pari alla sua e una docenza, si prega di non fiatare.

2 - ROBERTO BURIONI S'INVENTA GLI UNTORI ITALIANI
Francesco Borgonovo per “la Verità”

ROBERTO BURIONIROBERTO BURIONI
Lo specialista in somaraggini Roberto Burioni ha appena lanciato il suo sito d'informazione. Si chiama Medical Facts e, ha spiegato il diretto interessato presentandolo alla stampa, «in futuro mi piace pensare che una iniziativa del genere possa riscuotere l'interesse delle istituzioni». Come a dire: se volete foraggiarmi, io sono qui. Già, in effetti le informazioni che fornisce Burioni sono davvero imprescindibili, mai sentite prima, e finalmente in grado di illuminare la mente degli italiani ignoranti.

Ieri, per dire Medical Facts ha pubblicato un articoletto con un titolo assolutamente inedito: «Uno studio rivela che siamo noi italiani a trasmettere batteri agli immigrati».
Forse Burioni non se n' è accorto, ma titoli di questo tipo hanno dominato i media negli ultimi anni. In ogni caso, il punto centrale è un altro: quello che scrive il castiga somari non è vero. Trattasi di una manipolazione bella e buona, che scoprire non è nemmeno troppo difficile. Vediamo di entrare nello specifico. Burioni e i suoi collaboratori citano una «ricerca inglese e danese».

Non specificano gli autori, non dicono dove sia uscita, non riportano virgolettati. Diciamo che, sull' aspetto divulgativo, c' è ancora molto da lavorare. Quello che importa al Gran Visir di tutti gli scienziati, però, è rendere noto il risultato della ricerca.
roberto burioniROBERTO BURIONI

«Prima di tutto è risultato un fatto piuttosto scontato: i migranti sono persone particolarmente a rischio dal punto di vista sanitario», scrive Burioni. «D' altra parte, chi soffre fame e sete in condizioni estreme, come dire, spesso non ne esce con una salute di ferro. Non meraviglia, quindi, che il 33% (esattamente uno su tre), dei migranti più sfortunati, quelli che scappano da guerre e chiedono asilo, abbia avuto un' infezione o sia portatore sano (in termini tecnici colonizzato), di batteri resistenti a un gran numero di antibiotici». Già qui cominciano a sorgere i primi dubbi.

ROBERTO BURIONIROBERTO BURIONI
Ma il medico prosegue: «Questi migranti i batteri resistenti agli antibiotici non li acquisiscono nei loro Paesi poveri e martoriati, dove soldi per gli antibiotici scarseggiano e le medicine vengono usate con il contagocce. I batteri resistenti - tenetevi forte - i migranti li contraggono quando sono costretti a vivere, pigiati con altre centinaia di persone, in condizioni inumane in Paesi in cui i batteri resistenti agli antibiotici sono presenti in maniera molto abbondante. Indovinate qual è uno di questi Paesi?

Avete indovinato: l' Italia, che non solo è un luogo di primo approdo per i migranti, ma anche un Paese (insieme alla Grecia), che primeggia in Europa per la presenza di questi pericolosissimi batteri resistenti ai farmaci». Nonostante l' esposizione un po' confusa, il senso è chiaro: i migranti si ammalano in Italia. Il messaggio che arriva al lettore comune è, più o meno, che gli italiani sono i veri «untori», un po' come i conquistadores che infettavano i malcapitati indigeni delle Americhe con le schifezze portate dall' Europa.
Non c' è bisogno di essere scienziati, tuttavia, per capire che nell' articolo di Burioni qualcosa non torna.

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Non è questione di lauree, ma di logica. I migranti, scrive il medico, contraggono i batteri resistenti agli antibiotici stando pigiati assieme ad altre centinaia di persone. Ma in quali luoghi può avvenire una cosa del genere? Nei campi di detenzione africani o nei centri di accoglienza. Dove i migranti starebbero, in effetti, «pigiati» con altri migranti.
Dunque i presunti untori europei dove sono?

Forse sarebbe più sensato spiegare che i migranti si ammalano più facilmente durante il viaggio che li porta qui, o in alcuni centri di detenzione in Libia, o in luoghi mal gestiti come il Cara di Mineo, che infatti andrebbero chiusi. Il fatto è che queste sono tutte argomentazioni a favore di una riduzione dei flussi migratori in ingresso, e per questo, probabilmente, a Burioni non piacciono.

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Ma non è finita. Burioni e soci presentano i loro «fatti medici» come verità assoluta. Fanno un uso politico degli studi. E non dicono una cosa importante: che i testi scientifici da loro citati vengono discussi e ridiscussi da numerosi esperti. Non rappresentano, cioè, «la verità assoluta», ma una tesi più o meno credibile. Spieghiamo.

L'articolo scientifico su cui Burioni basa la sua argomentazione si intitola «Antimicrobial resistance among migrants in Europe: a systematic review and meta-analysis», è uscito sull' autorevole rivista Lancet e lo firmano Laura B. Nellums, Hayley Thompson e altri. Sul sito di Lancet, oltre al testo dell' articolo, sono presenti anche le critiche di altri studiosi.
La prima che si trova è di Oliver van Hecke. Anche lui è uno scienziato, anche lui ha pubblicato su riviste autorevoli. Questo signore, esaminando l' articolo dei suoi colleghi, scrive: «Dovremmo essere cauti nell' interpretazione di questi risultati per diverse ragioni». Van Hecke sciorina una serie di obiezioni piuttosto dettagliate.

IMMIGRATI MILANO CENTRALEIMMIGRATI MILANO CENTRALE
 Spiega che i dati a disposizione forse non sono così rappresentativi, e, a un certo punto, scrive: «Gli autori si sono concentrati sulle infezioni della pelle e dei tessuti molli o sulla diarrea. Questa è una limitazione importante. I dati non erano disponibili per le infezioni del tratto respiratorio (esclusa la tubercolosi), che sono di gran lunga le infezioni più comunemente presenti nelle comunità migranti e in realtà indigene, anche nei Paesi ad alto reddito».

Rispondendo alle obiezioni di Van Hecke, gli autori dell'articolo originale ammettono che i dati in loro possesso sono un po' scarsi, e che bisognerebbe approfondire parecchio gli aspetti riguardanti le malattie respiratorie. Poi, ribadiscono una cosa importante. E cioè che a influire sulla diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici sono «le condizioni del viaggio» che i migranti affrontano per arrivare qui.

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Nessuno degli scienziati intervenuti su Lancet utilizza i toni perentori di Burioni. Leggendo gli articoli, le critiche e le repliche assistiamo a una interessante discussione - molto pacata e informata - fra studiosi che sono pronti a mettere in dubbio il proprio lavoro, che procedono per tentativi e basandosi sulla documentazione in loro possesso. Burioni, invece, si limita a prendere un articolo (citandolo per sommi capi) e a trasformarlo in un dogma. Questo è il suo metodo, e sinceramente non sembra molto scientifico.

migranti lampedusaMIGRANTI LAMPEDUSA
Ovviamente, il titolo gridato di Medical Facts ora verrà diffuso sul Web, verrà ripreso dai fan di Burioni e trattato come una verità incontestabile. Si tratta di una mistificazione, ma non importa. Roberto Burioni è lo scienziato più amato da quasi tutto il Pd, viene presentato come il cavaliere senza macchia che, impavido, difende la scienza dagli attacchi dei populisti con l' anello al naso. Ma, per l' ennesima volta, ha dimostrato di essere più interessato alla propaganda che alla realtà.
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