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martedì 16 gennaio 2018

VACCINI KILLER – TUTTE LE VERGOGNE DI STATO

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di Andrea Cinquegrani –
Tratto da  www.quival.it
Dramma vaccini. Uno dei “buchi neri” della sanità di casa nostra, una delle pagine più vergognose giocata sulla pelle dei cittadini, genitori spesso e volentieri in balia di balle scientifiche spacciate per verità, i mega interessi delle case farmaceutiche e uno Stato incapace di garantire un minino di trasparenza e legalità. 
Uno Stato che spesso ti massacra due volte: prima mediante alcuni vaccini obbligatori somministrati spesso senza curarsi minimamente dello stato di salute del bimbo; e poi piombando i genitori in una inestricabile selva giudiziaria nella quale ormai ben pochi riescono ad ottenere “giustizia”, sempre più una chimera. 
Nel mezzo, un parlamento che non sa – o meglio non vuole – decidere e i pochi, coraggiosi tentativi dei 5 Stelle di porre un argine. Il tutto nella più totale disinformazione, con i media asserviti al potere di Big Pharma.
Per districarci nella mortale giungla burocratico-giudiziaria, cerchiamo di percorrere il cammino – o meglio, il Calvario – di un padre e una madre con un neonato, o un bimbo, che improvvisamente “si ammala”.
Ecco la via Crucis, stazione per stazione, secondo la minuziosa descrizione di un medico Asl, che a Roma ne ha viste tante di queste drammatiche storie. “E’ un’odissea penosa da rivivere. 
I genitori si accorgono che qualcosa non va, chiamano il loro medico oppure il pediatra. 
Collegare l’insorgenza della chiamiamola ‘malattia’ con il vaccino non è facile: può succedere anche dopo qualche giorno, molto più spesso dopo settimane, oppure mesi, anche anni. A quel punto il collegamento si fa sempre più labile. Prendiamo il caso di qualche settimana dalla vaccinazione. 
Il problema si complica subito, perchè se è lo stesso medico che ha fatto la vaccinazione, o comunque ha in cura il bambino oppure è il medico di famiglia, tenderà ad escludere ovviamente il nesso, perchè in qualche modo si può sentire corresponsabile. Ma andiamo avanti e procediamo nel cammino, che è lungo e incredibilmente sofferto”.

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Beatrice Lorenzin

Prosegue la ricostruzione: “Se il medico ravvisa qualcosa di anomalo, di strano e individua la possibilità di ricondurre la patologia insorta con il vaccino, la famiglia si deve rivolgere in prima istanza all’Asl, affinchè sia valutato il caso. A questo punto comincia la catena dei “no”, delle porte chiuse, della crescente impossibilità di vedere una via d’uscita al proprio dramma e soprattutto a quello della propria creatura. L’Asl ormai nella quasi totalità dei casi se ne lava le mani, cioè non riconosce il nesso da causalità tra vaccino e la patologia. A questo punto la competenza passa alle Commissioni Medico Ospedaliere, le ormai famigerate CMO, composte da personale medico militare. Anche in questo caso il disco rosso è ormai garantito, e inesorabilmente, anche di fronte a casi clamorosi, cala la saracinesca. C’è quindi il terzo gradino, il Ministero della Sanità, al quale rivolgersi per cercare di veder riconosciuto il danno. Val la pena di dirlo? Il buio più profondo, con ministero sempre più chiuso e le Avvocature dello Stato che ormai recitano la litania del nesso che non esiste, che è indimostrabile e che è tutta una sceneggiata. Secondo loro è una pura follia voler dimostrare una qualche responsabilità dei vaccini, ad esempio, per l’autismo”.
Via Crucis atto secondo. Se si ha la forza, non solo morale ma anche economica, di voler continuare e sperare di abbattere i Muri di Gomma sempre più invalicabili, ecco aprirsi le porte delle aule giudiziarie. Se viene ravvisata una responsabilità del medico – che pur non tenuto per legge, dal momento che quattro vaccinazione sono obbligatorie, può non aver ravvisato eclatanti controindicazioni per la salute del bimbo – si va tribunale, con tutte le immani lungaggini che la giustizia italiana, da settimo mondo, comporta. Un secondo percorso è davanti al giudice del lavoro, per tutelare l’aspetto previdenziale: “possono scaturirne due sentenze, e spesso accade così, del tutto opposte – osservano all’Avvocatura dello Stato – un po’ come può succedere in campo penale e civile su uno stesso fatto, giudicato in due modi antitetici”.
Cerchiamo adesso di percorre, nei fatti, questi Calvari.

MURI DI GOMMA, DALLE ASL ALLE CMO

Ecco cosa succede a Savona, per fare uno fra tanti esempi. Racconta un medico: “Un nostro collega aveva affisso una nota informativa nel suo studio, in cui venivano semplicemente dati dei consigli ai genitori per quanto riguarda i vaccini. Ossia di valutare bene, con il proprio medico, i pro e i contro, insomma di agire con discernimento e prudenza in una materia così delicata. Cosa gli è successo? L’Asl gli ha revocato la convezione. Cancellato il suo nome, buttato per strada. Solo perchè cercava di informare i genitori. Figurarsi a questo punto i pareri che l’Asl può dare ai poveri genitori che si rivolgono per legge alla stessa Asl in prima battuta…”.
Passiamo a Padova, commissione medico ospedaliera. Ci raccontano: “un medico militare della CMO non ne poteva più di dare pareri sempre negativi, contro la sua coscienza, di far parte di quel coro sempre unanime contro le istanze dei genitori. Ha quindi chiesto di non far più parte delle commissioni. La sua richiesta è stata accettata. Ma gli è stato chiarito che non avrebbe più fatto carriera. Ha preferito questo piuttosto che continuare ad avallare cose che riteneva fasulle ormai da tempo, senza più condividere una prassi diventata quasi legge”. E a quanto pare una sorta di legge esiste da un po’: una circolare per ora “fantasma” – che però in non pochi avrebbero visto – partita dal ministero e indirizzata a tutte le CMO sul territorio nazionale nella quale si invitano le Commissioni a tenere un atteggiamento univoco, “negazionista”: per la serie, non esiste alcuna correlazione tra vaccini e patologie, in particolare sul versante caldo dell’autismo.
Sarà mai questa “circolare” a condizionare i pareri “ai confini della realtà” espressi regolarmente, negli ultimi mesi, delle CMO di tutta Italia? Cerchiamo di capirlo leggendo la documentazione di un caso recentissimo, avvenuto a Benevento. Un caso da “scuola”. Ad una bimba viene praticata, a luglio 2012, una prima dose di vaccino, “Infanrix Hexa più Prevenar 13”. Dopo poche ore la bimba dà evidenti segni di malessere. Subito inizia l’odissea tra il Rummo di Benevento, il Bambin Gesù di Roma e il Mayer di Firenze. Non lascia scampo la diagnosi: “epilessia con crisi emicicloniche e miocloniche”, quindi la sentenza: “Epilessia Mioclonica Severa”. Fino a quel momento, cioè prima del vaccino, la bimba stava bene, era in “normali condizioni di salute”. Ecco cosa scrive nel suo ricorso, l’avvocato Valentina Scaramuzzo, che tutela la famiglia: “allo stato attuale la bambina è affetta da encefalopatia epilettica, severo ritardo psicomotorio, ipotonia generalizzata, disturbo del movimento di tipo discinetico. Finora nessuna delle numerose e sofisticate indagini praticate presso prestigiosi centri italiani e/o extraeuropei hanno identificato una causa anatomica, genetica o metabolica responsabile della patogenesi della malattia”. E aggiunge: “Dalla disamina della documentazione clinica della piccola, non è ravvisabile alcun fattore morboso, precedente alla vaccinazione o successivo ad essa, cui attribuire un ruolo causale o concausale per l’istituirsi della patologia da cui risulta affetta. Si ribadisce che fino alla data della vaccinazione la bambina godeva di ottima salute, mentre solo poche ore dopo la somministrazione del vaccino ha manifestato le prime crisi epilettiche”.
Più chiari di così. Ma cosa ha fatto la CMO di Bari, competente per territorio? Esaminato il caso ha scritto la sua diagnosi: “Encefalopatia epilettica con crisi farmacoresistenti e ritardo psicomotorio”. Strada aperta, immaginate? Per niente: un NO che più lapidario non si può. “Non esiste – scrivono i commissari baresi – nesso causale tra la vaccinazione e le infermità del giudizio diagnostico”. Genitori privati di ogni speranza e avvocato costretto a ricorrere al Ministero della Salute, perchè faccia luce….
Sentiamo il parere di due scienziati fuori dal coro, Dario Miedico e Antonio Marfella.

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dott. Dario Miedico

Ecco Miedico, da anni in prima linea per studiare gli effetti dei vaccini, migliaia di casi analizzati e centinaia di perizie svolte. “Non vi è alcuna garanzia che i vaccini svolgano effettivamente la loro funzione – osserva – ma il rischio vero è che chi si è vaccinato si consideri immune anche quando in realtà potrebbe non esserlo”. Ma è sul fronte delle “possibili reazioni avverse” e sul “rapporto rischi-benefici”, che si corrono i più grossi pericoli per migliaia e migliaia di bambini. “Nelle condizioni attuali – continua Miedico – le vaccinazioni sono praticate senza esami preventivi, in dosi uguali per tutti, inoculando fino a sette vaccini contemporaneamente e ad una età – a volte neppure tre mesi di vita – nella quale il peso del bambino è assolutamente inferiore a qualsiasi standard considerato valido per un adulto, e per di più con l’utilizzo di coadiuvanti a loro volta molto pericolosi. Tutto ciò può portare a reazioni avverse anche gravi e gravissime, che possono causare danni al sistema immunitario, all’encefalo, al sistema nervoso, tutti con ulteriori possibili complicanze sia cognitive che agli altri organi”.

SE L’ALLUMINIO FA BENE…

A proposito di adiuvanti nota Miedico: “In passato nei vaccini l’adiuvante più utilizzato era il Thimerosal, contenente mercurio. Dopo centinaia di cause avanzate da famiglie di minori vaccinati e colpiti da reazioni avverse il mercurio è stato parzialmente eliminato, ma sono stati introdotti altri elementi come formaldeide, squalene e alluminio, tutti tossici e in quantità esagerate rispetto al peso corporeo dei soggetti destinati a riceverle”.
Una nota scientifica diventata Vangelo al Ministero della Salute, e diramata come una sorta di diktat a tutte le Avvocature sparse sul territorio nazionale, nega ogni effetto tossico dell’alluminio, che è presente – viene sottolineato – in quantità ben maggiore, addirittura tra 10 e 20 volte di più, nello stesso latte materno e in quello in polvere. “Al solito, balle da bar spacciate per verità scientifiche – sbotta Miedico – non è questione di percentuali o dosi, ma di modalità di somministrazione. Ingerite, le dosi di alluminio non fanno niente, finiscono nelle feci; iniettandole, finiscono direttamente nell’organismo, scavalcando tutte le difese immunitarie. Purtroppo, è la solita questione dell’ignoranza scientifica somministrata per legge. E la stessa cosa capita con uno pseudo criterio, quello denominato ‘Bradford Hill’ che secondo il ministero sarebbe la chiave per risolvere ogni problema. Bufale. Dobbiamo tener presente che il 90 per cento degli ‘scienziati’ chiamati a esprimere alti pareri in questo delicatissimo tema, dipendono dalla generosità di Big Pharma, sono consulenti o remunerati per relazioni, convegni, e via di questo passo dalle industrie farmaceutiche” . Conflitti d’interessi travestiti da camici bianchi per impartire il Verbo, che si trasforma spesso in tragica sentenza di morte per creature indifese e innocenti.
Rammenta alcuni casi, Miedico, e indica un percorso: “Ricordo il caso di un bimbo morto a Padova dopo la somministrazione di un vaccino antimorbillo, volevano farla passare per meningite tanto che tutti gli alunni della sua scuola vennero fatti vaccinare. Riuscii in mondo miracoloso a poter far analizzare una parte del cervello congelato, e non conservato con la formaldeide, perchè in quel modo scompare ogni traccia del virus. Ebbene, sono riuscito a dimostrare in modo inoppugnabile il rapporto causale del decesso con il vaccino. Andrebbero sempre effettuate autopsie mirate, dopo il decesso, per poter verificare il nesso. Ma la cosa accade rarissimamente. Nessuno vuol farsi carico dell’autopsia e gli stessi genitori sono talmente disperati che poi vogliono solo dimenticare, piangere e non fare più niente”. E dove la rassegnazione prevale, lì lo Stato non interviene. Anzi copre errori, orrori & omissioni. Oppure somministra pillole “avvelenate” anche per via mediatica: “stamattina – dice sconsolato Miedico – ho sentito per Radio 3 un medico napoletano che per commentare i dati sul calo medio nell’aspettativa di vita degli italiani, attribuiva la colpa alla diminuzione delle vaccinazioni. Siamo alla follia…”.

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dott. Antonio Marfella

Passiamo a Marfella, l’oncologo del Pascale di Napoli da una vita in prima fila per denunciare un altro nesso causale nefasto per la vita di migliaia e migliaia di campani: la estrema tossicità dei rifiuti speciali, ormai una tragica realtà non solo della Terra dei Fuochi (dove il picco della mortalità avverrà tra un ventennio, per la sciagurata gestione della monnezza, peraltro un grande business per camorra & politica) ma di tutta Italia. “Eppure – osserva Marfella – il fattore dei rifiuti tossici non viene nemmeno considerato tra i parametri base sul fronte della prevenzione primaria. Una aberrazione, quando invece i vaccini, con tutti i macroscopici margini di rischio, sono valutati in prima istanza”. La diagnosi di Marfella va ad un nodo “economico” del problema: “sono spesso riscontrabili, per chiunque abbia la buona volontà di esaminare quei vaccini, degli evidenti difetti di produzione. Il motivo è tutto riconducibile a Big Pharma: vuol continuare ad avere il monopolio della produzione dei vaccini pur se economicamente non è affatto un business, perchè costano poco e i margini di utile ora sono praticamente zero. Per Big Pharma meglio curare che prevenire, quindi i cittadini è molto meglio che si ammalino e poi comperino medicine piuttosto che le riescano a prevenire, caso mai con i vaccini. Ma quei vaccini che vengono prodotti e oggi in Italia, tra i pochi paesi europei, sono obbligatori, spesso difettano di qualità”. E quindi finiscono per essere nocivi, e causare quella patologia (o altre) che in teoria avrebbero dovuto combattere.

IL DOCUMENTO “SECRETATO” DI GLAXO SUI RISCHI DA VACCINO

Propone Marfella: “Perchè stavolta lo Stato non si impegna in prima persona, invece di sperperare tanti milioni di euro, per produrre vaccini? O meglio, per rilevare a aziende, oppure entrare nell’azionariato di industrie farmaceutiche, caso mai creando joint venture con paesi all’avanguardia su questo fronte, come Israele, che con la Devaa è all’avanguardia internazionale?”.
Invece, a casa nostra, lo Stato investe – in modo del tutto irrazionale – in aziende già super prospere. Come capita, nel campo degli emoderivati, con il colosso Kedrion, di proprietà della famiglia Marcucci: oggi i dirigenti del gruppo Marcucci sono sotto processo a Napoli per la “strage del sangue infetto”, ma la fortunata Kedrion può contare, nel suo azionariato, sulla partecipazione “straordinaria” della Cassa Depositi e Prestiti, la nuova Iri secondo il verbo del premier Renzi (e ha goduto di un cadeau super milionario dal governo Monti a Natale 2011). La buona stella targata Kedrion si chiama oggi Andrea Marcucci, figlio del patròn Guelfo, esordi nel Pli di Sua Sanità De Lorenzo e ora il Renziano Maximo al Senato, nonché presidente della commissione Istruzione e cultura (l’inventore del provvedimento “canguro” per la stepchild adoption).

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Giulia Di Vita

Ma torniamo alla bomba vaccini. Dove – per gli evidenti interessi bypartizan in campo – gli unici a dar battaglia sono i 5 Stelle. Prima a scendere in campo Giulia Di Vita alla Camera, che ha smascherato le vergognose prassi del ministero per la Salute, finalizzate a negare ogni indennizzo ai genitori dei bimbi vaccinati, nonostante il parere contrario del Consiglio di Stato. Il ministero, infatti, è stato costretto da una precisa sentenza a riconoscere i suoi errori (e orrori), ha affermato di voler cambiare rotta ma al tempo stesso incredibilmente sostenuto – di fronte alle legittime istanze di tantissimi genitori – che quanto deciso prima del 2011 “non si tocca”. Anche se fuorilegge. Quando lo Stato ti rapina e si auto assolva…

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Vega Colonnese

Recentissima la battaglia della 5stelle Vega Colonnese, che è riuscita a sollevare il problema sia “relativo alla rilevazione statistica che alla certificazione dei vaccini”. Il nuovo testo, appena varato dalla Commissione Affari sociali della Camera, infatti, finalmente prevede una serie di misure a maggior tutela dei “vaccinandi”, con una serie di controlli e monitoraggi mai “immaginati prima”.
Ma sul prima? Un colpo di spugna? Ecco cosa notano alcuni addetti ai lavori. “Le case farmaceutiche sono restie a mettere a disposizione i dati relativi agli studi clinici precedenti alla messa in commercio dei vaccini e relativi agli effetti degli stessi a distanza di anni”. E quando qualcuno riesce a “scovare” le carte di Big Pharma, subito cala il silenzio. Come è successo per un memorandum firmato Glaxo SmithKline – uno dei colossi farmaceutici – trapelato nonostante le cortine fumogene e subito opportunamente “silenziato”. A svelarne alcuni contenuti un gruppo di cittadini belgi, che denunciano gli effetti del prodotto “Infanrix Hexa” così come appurati dalla stessa multinazionale. “Nel documento di ben 1271 pagine – viene sottolineato – la GSK elenca minuziosamente tutte le reazioni avverse, (…) rivela un lungo repertorio di complicanze dove GSK se la canta e se la scrive da sola, affermando che gli eventi sono seri solo se corrispondono ai criteri da essa stessa stabiliti. Si contano 1.742 reazioni avverse, elencate in 41 paesi, inclusa l’Italia che detiene il primato con 595 segnalazioni, un record se si considera il fenomeno dell’under-reporting in pediatria”. Ancora: “Durante il periodo in analisi, sono stati riportati 14 decessi di bambini vaccinati. La cosa sconcertante nei successivi report sui decessi è la chiara correlazione temporale tra vaccinazione e decesso”. E si parla di casi dopo 10 oppure 11 giorni dalla somministrazione.
Ma queste cose, ovviamente, al Ministero, alle Asl, alle Commissioni medico ospedaliere non le sanno…

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I medici non sono esperti di vaccini. Fatevene una ragione.

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by Marco Cáceres di Iorio
Vi è una credenza comune che i medici siano “esperti” circa vaccini e vaccinazioni. Quasi nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. 
Il medico medio, per esempio, non sa i nomi degli ingredienti nei vaccini, o che cosa sono e come interagiscono tra loro. Il medico medio non sa come i vaccini influiscano sul sistema immunitario o sul sistema nervoso centrale o sul microbioma intestinale, o come l’effetto dei vaccini su uno di questi sistemi potrebbe, a sua volta, impattarne un altro o entrambi gli altri.
Eppure, siamo condizionati ad accettare come un dato di fatto che i nostri medici di famiglia, i nostri pediatri e gli specialisti che di tanto in tanto consultiamo anche in cerca di un trattamento sanitario, sappiano di cosa stanno parlando quando si tratta di sicurezza ed efficacia dei vaccini. Ci è stato insegnato di non contraddire, o addirittura non mettere in discussione, i medici sui vaccini, perché nessuno può conoscerli meglio di loro.
La nostra ipotesi è che i medici ricevano una grande quantità di istruzione e formazione riguardo la scienza della vaccinazione alla facoltà di medicina, e poi forse ancora di più durante i loro indirizzi successivi.
Dopo tutto, se si è riconosciuti come esperti in qualcosa, è necessario avere molto di più di una semplice introduzione di passaggio in un ambito, o di uno o due corsi o di qualcosa legato ad esso.
Si potrebbe pensare che i medici per essere considerati esperti in vaccini seguano corsi in “vaccinologia” durante la scuola di medicina. Ma questo non sembra essere il caso.
Più che probabile, le informazioni sulla vaccinologia nelle scuole di medicina e di cura non sono concentrate all’interno di corsi di specializzazione, piuttosto sono erogate all’interno di altri corsi in programmi di studio specializzati, come immunologia, malattie infettive, pediatria, farmacologia, farmacovigilanza e salute pubblica.2
Non c’è dubbio che il tema dei vaccini venga trattato di tanto in tanto alla facoltà di medicina. Tuttavia, perché la scienza della vaccinazione si presuma dimostrata, quindi non per domanda o discutibilmente, non sembra che meriti un intero corso, e tanto meno un curriculum esaustivo. Dunque cosa imparano esattamente i medici alla scuola medica per quanto riguarda i vaccini e le vaccinazioni?


Larry Palevksy, è un pediatra. Ha ricevuto la sua laurea in medicina presso la New York University School of Medicine di New York City1. Ecco quello che il dottor Palevsky ha da dire riguardo alla sua formazione sui vaccini:
Quando ho frequentato la scuola di medicina mi è stato insegnato che i vaccini erano completamente sicuri e completamente efficaci e non avevo alcun motivo per credere il contrario. Tutte le informazioni che mi sono state date erano piuttosto standard per tutte le scuole di medicina e negli insegnamenti e nella letteratura scientifica di tutto il Paese.
Non avevo motivo di non credere a questo.
Nel corso degli anni, ho continuato a praticare la medicina e l’utilizzo dei vaccini e a pensare che il mio approccio ai vaccini era completamente in linea con tutto il resto che mi era stato insegnato. Ma continuavo sempre di più a vedere che la mia esperienza personale, la mia esperienza nell’uso e la letteratura sui vaccini, e sentendo ciò che i genitori stavano dicendo circa i vaccini, era molto diverso da quello che mi è stato insegnato alla scuola medica e nella mia formazione di specializzazione.
… e mi è diventato più chiaro man mano che leggevo le ricerche, ascoltavo sempre più genitori e trovavo altri praticanti che condividevano la mia stessa preoccupazione che i vaccini non fossero stati completamente dimostrati sicuri o addirittura non completamente efficaci, sulla base della letteratura che abbiamo oggi.
… non sembra che gli studi scientifici che ci hanno dato siano stati effettivamente concepiti in modo appropriato per provare e testare la sicurezza e l’efficacia.
Inoltre è venuto alla mia attenzione che ci sono ingredienti che non sono stati adeguatamente testati, che i gruppi di confronto non sono stati opportunamente istituiti, e che le conclusioni fatte circa la sicurezza dei vaccini e l’efficacia semplicemente non si adattano agli standard scientifici che sono stato addestrato a sostenere nella mia formazione alla scuola medica.1
Nota al commento del Dr. Palevsky “Tutte le informazioni che mi sono stato date erano piuttosto standard in tutte le scuole di medicina e negli insegnamenti e nella letteratura scientifica di tutto il Paese”: quindi non è che l’esperienza del Dr. Palevsky fosse unica. E non è che il Dr. Palevsky frequentasse una scuola alternativa o poco ortodossa. Nel 2015, la NYU Medical School è stata classificato 14° tra le scuole mediche migliori negli Stati Uniti3.
Suzanne Humphrie, nefrologa e medico di famiglia4, fa eco al dottor Palevsky:
Sapete quanto imparano i medici sui vaccini alla scuola di medicina? Quando noi partecipiamo alla formazione pediatrica si apprende che i vaccini hanno bisogno di essere dati nei tempi previsti. Veniamo a sapere che il vaiolo e la poliomielite sono stati eliminati dai vaccini. Veniamo a sapere che non c’è bisogno di sapere come trattare la difterite, perché non la vedremo comunque comparire nuovamente.
Ci indottrinano con il mantra che ‘i vaccini sono sicuri ed efficaci’ — ma nulla di ciò è vero.
Ai medici oggi viene data una formazione completa su come parlare ai genitori esitanti per spaventarli gonfiando enormemente i rischi di un’infezione naturale in corso. Sono addestrati alla necessità di torcere le braccia dei genitori per conformarli.
I medici sono addestrati al fatto che nulla di male debba essere detto su qualsiasi vaccino, punto5.
Il Dr. Humphries ha ricevuto la sua laurea in medicina presso la Temple University School of Medicine a Philadelphia. Ma quasi tutto quello che ha conosciuto sui vaccini è arrivato dal suo studio indipendente e di ricerca. È co-autore del libro “Dissoluzione delle illusioni: malattie, vaccini, e la storia dimenticata”, pubblicato nel 20136.
Poi c’è anche Bob Sears, un altro pediatra che in gran parte si è auto-istruito in materia di vaccini. Ha ricevuto la sua laurea in medicina presso la Georgetown University School of Medicine di Washington.
Il Dr. Sears è autore del libro “Il libro del vaccino: prendere la decisione giusta per il vostro bambino”, pubblicato nel 20117.
Secondo il Dr. Sears:
I medici, me compreso, imparano molto sulle malattie alla scuola di medicina, ma impariamo molto poco sui vaccini, a parte il fatto che società farmaceutiche e FDA fanno ricerche approfondite sui vaccini per assicurarsi che siano sicuri ed efficaci.
Non esaminiamo la ricerca effettuata. Non abbiamo mai imparato che cosa vanno a fare i vaccini o come la loro sicurezza sia studiata. Abbiamo fiducia e diamo per scontato che i ricercatori stiano facendo il loro lavoro. Così, quando i pazienti vogliono un po’ più di informazioni tutto ciò che possiamo davvero dire come medici è che le malattie sono cattive e la prevenzione è buona.
Ma non sappiamo abbastanza per rispondere a tutte le domande dettagliate sui vaccini, né abbiamo il tempo nel corso di un normale check-up di salute per discutere a fondo o sui pro e i contro dei vaccini8.
Per darvi un’idea di come sia un programma di studi di quattro anni in una scuola di medicina negli Stati Uniti, prendiamo l’esempio della University of Texas Southwestern Medical Center a Dallas.
Il primo anno dovrebbe includere anatomia, biochimica, biologia cellulare, embriologia, genetica, comportamento umano, immunologia, neuroscienze e fisiologia9. Nessun corso sulla materia delle vaccinazioni.

Se si guardano le descrizioni per questi corsi on-line e si fa una ricerca con la parola “vaccini” o “vaccinazione”, si ottiene un solo risultato e che è sotto Immunologia. Si legge:
Infine, clinicamente rilevanti forme di disregolazione immunitaria e di intervento sono esplorate, compresi i vaccini, immunomodulatori, ipersensibilità, immunodeficienze, malattie autoimmuni, malattia da trapianto contro l’ospite, il trapianto di immunologia e immunologia dei tumori6.
Questo è tutto. Se si va alle descrizioni on-line per i corsi elencati per il secondo, terzo e quarto anno, 10 11 12 si vedrà una maggiore menzione della parola “vaccino” o “vaccinazione”. Nel curriculum del secondo anno: medicina clinica, microbiologia, patologia, farmacologia, e Supporto vitale cardiaco avanzato. Nulla sui vaccini.
Lista del terzo anno: medicina di famiglia, medicina interna, neurologia, ostetricia e ginecologia, pediatria, servizi di ricovero, rotazione ambulatoriale, psichiatria, chirurgia. Nulla sulla materia dei vaccini.
Elenco del quarto anno: assistenza per malattie acute, cura ambulatoriale e medicina subintensiva. Niente sui vaccini.
Si noti, inoltre, che non vi è alcun corso specifico in Tossicologia, anche se l’argomento potrebbe essere coperto all’interno di un corso di Farmacologia. Si potrebbe pensare che nei corsi sulla tossicologia (in particolare per quanto riguarda i vaccini) possa essere sottolineato, data l’importanza di comprendere gli ingredienti all’interno dei vaccini e il modo in cui interagiscono tra loro. In assenza di questa conoscenza gli studenti di medicina non possono comprendere pienamente il concetto di “tossicità sinergica”. Nel senso che quando si è esposti a due tossine, il livello di tossicità è di gran lunga superiore ai livelli di tossicità additiva delle due tossine”13.
Il biochimico Boyd Haley, un ex professore del College of Pharmacy e presso il Dipartimento di Biochimica dell’Università del Kentucky Medical Center di Lexington, ha espresso disappunto per la mancanza d’istruzione dei medici in tossicologia nella scuola medica. Lui dice:
Posso dirvi, dopo essere stato in un centro medico, avendo insegnato biochimica a studenti di medicina e parlando con centinaia di medici, che essi ricevono una formazione molto scarsa in quanto a tossicologia… voglio dire, nessun corso che sia specificamente progettato. Non capiscono affatto. Essi non sono addestrati per valutare gli effetti tossici di sostanze chimiche, in particolare a livello di ricerca. Non fanno programmi di ricerca, non hanno l’intuizione che dovrebbe sviluppare come necessaria a qualcuno che scriva una tesi di dottorato in tossicologia o biochimica di materiali che inibiscono gli enzimi. Essi non capiscono la scienza e la chimica a quel livello. E certamente i pediatri non lo fanno14.
Così sappiamo che gli studenti di medicina ottengono poca o nessuna conoscenza di scienze vaccinali a scuola. Sappiamo che se non capita di prendere un libro come quello del Dr. Sears “Il libro del vaccino” leggendolo con attenzione, gli studenti di medicina si laureano con una conoscenza dei vaccini che è praticamente inesistente.
Ma che dire del dopo, quando iniziano effettivamente a lavorare come medici nel mondo reale? Non ottengono una sorta di allenamento intensivo in vaccinologia sul posto di lavoro? Secondo Toni Bark, un pediatra con una laurea in medicina al Rush Medical College di Chicago, no.
“Non è che io sapessi molto di vaccini,” dice il Dott Bark. “Frequentando la specializzazione pediatrica in realtà non s’impara qualcosa a riguardo.
Ti viene insegnato il programma vaccinale ed è davvero solo quello che sai sui vaccini. Ti viene insegnato il programma e che questo produce anticorpi e il gioco è fatto. Non si ottiene alcuna informazione sull’immunità innata, e suTh1 e Th2, i rischi… niente di tutto questo.”15
Un altro mito smascherato dagli stessi medici, formatisi in alcune delle migliori scuole di medicina del Paese. La maggior parte dei medici non sono esperti sui vaccini. Non lo sono mai stati. Neanche lontanamente.
Traduzione a cura di Manuela Prascevic

Riferimenti:
  1. Mercola JM. Vaccination: The Neurological Poison So Common Your Doctor Probably Pushes ItMercola.com Apr. 11, 2012.
  2. Vaccinology courses: filling a medical education gapVaccines Today Feb. 11, 2014.
  3. Best Medical Schools: ResearchU.S. News & World Report 2015.
  4. Suzanne Humphries, MD. Professional Website, About (Curriculum Vitae).
  5. Humphries S. Smoke, Mirrors, and the “Disappearance” Of PolioInternational Medical Council On Vaccination Nov. 17, 2011.
  6. Humphries S, Bystrianyk R. Dissolving Illusions: Disease, Vaccines, and The Forgotten History. July 27, 2013.
  7. Sears RW. The Vaccine Book: Making the Right Decision for Your Child. Oct. 26, 2011.
  8. Sears RW. Ask Dr. Sears, Inside the Vaccine Book.
  9. University of Texas Southwestern Medical Center. Medical School, Curriculum: Year One.
  10. University of Texas Southwestern Medical Center. Medical School, Curriculum: Year Two.
  11. University of Texas Southwestern Medical Center. Medical School, Curriculum: Year Three.
  12. University of Texas Southwestern Medical Center. Medical School, Curriculum: Year Four.
  13. SafeMinds. Synergistic Toxicity.
  14. Vaccines Are Not SafeYouTube.com Mar. 13, 2014 (published by 999solomon999).
  15. Toni BarkYouTube.com Oct. 29, 2014 (published by Anne Dachel).

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lunedì 15 gennaio 2018

Sanofi rimborserà il valore di 1,4 milioni di vaccini anti-dengue inutilizzati.


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Il colosso farmaceutico francese Sanofi Pasteur ha accettato di rimborsare 1,4 milioni di dollari di vaccini anti-dengue inutilizzati su richiesta del governo filippino.


DI  




"Sanofi Pasteur ha risposto positivamente alla richiesta del Dipartimento della Salute delle Filippine (DoH) di fornire un rimborso per le dosi di Dengvaxia non utilizzate dal governo nel programma di vaccinazione pubblica", ha detto la società in una dichiarazione ai media lunedì.
Sanofi ha tuttavia chiarito che la sua decisione di restituire parte dei vaccini per un valore di P3.5 miliardi non è dovuta a problemi di sicurezza o di qualità, ma a correggere la percezione pubblica dei filippini riguardo al vaccino.
"La nostra decisione di rimborsare le dosi non utilizzate non è correlata a problemi di sicurezza o di qualità con Dengvaxia. Piuttosto, Sanofi Pasteur spera che questa decisione ci permetta di essere in grado di lavorare in modo più aperto e costruttivo con il Dipartimento della Salute per affrontare il tono negativo nei confronti del vaccino contro la dengue nelle Filippine oggi ", ha detto.

"[La società] crede fermamente che questo tono sia dovuto a un fraintendimento dei benefici e dei rischi associati al vaccino contro la febbre rompiossa e alla mancanza di consapevolezza tra il pubblico in generale, in particolare i genitori di bambini vaccinati, che il beneficio complessivo della vaccinazione contro la dengue rimane positivo in paesi altamente endemici come le Filippine ", ha detto.
Sanofi ha chiesto di incontrare il Dipartimento della Sanità per il rimborso e collaborerà con il Dipartimento della Sanità per fornire al pubblico informazioni più equilibrate sulla vaccinazione contro la dengue, nella speranza di ripristinare la fiducia del pubblico nei programmi di vaccinazione in generale.
Il DoH, nella sua lettera al capo di Sanofi Pasteur Asia-Pacifico Thomas Triomphe, ha chiesto il pagamento delle fiale inutilizzate del vaccino anti-dengue pari a 1,4 miliardi di dollari o 27,8 milioni di dollari.
In un'altra lettera, il Dipartimento della Sanità disse a Sanofi che doveva condurre il "serotest" sugli oltre 830.000 individui, per lo più bambini, inoculati con il vaccino usando un test di recente sviluppo per determinare il  loro stato di pre-vaccinazione. È senza alcun costo per il governo filippino.
Il Dipartimento della Salute ha inoltre richiesto documenti su tutte le sperimentazioni cliniche e su altri studi riguardanti la Dengvaxia nelle Filippine, compresa la prova che questi hanno superato gli standard di revisione etica del Consiglio filippino per la ricerca e lo sviluppo della salute.
Sanofi è stato in acqua calda dopo aver ammesso che il vaccino anti-dengue, somministrato a circa 830.000 individui, può causare un caso più grave di dengue per i pazienti per la prima volta.
Il Dipartimento della Sanità ha sospeso il mese scorso il programma di vaccinazione contro la febbre rompiossa sulla base di un parere di Sanofi.
La Food and Drug Administration (FDA) ha ordinato il ritiro della medicina nello stesso mese. Il governo ha speso P3,5 miliardi di dollari o circa $ 70,2 milioni per il programma di immunizzazione, iniziato durante il periodo del Segretario alla Salute Janette Garin sotto l'amministrazione Aquino. 
KENNETH HERNANDEZ

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domenica 14 gennaio 2018

IL FLUORO SERVE PER INIBIRE LO SVILUPPO NEUROLOGICO DEI BAMBINI.

fluore-inibire-sviluppo-neurologico-bambini


Il fluoro abbassa il QI ed incrementa la crescita tumorale!!!


Tratto da: "Fluoro? No grazie!


Decisamente numerosi sono gli studi sugli effetti negativi del fluoro sulla salute dell'uomo.


Nonostante tutto, molti pediatri e dentisti consigliano ancora in modo automatico e sistematico la fluoroprofilassi (compressine o gocce) per i bambini di pochi mesi. 


Il fluoro, la storia.

Come tutti sanno, il fluoro fa bene ai denti, è amico dei bambini, previene la carie. In una parola sola, il fluoro è buono. Questa storia, la storia del fluoro buono, ha inizio nel 1931 quando un certo Dean, dentista americano, fu mandato, dal governo, in una regione del Texas, caratterizzata da acque molto ricche di fluoro, per studiare un fenomeno che colpiva gli abitanti di quella regione: denti scuri e macchiati; il Dean descrisse, con dovizia di particolari, i denti dei texani ed attribuì, macchie e denti scuri, ad intossicazione da fluoro ed, appunto, chiamò fluorosi questa malattia. Allegò, però, alla sua comunicazione, una nota speciale, in cui precisava che i denti fluorotici anche se brutti, fossero più resistenti alla carie, od, almeno, così gli sembrava. 

Il suo lavoro, venne ripreso, nel 1939, da Gerard J. Cox, biochimico, il quale, somministrò fluoruri a topi di laboratorio, descrivendone la maggior resistenza alla carie, in presenza di una dieta molto ricca in zuccheri. Il suo lavoro si concluse con la raccomandazione, testualmente, di interrompere la bonifica dal fluoro delle acque potabili ed anzi di arricchire le stesse. Questa frase fa intuire, come, fino ad allora, il fluoro fosse considerato tutt'altro che buono, anzi, in quegli anni, fosse conosciuto, essenzialmente, come veleno per topi e come rifiuto tossico industriale. 

L'inquinamento ambientale di acque e terreni da fluoro, aveva già determinato diverse contestazioni e vertenze legali, fra abitanti ed aziende manifatturiere; del resto, lo smaltimento del fluoro, negli USA, era già stato indicato come obbligatorio. Nel 1939, all'epoca del dr. Gerard J Cox, lo smaltimento dei rifiuti di lavorazione dell'alluminio contenenti fluoro, costava 36 centesimi di dollaro al chilogrammo; la quantità dei rifiuti smaltiti annualmente era di circa 150000 tonnellate. Una spesa, quindi, nel 1939, di ben 54 milioni di dollari annui. 

Il fluoro, era, però, indispensabile all'industria dell'alluminio, e l'alluminio, era indispensabile nella industria aeronautica in specie in tempo di guerra; la Alcoa, era la maggior produttrice di alluminio. Proprietaria della Alcoa, la famiglia Mellon, così come della stessa famiglia era l'istituto di ricerche Mellon, che, annoverava, fatto curioso, fra i sui dipendenti, proprio il biochimico Gerard J Cox. Nel 1944, il Journal of American Dental Association pubblicò un articolo, in cui, a carico del fluoro, si ravvisava il rischio che lo stesso inducesse osteoporosi, problemi alla tiroide ed alterazioni della colonna vertebrale, mentre se ne contestava l'efficacia nel ridurre le carie. 

Nonostante la forte opposizione di una parte del mondo scientifico, si cominciò a pensare, con entusiasmo popolare, ad aggiungere fluoro alle acque potabili. Nel 1945, ci si decise a fare uno studio serio che dimostrasse l'azione benefica del fluoro, verificandone, nel contempo, la tossicità; si prese un'intera cittadina, Grand Rapids, Michigan alle cui acque fu aggiunto il fluoro mentre alla vicina e simile città di Muskegon no. L'esperimento doveva durare, ragionevolmente, 15 anni, ma gli abitanti di Muskegon, nel 1947, ottennero, con la forza, che anche le loro acque venissero sottoposte a fluorizzazione vanificando, così, la sperimentazione.

Nel 1950, capo del Public Healt Service divenne l'avvocato Ewing, da sempre, avvocato di famiglia dei soliti Mellon e, convinto assertore della florurazione delle acque; così convinto, che assunse, per persuadere anche gli scettici, il massimo del marketing, Edward Berneys, nipotino tremendo di Sigmund Freud. Rapidamente il fluoro divenne buono. Nel giro di pochi anni, gran parte del territorio nordamericano e canadese fu servito da acque arricchite da fluoro, e ciò senza che fosse stato fatto un solo studio serio sull'efficacia preventiva del fluoro e soprattutto sulla sua potenziale tossicità, ma tutto ciò fu fatto sotto la spinta emotiva entusiastica dei cittadini e con l'aiuto, magari interessato, della grande industria, e del dipartimento di stato. 

Facciamo un balzo nel tempo; è 1964, un giovane e geniale regista, Stanley Kubrick dirige il Dottor Stranamore, film comico di argomento drammatico: un generale dell'aviazione Americana, Jack Ripper, ( un magnifico Peter Sellers) impazzisce e decide un attacco nucleare agli URSS perchè i comunisti stanno avvelenando con il fluoro le riserve idriche americane. Il film si rifà ad un romanzo del 1958 di Peter George, Allarme Rosso. La storia va avanti così: i bombardieri partono, ma vengono fermati, tutti tranne uno, il lazzeretto, cui si è rotta la radio. Quindi una bomba, una sola, verrà sganciata sui sovietici. Peccato che questi, pochi giorni prima, abbiano reso irreversibilmente operativa la bomba fine del mondo, senza che gli americani lo sapessero. Finisce che i vip vanno nei rifugi sotterranei mentre di sopra arriva il lungo inverno nucleare. Il tutto fra le esiliranti gags di Peter Sellers che nel film interpreta addirittura tre ruoli. 

Perchè un complotto comunista avrebbe dovuto avvelenare le acque col fluoro? Come venne questa idea in mente a Peter George? Perchè, in effetti, erano stati i socialisti ad aver voluto la florurazione delle acque. Torniamo indietro nel tempo: siamo nel 1933; l'america repubblicana, semidistrutta dalla grande crisi del 1929 vede in Roosevelt una speranza. Milioni di disoccupati, poveri, affamati, vagano per l'america alla ricerca di un lavoro, di una casa, di cibo. Il presidente Roosevelt, può essere definito, modernamente, un socialista, e, socialista, fu il suo programma di impiego delle masse operaie, di sviluppo della scolarizzazione, del macro approccio economico. Fu rieletto, caso unico nella storia, altre tre volte pur non portando a termine, per prematuro decesso, il suo quarto mandato. Fu, quindi seguito, nelle sue teorie e nei suoi programmi, da una folla, entusiasta, di milioni di socialisti. Nel 1933, all'epoca della sua elezione, le condizioni di salute degli americani erano pessime, essendo il sistema sanitario frammentato, del tutto privato, e quindi alla portata di pochi, più o meno come oggi. Non parliamo, poi, della salute dei denti degli americani negli anni 30-40. Un quarantenne aveva una sola probabilità su dieci di avere ancora qualche dente sano in bocca. L'indice DMTF , internazionalmente utilizzato per dare un'indicazione sui denti cariati, persi per carie od otturati, era a valori, quali, oggi, non si ritrovano, nemmeno, nei paesi del terzo mondo. 

All'amministrazione Roosevelt si deve la creazione del PHS, Public Healt Service, premessa di un servizio sanitario nazionale mai giunto, ahimè, a buon fine. Una delle caratteristiche del socialismo, lo dice la parola, è quella di interpretare i fenomeni sociali come interessanti la società e non, primariamente, gli individui. L'interpretazione della Sanità secondo il modello socialista deve quindi partire da condizioni di benessere sociale collettivo da cui ne discende il benessere dell'individuo; viene quindi privilegiata la medicina preventiva, quella, cioè, che previene la malattia. Un esempio è costituito dalle vaccinazioni
Nell'America socialista degli anni 40, la fluorazione delle acque venne accolta, con entusiasmo, come primo caso di nobilissima medicina preventiva, dimostrando inoltre la naturale ed antica tendenza, della sinistra, all'autogol Fu in questa ottica, che gli abitanti di Muskegon, ingiustamente privati del fluoro, condannati ad ulteriori quindici anni di dolorose carie ai denti, si ribellarono all'esperimento di Grand Rapids e pretesero, addirittura con clamorose azioni di piazza, anche loro, il fluoro buono. 

In Italia, il primo a parlare di fluoro alla comunità scientifica, fu il dottor Paolo Trivieri, medico condotto di Anguillara, comune dell'alto Lazio, ai tempi, di tremila abitanti; il paese, posto in zona di origine vulcanica, era servito da una fonte, in cui cui il fluoro, viaggiava con elevate concentrazioni, tipo 3-5 mg/litro. Il dr. Trivieri descrive nel 1940, con alle spalle una trentennale puntuale ed eroica osservazione, i denti degli anguillaresi, anneriti, pieni di malformazioni dello smalto. Descrive, in breve, la stessa fluorosi, nei suoi vari gradi, che aveva descritto il dr. Dean, ma le sue conclusioni sono, sorprendentemente, opposte. Il Dott. Trivieri conclude le sue osservazioni odontoiatriche dichiarando che, questi denti fluorotici oltre che brutti, a causa della loro superficie discontinua ed irregolare, siano più ( non meno, ma più) suscettibili alla carie. Descrive, inoltre, la fluorosi delle ossa, con osservazioni cliniche e dirette su cadaveri. Descrive le deformità, le fratture, la elevata fragilità di queste stesse ossa; quadro clinico conosciuto oggi come osteoporosi; indica una correlazione certa fra tutto ciò ed il fluoro ed anzi, non bastasse, descrive:” qui la tubercolosi non manca davvero ( di quegli anni addirittura l'ipotesi di curare la tbc col fluoro) , così come l'ulcera ed il cancro” . Malattie, queste ultime, difficilmente riferibili tanto al fluoro quanto all'arsenico di cui erano parimenti ricche le acque di Anguillara, ma questo il magnifico Dottor. Trivieri non poteva saperlo. 

I primi studi sperimentali italiani sull'efficacia del fluoro come mezzo profilattico risalgono ai primi anni 50 e furono avviati da Silvio Palazzi direttore della Clinica Odontoiatrica di Pavia e da Alessandro Seppilli, direttore dell'Istituto di Igiene dell'Università di Perugia. Tale sperimentazione, consistette nella preparazione di una pasta dentifricia, in cui si incorporava del fluoruro di sodio in varie concentrazioni. Con tale composto, vennero trattati denti recentemente estratti: si osservava che la dentina e lo smalto di questi, presentavano modificazioni morfologiche interpretate come rimineralizzazione delle stesse. Se, da una parte, anche in questo caso, mancò del tutto una analisi sulla reale efficacia clinica, quello che si chiama studio longitudinale, ed uno studio sulla tossicità del fluoro, va detto che nello storico e combattuto Simposio ( furono molti ed agguerriti gli oppositori) del fluoro tenutosi a Roma il 30 e 31 Marzo 1953 si concluse circa l'efficacia delle paste fluorurate, mentre nulla si disse circa la somministrazione sistemica ( per bocca ) di sostanze fluorurate ed ancor meno si concluse qualcosa circa la fluorizzazione delle acque. 

Sono due le ragioni ritenute probabili per questo silenzio; la prima, è che la quantità di fluoro presente nelle acque erogate dalla rete idrica italiana, sia pur con molte differenze, è già di per se elevata; media 1 mg/litro. La seconda, inquietante, è che la rete idrica italiana costituita in gran parte di tubi in ferro zincato e con un indice di dispersione superiore al 40% non avrebbe retto all'azione aggressiva del fluoro. 

Dott. M. Pedone 



Se il collegamento scientifico tra esposizione al fluoro e diminuzione del Quoziente Intellettivo (QI) è una tesi da ‘cospirazionisti’, anche i ricercatori di Harvard, che proprio di recente hanno confermato l’esistenza di questo collegamento, saranno messi alla berlina dagli organi di informazione medica. Nel recensire una varietà di studi che hanno dimostrato quanto il fluoro possa danneggiare il cervello e, di conseguenza, il vostro QI, gli scienziati dell’Università di Harvard hanno dichiarato che “i nostri risultati supportano la possibilità che le esposizioni al fluoruro producano effetti avversi sullo sviluppo neurologico dei bambini.” 
Ma ciò che è davvero rilevante di questo studio è dove è stato pubblicato. Gli autori infatti hanno pubblicato le loro conclusioni online nell’edizione del 20 luglio della Environmental Health Perspectives ['Prospettive di Salute Ambientale', ndt], un’importante rivista medica governativa, organo del National Institute of Environmental Health Sciences [l'Istituto Nazionale delle Scienze della salute ambientale, ndt] degli Stati Uniti. Si tratta, cioè, delle stesse istituzioni che hanno sempre ribadito la perfetta salubrità della fluorizzazione dell’acqua, oltre che la sua efficacia nel tutelare la salute dei cittadini che lo consumano ogni giorno.
In passato, però, il governo degli Stati Uniti è stato costretto a richiedere un abbassamento dei livelli di fluorizzazione, dopo che una ricerca precedente aveva evidenziato il legame tra l’esposizione al fluoruro e una serie di effetti neurotossici [cioè tossici per il sistema nervoso, ndt]. La tossicità del fluoro per il corpo è stata evidenziata più esplicitamente in alcune ricerche più recenti, condotte a Harvard. In una dichiarazione scritta, i ricercatori indicano che:
“I bambini nelle zone ad alta concentrazione di fluoro [nell'acqua, ndt] hanno QI significativamente inferiore rispetto a coloro che vivevano in aree a bassa concentrazione di fluoro.”


Il fluoro abbassa il QI ed incremeta la crescita tumorale

Nessuna sorpresa per coloro che hanno seguito la ricerca sul fluoro nel corso degli ultimi anni. Già nel 1977, per esempio, gli studi epidemiologici condotti dal Dott. Dean Burk, a capo della Sezione Citochimica del National Cancer Institute [Istituto Nazionale per il Cancro, ndt] rivelava che l’esposizione al fluoro produce un aumento della crescita del tumore, anche quando presente a livelli minimi [inferiori ad 1 ppm, cioè un milionesimo in rapporto all'unità di misura utilizzata, che negli Usa è lo standard per la presenza del fluoro nell'acqua potabile, ndt]. Nella sua ricerca rileva infatti un’accelerazione del tasso di crescita del tumore del 25%, ma mostra anche esplicitamente come il fluoruro produca tumori melanotici [legati alla presenza di un melanoma, ndt], trasformi le cellule normali in cellule tumorali e aumenti la carcinogenesi di altri prodotti chimici [cioè aumenta il potenziale cancerogeno degli elementi a cui è associato, ndt].
Sempre nello studio del 1977, il dottor Burk stimava nel numero di 10.000 i morti causati proprio dalla fluorizzazione.
Non desterà sorpresa, quindi, che persino l’EPA – un’agenzia incaricata di proteggere la gente – abbia classificato il fluoro come una sostanza che presenta “prove sostanziali di neurotossicità per lo sviluppo”. Forse anche l’EPA è gestito da piagnucolanti teorici della cospirazione. Sempre gli autori dello studio, spiegano poi come il fluoro attacchi effettivamente il cervello in bambini non ancora nati, lanciando un assalto diretto sul loro sviluppo neurologico:
“Il fluoro attraversa rapidamente la placenta. L’esposizione al fluoruro per il cervello in fase di sviluppo, che è molto più suscettibile al danno causato da sostanze tossiche rispetto al cervello maturo, può eventualmente condurre a danni di natura permanente”.
Ma il governo degli Stati Uniti risponderà allo studio? Come accennato, gli studi che hanno esposto la stessa correlazione tra abbassamento del QI ed assunzione di fluoro sono molti. Il Prof. Paul Connett, direttore del Fluoride Action Network, è stato uno dei molti attivisti a parlare apertamente dell’ultimo studio per evidenziare quest’associazione. Al momento, ci sono stati 23 studi precedenti in materia e Connett ha ritenuto questo 24esimo di gran lunga il più forte. E cosa è stato fatto? Purtroppo, è stato ‘nascosto sotto il tappeto’ da parte delle organizzazioni sanitarie principali, che continuano ad affermare che il fluoro sia perfettamente sicuro. Alcuni addirittura raccomandano di integrare la sua assenza assumendo apposite pillole di fluoro.
Di quest’ultimo studio, infatti, Connett ha detto:
“In questo studio abbiamo trovato una relazione significativa tra la quantità di fluoro presente nel sangue ed il QI dei bambini … Questo è il 24esimo studio ad aver individuato questa associazione, ma qui è più marcata che in tutti gli altri.”
Anche quest’ultimo studio, che ha alle spalle Harvard, sarà ignorato dalle principali istituzioni sanitarie pubbliche oppure potrà avere inizio un serio cambiamento?

Articolo di Anthony Gucciardi per Natural Society
Traduzione e adattamento di Jacopo Castellini per Nexus Edizioni
Fonte: www.nexusedizioni.it 
Fonti aggiuntive Reuters



FLUORO:

I fluoruri di sodio somministrati ai bambini con le “pastiglie al Fluoro”, per, dicono i pediatri, combattere la carie dei denti, non solo fanno in modo che il sistema immunitario si comporti come se fosse il sistema immunitario di una vecchia persona, ma cagiona anche dei danni autoimmuni in tutto il corpo ed accelera il processo di invecchiamento del corpo.
La bassa concentrazione in cui i fluoruri di sodio esercitano il loro effetto deleterio mostra chiaramente che in realtà non esiste una concentrazione di fluoruro di sodio che non sia dannosa.
Lo stesso problema si riscontra nell’acqua potabile “fluorata” per, dicono i “tromboni del potere sanitario”, combattere la carie dei denti. ....

Il FLUORURO:
Il fluoruro è stato l'elemento chimico chiave per la costruzione della bomba atomica. Si, stiamo parlando di un derivato del fluoro contenuto nel dentifricio che usiamo tutte le mattine o nelle gomme da masticare vendute a coloro che non hanno neanche il tempo di lavarsi i denti.
Dopo circa 50 anni (periodo in cui è stata scoperta la bomba atomica) che gli americani hanno cominciato ad aggiungere fluoruro alle loro sorgenti idriche per ridurre le carie dentali, sono stati resi pubblici dei documenti che mettono seriamente in discussione la sicurezza del fluoro e la buonafede del governo americano.
Diversi scienziati legati al progetto della bomba A condussero degli studi sui fluoruri concludendo che il fluoro provoca seri danni al sistema nervoso centrale e al nostro organismo in generale.
Molti di questi rapporti furono classificati segreti per “ragioni di sicurezza nazionale” e molti altri sparirono dagli archivi statali. Il conflitto di interessi è chiaro: se si fosse reso pubblico che l'esposizione al fluoro è dannosa, il progetto della bomba A, i suoi fornitori e tutte quelle istituzioni ad esso legate, sarebbero state annientate da uno scandalo dalle immense proporzioni e dalle relative cause intentate per danni alla salute pubblica.
Così tutto fu messo a tacere, ma nonostante ciò gli studi sugli effetti del fluoro dovevano continuare, anzi servivano cavie umane. Esiste forse un modo migliore che metterlo nelle tubature dell'acqua con la scusa della salute dentale dei nostri figli? Ed ecco subito organizzati convegni, pubblicità e associazioni di medici e dentisti preposte a pubblicizzare e a rassicurare la gente sull'utilizzo del fluoro e dei suoi “effetti benefici”.
Il risultato fu dei migliori: la gente accettò l'utilizzo del fluoro come salvaguardia della propria salute dentale, furono smentite tutte le implicazioni del fluoro con diverse malattie che colpirono operai e persone che abitavano nei pressi delle fabbriche che producevano questo materiale di scarto altamente tossico e inoltre, a loro insaputa, diventarono tutti potenziali cavie da laboratorio su cui studiare gli effetti dell'ormai beneamato fluoro.
Molti sono gli studi e le argomentazioni che attestano la pericolosità del fluoro e grazie a Joel Griffiths e Chris Bryson un medico scrittore e un giornalista indipendente si sta facendo luce su questa sconcertante situazione.
Uno degli effetti più evidenti dei fluoruri sul nostro organismo è quello sul sistema nervoso centrale. Diversi studi mostrano come ripetute dosi di quantità infinitesimali di fluoro possono ridurre nel tempo ogni forza individuale di resistere alla dominazione, con l'avvelenamento e la narcosi di una certa area del cervello, rendendo così l'individuo sottomesso alla volontà di quelli che desiderano governarlo.
Sono molte le evidenze storiche che mostrano accordi tra il governo americano e il regime di Hitler per il finanziamento del progetto della fluorizzazione delle acque dei paesi conquistati per renderli docili al controllo e alla dittatura.
I fluoruri sono dei materiali di scarto di molte industrie chimiche e la loro sicura distruzione ha dei costi così elevati che hanno costretto i “poveri industriali ad industriarsi per trovare una soluzione alternativa e più economica!”……
E così, una sostanza tossica di scarto è stata trasformata in una fonte di immensi guadagni.

Tratto dal sito MedNat

I danni accertati dall’ingestione del fluoro sono:
Rischi al cervello (NRC National Research Council), 1 ppm, ossia una parte per milione di fluoro può produrre nei bambini deficienze di apprendimento e difficoltà di concentrazione.
Rischi per la ghiandola tiroidea, il fluoro agisce come smembratore endocrino, sempre secondo NRC 0.01 - 0.03 mg di fluoro per Kg al giorno possono ridurre le funzioni della tiroide in soggetti con basso tasso di iodio, questa riduzione può portare ad un calo dell’acutezza mentale, depressione e aumento di peso corporeo.
Rischio per le ossa, il fluoro riduce la resistenza delle ossa ed espone a fratture, per ora non ci sono dati sul quantitativo di fluoro oltre il quale aumentano i rischi per le ossa, l’unico dato disponibile parla di 1.5 ppm.
Rischio di cancro alle ossa, studi su animali ed umani, inclusi gli ultimi studi dell’università di Harvard hanno stabilito con certezza il collegamento tra fluoro e osteosarcoma (cancro delle ossa) in uomini al di sotto di 20 anni. A questo proposito è disponibile una dettagliata relazione redatta dal National Toxicology Program che ha seguito gli adolescenti monitorati, va detto che purtroppo più della meta di questi soggetti sono deceduti dopo alcuni anni dalla diagnosi dell’osteosarcoma.
Rischi per pazienti sofferenti ai reni, pazienti sofferenti di patologie che coinvolgono i reni hanno manifestato un’alta sensibilità alla tossicità del fluoro, questa sensibilità è dovuta all’incapacità di questi soggetti ad eliminare dal corpo il fluoro assunto. Come risultato si ha una elevata presenza di fluoro nelle ossa ed un aggravamento o insorgenza di un disturbo conosciuto col nome di osteodistrofia renale.

Il consiglio è di evitare il più possibile l’assunzione di fluoro, leggete le etichette dell’acqua in bottiglia se ancora ne fate uso, cercate dentifrici senza fluoro per i vostri bimbi, altre fonti di assunzione di fluoro sono: 
chewingum 
medicinali 
fertilizzanti 
bevande gassate (coca cola - pepsi etc…) 
te in bottiglia o lattina 
gatorade 
bastoncini di pesce (meccanicamente disossati) 
bastoncini di pollo (meccanicamente disossati) 
alcuni vini 
alcune birre 
cibi cucinati in contenitori col fondo in teflon 
alcuni sali da cucina fluorati 
alcuni tipi di anestetici (Enflurane, Isoflurane & Sevoflurane) 
sigarette


Acquista subito il libro:

I pericoli del fluoro
Autore: Giorgio Petrucci

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DR. ALBERT BRUCE SABIN: I VACCINI ANTINFLUENZALI NON SERVONO.



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Rivelazione di Albert Sabin censurata dai media complici della mafia delle lobby del farmaco. 

I VACCINI ANTINFLUENZALI NON SERVONO!


Fonte Vaccini Basta 

Anche Albert Sabin, ideatore del vaccino contro la polio, a Piacenza nel 1985, in un aula gremita dell’Ordine dei Medici, affermò: “Cari medici, secondo me i vaccini antinfluenzali non servono
Le campagne per le vaccinazioni di massa organizzate dai Ministeri della Sanità sono soldi sottratti alla ricerca seria. Orientamenti e mode. So bene che rischio di provocare polemiche, ma è esattamente questo il mio pensiero”. 
A chi, stupito, aveva chiesto chiarimenti, Sabin esibì i dati ufficiali degli Stati Uniti, dove si evidenziava che chi era stato vaccinato contro l’influenza si ammalava nella stessa percentuale di chi non si era fatto vaccinare.







Questa settimana ne abbiamo viste di tutti i colori; il tribunale del lavoro di Milano ha stabilito che un bambino divenuto autistico dopo esser stato vaccinato, dovrà essere mantenuto a vita con un assegno bimestrale pagato dal ministero della Salute ( http://www.ilpost.it/2014/11/25/autismo-vaccino-esavalente/ ) Il vaccino antinfluenzale Fluad della svizzera Novartis probabilmente è il responsabile di almeno 12 morti, mentre migliaia di persone vaccinate rimangono in attesa di certezze (http://www.ilsole24ore.com/…/vaccini-antinfluenzali-morti-s… ) A Padova viene somministrato PER SBAGLIO ad un bebè di 5 mesi un vaccino contro il tumore all'utero ( http://www1.adnkronos.com/…/Padova-vaccino-sbagliato-su-un-… ) In Emilia un'infermiera è stata accusata di aver assassinato almeno 93 pazienti e di aver scattato in ospedale foto (selfie) con i morti... ( http://www.tgcom24.mediaset.it/…/infermiera-killer-al-vagli…) Nonostante tutto il sistema sanitario nazionale e i medici in genere, continuano ad affermare che non c'è nessun pericolo nei vaccini, di avere fiducia nelle istituzioni sanitarie e di non preoccuparsi di nulla! Ma le cose stanno veramente così? A voi non sorge qualche dubbio? A me parecchi....
Vaccini Basta Fb

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