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martedì 15 ottobre 2024

Scopri come la dieta Life 120 può proteggere contro il cancro al colon e al pancreas: ricerca scientifica alla base della prevenzione e cura

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La dieta Life 120, ideata da Adriano Panzironi, ha attirato l'attenzione di chi cerca metodi alternativi per la cura e la prevenzione di malattie gravi, in particolare il cancro al colon e al pancreas. 

Sebbene questa dieta non sia stata universalmente convalidata dalla comunità scientifica, numerosi studi supportano l'idea che alcune delle sue linee guida possano effettivamente contribuire a ridurre il rischio di cancro, grazie al suo approccio alimentare mirato. 


Di Salvatore Calleri (NatMed)

Di seguito esploreremo come la dieta Life 120 può essere utile nella prevenzione e gestione di questi tipi di tumore, basandoci su ricerche scientifiche comprovate.


Cancro al Colon e al Pancreas: Come la Dieta Life 120 Interviene

Il cancro al colon e al pancreas sono due dei tumori più comuni e aggressivi al mondo. Tuttavia, la ricerca scientifica ha mostrato che la dieta può giocare un ruolo fondamentale nel ridurre il rischio di svilupparli e nel migliorare le possibilità di trattamento. La dieta Life 120 si concentra su un approccio che riduce l'apporto di carboidrati, enfatizzando l'assunzione di grassi sani e proteine, e utilizza integratori per migliorare la salute generale e il sistema immunitario.

1. Riduzione dei Carboidrati e Basso Carico Glicemico

Uno degli aspetti più rilevanti della dieta Life 120 è la limitazione dei carboidrati, che scendono ben al di sotto delle quantità raccomandate nella dieta mediterranea. Questo aspetto è fondamentale nella prevenzione del cancro, in quanto l'eccesso di zuccheri può favorire la crescita delle cellule tumorali. Le cellule tumorali, infatti, si nutrono principalmente di glucosio, e una dieta a basso contenuto di carboidrati può ridurre il loro approvvigionamento energetico. 

Studi condotti su animali e umani hanno mostrato che una dieta a basso contenuto di carboidrati può rallentare la crescita di tumori come quello al colon e al pancreas. Secondo una ricerca pubblicata su Cell Metabolism, ridurre i carboidrati potrebbe rallentare la progressione di alcuni tumori, limitando l'accesso delle cellule tumorali al glucosio, la loro principale fonte di energia. Questo approccio alimentare potrebbe quindi essere utile per prevenire la crescita delle neoplasie.

 2. Influenza Insulinica: Un Ruolo Cruciale nella Lotta al Cancro

La dieta Life 120 propone anche di ridurre i picchi insulinici, un altro fattore chiave nella prevenzione del cancro. La ricerca ha dimostrato che alti livelli di insulina possono stimolare la crescita tumorale. In particolare, i tumori al pancreas, noti per la loro aggressività, sono strettamente legati ai livelli di insulina e glucosio nel sangue. La riduzione dei carboidrati riduce la produzione di insulina, e di conseguenza può ridurre il rischio di cancro al pancreas. 

Studi pubblicati nel Journal of Clinical Oncology hanno evidenziato come una dieta a basso indice glicemico possa migliorare la risposta al trattamento per il cancro al pancreas, aumentando l'efficacia della chemioterapia e riducendo la velocità di progressione del tumore. La dieta Life 120 si allinea con questi principi, proponendo una dieta che evita picchi insulinici e supporta la regolazione ormonale.

3. Grassi Sani: Il Potere Antinfiammatorio

Un altro componente centrale della dieta Life 120 è l'assunzione di grassi sani, provenienti da fonti come avocado, pesce grasso, olio d'oliva e noci. Questi grassi non solo sono essenziali per una salute ottimale, ma hanno anche un effetto antinfiammatorio. L'infiammazione cronica è un noto fattore di rischio per molti tipi di cancro, inclusi quelli al colon e al pancreas. La dieta Life 120, riducendo l'infiammazione attraverso l'uso di grassi sani, può contribuire a prevenire la formazione e la crescita delle cellule tumorali.

Studi scientifici hanno dimostrato che gli omega-3, presenti in alimenti come il pesce grasso e i semi di lino, possiedono potenti proprietà anti-infiammatorie che possono ridurre il rischio di tumori gastrointestinali. Un studio pubblicato su Cancer Research ha rilevato che l'assunzione di omega-3 può limitare la crescita delle cellule tumorali del colon, dimostrando l'efficacia di questi grassi sani nella protezione contro il cancro.

4. Integratori: Un Supporto per la Salute Immune

Un altro elemento chiave della dieta Life 120 è l'integrazione con antiossidanti e altri integratori. La dieta suggerisce l'uso di integratori a base di vitamine, minerali e antiossidanti, tra cui vitamina C, vitamina E, e selenio, che sono noti per le loro proprietà protettive contro i danni cellulari. L'infiammazione e lo stress ossidativo sono due fattori principali nel processo di carcinogenesi. Gli antiossidanti aiutano a neutralizzare i radicali liberi e proteggere le cellule sane dal danno che potrebbe portare allo sviluppo del cancro. 

Studi scientifici hanno ampiamente supportato l'uso di antiossidanti nella prevenzione del cancro. Un esempio è un lavoro pubblicato sul European Journal of Cancer che ha osservato come l'uso di integratori antiossidanti possa ridurre significativamente il rischio di cancro al colon, migliorando la risposta immunitaria e prevenendo danni al DNA causati dallo stress ossidativo.

La dieta Life 120, con il suo approccio rigoroso e mirato, sfrutta i principi della nutrizione scientificamente comprovata per favorire la prevenzione e la gestione del cancro, in particolare quello al colon e al pancreas. Limitando i carboidrati, riducendo i picchi insulinici, promuovendo l'assunzione di grassi sani e utilizzando integratori, questa dieta supporta il corpo nel contrastare l'infiammazione e lo stress ossidativo, due fattori cruciali per lo sviluppo del cancro.

La dieta Life 120 rappresenta un valido strumento di supporto per chi desidera migliorare il proprio stato di salute e ridurre il rischio di gravi patologie. Naturalmente, qualsiasi cambiamento dietetico significativo dovrebbe sempre essere effettuato sotto la supervisione di un medico o di un nutrizionista qualificato.

Ecco alcuni riferimenti scientifici che supportano la dieta Life 120 e il suo potenziale ruolo nella prevenzione e cura del cancro al colon e al pancreas:

1. Basso Carico Glicemico e Cancro 
   - Cell Metabolism ha pubblicato studi che esplorano come le diete a basso contenuto di carboidrati possano ridurre la disponibilità di glucosio alle cellule tumorali, limitando la crescita di tumori gastrointestinali come quello al colon. La ricerca suggerisce che il ridotto apporto di zuccheri possa ridurre il rischio di proliferazione cellulare tumorale attraverso la limitazione della glicolisi nelle cellule maligne (Low Glycemic Index Diet and Cancer Prevention, *Cell Metabolism*, 2014).
   - Cancer Research ha evidenziato che l'approccio alimentare a basso indice glicemico potrebbe rallentare la crescita delle cellule tumorali nel colon e altri organi, anche migliorando la risposta alle terapie tradizionali (Impact of Glycemic Index on Cancer Risk, *Cancer Research*, 2013).

2. Insulina e Cancro al Pancreas 
   - La correlazione tra alti livelli di insulina e il rischio di cancro al pancreas è stata ampiamente documentata. Secondo uno studio pubblicato su *Journal of Clinical Oncology*, la riduzione dei picchi insulinici attraverso una dieta controllata può essere un fattore protettivo contro il carcinoma pancreatico (Insulin Resistance and Cancer, *Journal of Clinical Oncology*, 2015).
   - La dieta Life 120, che riduce l'assunzione di carboidrati per limitare la produzione di insulina, potrebbe quindi ridurre il rischio di cancro al pancreas, un tipo di tumore notoriamente associato a elevati livelli di insulina.

3. Grassi Sani e Prevenzione del Cancro  
   - Gli acidi grassi omega-3, presenti in alimenti come il pesce grasso, sono stati collegati a effetti antinfiammatori e a una riduzione del rischio di cancro. Una revisione sistematica pubblicata su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention ha confermato che l'assunzione di omega-3 può ridurre l'infiammazione sistemica e proteggere contro la crescita di tumori gastrointestinali, compreso il cancro al colon (Omega-3 Fatty Acids and Cancer Risk, Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, 2016).
   - Inoltre, The Journal of Nutritional Biochemistry ha sottolineato come il consumo regolare di grassi sani da fonti naturali come olio d'oliva e avocado possa avere effetti protettivi contro l'insorgenza di tumori legati all'infiammazione (Dietary Fats and Cancer Prevention, Journal of Nutritional Biochemistry, 2018).

4. Antiossidanti e Protezione Cellulare  
   - Gli antiossidanti sono stati studiati per le loro proprietà protettive contro lo stress ossidativo, un fattore chiave nella carcinogenesi. Secondo un articolo pubblicato su European Journal of Cancer, l'uso di integratori a base di vitamine antiossidanti come la vitamina C e E può ridurre il rischio di danni cellulari e mutazioni genetiche, favorendo la prevenzione del cancro al colon (Antioxidants in Cancer Prevention, European Journal of Cancer, 2017).
   - Un altro studio su Free Radical Biology & Medicine ha evidenziato come l'uso regolare di antiossidanti possa rafforzare il sistema immunitario e prevenire l'instaurarsi di mutazioni cellulari che potrebbero portare al cancro (Role of Antioxidants in Cancer Prevention, *Free Radical Biology & Medicine*, 2015).

Conclusioni

Queste ricerche scientifiche evidenziano come una dieta mirata, come quella proposta da Life 120, che limita i carboidrati, aumenta i grassi sani e favorisce l'uso di integratori, possa ridurre significativamente i fattori di rischio associati a tumori gravi come quelli al colon e al pancreas. Sebbene la dieta Life 120 non possa sostituire trattamenti medici ufficiali, essa rappresenta un supporto importante per la prevenzione del cancro.

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mercoledì 28 agosto 2024

La Migliore Vitamina C: Benefici, Fonti e Come Assumerla al Meglio



La vitamina C, nota anche come acido ascorbico, è una delle vitamine più importanti per il nostro corpo. 

Essenziale per il corretto funzionamento del sistema immunitario, la vitamina C svolge un ruolo cruciale nella produzione di collagene, nell'assorbimento del ferro, e come potente antiossidante che protegge le cellule dai danni causati dai radicali liberi.


Di Salvatore Calleri (NatMed)

 Ma qual è la migliore fonte di vitamina C e come possiamo assumerla al meglio per ottenere tutti i suoi benefici?


Le Migliori Fonti di Vitamina C


La vitamina C può essere assunta attraverso una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura. Ecco alcune delle fonti naturali più ricche di vitamina C:


1. **Acerola**: Questo frutto tropicale è una delle fonti più ricche di vitamina C, con oltre 1600 mg per 100 g di frutto. Un'ottima scelta per chi cerca un potenziamento naturale della vitamina C.


2. **Kakadu Plum**: Un frutto australiano che contiene circa 3000 mg di vitamina C per 100 g, rendendolo uno dei più potenti al mondo.


3. **Peperoni**: Sia i peperoni rossi che quelli verdi sono ottime fonti di vitamina C. Un peperone rosso medio contiene circa 150 mg di vitamina C.


4. **Kiwi**: Un singolo kiwi fornisce circa 70 mg di vitamina C, coprendo quasi il fabbisogno giornaliero raccomandato.


5. **Agrumi**: Arance, limoni, lime e pompelmi sono famosi per il loro contenuto di vitamina C. Un'arancia media contiene circa 70 mg.


6. **Fragole**: 100 g di fragole forniscono circa 60 mg di vitamina C, un'opzione gustosa e salutare.


Integratori di Vitamina C


Se la tua dieta non è sufficiente a fornire la quantità necessaria di vitamina C, puoi considerare l'assunzione di integratori. Gli integratori di vitamina C sono disponibili in diverse forme, tra cui compresse, capsule, polveri e liquidi. Le due forme più comuni sono:


- **Acido Ascorbico**: La forma più pura e comune di vitamina C, spesso utilizzata negli integratori.

- **Ascorbati**: Forme tamponate della vitamina C (come l'ascorbato di sodio o di calcio), che sono meno acide e possono essere meglio tollerate da chi ha problemi di stomaco.


Come Assumere la Vitamina C al Meglio


1. **Distribuisci l’assunzione durante la giornata**: La vitamina C è idrosolubile, il che significa che non viene immagazzinata nel corpo e l'eccesso viene escreto con l'urina. Per questo motivo, è meglio distribuirne l'assunzione in dosi più piccole durante il giorno piuttosto che prenderne una grande quantità in una volta sola.


2. **Associa la vitamina C al ferro**: La vitamina C migliora l'assorbimento del ferro non-eme, presente nelle piante. Consumare alimenti ricchi di vitamina C insieme a fonti di ferro vegetale, come spinaci o legumi, può aiutare a migliorare l'assorbimento di questo minerale essenziale.


3. **Evita di cuocere eccessivamente gli alimenti**: La vitamina C è sensibile al calore e può essere facilmente distrutta durante la cottura. Opta per metodi di cottura leggeri come la cottura al vapore o consuma gli alimenti crudi quando possibile.


4. **Scegli il momento giusto**: È meglio assumere la vitamina C lontano dai pasti principali se si usano integratori, poiché alcuni nutrienti, come il rame, possono interferire con il suo assorbimento.


Dosaggio Raccomandato


La dose giornaliera raccomandata di vitamina C varia in base all'età, al sesso e alle condizioni fisiologiche. In generale:


- **Adulti**: 75 mg al giorno per le donne e 90 mg al giorno per gli uomini.

- **Fumatori**: Si consiglia un'aggiunta di 35 mg al giorno poiché il fumo aumenta lo stress ossidativo e il fabbisogno di vitamina C.


Tuttavia, durante periodi di maggiore necessità, come nei mesi invernali o in caso di malattia, può essere consigliabile aumentare l'assunzione di vitamina C, sotto la guida di un professionista della salute.


Conclusione


La vitamina C è un nutriente essenziale con numerosi benefici per la salute. Mantenere un livello ottimale di vitamina C attraverso una dieta ricca di frutta e verdura o con l'uso di integratori può contribuire a rafforzare il sistema immunitario, migliorare la salute della pelle e proteggere il corpo dai danni ossidativi. Ricorda di distribuire l'assunzione durante la giornata e di abbinarla ad alimenti ricchi di ferro per massimizzarne l'efficacia. Consultare un medico o un nutrizionista può aiutarti a determinare il dosaggio migliore per le tue esigenze.

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martedì 2 gennaio 2024

Detossificazione Naturale per Rimuovere i Metalli Pesanti dal Corpo: Una Guida Completa

I metalli pesanti sono sostanze tossiche che possono accumularsi nel nostro corpo attraverso l'acqua potabile, l'aria inquinata, i cibi contaminati e persino attraverso l'assorbimento cutaneo. 

L'eccessiva presenza di metalli pesanti può avere effetti dannosi sulla salute, causando problemi come fatica cronica, danni al sistema nervoso, problemi renali e altro ancora. 

Di Salvatore Calleri (NatMed Blogger del Team di VivereinModoNaturale.com)

Detossificare il corpo dai metalli pesanti è diventato un aspetto cruciale della salute olistica. In questa guida, esploreremo metodi naturali e l'uso di prodotti appositi per liberare il corpo da queste sostanze nocive.

Detossificazione Naturale:

1. Dieta Ricca di Antiossidanti:
Introdurre cibi ricchi di antiossidanti può aiutare a neutralizzare i radicali liberi e a supportare la detossificazione. Frutti rossi, verdure a foglia verde scuro, agrumi e frutti ricchi di vitamina C sono ottimi per questo scopo.

2. Idratazione Adeguata:
L'acqua è un elemento chiave per eliminare le tossine dal corpo. Assicurati di bere acqua pulita e filtrata in quantità adeguate per favorire la produzione di urina e la rimozione di metalli pesanti attraverso il sistema renale.

3. Bagni di Sale Epsom:
I bagni con sale Epsom possono aiutare a rilassare i muscoli e favorire l'eliminazione delle tossine attraverso la pelle. L'assorbimento di magnesio può anche supportare la detossificazione.

4. Cilantro (Coriandolo) e Chlorella:
L'aggiunta di cilantro fresco alla tua dieta può aiutare a legare i metalli pesanti e promuoverne l'eliminazione. La chlorella è un'alga ricca di clorofilla che ha dimostrato di aiutare nella rimozione di metalli pesanti.

5. Curcuma:
Questa spezia ha proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie che possono sostenere il processo di detossificazione. La curcuma può essere consumata sotto forma di integratori o aggiunta ai pasti.


Prodotti Detox:

1. Zeolite:
La zeolite è una sostanza minerale che può legare i metalli pesanti nel corpo e aiutarne l'eliminazione. È disponibile sotto forma di integratori.

2. Chelazione:
Alcuni integratori contengono sostanze chelanti come EDTA, che possono legare i metalli pesanti nel sangue e facilitarne la rimozione.

3. Alghe Marine:
Le alghe marine come la spirulina e la chlorella sono ricche di nutrienti e possono legare i metalli pesanti, aiutando così il processo di detossificazione.

4. Bentonite Clay:
Questa argilla è nota per assorbire le tossine e può essere utilizzata internamente o esternamente attraverso maschere o impacchi.

Considerazioni Finali:
Prima di iniziare qualsiasi programma di detossificazione, è consigliabile consultare un professionista della salute per assicurarsi che sia sicuro e adatto alle tue esigenze personali. La detossificazione dovrebbe essere gradualmente integrata nel tuo stile di vita e non essere un processo improvviso. Combina approcci naturali con prodotti detox solo dopo aver ottenuto un consiglio professionale, garantendo così un percorso sicuro e efficace verso la rimozione dei metalli pesanti dal corpo.

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giovedì 28 dicembre 2023

Gli Innumerevoli Benefici della Vitamina C: Uno Sguardo Approfondito sui Ruoli Fisiologici e le Implicazioni per la Salute Umana

 


Gli Innumerevoli Benefici della Vitamina C: 

Uno Sguardo Approfondito sui Ruoli Fisiologici e le Implicazioni per la Salute Umana

Abstract:

La vitamina C, nota anche come acido ascorbico, è un nutriente essenziale che svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute umana.

Questo articolo scientifico esplora in dettaglio i molteplici benefici della vitamina C, concentrandosi sui suoi ruoli fisiologici e sulle implicazioni per la salute umana.


"Articolo scritto e redatto da Salvatore Calleri (NatMed Blogger del Team di VivereinModoNaturale.com)

Introduzione:
La vitamina C è una vitamina idrosolubile che svolge un ruolo cruciale in numerosi processi fisiologici. Essa è coinvolta nella sintesi del collagene, un componente chiave dei tessuti connettivi, e agisce come potente antiossidante, proteggendo le cellule dai danni causati dai radicali liberi. Inoltre, la vitamina C è essenziale per il corretto funzionamento del sistema immunitario, la guarigione delle ferite e l'assorbimento del ferro non emico.

Ruoli Fisiologici della Vitamina C:

  1. Sintesi del Collagene: La vitamina C è fondamentale per la produzione di collagene, una proteina che conferisce struttura e elasticità alla pelle, ai vasi sanguigni, alle ossa e ad altri tessuti connettivi.

  2. Azione Antiossidante: La vitamina C neutralizza i radicali liberi, molecole instabili che possono danneggiare le cellule e contribuire all'invecchiamento precoce e alle malattie croniche.

  3. Supporto Immunitario: La vitamina C potenzia le difese immunitarie, stimolando la produzione e l'attività di globuli bianchi, come i linfociti e i fagociti.

  4. Assorbimento del Ferro: La vitamina C favorisce l'assorbimento del ferro non emico dal tratto gastrointestinale, contribuendo alla prevenzione dell'anemia ferropriva.

Implicazioni per la Salute Umana:

  1. Prevenzione del Raffreddore e dell'Influenza: Gli alti livelli di vitamina C sono associati a una riduzione del rischio di infezioni respiratorie, inclusi il raffreddore comune e l'influenza.

  2. Salute Cardiovascolare: L'azione antiossidante della vitamina C può contribuire alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, riducendo l'ossidazione del colesterolo LDL e migliorando la funzione endoteliale.

  3. Ciclo di Guarigione: La vitamina C accelera il processo di guarigione delle ferite, favorendo la formazione di nuovo tessuto connettivo e riducendo il rischio di infezioni.

  4. Pelle Salutare: La sintesi di collagene sostenuta dalla vitamina C contribuisce a mantenere la pelle sana, riducendo rughe e segni di invecchiamento.

Conclusioni:
La vitamina C emerge come un nutriente indispensabile per la salute umana, svolgendo ruoli chiave nella sintesi del collagene, nell'azione antiossidante e nel supporto del sistema immunitario. Gli ampi benefici della vitamina C suggeriscono la sua importanza nella prevenzione di varie condizioni patologiche e nell'ottimizzazione della salute generale. Integrare una dieta equilibrata e ricca di vitamina C può rappresentare un contributo significativo alla promozione del benessere e alla prevenzione di malattie. Ulteriori ricerche potrebbero approfondire la comprensione dei meccanismi sottostanti e identificare ulteriori applicazioni terapeutiche della vitamina C.

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domenica 10 maggio 2020

Un alto dosaggio di vitamina C può funzionare per la prevenzione e il trattamento del Covid-19?

Un alto dosaggio di vitamina C può funzionare per la prevenzione e il trattamento del Covid-19?
Due notizie del mese scorso provenienti dalla Cina hanno destato molta attenzione: alcuni medici cinesi hanno curato pazienti in condizioni critiche affetti da Covid-19 con somministrazioni di un alto dosaggio di vitamina C per via endovenosa. Purtroppo, fino ad ora, la copertura dei media occidentali riguardo a questa notizia è stata scarsa o nulla. Questo articolo vuole capirne il motivo.

Tradotto dal tedesco da Veronica Simeoni 
per Pressenza.com 09.05.2020 
La prima notizia arriva da Shanghai. Il 1° marzo 2020 il Chinese Journal of Infectious Disease curato dalla Shanghai Medical Association pubblicò una relazione contenente raccomandazioni per il trattamento di pazienti con Covid-19 in cui veniva ufficialmente suggerita, tra le altre, anche la somministrazione per via endovenosa di alte dosi di vitamina C. Nei casi lievi e normali venivano indicate dosi dai 50 ai 100 mg per kg di peso corporeo al giorno, mentre nei casi più gravi le dosi si aggiravano dai 100 ai 200 mg. Queste dosi corrispondono a una somministrazione da 4 a 16 grammi al giorno per un adulto.
La seconda notizia proveniente dalla Cina riguarda una dichiarazione ufficiale del Second Affiliated Hospital Xi’an Jiaotong University (Ospedale di Xibei) nella provincia di Shaanxi. Ne pubblichiamo di seguito alcuni estratti:
Trattamento con alto dosaggio di vitamina C della polmonite da nuovo coronavirus – pubblicato il 21.02.2020
Nel pomeriggio del 20 febbraio 2020 sono stati dimessi altri 4 pazienti affetti da grave polmonite da nuovo coronavirus provenienti dal reparto occidentale C10 del campus New City appartenente all’ospedale di Tongji. Oggi altri 8 pazienti hanno lasciato l’ospedale.
Dopo 10 giorni di esami condotti dal team medico e di continui dibattiti, il nostro gruppo di esperti ha proposto l’attuazione di un piano specifico per l’associazione di alti dosaggi di vitamina C per il trattamento del nuovo coronavirus e ha ottenuto buoni risultati nell’applicazione clinica. (…) Riteniamo che i pazienti affetti da polmonite grave dovrebbero essere sottoposti al trattamento con vitamina C il più presto possibile dopo l’accettazione. Questo è dovuto al fatto che la causa principale di decesso è legata all’insufficienza cardiopolmonare, causata da un aumento dello stress ossidativo. (…) Nell’ipotesi in cui il virus provocasse un aumento dello stress ossidativo e della permeabilità capillare, l’utilizzo tempestivo di alti dosaggi di vitamina C può giocare un importante ruolo antiossidante, ridurre l’infiammazione e migliorare la funzione del tessuto endoteliale. (…) Un gran numero di studi ha dimostrato che le dosi di vitamina C sono strettamente legate a un effetto terapeutico. La nostra esperienza ricca di successi (…) dimostra che un alto dosaggio di vitamina C non migliora soltanto i livelli antivirali, ma è anche in grado di impedire e trattare lesioni polmonari acute (ALI) e insufficienza respiratoria acuta (ARDS).
La condizione attuale della Cina e come ci si è arrivati
Entrambe le notizie sono state riassunte in un articolo della rivista americana Orthomolecular Medicine News Service, in cui veniamo a conoscenza degli studi attualmente in corso in merito alla terapia intravenosa (IV) con vitamina C:
Il dottor Richard Z. Cheng, medico specialista cinese-americano, collabora a stretto contatto con le autorità mediche e statali di tutta la Cina. Ha svolto un ruolo chiave nella realizzazione di almeno tre studi clinici cinesi sulla vitamina C per via endovenosa che sono in corso. Attualmente, il dottor Cheng si trova a Shanghai e prosegue nel suo tentativo di incoraggiare un numero di ospedali cinesi sempre maggiore a fornire terapie a base di vitamina C ad alti dosaggi per via orale o endovenosa”.
Infatti il dottor Cheng scrive sul suo sito Cheng Integrative Health Center Blog che durante un incontro online tra medici e studiosi in merito alla cura dei pazienti con Covid-19 venne suggerita dal dottor Mao, membro del team di esperti dello Shanghai Public Health Center, la terapia di vitamina C per via endovenosa, da lui utilizzata da oltre 10 anni contro la pancreatiti e sepsi, nella guarigione delle ferite post operatorie e nel trattamento di altre malattie. Sollecitò inoltre la cura dei pazienti con Covid-19 a Shanghai, dove non si sono registrati casi di decessi e tutti i pazienti sono guariti.
Perché nei media occidentali non ne abbiamo sentito parlare?
L’articolo sulle due notizie provenienti dalla Cina, che possono essere consultati nei link forniti e inserendo il testo cinese in un traduttore automatico, è stato ripreso da alcuni portali, come la piattaforma di medicina alternativa greenmedinfo.com e in altri articoli. Tuttavia, i principali media non ne hanno parlato.
Anzi, se si cercano le parole chiave “vitamina C” e “corona” in un motore di ricerca si trova un gran numero di avvertimenti secondo cui la vitamina C non aiuterebbe nella cura del Covid-19 ma che, al contrario, sarebbe dannosa.
Come mai? È generalmente risaputo che, in caso di raffreddore, influenza e virus influenzali la vitamina C rafforza il sistema immunitario e contribuisce alla guarigione.
Anche la Corea del Sud ha registrato dei successi e la Cina ha importato tonnellate di vitamina C
Proseguiamo la nostra ricerca e grazie a un altro articolo della rivista Orthomolecular Medicine News Service veniamo a sapere che si registrano degli ottimi risultati terapeutici con la vitamina C non solo in Cina ma anche in Corea del Sud, dove i medici dell’ospedale Daegu hanno riportato dei simili successi: “Qui tutti i pazienti e collaboratori assumono vitamina C. I pazienti con sintomi da Covid-19 ne ricevono 30.000 mg in ogni flebo. Alcuni sono guariti nel giro di due giorni”.
Scopriamo inoltre che dopo i primi risultati terapeutici in Cina è stata portata una grande quantità di vitamina C a Wuhan. In effetti, il 3 febbraio 2020 l’industria chimica olandese DSM scrisse su Twitter: “Ieri abbiamo trasportato 50 tonnellate di vitamina C dal nostro stabilimento DSM a Jiangshan alla provincia dell’Hubei, di cui Wuhan è la capitale”.
La terapia con vitamina C non è una novità e viene usata anche negli USA
Più si sa dove cercare, maggiore è il numero di notizie che viene alla luce. Anche il britannico Daily Mail e L’Express riportano la notizia degli ottimi risultati terapeutici cinesi. Nell’articolo dell’Express Coronavirus cure: Could Vitamin C be the wonder vaccine? China’s doctors think so viene inoltre descritto come la vitamina C sia stata già utilizza con successo in esami passati contro qualsiasi altra tipologia di virus. Per esempio, il cardiologo americano dottor Thomas Levy, membro dell’equipe medica della nota Riordan Clinic nel Kansas, USA, dove la terapia con vitamina C per via endovenosa viene studiata da oltre 30 anni.
In questi giorni è comparsa un’altra notizia: come ha riportato il New York Post, i pazienti affetti da Covid-19 ricoverati negli ospedali e nelle cliniche dello stato di New York vengono curati con vitamina C per via endovenosa. Questa notizia è stata confermata anche da Newsweek e, in lingua tedesca, dalla rivista svizzera Nau Media.
Perché quindi la terapia con alti dosaggi di vitamina C viene così ignorata?
Come mai di queste notizie non si discute pubblicamente, se esiste la possibilità di guarire le persone e sottrarle alla morte? Quali prove ci sono contro l’uso della vitamina C e quali esperienze scientifiche esistono realmente?
Troviamo una risposta nell’articolo del Minnesota Spokesman-Recorder, in cui la dottoressa Alyse Hamilton sottolinea che l’affermazione secondo cui alti dosaggi di vitamina C siano dannosi è da ricondurre a uno studio, che nel frattempo è stato messo in discussione, nel quale si sostiene che possa provocare calcoli renali. Ricorda inoltre un suo collega, il Direttore Sanitario della già citata Riordan Clinic, il dottor Ron Hunninghake, il quale afferma di aver curato decine di migliaia di pazienti nel corso degli anni tramite la terapia di vitamina C per via endovenosa (con iniezioni fino a 300.000 mg) e di conseguenza il Kansas dovrebbe avere il numero più alto a livello mondiale di casi di calcoli renali. In tutti questi anni, però, soltanto alcuni pazienti li hanno sviluppati.
Sorge spontanea una domanda: anche se le affermazioni di questo studio fossero vere, non sarebbe comunque meglio, considerata la situazione globale attuale, curare prima di tutto i pazienti critici con Covid-19, invece che perderli, e solo dopo procedere a una rimozione dei calcoli renali, oggi un’operazione relativamente semplice?
Che cosa fa effettivamente la vitamina C ad alti dosaggi?
Uno dei più grandi problemi nei pazienti con Covid-19, così come anche in altri malati virali, è che i livelli di vitamina C che normalmente vengono assunti attraverso un’alimentazione sana si esauriscono velocemente. Se si aggiungono poi un’infiammazione o malattie pregresse in corso, il sistema immunitario collassa e vengono prodotte molte sostanze chimiche (citochine) che scatenano la cosiddetta tempesta di citochine. Questa porta a una forte reazione infiammatoria, con la quale viene prodotta una grande quantità di radicali di ossigeno liberi aggressivi (ossidanti) che danneggiano cellule e tessuti, portando, nel peggiore dei casi, al collasso degli organi. Questo è proprio quello che accade nei pazienti che muoiono in seguito a un’infezione da Covid-19. La vitamina C è un antiossidante e può catturare elevati quantitativi di radicali di ossigeno liberi nel caso di un collasso degli organi (fonte: Orthomolecular Medicine News Service).
Primi studi clinici in corso in Cina
Uno degli studi già citati del dottor Richard Cheng viene messo in pratica presso la University Medical Center Zhongnan a Wuhan, proprio dove è scoppiata inizialmente l’epidemia. Qui ai pazienti affetti da Covid-19 vengono somministrati per 7 giorni alti dosaggi di vitamina C (24.000 mg al giorno). Questo trattamento fa parte di uno studio condotto dal professor Zhiyong Peng, medico ospedaliero senior del Medical Centers di Wuhan, al quale partecipano 140 pazienti. Ha avuto inizio il 14 febbraio e dovrebbe durare fino a settembre. Lo studio può essere consultato qui in lingua inglese. Si spera di avere dei risultati preliminari nelle prossime settimane e nei prossimi mesi e che questi vengano ripresi anche dai media occidentali.
Digressione sulla medicina ortomolecolare e la vitamina C
L’assunzione di alti dosaggi non solo di vitamina C, ma anche di altre vitamine, sostanze minerali e oligoelementi per la prevenzione e la cura di malattie è nota da tempo. Questa pratica è conosciuta con il nome di medicina ortomolecolare e risale al chimico premio Nobel americano Linus Carl Pauling. Alla base della medicina ortomolecolare si trova la tesi controversa secondo cui al giorno d’oggi è praticamente impossibile rifornirsi delle sostanze vitali attraverso un’alimentazione sufficientemente bilanciata poiché gli alimenti trattengono soltanto una frazione delle sostanze originariamente contenute a causa dei processi innaturali di coltivazione, trasporto, stoccaggio e preparazione. Questo può provocare, in gran parte della popolazione, una carenza cronica di queste sostanze. (Fonte: Wikipedia)
Questa ipotesi è stata avvalorata da nuovi studi, come quello condotto da Irakli Loladze, il quale ha scoperto che l’aumento delle emissioni di CO2 rafforza la crescita delle piante, ma allo stesso tempo ne riduce il contenuto di principi nutritivi. È quasi come quando si aggiunge dell’acqua al caffè: se ne aumenta il volume, ma diventa anche più leggero e poco intenso. In un articolo pubblicato su Politico, rivista americana che vanta tra i propri lettori anche responsabili politici di Washington, Loladze illustra il fondamento scientifico della sua ipotesi e i risultati ottenuti durante 17 anni di ricerca. Si aggiungono, inoltre, i terreni impoveriti ed erosi a causa dell’industrializzazione dell’agricoltura, la semenza geneticamente modificata nonché l’inquinamento crescente da pesticidi, erbicidi e simili. Non c’è da stupirsi quindi se gli alimenti hanno perso i valori nutritivi che avevano un centinaio di anni fa.
Raccomandazioni della società tedesca per la medicina ortomolecolare
Torniamo ora agli alti dosaggi di vitamina C e al coronavirus. Anche in Germania esiste da molto la Deutsche Gesellschaft für Orthomolekular-Medizin e.V., che si occupa di questi temi. Sul loro sito, nella sezione “Aktuelles” è possibile leggere un approfondimento sulla terapia del coronavirus. Si legge:
Le infezioni da coronavirus possono essere curate con successo con infusioni per via endovenosa di vitamina C. Tutte le infezioni virali sono curabili”. Prosegue: “Le misure tradizionali come lavarsi le mani, usare le mascherine, disinfettare le maniglie delle porte e i sostegni sono altrettanto importanti. Le quarantene vengono impiegate da centinaia di anni con successo, ma sono anche legate a una forte limitazione dei diritti delle persone. Il contrasto ottimale dell’epidemia tramite l’assunzione di acido ascorbico (vitamina C) attenuerebbe le conseguenze a livello individuale e a livello dell’economia mondiale”.
Viene anche suggerita l’assunzione per via orale come forma di prevenzione. In merito alle raccomandazioni per la somministrazione orale di alti dosaggi di vitamina C, presentate dal dottor Atsuo Yanagisawa, presidente della International Society for Orthomolecular Medicine e direttore del Japanse College of Intravenous Therapy di Tokio, i medici professionisti possono fare riferimento a questo video su YouTube (in lingua giapponese, con sottotitoli inglesi).
Le dosi contano
Abbiamo ora appreso da diverse fonti che negli ospedali possono essere somministrati alti dosaggi di vitamina C per via orale e endovenosa che funzionano sia come prevenzione che come terapia. Le raccomandazioni più comuni riportano nella norma un dosaggio troppo basso. È proprio questo che viene sottolineato dai medici dell’ospedale universitario di Xi’an-Jiaotong nella loro dichiarazione, ed è questo il criterio decisivo che l’intero movimento di medicina ortomolecolare considera come elemento chiave.
Assunzione per via orale – prescritta dai medici o scelta individualmente come prevenzione
L’assunzione per via orale di alti dosaggi di vitamina C, adatti sia per la prevenzione sia per il trattamento di pazienti con un decorso della malattia lieve o medio, può essere prescritta dai medici di base in forma di compresse. In effetti, alcuni medici tedeschi indipendenti suggeriscono questa forma di prevenzione per i pazienti a rischio con patologie pregresse, come per esempio il diabete. Chi desidera proteggersi, deve rivolgersi al proprio medico di base accennando a questa possibilità.
Ma è possibile anche assumere autonomamente la vitamina C sotto forma di acido ascorbico, disponibile in qualsiasi parafarmacia. È fondamentale sapere che l’assunzione per via orale di vitamina C non deve superare la dose consigliata. Un eccesso di vitamina C, che il corpo non può utilizzare, viene normalmente espulso attraverso le urine. Nel peggiore dei casi, si può verificare diarrea, per cui la dose deve essere ridotta di conseguenza.
Le dosi consigliate dalla società tedesca per la medicina ortomolecolare coincidono con quelle della dottoressa Alyse Hamilton, di cui abbiamo citato lo studio controverso in relazione ai calcoli renali: 50 milligrammi di vitamina C in polvere per chilogrammi di peso corporeo. Quindi a un peso di 60 chili corrisponde una dose giornaliera di 3000 mg o 3 gr di acido ascorbico (all’incirca un cucchiaino da tè), ripartiti in tre assunzioni durante l’arco della giornata. In caso di esposizioni, rischi o sintomi la dose giornaliera deve essere aumentata, naturalmente dopo aver consultato il proprio medico di curante.
La terapia IV
Anche nel caso della somministrazione per via endovenosa, la cosiddetta terapia IV, abbiamo raccolto molte raccomandazioni da parte di medici e cliniche operanti in Cina o altrove. Gli alti dosaggi di vitamina C possono essere somministrati per via endovenosa solo da un medico o da personale medico specializzato. È tuttavia importante essere a conoscenza di questo tipo di terapia, anche se è ancora messa in discussione. Un dettaglio interessante: anche in Germania la terapia a base di vitamina C per via endovenosa non è così inusuale. Sul portale Naturheilkunde.de nella sezione “Vitamin-C-Infusionstheorie” è possibile inserire il proprio codice postale e trovare con un click medici e naturopati nelle vicinanze che offrono questo tipo di terapia. Se, per esempio, si inserisce la città di Monaco, appaiono più di 100 risultati.
Sintesi
Come è possibile che durante una crisi acuta senza precedenti, che sta provocando decine di migliaia di morti e contagiando centinaia di migliaia di persone e di cui non è ancora possibile intravedere la fine, notizie del genere che riguardano trattamenti curativi con ottimi risultati terapeutici in Cina vengano menzionate soltanto da media specializzati?
Le fonti e gli esempi dei sostenitori della terapia a base di alti dosaggi di vitamina C in relazione a qualsiasi malattia virale riportati in questo articolo sono soltanto alcuni dei molti che, sulla base delle loro ricerche, hanno a lungo raccomandato questo approccio, tra cui per esempio il ricercatore e medico americano Frederick R. Klenner o la dottoressa Suzanne Humpries, internista e specialista americana delle nefropatie, solo per citarne alcuni. E se la terapia fosse così pericolosa, come molti media sostengono, perché in Germania è permessa e viene praticata anche da molti medici e naturopati?
In una società aperta e illuminata si deve discutere di questi risultati, a maggior ragione in una situazione così urgente come quella attuale. È davvero possibile che sia così forte la pressione dell’industria farmaceutica, che non ha alcun interesse in un prodotto conveniente, non brevettabile e quindi liberamente disponile come la vitamina C?
Nel suo ultimo articolo, un medico canadese, il dottor Ken Walker, il quale scrive anche sotto lo pseudonimo di dottor W. Gifford Jones, ha giustamente puntualizzato: “Se i nostri globuli bianchi, che combattono contro l’infezione, non fossero carichi di vitamina C, sarebbero dei militari senza proiettili”. Ora è il momento di dare ai nostri medici e paramedici le giuste munizioni per guarire meglio e più velocemente, per il bene di tutti!
Infine, c’è un ulteriore dettaglio interessante, ben noto agli esperti: gli animali, al contrario degli esseri umani, sono in grado di produrre da soli la vitamina C, fino a 5 gr al giorno in condizioni di salute e fino a 100 gr al giorno in caso di infezione. A tal proposito, diventa chiaro il motivo per cui è stata rilevata la presenza di coronavirus negli animali domestici dei pazienti infetti, ma fino ad ora non è stato segnalato alcun focolaio tra animali domestici.
Conclusioni
La riduzione dei contatti sociali, il frequente lavaggio delle mani e tutte le altre raccomandazioni ufficiali hanno naturalmente la priorità più alta. Tuttavia, bisogna anche ricordare che chi cura ha ragione. Questo vale sin dai tempi di Ippocrate. Chiunque voglia informarsi su nuovi e possibili metodi di guarigione deve anche avere il diritto e soprattutto la possibilità di ricevere tutte le informazioni e prendere una decisione autonomamente.
Questo articolo non vuole essere una valutazione scientifica, ma piuttosto una rielaborazione giornalistica delle informazioni disponibili. Ci auguriamo che i media pubblici, ben sovvenzionati con le nostre tasse, possano fare lo stesso.


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