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mercoledì 15 febbraio 2017

Scienziati: “Dieta a basso contenuto di carboidrati “fa morire di fame” il cancro”

Diversi studi scientifici, insieme alla comprensione del meccanismo di funzionamento dello sviluppo delle cellule tumorali, mostrano come cibi ad alto indice glicemico siano il nutrimento migliore per il cancro glicemia cancro
I medici ormai non hanno più scuse: devo informarsi ed aggiornarsi agli studi scientifici degli ultimi anni che mostrano una connessione chiara e netta tra alimentazione e cancro. Come afferma lo stesso Franco Berrino, Direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto per lo Studio e la Cura dei Tumori, “ai nostri pazienti negli ospedali diamo il peggio del peggio”. Su Dionidream ormai sono centinaia gli articoli che mostrano l’impatto enorme del cibo sulla salute, e ancora di più sono i commenti e le testimonianze degli utenti che cambiando piccole e grandi abitudini di vita hanno risolto problemi che si portavano dietro da anni che le cure farmacologiche non erano riuscite a curare.

Abbassare la glicemia nei pasti “fa morire di fame” il cancro

Le cellule tumorali metabolizzano il glucosio a ritmi elevati ed hanno una maggiore sensibilità alla riduzione del glucosio. Tuttavia, i meccanismi molecolari precisi che portano a diverse risposte a glucosio restrizione tra cellule normali e tumorali cominciano ad essere pienamente compresi solo da poco tempo.
In realtà già nel 1931, il premio Nobel per la medicina, il tedesco   Otto Warburg, Ph.D ,ha scoperto che le cellule tumorali hanno un metabolismo energetico fondamentalmente diverso rispetto alle cellule sane. Il punto cruciale della sua scoperta era che i tumori maligni spesso mostrano un aumento della glicolisi anaerobica – un processo in cui viene utilizzato il glucosio come combustibile dalle cellule tumorali con l’acido lattico come sottoprodotto anaerobico – rispetto ai tessuti normali. Le cellule sane hanno un assoluto bisogno di ossigeno mentre le cellule tumorali possono vivere perfettamente senza grazie al solo glucosio. La grande quantità di acido lattico prodotto da questa fermentazione del glucosio da cellule tumorali viene quindi trasportato al fegato. Questa conversione del glucosio a lattato genera un, pH più basso, più acido nei tessuti cancerosi così da causare affaticamento fisico generale da acido lattico. Proprio per questo in campo medico si parla sempre di più di alcalinizzazione dei tessuti e dieta alcalina.
Nel 2010 i ricercatori del Center for Aging e del Comprehensive Cancer Center dell’Università dell’Alabama hanno pubblicato uno studio scientifico su FASEB Journal in cui hanno analizzato la risposta al glucosio di cellule polmonari umane normali e precancerose (ovvero in uno stadio che precede di poco la trasformazione tumorale vera e propria). Entrambi i tipi cellulari sono stati fatti crescere in vari terreni di coltura, ricevendo quantità di glucosio normali o ridotte nel corso di alcune settimane per vedere come e quanto si moltiplicavano e per registrarne la sopravvivenza. I risultati parlano chiaro: se lo zucchero a disposizione scarseggiava, le cellule normali vivevano più a lungo, quelle pre-tumorali morivano. Inoltre valutando l’espressione e l’attività di alcuni geni i ricercatori hanno visto che la dieta a basso contenuto di glucosio stimolava un aumento dei livelli di telomerasi, l’enzima che «mantiene giovani» e ostacolava un gene che ne riduce l’attività. Infatti i telomeri sono le strutture terminali dei cromosomi che si accorciano man mano che si invecchia).
Nel 2012 gli scienziati dell’Università Rey Juan Carlos di Madrid hanno scoperto un altro meccanismo chiave che collega il cancro agli alti livelli di zucchero. Lo studio pubblicato sulla rivista Cell dimostra che elevate quantità di glucosio nel sangue, come quando consumiamo un pasto ricco di zuccheri e farine, stimolano una proteina chiamata β-catenina che era già nota essere un fattore importante nello sviluppo di molti tumori specialmente nei primi stadi della progressione del cancro. Lo studio ha quindi dimostrato che un alto livello di zucchero induce un accumulo nucleare di β-catenina che porta alla proliferazione del cancro.

Lo zucchero crea le cellule tumorali

Ma non finisce qui. Nel 2014 i ricercatori della University of California hanno pubblicato uno studio straordinario sul Journal of Clinical Investigation. Gli autori affermano: “Vi è una notevole rinascita di interesse per il ruolo della glicolisi nel cancro. Tuttavia, l’aumento della glicolisi è visto spesso come conseguenza di eventi oncogenici che guidano la crescita delle cellule maligne e la loro sopravvivenza. Qui forniamo la prova che l’aumento di attivazione della sola glicolisi può essere un evento oncogenico in un modello di coltura 3D fisiologicamente rilevanti.” Essi dimostrano infatti che l’aumento del glucosio nel corpo porta alle prime fasi di creazione delle cellule tumorali, mentre la cessazione di assunzione del glucosio inverte le cellule cancerogene in cellule normali.
In sintesi: I cibi ad alto indice glicemico sono cancerogeni e alimentano le cellule tumorali già esistenti. 

Come impedire eccessive quantità di glucosio nel sangue

Il glucosio è un nutrimento per tutte le cellule sane, tuttavia come ogni cosa, quando è in eccesso crea danni. Questa problematica è molto grave negli ultimi anni a causa del cambiamento repentino di alimentazione che in sole due generazione è avvenuto negli esseri umani. La raffinazione di farine e cereali insieme alla commercializzazione su larga scala di zucchero, miele e dolcificanti vari, ha portato al consumo di cibi ad alto indice glicemico.
L’indice glicemico è una misura di quanto un determinato alimento influisce sulla glicemia. Cibi ad alto indice glicemico innalzano molto e velocemente la glicemia e questi cibi sono: tutti gli zuccheri (raffinato, grezzo, canna), miele, dolcificanti, farine bianche, riso bianco, pasta, pane, pizza. 
cibi ad alto indice glicemico entrano nel flusso sanguigno molto rapidamente ed è il modo più efficace per alimentare le cellule tumorali esattamente ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere. Così, ogni volta che una persona con il cancro o con cellule pre-cancerose mangia questi cibi in qualsiasi forma (zucchero da tavola bianco, dolci, biscotti, caramelle, o di alimenti trasformati con aggiunta di zucchero), è come se sta gettando benzina sul fuoco!.
Quindi le terapie per il cancro dovrebbero comprendere la regolazione dei livelli di glucosio nel sangue attraverso la dieta. E’ importante accompagnare ogni pasto con una abbondante porzione di verdure crude e/o cotte che permettono di abbassare l’indice glicemico del pasto. Le verdure amidacee invece, come le patate, devono essere consumate in piccole quantità, così come la frutta dolce (banane, cachi, ecc..) che ha un elevato contenuto di fruttosio. Consumare pesce, carne bianca, uova biologiche e grassi sani che non hanno alcun impatto negativo sulla glicemia e anzi svolgono la funzione di stimolare una dieta chetogenica ad alto valore terapeutico (se consumati senza carboidrati).
Consiglio. Proprio qualche giorno fa abbiamo spiegato come l’aceto di mele permetta di abbassare la glicemia, oltre a migliorare la digestione, il metabolismo e il sonno. Come fare: bevi un bicchiere d’acqua a cui aggiungi un cucchiaio di aceto di mele 10 minuti prima dei pasti principali.
Riferimenti
– Yuanyuan Li et al. Glucose restriction can extend normal cell lifespan and impair precancerous cell growth through epigenetic control of hTERT and p16 expression. FASEB J. 2010 May; 24(5): 1442–1453.
– Ana Chocarro-Calvo et al. Glucose-Induced β-Catenin Acetylation Enhances Wnt Signaling in Cancer. Molecular Cell 10.1016/j.molcel.2012.11.022
– Yasuhito Onodera et al. Increased sugar uptake promotes oncogenesis via EPAC/RAP1 and O-GlcNAc pathways. J Clin Invest. 2014 Jan 2; 124(1): 367–384. Fonte; https://www.dionidream.com/glicemia-cancro/

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domenica 7 febbraio 2016

Lo zucchero crea piu’ dipendenza della cocaina.Ecco come disintossicarsi in 10 giorni !


Mark Hyman è un celebre nutrizionista e medico canadese, in un suo studio 600 persone hanno provato una sua particolare dieta, il risultato è stato la perdita di 4.000 chili in soli 10 giorni. 

Quando è stata l’ultima volta che hai perso 7 chili in meno di due settimane?
E quanti sacrifici hai dovuto affrontare? Questa dieta non si basa su linee guida ferree e restrittive, non ci sono particolari menù noiosi da seguire. Semplicemente verrà “resettata” la concezione che si ha del cibo.
Il Dott Hyman ha creato questa dieta per dare una netta sterzata dalla dipendenza, sia fisica che psicologica, dagli alimenti ricchi di zuccheri. Un vero e proprio reset del corpo e del cervello che migliorerà la qualità della tua vita.
Disintossicati dallo Zucchero in soli 10 giorni
Ecco qui di seguito i 9 indispensabili consigli per disintossicarti da zuccheri raffinati e carboidrati in 10 giorni.
Stop Immediato!Il miglior modo per bloccare una dipendenza fisiologica è quello di “fermarsi”. Un alcolista non si può permettere di bere ogni tanto. Zuccheri richiamano altri zuccheri, perciò evita tutti i prodotti che contengono zuccheri, farine bianche e dolcificanti artificiali per 10 giorni.
Non bere le CalorieIl Dott Hyman dice: “Qualsiasi caloria dello zucchero in forma liquida è sicuramente peggiore di quella in forma solida.” Questo perché lo zucchero in forma liquida è più facilmente assimilabile dal fegato. Succhi di frutta, bibite gasate, bevande sportive, caffè e tè zuccherati sono la principale fonte calorica di zuccheri nella dieta di molte persone.
Un ragazzo che beve una lattina di coca cola al giorno (o un’altra bevanda gassata) avrà il 60% in più di possibilità di diventare obeso, mentre una donna avrà l’80% in più di possibilità di ammalarsi di diabete del tipo 2.
L’Aiuto delle Proteine
Le proteine aiutano a equilibrare i livelli di zuccheri e insulina nel sangue. Inizia la giornata con delle uova o un frullato di proteine. Inserisci a ogni pasto noccioline, semi, uova, pesce, pollo o carne di animali allevati al pascolo.
Carboidrati (buoni) a volontà
Sapevi che un sacco di verdure sono ricche di carboidrati? Sentiti libero di mangiarne quante ne desideri, non solo quelle ricche di amidi come le patate, la zucca o le barbabietole. Abbonda anche con quelle verdi come i broccoli, cavolfiori, cavoli, asparagi, peperoni, fagiolini, zucchine e carciofi per 10 giorni.
Grassi contro Zuccheri
I grassi non ti rendono grasso, ti rendono completo. Inoltre riequilibrano la glicemia e sono una parte necessaria della nostra struttura cellulare. Integra grassi buoni a ogni pasto, come la frutta secca, l’olio extra vergine di oliva e il burro di cocco. I grassi ti aiuteranno a tenere gli zuccheri alla larga.
Preparati alle Emergenze
Quando il livello degli zuccheri nel sangue è in calo, nella tua testa potrebbe scattare un meccanismo che in tanti conoscono: “La voglia di schifezze”! In questo caso il Dott. Hyman consiglia:
“Avrai bisogno di un “kit di emergenza”. Prepara degli snack facili da portare sempre con te, in questo modo non sarai tentato dal primo distributore automatico. Anche un po’ di frutta secca sarebbe l’ideale.”
Meno Stress, Meno Appetito
Molti non sanno che il Cortisolo, l’ormone dello stress, molto spesso aumenta l’appetito, facilita l’accumulo di grasso nella pancia e, in alcuni casi, può portare al diabete di tipo 2. Alcuni studi dimostrano che respirare profondamente per pochi minuti riduce i livelli di stress e stimola il metabolismo nel bruciare più grassi anziché accumularli. In questo caso il Dott. Hyman consiglia:
“Esegui cinque respiri lenti e profondi: inspira e conta fino a cinque, espira e conta fino a cinque, fallo per cinque volte di seguito..Esegui quest’operazione prima di ogni pasto e guarda cosa succede!”
Infiammazioni nascoste
Le infiammazioni all’intestino possono provocare squilibri di zuccheri nel sangue, insulino-resistenza e diabete di tipo 2. Glutine e latticini sono due intolleranze alimentari nascoste che tantissime persone non sanno di avere. Potresti fare una prova eliminando dalla tua dieta questi alimenti, almeno per 10 giorni. Vedrai come energia e vitalità aumenteranno notevolmente.
L’importanza di un sonno regolare
Sono stati condotti degli studi su degli studenti universitari ai quali è stato detto di dormire 2 ore in meno rispetto alle 8 ore standard. I risultati hanno mostrato un netto aumento degli ormoni della fame, soprattutto voglia di carboidrati e zuccheri raffinati. Quando si dorme poco il nostro corpo richiede degli alimenti capaci di dare un supporto energetico, quindi alimenti che contengono zuccheri. Un sano riposo terrà a bada questo bisogno.
 

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lunedì 25 gennaio 2016

ATTENZIONE – Zucchero e Cancro legati in un abbraccio di morte! – Ecco quello che dovete sapere…

cancro


ATTENZIONE – Zucchero e Cancro legati in un abbraccio di morte! – Ecco quello che dovete sapere…


Zucchero ed il Cancro legati in un abbraccio di morte!

Secondo i ricercatori dell’Università di San Francisco, California, lo zucchero rappresenta un rischio elevatissimo per la salute. Principale indiziato di una serie di patologie collegate tra loro Basta pensare che vi sono oltre 35 milioni di morti nel mondo ogni anno.
Uno dei fattori da tenere sotto controllo è determinato dal legame “ZUCCHERI E CANCRO”. Forse troppo trascurato!
Lo zucchero è così tossico che adesso deve essere considerato sostanza potenzialmente tossica come l’alcool ed il tabacco. I ricercatori sono arrivati alla conclusione che il suo vincolo quando appare il diabete è tale che i regolamenti restrittivi tipo “una tassa su tutti gli alimenti e le bibite che contengono zucchero aggiunto adesso è giustificata”.

Lo zucchero non si limita a patologie come:
  • diabete
  • sindromemetabolica
  • iper e ipoglicemia
  • riflussogastroesofageo
  • malattie del cuore
Vi è uno stretto connubio anche tra lo zucchero ed il cancro, essi infatti  son legati in un abbraccio di morte, quindi gli oncologi sbagliano spesso nel fare quanto necessario per fermare i loro pazienti affetti da cancro dal mangiare i dolci.
I ricercatori dell’Istituto Huntsman di Cancro dell’Utah, sono stati i primi a scoprire che lo zucchero “alimenta” i tumori.
La ricerca pubblicata nella rivista Proceeding dell’Accademia Nazionale di Scienza, dice:
“Dal 1923 si sapeva che le cellule tumorali utilizzano il glucosio molto  di più delle cellule normali. La nostra ricerca aiuta a dimostrare come si viene a capo di questo processo e come la crescita del tumore si può controllare.”
Queste le parole di Don Ayer, Ph.D., professore del Dipartimento delle Scienze Oncologiche dell’Università dell’Utah. Il dott.Thomas Graeber, un professore di farmacologia molecolare e medica, ha fatto ricerca su come il metabolismo del glucosio riguarda i segnali biochimici presenti nelle cellule cancerogene Sulla ricerca pubblicata il 26 giugno 2012 sulla rivista “Sistemas de Biología Molecular” Graeber e i suoi colleghi,dimostrano che il non agire del glucosio, cioè privare le cellule cancerogene del glucosio – attiva un anello metabolico di indicazione che conduce alla morte delle cellule cancerogene dovuto all’accumulo tossico di specie reattive di ossigeno (ROS). 


Gli zuccheri raffinati sono strettamente vincolati al cancro, non solo come causa dello stesso, ma anche come qualcosa che alimenta le cellule cancerogene una volta che la persona ha la malattia.  Niente può essere più importante del considerare l’intento di migliorare i risultati dei trattamenti contro il cancro. Il tipo di zucchero che prevale più di tutti nella dieta standard americana attuale porta direttamente al cancro causando infiammazione in tutto il corpo in alcuni punti più che in altri, secondo la persona e la sua costituzione.
Quindi, le terapie per il cancro dovrebbero comprendere la  regolazione dei livelli di glucosio nel sangue attraverso la dieta. L’indice glicemico è una misura di quanto un determinato alimento influisce sulla glicemia.
Tutte le cellule tumorali maligne dispongono di glucosio per sopravvivere. Questo perché, a differenza delle cellule sane, le cellule tumorali devono fare affidamento sulla via anaerobica chiamato “glicolisi” per metabolizzare energia per se stessi. Per questo motivo, le cellule tumorali maligne sono chiamati “metabolizers glucosio obbligati.” In altre parole, crescono accelerate con gli zuccheri.

Lo zucchero raffinato entra nel flusso sanguigno molto rapidamente ed è il modo più efficace per alimentare le cellule tumorali esattamente ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere. Così, ogni volta che una persona con il cancro mangia zucchero raffinato in qualsiasi forma(zucchero da tavola bianco, dolci, biscotti, caramelle, o di alimenti trasformati con aggiunta di zucchero), è come se sta mettendo benzina sul fuoco!
Ci sono carboidrati semplici e complessi; quelli semplici sono zuccheri che si trovano naturalmente in alimenti come la frutta ed i succhi di frutta, merendine, alcune verdure, pane bianco, riso bianco, pasta, latte e prodotti del latte, la maggior parte dei tramezzini, dolci etc.
Non dimentichiamo però che non conosciamo quegli zuccheri semplici aggiunti agli alimenti durante la trasformazione e la raffinazione. Sono gli zuccheri semplici quelli ai quali si imputa di produrre la risposta dell’insulina e pertanto l’infiammazione che può portare al cancro.
Riducendo nella dieta, quindi, la quantità dei carboidrati semplici si può sopprimere o ritardare l’apparizione del cancro o rallentare, fermare o invertire la proliferazione delle cellule tumorali già esistenti privando le cellule cancerogene dell’alimento necessario alla loro esistenza.

Fonte: http://jedasupport.altervista.org/blog/attualita/zucchero-e-cancro-correlati-tra-loro/ Tratto da http://curiosity2015.altervista.org/

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lunedì 14 aprile 2014

L'assunzione di zucchero e le malattie mentali un legame sorprendente.



L'assunzione di zucchero e le malattie mentali un legame sorprendente.
Nel Medioevo le anime inquiete venivano raramente imprigionate perché uscivano di senno. Questo genere di imprigionamento iniziò nel periodo dell’Illuminismo, dopo che lo zucchero passò dalla prescrizione farmaceutica alla produzione dolciaria. "La grande reclusione degli alienati", come la definisce uno storico, cominciò alla fine del 17mo secolo, dopo che il consumo di zucchero in Gran Bretagna nell’arco di 200 anni si era impennato da un pizzico o due in un barile di birra qua e là, a più di due milioni di libbre all’anno; in quel periodo i medici di Londra avevano iniziato ad osservare e registrare i segni ed i sintomi fisici terminali dello "sugar blues".
Quando, inizialmente, a Parigi fu fondato per decreto reale l’Ospedale Generale, vi era rinchiuso l’un per cento della popolazione cittadina. Da quel tempo fino al 20mo secolo, man mano che il consumo di zucchero saliva sempre di più (specie nelle città), altrettanto accadeva per il numero delle persone rinchiuse nell’Ospedale Generale.
Oggi i pionieri della psichiatria ortomolecolare, come il Dr. Abram Hoffer, il Dr. Allan Cott, il Dr. A. Cherkin, così come il Dr. Linus Pauling, hanno confermato che i disturbi emotivi possono rappresentare semplicemente il primo sintomo dell’ovvia incapacità dell’organismo umano di gestire lo stress della dipendenza da zucchero.
Il Dr. Pauling, in Orthomolecular Psychiatry, scrive: "Il funzionamento del cervello e del tessuto nervoso è dipendente in modo più sensibile dalla velocità delle reazioni chimiche di quello di altri organi e tessuti. Ritengo che la malattia mentale sia per la maggior parte dovuta a velocità di reazione anormali, in quanto determinate dalla costituzione genetica e dalla dieta, e da anormali concentrazioni molecolari di sostanze essenziali... La scelta dei cibi (e dei farmaci) in un mondo che sta passando attraverso un rapido cambiamento scientifico e tecnologico spesso é ben lungi dall’essere la migliore".

Il Dr. Abram Hoffer, in Megavitamin B3 Therapy for Schizophrenia, nota: "Ai pazienti viene inoltre consigliato di seguire un valido programma nutrizionale con l’esclusione di saccarosio e cibi ricchi di tale sostanza".
La ricerca clinica su bambini iperattivi e psicotici, così come su quelli con danni al cervello e con difficoltà di apprendimento, ha dimostrato:
"Una storia familiare di diabete elevata in modo anormale - vale a dire genitori e nonni che non riescono a gestire lo zucchero; un’incidenza insolitamente elevata di scarsità di glucosio del sangue, o ipoglicemia funzionale nei bambini stessi, la quale indica che i loro organismi non riescono a gestire lo zucchero; dipendenza da un elevato livello di zucchero nelle diete proprio di quei bambini che non riescono a gestirlo.
"Un’indagine relativa alla storia dietetica di quei pazienti diagnosticati come schizofrenici rivela che la dieta di loro scelta è ricca di dolciumi, caramelle, torte, caffè, bevande con caffeina e alimenti preparati con lo zucchero; tali alimenti, che stimolano le surrenali, dovrebbero essere eliminati o rigidamente limitati".

Negli anni ‘40 il Dr. John Tintera riscoprì la vitale importanza del sistema endocrino, in particolare delle ghiandole surrenali, relativamente alla "condizione mentale patologica" o "sbalzo cerebrale".
In 200 casi in cura per insufficienza corticosurrenale (la mancanza di adeguata produzione degli ormoni corticosurrenali o lo squilibrio fra essi) egli scoprì che i principali disturbi dei suoi pazienti erano spesso simili a quelli riscontrati in persone i cui organismi non erano in grado di gestire gli zuccheri: stanchezza, nervosismo, depressione, apprensione, voglia di dolci, incapacità di tollerare l’alcol, incapacità di concentrazione, allergie, bassa pressione sanguigna.... Sugar blues!

Il Dr. Tintera alla fine insistette affinché i suoi pazienti si sottoponessero ad un test di tolleranza al glucosio (GTT) della durata di quattro ore per scoprire se fossero in grado o meno di gestire lo zucchero. I risultati furono così allarmanti che i laboratori eseguirono un controllo incrociato della loro strumentazione e quindi si scusarono per quelle che ritenevano essere delle letture errate. Ciò che li confondeva erano le basse, piatte curve dei precoci adolescenti affetti da turbe psichiche. Questo procedimento di laboratorio in precedenza era stato utilizzato solo per pazienti con riscontri fisici che presupponevano il diabete.
La definizione di schizofrenia (la dementia praecox di Bleuler) di Dorland comprende la frase, "spesso individuata durante o subito dopo l’adolescenza" e inoltre, in riferimento all’ebefrenia e alla catatonia, "si presenta subito dopo l’inizio della pubertà".
Può sembrare che queste condizioni si presentino o si aggravino nel periodo puberale, ma indagando nel passato del paziente si troveranno di frequente indicazioni rivelatrici del fatto che tali condizioni erano presenti sin dalla nascita, nell’arco del primo anno di vita e di quelli prescolastici e della scuola elementare; ciascuno di questi periodi presenta il proprio caratteristico quadro clinico.
Un test di tolleranza al glucosio eseguito in uno di questi periodi potrebbe mettere in guardia genitori e medici e risparmiare innumerevoli ore e piccole fortune impiegate nel sondare la psiche del bambino e l’ambiente familiare alla ricerca di difficoltà di adattamento di discutibile importanza nello sviluppo emotivo del bambino medio.
Negativismo, iperattività e ostinato rancore nei confronti della disciplina sono indicazioni indiscutibili almeno per i test di laboratorio basilari: analisi delle urine e completo conteggio del sangue, determinazione PBI ed il test di cinque ore di tolleranza al glucosio.
Un GTT può essere eseguito su di un bambino piccolo tramite il micro-metodo senza indebiti traumi per il paziente. In verità ho sollecitato che questi quattro test fossero di routine per tutti i pazienti, anche prima di intraprendere un esame fisico o storico.
In quasi tutte le discussioni sulla tossicodipendenza, l’alcolismo e la schizofrenia, si sostiene che non c’è un tipo costituzionalmente definito che cade preda di queste disgrazie e si afferma quasi universalmente che tutti questi individui sono emotivamente immaturi.
Nostro scopo da lungo tempo è quello di persuadere ogni medico, sia egli orientato verso la psichiatria, la genetica o la fisiologia, a riconoscere che nella maggioranza di questi casi viene coinvolto uno specifico individuo endocrino: l’ipocorticosurrenale.
Tintera ha pubblicato svariati documenti medici. Egli ha ripetuto più e più volte che il miglioramento, il lenimento, l’attenuazione o la cura "dipendevano dal ristabilimento del normale funzionamento dell’intero organismo". Il suo primo articolo di prescrizione nella cura era la dieta ed egli ripeteva sino alla nausea che "l’importanza della dieta non potrà mai essere sottolineata abbastanza". Egli predispose un’intimazione permanente e radicale contro lo zucchero in tutte le sue forme e sembianze.
Mentre il portoghese Egas Moniz riceveva un premio nobel per l’ideazione della lobotomia come cura della schizofrenia, la ricompensa di Tintera fu il tormento e la persecuzione dei baroni della medicina organizzata; e mentre la radicale concezione di Tintera relativa allo zucchero come causa di quella che era chiamata "schizofrenia" poteva essere confinata ai giornali del settore, egli fu lasciato solo e ignorato; egli avrebbe potuto essere tollerato se fosse rimasto nel suo territorio assegnato, l’endocrinologia.
Anche quando egli suggerì che l’alcolismo era collegato alle ghiandole surrenali che erano state colpite dall’abuso di zucchero, non gli diedero retta; poiché i medicastri avevano deciso che per loro l’alcolismo non era nient’altro che una seccatura, erano ben contenti di lasciare la questione agli Alcolisti Anonimi.
Tuttavia quando Tintera, su una rivista a diffusione non specialistica, osò suggerire che "è ridicolo parlare di vari tipi di allergie quando ne esiste uno solo, cioè le ghiandole surrenali menomate...dallo zucchero", allora non poté più essere ignorato.
Gli esperti di allergie disponevano di un notevole racket per sé stessi; le belle anime dell’allergia si erano divertite a vicenda per anni con racconti assurdi di allergie esotiche - di tutto, dai crini di cavallo alle code di aragoste.
Ed ecco che arriva qualcuno a dire che niente di tutto ciò ha importanza: togliete loro lo zucchero e teneteli lontani da esso.
Forse la prematura morte di Tintera nel 1969, all’età di 57 anni, rese più facile alla professione medica accettare scoperte che un tempo erano sembrate tanto bizzarre quanto la semplice tesi medica orientale della genetica e della dieta, yin e yang.
Oggi i medici di tutto il mondo ripetono ciò che Tintera aveva preannunciato anni or sono: a nessuno, ma proprio a nessuno, dovrebbe essere mai permesso di iniziare quello che viene definito "trattamento psichiatrico" in alcun luogo senza e prima di essere stato sottoposto al test di tolleranza al glucosio per scoprire se è in grado di gestire lo zucchero.
La cosiddetta medicina preventiva si spinge oltre e suggerisce che poiché noi pensiamo soltanto di poter gestire lo zucchero perché inizialmente disponiamo di ghiandole surrenali forti, perché aspettare sino al momento in cui esse ci danno dei segnali e degli avvertimenti che sono esauste?
Liberatevi del fardello adesso eliminando lo zucchero in tutte le sue forme, iniziando dalla bibita zuccherata che tenete in mano.


Zucchero e malattie mentali: un legame sorprendente



Un noto psichiatra e ricercatore britannico, Malcolm Peet, ha condotto uno studio per analizzare il rapporto fra la dieta e le malattie mentali. Già una prima parte dello studio ha dato un esito sorprendente: pare vi sia un forte legame tra il consumo di zucchero e il rischio di depressione e schizofrenia .
In effetti, ci sono due potenziali meccanismi attraverso i quali l'assunzione di zucchero raffinato è in grado di esercitare un effetto tossico sulla salute mentale.
In primo luogo, lo zucchero sopprime di fatto l'attività di un ormone della crescita chiave nel cervello denominato BDNF , attivo nell'ippocampo e nella corteccia cerebrale, regioni chiave nei processi di apprendimento, memoria e pensiero; il BDNF promuove la differenziazione di nuovi neuroni e delle loro parti costituenti, cioè assoni, dendriti e sinapsi - ndt), . Questo ormone promuove la salute ed il buon funzionamento dei neuroni nel cervello e gioca un ruolo vitale nella funzione della memoria innescando la crescita di nuove connessioni tra i neuroni. I livelli di BDNF sono criticamente bassi sia in caso di depressione che di schizofrenia, il che spiega perché entrambe le sindromi spesso portano ad un danno nelle regioni cerebrali (in effetti la depressione cronica determina un danno cerebrale).
Ci sono anche prove svolte su animali in cui una bassa quantità di BDNF può innescare la depressione .
In secondo luogo, il consumo di zucchero innesca una cascata di reazioni chimiche nel corpo che promuovono l'infiammazione cronica. In determinate circostanze, come quando il corpo umano ha bisogno di guarire da una ferita, una minima quantità di infiammazione può essere una buona cosa, dato che può aumentare l'attività immunitaria e il flusso di sangue alla ferita. Ma nel lungo periodo, l'infiammazione è un grosso problema. Si interrompe il normale funzionamento del sistema immunitario e va in collisione con il cervello.

L'infiammazione è associata ad un aumentato rischio di malattie cardiache, diabete, artrite e persino alcune forme di cancro; è anche legato a un maggiore rischio di depressione e schizofrenia. E ancora, mangiare zucchero raffinato scatena l'infiammazione.

http://www.bipolari.it/Joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=605:zucchero-e-salute-mentale&catid=90:ipotesi&Itemid=197  (Visita la nostra pagina - ► Medic Bunker La Verità◄ - per ulteriori foto e notizie)

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