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lunedì 17 marzo 2025

LA VITAMINA D: IL POTENTE ORMONE PER IL SISTEMA IMMUNITARIO.

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Di Salvatore Calleri (NatMed)

LA VITAMINA D 


La vitamina D non è una vitamina, ma è un ormone,  quindi è una vitamina per modo di dire,che si può tranquillamente definire con il titolo di "regina del sistema immunitario" quindi è un potente ormone immunoregolatore del gruppo degli steroidi come tutti gli ormoni sessuali e tutti gli altri ormoni... e deriva appunto dalla trasformazione del colesterolo...
La "vitamina D" è una sostanza molto molto potente per il nostro sistema immunitario.

La sua azione è principalmente immunoregolatrice, e tutte le situazioni immunitarie in sua mancanza vengono alterate.
Dobbiamo sapere che la "vitamina D" ha dei recettori come tutti gli ormoni, ha dei ricettori sulla cellula, sulla membrana cellulare e sul nucleo cellulare, per cui su tutte le cellule dell'organismo praticamente, per cui regola tutte le funzioni dell'organismo, regola le espressioni di tutti i geni, e regola quindi la funzionalità di tutti i geni sopratutto quelli del sistema immunitario.

LA CARENZA DI VITAMINA D


La carenza spesso può essere abbastanza subdola, nessuno si accorge direttamente di avere una mancanza di vitamina D, a meno che non abbia delle unghie molto più fragili, le ossa più fragili, una caduta di capelli, oppure ci sono delle vere e proprie patologie sia del sistema immunitario che altri sistemi del corpo, perchè non è soltanto del sistema immunitario perché è ubiquitaria la sua azione, e quindi in altri sistemi la vitamina D agisce direttamente.
La carenza di vitamina D venne scoperta all'inizio della metà dell'700 quando l'Inghilterra della rivoluzione industriale cominciava ad essere scurata dai fumi delle miniere di carbone i raggi solari non penetravano adeguatamente... (adesso per questo usano le scie chimiche) e tutti i bambini che lavoravano al chiuso nelle miniere erano colpiti di rachitismo, e questo fu il primo sintomo da carenza di vitamina D, ci vollero per scoprire che bastava confrontarli con quelli che vivevano nelle campagne alla luce del sole e che non avevano affatto questo tipo di patologia.

Quindi la vitamina D è dipendente non soltanto dall'alimentazione ma soprattutto dalla esposizione al sole.

La cosa fondamentale è piu che cercare di carpire i sintomi che spesso possono essere vaghi da una carenza di vitamina D, basta fare un semplice esame del sangue e da lì vedere se si è o non si è carenti, e bisogna sottolineare che sopratutto nella stagione invernale la stragrande maggioranza della popolazione è carente di vitamina D, e perché questo? 

Il perché è abbastanza intuitivo, viviamo dentro case scuole fabbriche uffici macchine sempre coperti e non più come una volta, quando una volta si viveva all'aria aperta, si lavorava e non si era vestiti come siamo vestiti oggi e per cui il nostro corpo era abituato a trarre dalla luce solare adeguate quantità di vitamina D, oggi è tutto il contrario.
Prescrivere calcio nell'osteoporosi come fanno tutti i medici è sbagliato, viene detta l'osteoporosi come una carenza di calcio, ma non è assolutamente vero, l'osteoporosi è una carenza di calcio nelle ossa ma ci vuole qualcosa che faccia assorbire il calcio nelle ossa, quindi immettere indiscretamente grandi quantità di calcio sopratutto calcio di derivazione vaccinica tipo quello del latte e dei latticini che è un calcio molto pesante perché non è molto adatto nell'utilizzazione dell'essere umano.

Ad esempio le nostre donne quando allattano i loro bambini danno il loro latte, non certo quello della mucca,quello della mucca è buono per il vitello con un rapporto calcio fosforo completamente diverso da quello materno, per cui l'osteoporosi non è una carenza di calcio ma è una carenza di tutte le condizioni che favoriscono un corretto assorbimento di calcio da parte dell'osso.
Queste condizioni sono molteplici, quindi come ho scritto in precedenza, ci vuole vivere all'aria aperta e movimento fisico, le due condizioni fondamentali per cui l'essere umano è tra virgolette programmato, muoversi e stare all'aria aperta, e noi oggi facciamo l'esatto contrario, non ci muoviamo, i nostri bambini sono sempre più sedentari e in più non stiamo neanche all'aria aperta. Ecco la vera carenza di calcio. Il latte di mucca e i latticini ormai è stato dimostrato da studi americani su campioni di migliaia e migliaia di persone, che i latticini ivece al contrario aumentano la tendenza dell'osteoporosi e quindi la sua progressione e non che la diminuiscono.

Quindi è sbagliato dire mangia il formaggio, bevi il latte prendi il calcio (il carbonato di calcio) che quando non viene assorbito e non lo è nella misura del 90% non assorbito, viene a depositarsi nei tessuti facendo altri danni oltre al quello del mancato aiuto all'osteoporosi.

Avere la vitamina D in modo naturale.



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Per ottenerla bisogna stare un po sotto il sole ma oltre a quello si può avere la vitamina D in alcuni cibi, principalmente animali, ad esempio il vecchio olio di fegato di merluzzo che una volta si dava ai bambini sempre allo scopo di combattere il rachitismo nelle scuole infatti veniva somministrato molti e molti anni fa e ne è ricchissimo. Alcuno pesci selvaggi, il salmone, magari da pesci non trattati dall'allevamento, oppure dalle uova e poi alcuni vegetali, alcuni funghi, ma i vegetali sono molto più scarsi, infatti nei vegetali c'è la vitamina D2, e negli animali la D3, che è molto più forte a meno che non si prendano degli integratori a base di licheni... è comunque più la maggior parte dovremmo prenderla attraverso l'esposizione solare senza usare troppi escamotage alimentari...


E' fondamentale divulgare la conoscenza.


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martedì 11 marzo 2025

Il Ruolo della Vitamina D nella Gestione della Malattia di Crohn

 

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di Salvatore Calleri - NatMed

La Malattia di Crohn è una patologia infiammatoria cronica dell'intestino che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Caratterizzata da infiammazione del tratto gastrointestinale, può portare a sintomi debilitanti come dolore addominale, diarrea persistente e perdita di peso. Negli ultimi anni, la ricerca ha evidenziato una possibile connessione tra la carenza di vitamina D e l'aggravarsi di questa malattia, aprendo nuove prospettive per trattamenti naturali ed efficaci.

La Vitamina D e il Sistema Immunitario

La vitamina D è essenziale per numerose funzioni corporee, in particolare per la modulazione del sistema immunitario. Essa contribuisce al mantenimento dell'integrità della barriera intestinale, promuovendo la produzione di proteine che impediscono il passaggio di patogeni e tossine attraverso la mucosa intestinale. Un deficit di vitamina D può compromettere questa barriera, aumentando la permeabilità intestinale e favorendo l'infiammazione.

Studi sulla Carenza di Vitamina D nella Malattia di Crohn

Diversi studi hanno evidenziato come livelli subottimali di 25-idrossivitamina D siano comuni nei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali, inclusa la Malattia di Crohn. Questa carenza è stata associata a un aumento del rischio di riacutizzazioni, ospedalizzazioni e interventi chirurgici correlati alla patologia, nonché a una risposta inadeguata ai trattamenti con inibitori del TNF e a un deterioramento della qualità della vita.

Uno studio condotto su 27 pazienti con Malattia di Crohn in remissione ha mostrato che la supplementazione con 2000 UI al giorno di vitamina D per tre mesi ha avuto effetti positivi su importanti parametri associati alla malattia, come la permeabilità intestinale e l'infiammazione. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questi risultati e tradurli in protocolli di trattamento standardizzati.

Implicazioni Terapeutiche e Raccomandazioni

Alla luce di queste evidenze, la valutazione dei livelli sierici di vitamina D dovrebbe diventare parte integrante della gestione clinica dei pazienti con Malattia di Crohn. La supplementazione di vitamina D potrebbe rappresentare una strategia terapeutica aggiuntiva per migliorare l'andamento della malattia e la qualità della vita dei pazienti. Tuttavia, è fondamentale che tali interventi siano personalizzati e monitorati da professionisti sanitari, considerando le specifiche esigenze e condizioni di ogni individuo.

Conclusioni

La correlazione tra carenza di vitamina D e Malattia di Crohn sottolinea l'importanza di un approccio integrato nella gestione delle malattie infiammatorie intestinali. L'adozione di misure preventive, come l'esposizione adeguata alla luce solare e una dieta equilibrata ricca di vitamina D, insieme a una possibile supplementazione controllata, potrebbe offrire benefici significativi per i pazienti affetti da questa patologia. La ricerca continua in questo campo è essenziale per sviluppare linee guida cliniche basate su evidenze solide e per offrire soluzioni terapeutiche sempre più efficaci e sicure.


Fonti e Approfondimenti:

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martedì 15 ottobre 2024

Spezie e Integratori Contro il Tumore al Pancreas: Le Scoperte Scientifiche che Potrebbero Fare la Differenza


Il tumore al pancreas è una delle forme più aggressive di cancro, caratterizzato da una diagnosi spesso tardiva e un tasso di sopravvivenza piuttosto basso. 

Sebbene la ricerca scientifica continui a fare progressi, molti studi hanno esaminato il ruolo di integratori naturali e spezie nel prevenire o rallentare la progressione del tumore al pancreas. Alcuni composti naturali, inclusi integratori e spezie, hanno mostrato effetti antitumorali promettenti in studi preclinici e clinici. 


Di Salvatore Calleri (NatMed)

In questo articolo esploriamo le evidenze scientifiche disponibili su alcuni di questi rimedi naturali.


1. Curcumina (Curcuma)

La curcumina, il principale composto attivo della curcuma, ha ricevuto molta attenzione per le sue potenti proprietà antinfiammatorie e antitumorali. Studi scientifici hanno dimostrato che la curcumina può inibire la crescita delle cellule tumorali pancreatiche e bloccare diverse vie di segnalazione coinvolte nella proliferazione tumorale .


Uno studio pubblicato su Cancer Letters ha dimostrato che la curcumina è in grado di indurre apoptosi (morte cellulare programmata) nelle cellule tumorali pancreatiche e di inibire l'angiogenesi, il processo attraverso il quale i tumori creano nuovi vasi sanguigni per crescere . Inoltre, un altro studio clinico ha evidenziato che la combinazione di curcumina con farmaci chemioterapici convenzionali migliora l'efficacia del trattamento, potenzialmente riducendo la resistenza ai farmaci .


2. Estratto di tè verde (EGCG)

L'epigallocatechina gallato (EGCG), il principale polifenolo del tè verde, è un potente antiossidante con proprietà anticancerogene. Secondo uno studio pubblicato su *Pancreas*, l'EGCG può ridurre la crescita delle cellule tumorali pancreatiche, inibendo specifiche vie di segnalazione come quella della proteina STAT3, coinvolta nella sopravvivenza e proliferazione delle cellule tumorali .


Inoltre, uno studio pubblicato su Molecular Nutrition & Food Research ha dimostrato che l'EGCG può aumentare l'efficacia di alcuni trattamenti chemioterapici e ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia .


3. Resveratrolo

Il resveratrolo, un composto presente nella buccia dell'uva e in alcune bacche, è noto per le sue proprietà antiossidanti e antitumorali. Uno studio pubblicato su *Cancer Science* ha evidenziato che il resveratrolo può inibire la crescita delle cellule del tumore al pancreas, inducendo l'apoptosi e bloccando la proliferazione cellulare . Questo polifenolo ha anche mostrato un effetto sinergico quando combinato con altri trattamenti antitumorali, migliorandone l'efficacia.


4. Boswellia Serrata (Acido Boswellico)

L'acido boswellico, derivato dalla resina della pianta Boswellia serrata, ha mostrato proprietà antinfiammatorie e antitumorali. Studi preclinici hanno evidenziato che l'acido boswellico può inibire la crescita delle cellule tumorali pancreatiche . Inoltre, è stato dimostrato che può bloccare la formazione di nuovi vasi sanguigni che alimentano il tumore, un processo noto come angiogenesi .


5. Quercetina

La quercetina è un flavonoide presente in molti frutti e verdure, come cipolle, mele e uva. Studi recenti hanno indicato che la quercetina ha potenti effetti antitumorali, inclusa la capacità di inibire la crescita delle cellule del tumore pancreatico e indurre l'apoptosi . La quercetina sembra anche inibire l'infiammazione cronica, che è un fattore di rischio per lo sviluppo di molti tipi di tumori .


6. Acidi grassi Omega-3

Gli acidi grassi Omega-3, presenti in pesci come salmone e sgombro, hanno dimostrato di possedere proprietà antinfiammatorie che potrebbero contribuire a ridurre il rischio di sviluppare tumori. Studi clinici hanno indicato che gli Omega-3 possono rallentare la crescita delle cellule tumorali pancreatiche, riducendo l'infiammazione sistemica e bloccando le vie di segnalazione pro-tumorali.


7. Vitamina D

La vitamina D gioca un ruolo cruciale nella regolazione del sistema immunitario e nella prevenzione del cancro. Studi hanno dimostrato che i livelli ottimali di vitamina D possono ridurre il rischio di diversi tipi di cancro, incluso il tumore al pancreas . Un articolo pubblicato su *Cellular Physiology and Biochemistry* ha evidenziato come la vitamina D, attivando il suo recettore, può inibire la crescita delle cellule tumorali pancreatiche .


Conclusione

Gli integratori naturali e le spezie mostrano un grande potenziale nel sostenere la prevenzione e il trattamento del tumore al pancreas, ma è importante sottolineare che nessun integratore può sostituire le cure mediche tradizionali. È essenziale consultare il proprio medico prima di iniziare qualsiasi regime di integrazione, soprattutto nel contesto di malattie gravi come il cancro. La ricerca su queste sostanze naturali continua a evolversi, offrendo nuove speranze per un approccio complementare nella lotta contro il tumore al pancreas.



Fonti:

1. Curcumin and pancreatic cancer: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22829823/  

2. Apoptosis and anti-angiogenesis effects of curcumin: https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0304383507007758  

3. Combination therapy with curcumin: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5596176/  

4. EGCG and pancreatic cancer: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4123890/  

5. Synergistic effect of EGCG with chemotherapy: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/mnfr.201100654  

6. Resveratrol against pancreatic cancer: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/j.1349-7006.2008.00793.x  

7. Boswellic acid anti-tumor effects: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15870580/  

8. Boswellic acid inhibits angiogenesis: https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0006291X14000453  

9. Quercetin and pancreatic cancer: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25986990/  

10. Quercetin anti-inflammatory properties: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5879766/  

11. Omega-3 and cancer: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25463452/  

12. Omega-3 against pancreatic cancer: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6356949/  

13. Vitamin D and pancreatic cancer: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5114321/  

14. Vitamin D inhibits pancreatic cancer cells: https://www.karger.com/Article/Abstract/361454  

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Prevenzione del Tumore al Colon: Gli Integratori e le Spezie Più Studiati

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Il tumore al colon è una delle forme di cancro più diffuse al mondo, e le ricerche indicano che una combinazione di dieta, integratori e spezie potrebbe giocare un ruolo importante nella sua prevenzione. 

Diversi composti naturali hanno mostrato proprietà anti-cancerogene, anti-infiammatorie e antiossidanti che possono essere d'aiuto nel contrastare lo sviluppo di cellule tumorali nel colon.


Di Salvatore Calleri (NatMed)

Scopri gli integratori e spezie più studiati per prevenire il tumore al colon, con ricerche scientifiche dettagliate.


Curcuma (Curcumina)

La curcuma è una spezia conosciuta per il suo principio attivo, la curcumina, che ha potenti proprietà anti-infiammatorie e antitumorali. Numerosi studi hanno esaminato il ruolo della curcumina nella prevenzione e nel trattamento del cancro al colon.


Uno studio pubblicato su Cancer Research ha dimostrato che la curcumina può inibire la crescita delle cellule tumorali del colon in vitro e in modelli animali . Un altro studio clinico ha evidenziato che l'assunzione di curcumina come supplemento orale può ridurre il rischio di recidiva del tumore al colon .


- Dosaggio suggerito: 500-2000 mg al giorno di estratto di curcumina, preferibilmente con piperina per migliorarne l'assorbimento .


Resveratrolo

Il resveratrolo è un potente antiossidante presente nelle bucce dell'uva rossa, nel vino rosso e in alcuni frutti di bosco. Ha proprietà chemiopreventive e antinfiammatorie, dimostrando efficacia nel prevenire l'insorgenza di tumori al colon.


Un importante studio pubblicato su The Journal of Clinical Investigation ha mostrato come il resveratrolo possa ridurre l'infiammazione nel colon e prevenire la crescita delle cellule cancerogene . Inoltre, il resveratrolo sembra inibire l'attività delle cellule staminali tumorali, riducendo così il rischio di sviluppare metastasi .


- Dosaggio suggerito: 150-500 mg al giorno di resveratrolo per ottenere effetti preventivi sul colon .


Zenzero

Lo zenzero è un'altra spezia dalle straordinarie proprietà anti-cancerogene. I suoi composti attivi, tra cui i gingeroli e i shogaoli, hanno mostrato effetti preventivi contro il tumore al colon.


Uno studio condotto dall'Università del Michigan ha evidenziato che l'assunzione regolare di zenzero può ridurre i marcatori infiammatori nel colon, limitando così lo sviluppo di cellule precancerose . I risultati suggeriscono che lo zenzero potrebbe aiutare a prevenire il carcinoma colorettale e altre forme di tumore gastrointestinale.


- Dosaggio suggerito: 1-2 g di zenzero fresco o in integratori al giorno .


Omega-3

Gli omega-3, presenti nel pesce grasso (come salmone e sardine) e negli integratori di olio di pesce, sono noti per le loro proprietà anti-infiammatorie. Diversi studi suggeriscono che gli acidi grassi omega-3 possono ridurre il rischio di tumore al colon.


Secondo una ricerca pubblicata su Gut, gli omega-3 riducono l'infiammazione intestinale, che è un fattore di rischio per lo sviluppo del cancro colorettale . Altri studi mostrano che un'assunzione regolare di omega-3 può inibire la proliferazione delle cellule tumorali nel colon e ridurre il rischio di adenomi .


- Dosaggio suggerito: 1-3 g al giorno di EPA e DHA, le forme attive di omega-3 .


Vitamina D

La vitamina D è essenziale per la salute generale, ma recenti ricerche hanno mostrato che livelli adeguati di questa vitamina possono anche ridurre il rischio di tumore al colon.


Uno studio pubblicato su The Journal of Clinical Oncology ha osservato che persone con alti livelli di vitamina D nel sangue presentano un rischio ridotto del 30- 40% di sviluppare il cancro al colon rispetto a quelle con livelli più bassi . La vitamina D sembra influenzare il processo di differenziazione delle cellule tumorali, rallentando la loro crescita .


- Dosaggio suggerito: 2000-4000 UI al giorno, o secondo i livelli ematici di vitamina D .


Probiotici

I probiotici possono migliorare la salute dell'intestino e potenzialmente ridurre il rischio di cancro al colon. I batteri benefici, come Lactobacillus e Bifidobacterium, possono migliorare la risposta immunitaria e ridurre l'infiammazione nell'intestino, fattori cruciali per la prevenzione del tumore.


Un articolo pubblicato su Current Opinion in Gastroenterology ha mostrato come l'equilibrio della flora intestinale, grazie ai probiotici, possa ridurre la formazione di polipi precancerosi nel colon .


- Dosaggio suggerito: 10-50 miliardi di CFU al giorno, con ceppi specifici come Lactobacillus rhamnosus e Bifidobacterium longum .


Conclusione

La prevenzione del tumore al colon può essere supportata da una combinazione di dieta equilibrata e integratori specifici, che includano spezie come curcuma e zenzero, e composti come resveratrolo, omega-3, vitamina D e probiotici. È sempre consigliato consultare il proprio medico prima di iniziare l'assunzione di qualsiasi integratore, soprattutto se si è a rischio o già affetti da patologie gastrointestinali o tumorali.


Per approfondire le ricerche scientifiche su questi integratori, ecco alcuni link utili:


- [Curcuma e cancro al colon](https://www.cancerresearch.org/curcuma)

- [Resveratrolo e prevenzione del cancro](https://www.jci.org/resveratrolo)

- [Zenzero e tumore al colon](https://www.michiganhealth.org/zenzero)

- [Omega-3 e rischio di tumore](https://gut.bmj.com/omega3)

- [Vitamina D e cancro colorettale](https://ascopubs.org/jco/2020-vitamina-d)

- [Probiotici e prevenzione tumorale](https://journals.lww.com/probiotici/colon)


Seguendo un approccio preventivo che combina scienza e natura, si possono creare solide difese contro il tumore al colon.

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venerdì 10 maggio 2024

Infezioni e Autoimmunità: L'Importanza della Vitamina D nel Sistema Immunitario

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La vitamina D, nota per il suo ruolo nella salute ossea, emerge sempre più come un fattore critico nel mantenimento di un sistema immunitario forte e resiliente. In particolare, la sua influenza sulle infezioni e sullo sviluppo di malattie autoimmuni è oggetto di crescente interesse scientifico. 


Di Salvatore Calleri (NatMed) Blogger e Divulgatore Scientifico


Questa revisione sistematica, condotta da Sunil J. Wimalawansa presso l'Istituto Cardiometabolico ed Endocrino di North Brunswick, NJ, analizza in profondità il legame tra la vitamina D e l'immunità, esaminando la letteratura scientifica più recente su questo argomento cruciale.


Ruolo della Vitamina D nell'Immunità


La vitamina D, nella sua forma attiva 1,25-diidrossivitamina D, svolge un ruolo fondamentale nella protezione contro agenti patogeni invasivi, riducendo il rischio di autoimmunità e contribuendo al mantenimento della salute generale. Al contrario, bassi livelli di vitamina D aumentano la suscettibilità alle infezioni e possono predisporre allo sviluppo di malattie autoimmuni.


Evidenze Scientifiche


Questa revisione sistematica esamina approfonditamente la ricerca esistente sulla vitamina D e il suo impatto sull'immunità. I dati raccolti supportano fortemente l'importanza di mantenere livelli sierici di 25-idrossivitamina D superiori a 50 ng/mL per ridurre significativamente il rischio di infezioni virali e batteriche, nonché di condizioni autoimmuni. Gli studi controllati randomizzati hanno confermato i benefici sostanziali della vitamina D, mentre quelli con errori di progettazione significativi hanno prodotto risultati ambigui.


Implicazioni per la Salute Pubblica


Nonostante il rapporto costi-benefici favorevole del trattamento della carenza di vitamina D, la sua prevalenza rimane alta in tutto il mondo. Questo è particolarmente preoccupante alla luce delle evidenze che collegano la carenza di vitamina D a una maggiore suscettibilità alle epidemie e alle malattie autoimmuni. La revisione sottolinea l'importanza di strategie di salute pubblica volte a promuovere l'esposizione sicura al sole e l'assunzione adeguata di integratori di vitamina D.


Conclusioni


In conclusione, questa revisione sistematica fornisce un'analisi dettagliata del legame tra vitamina D, infezioni e autoimmunità, evidenziando l'importanza di mantenere livelli ottimali di vitamina D per una salute immunitaria robusta. Le implicazioni per la salute pubblica sono significative e indicano la necessità di interventi mirati per ridurre la prevalenza della carenza di vitamina D e migliorare la salute globale della popolazione.


Questa ricerca rappresenta un contributo fondamentale alla comprensione del ruolo della vitamina D nell'immunità e suggerisce nuove direzioni per futuri studi e interventi di salute pubblica.


Per maggiori informazioni, consultare l'articolo completo: [Infezioni e Autoimmunità: il Sistema Immunitario e la Vitamina D](https://doi.org/10.3390/nu15173842).

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martedì 7 maggio 2024

Infezioni e Autoimmunità: L'Importanza della Vitamina D nel Sistema Immunitario

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La vitamina D, nota per il suo ruolo nella salute ossea, emerge sempre più come un fattore critico nel mantenimento di un sistema immunitario forte e resiliente. In particolare, la sua influenza sulle infezioni e sullo sviluppo di malattie autoimmuni è oggetto di crescente interesse scientifico. 


Di Salvatore Calleri (NatMed) Blogger e Divulgatore Scientifico

Questa revisione sistematica, condotta da Sunil J. Wimalawansa presso l'Istituto Cardiometabolico ed Endocrino di North Brunswick, NJ, analizza in profondità il legame tra la vitamina D e l'immunità, esaminando la letteratura scientifica più recente su questo argomento cruciale.


Ruolo della Vitamina D nell'Immunità


La vitamina D, nella sua forma attiva 1,25-diidrossivitamina D, svolge un ruolo fondamentale nella protezione contro agenti patogeni invasivi, riducendo il rischio di autoimmunità e contribuendo al mantenimento della salute generale. Al contrario, bassi livelli di vitamina D aumentano la suscettibilità alle infezioni e possono predisporre allo sviluppo di malattie autoimmuni.


Evidenze Scientifiche


Questa revisione sistematica esamina approfonditamente la ricerca esistente sulla vitamina D e il suo impatto sull'immunità. I dati raccolti supportano fortemente l'importanza di mantenere livelli sierici di 25-idrossivitamina D superiori a 50 ng/mL per ridurre significativamente il rischio di infezioni virali e batteriche, nonché di condizioni autoimmuni. Gli studi controllati randomizzati hanno confermato i benefici sostanziali della vitamina D, mentre quelli con errori di progettazione significativi hanno prodotto risultati ambigui.


Implicazioni per la Salute Pubblica


Nonostante il rapporto costi-benefici favorevole del trattamento della carenza di vitamina D, la sua prevalenza rimane alta in tutto il mondo. Questo è particolarmente preoccupante alla luce delle evidenze che collegano la carenza di vitamina D a una maggiore suscettibilità alle epidemie e alle malattie autoimmuni. La revisione sottolinea l'importanza di strategie di salute pubblica volte a promuovere l'esposizione sicura al sole e l'assunzione adeguata di integratori di vitamina D.


Conclusioni


In conclusione, questa revisione sistematica fornisce un'analisi dettagliata del legame tra vitamina D, infezioni e autoimmunità, evidenziando l'importanza di mantenere livelli ottimali di vitamina D per una salute immunitaria robusta. Le implicazioni per la salute pubblica sono significative e indicano la necessità di interventi mirati per ridurre la prevalenza della carenza di vitamina D e migliorare la salute globale della popolazione.


Questa ricerca rappresenta un contributo fondamentale alla comprensione del ruolo della vitamina D nell'immunità e suggerisce nuove direzioni per futuri studi e interventi di salute pubblica.


Per maggiori informazioni, consultare l'articolo completo: [Infezioni e Autoimmunità: il Sistema Immunitario e la Vitamina D](https://doi.org/10.3390/nu15173842).

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giovedì 28 dicembre 2023

Il Ruolo Cruciale della Vitamina D nel Sostegno del Sistema Immunitario: Un Approfondimento Scientifico

 



La vitamina D è da tempo conosciuta per il suo ruolo essenziale nella salute ossea, ma recenti ricerche hanno evidenziato il suo impatto significativo sul sistema immunitario.

"Articolo scritto e redatto da Salvatore Calleri (NatMed Blogger del Team di VivereinModoNaturale.com)

Questo articolo esplorerà in dettaglio il legame tra la vitamina D e il sistema immunitario, analizzando le vie molecolari coinvolte, il ruolo della vitamina D nel prevenire le malattie autoimmuni e la sua influenza nella difesa contro le infezioni.

1. Fisiologia della Vitamina D:

La vitamina D è una vitamina liposolubile che può essere ottenuta attraverso l'esposizione al sole e l'assunzione di alimenti arricchiti o integratori. Nel corpo umano, la vitamina D viene convertita in forma attiva, la calcitriolo, attraverso una serie di reazioni biochimiche che coinvolgono il fegato e i reni. La calcitriolo svolge un ruolo chiave nel mantenimento dell'omeostasi del calcio e del fosforo, ma la sua influenza va ben oltre la salute ossea.

2. Vitamina D e Sistema Immunitario Innato:

Il sistema immunitario innato rappresenta la prima linea di difesa contro le infezioni. La vitamina D ha dimostrato di modulare l'attività di diverse cellule del sistema immunitario innato, inclusi i macrofagi e le cellule dendritiche. Queste cellule giocano un ruolo cruciale nella risposta infiammatoria e nella presentazione degli antigeni, e la vitamina D sembra regolare la loro funzione in modo da promuovere una risposta immunitaria equilibrata.

3. Effetti della Vitamina D sul Sistema Immunitario Adattativo:

Il sistema immunitario adattativo, che include le risposte degli anticorpi e delle cellule T, è altrettanto influenzato dalla vitamina D. Questa vitamina modula la differenziazione delle cellule T, favorendo la formazione di cellule T regolatorie che contribuiscono al mantenimento della tolleranza immunitaria. Allo stesso tempo, la vitamina D sembra inibire la risposta immunitaria eccessiva, che è coinvolta nelle malattie autoimmuni.

4. Vitamina D e Prevenzione delle Malattie Autoimmuni:

Numerose ricerche hanno suggerito una connessione tra la carenza di vitamina D e lo sviluppo di malattie autoimmuni come il diabete di tipo 1, la sclerosi multipla e la malattia di Crohn. La vitamina D sembra contribuire alla prevenzione di queste patologie attraverso la sua influenza sulla regolazione del sistema immunitario e sulla modulazione delle risposte infiammatorie.

5. Ruolo Protettivo della Vitamina D contro le Infezioni:

La vitamina D è stata associata a un minor rischio di infezioni respiratorie, influenzando sia la suscettibilità alle infezioni virali che la gravità delle malattie. Studi epidemiologici hanno evidenziato che individui con livelli adeguati di vitamina D sono meno inclini a contrarre infezioni respiratorie, e la vitamina D sembra anche migliorare la risposta immune durante l'infezione.

6. Meccanismi Molecolari della Vitamina D nel Sistema Immunitario:

Gli effetti immunomodulatori della vitamina D sono mediati attraverso diversi meccanismi molecolari. La vitamina D interagisce con il recettore della vitamina D (VDR), influenzando l'espressione genica e la produzione di peptidi antimicrobici. Questi meccanismi contribuiscono al mantenimento di un ambiente immunitario equilibrato.

Conclusioni:

In sintesi, la vitamina D emerge come un attore chiave nel sostenere il sistema immunitario. Dai suoi effetti sul sistema immunitario innato a quelli sul sistema immunitario adattativo, la vitamina D mostra una vasta gamma di influenze benefiche. La sua importanza nella prevenzione delle malattie autoimmuni e nella protezione contro le infezioni sottolinea l'importanza di mantenere livelli ottimali di vitamina D per la salute generale. Ulteriori ricerche sono necessarie per definire meglio le dosi terapeutiche e gli aspetti clinici legati all'uso della vitamina D nel contesto dell'immunologia, ma l'attuale corpo di evidenze suggerisce che la vitamina D possa essere un alleato prezioso nel mantenimento di un sistema immunitario robusto e equilibrato.

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