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martedì 1 marzo 2016

Trolling & Homeopathy, la diffamazione mediatica dell'omeopatia

Fonte: lastampa.it
La medicina omeopatica è sottoposta ad una articolata campagna di diffamazione e di discredito che coinvolge pazienti e medici
CATEGORIE: Omeopatia

omeopatia
La medicina omeopatica è sottoposta ad una articolata campagna di diffamazione e di discredito che coinvolge pazienti e medici
"Calunniate, calunniate: qualcosa resterà" questo sosteneva Francis Bacon filosofo inglese del Seicento. così comincia un articolo di Federico Rampini sul tema del trolling, delle calunnie che impazzano sul web. Continua citando la famosa aria del Barbiere di Siviglia: "la calunnia è un venticello / un'auretta assai gentile / che insensibile, sottile / leggermento, dolcemente / incomincia a sussurrar. / Piano piano, terra terra / sottovoce, sibilando / va scorrendo, va ronzando;/  nelle orecchie della gente / s'introduce destramente / e le teste ed i cervelli / fa stordir e fa gonfiar".
Rampini sostiene che la diffamazione sia un meccanismo malefico che gli antici conoscevano bene. 

Leggere questo articolo mi ha ricordato, per similitudine, la situazione a cui è sottoposta laMedicina Omeopatica in questi periodi causa una grande, articolata campagna di diffamazione e di discredito che coinvolge pazienti e medici che la impiegano quotidianamente nei loro ambulatori. 

Non importa quanto diventino virali, le bugie restano bugie, sostiene Rampini. Così è per le accuse verso l'omeopatia portate da varie parti.  Si può discutere sulla sostenibilità scientifica dell'omeopatia ma senza i pregiudizi che molto attori in campo hanno su di essa. 

Noti professionisti che da più di 30 anni ripetono le stesse accuse, noti blogger che sono diventati dei maestri del trolling senza premurarsi di leggere, aggiornarsi su che cosa è successo in tutti questi ultimi anni. Sembrano ignorare i moltissimi lavori pubblicati in medicina veterinaria sulla efficacia della medicina omeopatica sugli animali che, meno dell'uomo, sono soggetti alla suggestione, all'effetto placebo. O ancora di più i lavori nel campo delle fitopatologie dove i risultati sono a dir poco entusiasmanti per i risultati a favore dell'omeopatia. Ma l'obiettivo di queste forze non è far luce sulla scienza ma è il trolling duro e puro contro l'omeopatia. 

Chiediamoci perchè quei professionisti arrivati, docenti di chiara fama o ginecologi (forse per la poca clientela) sgomitano per poter essere i più rigidi e intransigenti detrattori di una medicina che da più di 200 anni ha salvato milioni di persone dalla morte fin dai tempi in cui il colera sterminava intere collettività. 

Penso che l'origine della calunnia come del moderno trolling  abbia solo due matrici: il cinismo supportato da uno scetticismo patologico oppure l'interesse economico. 

Per la prima ipotesi poco possiamo fare: è come cercare di riempire un buco nero o come farsi ascoltare da chi non vuol sentire o è sordo. Non c'è nessuna volontà o disponibilità a raggiungere la verità.  Assistiamo soltanto ad una monotona ripetizione  delle stesse criticheormai superate. E' un problema umano. Ci sono soggetti che vedono solo la possibilità di distruggere e mai di costruire. 

L'altra origine invece è molto più socialmente preoccupante. Per denaro io sostengo o affosso una tesi di cui so poco o non mi interessa sapere molto. Qualcuno mi dirà: "sei una mammola, ma dove vivi? In una realtà parlamentare nazionale dove a decine i nostri rappresentati "saltano il fosso" e cambiano colore politico per denaro senza ormai neppure vergognarsi, come fai ancora a stupirti?" 

Io mi stupisco ancora e credo nell'onestà intellettuale, credo che una professione come quella del medico, debba avere un'etica che non si possa tradire miseramente per denaro. 

Ma tutto ciò che in questi ultimi anni ho letto sui racconti di alti dirigenti fuoriusciti dalle case farmaceutiche riporta l'esatto contrario. 

Si parla di una strategia di marketing che ha come unico obiettivo la vendita dei farmaci a tutti: malati e sani.  Davanti a tutto il prodotto e l'introito economico senza alcuna preoccupazione per l'etica. Questo lo scenario: le più famose testate scientifiche alla mercè delle case farmaceutiche, direttori scientifici fuoriusciti che confessano che l'interesse economico ha deviato la bussola morale dei medici e così via. 

Chi sostiene l'esistenza di un cosiddetto "complotto globale" viene dileggiato o trollato (si dirà così!) da più parti ma forse, dopo gli ultimi eventi del mondo bancario  e finanziario che naturalmente sono legati a filo doppio con le case farmaceutiche e con le grandi multinazionali alimentari, qualcosa di possibile potrebbe esserci. 

Persino la Monsanto ha un reparto che si occupa di screditare le ricerche e gli studi critici verso i loro prodotti. 

La Monsanto è una  tra le più potenti multinazionali al mondo, specialista in erbicidi e defolianti, quella per intenderci che nel 1960 ha prodotto il famigerato "agente arancione", uno dei più temibili defolianti usati durante la guerra in Vietnam. Da oltre 10 anni si dedica alla manipolazione genetica, brevettando, insieme all' Astra-Zeneca (casa farmaceutica) sementi che si possono usare per un solo raccolto, innestando la cosiddetta "tecnologia della morte" che priva le comunità agricole della loro secolare conoscenza di salvare i semi.  
Risultato di questa operazione è favorire un regime di monopolio sulle sementi che nutrono il mondo, e di renderne uniche beneficiarie le multinazionali del settore. 

La Monsanto ha la reputazione di screditare scienziati, esperti e anche i giornalisti che osano parlare contro di loro. 

E’ stato a lungo pensato che la peggiore corporation del mondo, avesse un intero dipartimento dedicato a far tacere i suoi critici, ma nessuno aveva alcuna prova di questo. 
Questa prova è arrivata dalle parole del dottor William Moar, un dipendente della Monsanto  che ha ammesso per la prima volta, che la società utilizza un’incredibile quantità di tempo e denaro, per screditare gli esperti che parlano male della società. (the Ecologist 1999).

L'omeopatia è seguita da milioni di persone nel mondo e ciò disturba perchè, facendo guarire molti malati cronici che sono invece una fonte continua di ricchezza per la medicina convenzionale,  insinua il dubbio che la verità della medicina ufficiale non sia l'unica e  assoluta, induce a cambiare l'igiene di vita e l'alimentazione della popolazione, si rivela una vera medicina preventiva. In altre parole sottrae in modo sempre più ampio e costante risorse economiche agli attuali attori della scena sanitaria contemporanea. 
Se fossimo davvero delle "mammole", degli sprovveduti, penseremmo che le case farmaceutiche siano diverse dalla Monsanto . 

Da un recente report dell' ECHAMP, la European Coalition on Homeopathic & Anthroposophic Medicinal Products scopriamo che il settore omeopatico nel 2015 ha continuato a crescere in Europa del 6% all'anno. Passato da un valore di 600 milioni nel 1995, al 1,24 miliardi di € nel 2013.   Eppure tutti i mass media continuano a dare l'omeopatia in sofferenza con una fuga dei pazienti verso cure più efficaci e sicure.  La verità è l'esatto opposto.  

Oltremodo, se davvero l'omeopatia stesse tramontando, perchè mai si dovrebbero investire tutte queste  risorse per pubblicare libri, fare conferenze, firmare articoli contro di essa. I costi sono molto alti. Sarebbero  tempo e risorse sprecate perchè l'omeopatia, secondo loro, sarebbe già sul viale del tramonto. Invece gli investimenti, in questo ultimo anno si sono intensificati. 

Forse qualche idea sulle motivazioni di chi utilizza la medicina omeopatica la troviamo nelle parole accorate di un articolo che ho ritrovato casualmente riordinando una cartella di files di qualche anno fa. 
Era il 2007 e  Daniela Salvucci su Natura & Benessere pubblicava un articolo dal nome "l'altra faccia della luna".  Raccontava  così le sue esperienze di paziente omeopatica: 

"Ho conosciuto la Medicina omeopatica diversi anni fa e all'inizio - forse un po' come tutti - non vi riponevo molta fiducia, tanto da credere, come avviene ancora oggi, che tale terapia potesse curare solo "piccoli mali" e che, se non faceva bene, sicuramente non danneggiava. Poi, però, ho dovuto affrontare un primo grande problema che oltretutto non mi riguardava in prima persona, ma coinvolgeva mio figlio ancora piccolo. Cosa fare? L'omeopatia, anche se non fa male... guarisce? Eccomi, quindi, davanti ad una scelta. Per se stessi si può decidere, ma per il proprio figlio? La legge parla chiaro: l'omeopatia non è riconosciuta, non è scientifica. E se non funziona? Allora ho pensato: proviamo! Semmai torniamo indietro, anche se l'altra Medicina, quella "convenzionale", l'avevamo già provata. Ed è cosi che ci si accorge che funziona.
Pur essendo a conoscenza del fatto che il meccanismo di funzionamento non è ancora stato dimostrato, come paziente che ha vissuto questa esperienza di cura sulla propria pelle e su quella dei propri figli, posso testimoniare la scientificità della medicina omeopatica basandomi sulla riproducibilità del fenomeno nel tempo. Se a mio figlio, colpito da una febbre molto alta caratterizzata da "volto rosso, pupille dilatate, pelle asciutta e calda, assenza di sete, piedi freddi, ghiacciati, labbra gonfie e rosse" (è bene ricordare che ogni malato esprime la propria malattia in maniera peculiare e personale), veniva somministrato un rimedio non appropriato, ad esempio Gelsemium sempervirens (farmaco omeopatico preparato con "Gelsomino americano", diluito e dinamizzato), la febbre non passava; se, invece, gli facevo assumere il rimedio Belladonna, "adatto in quella occasione", allora sì, la febbre scendeva immediatamente. E questa risposta si verificava ogni volta che il bimbo aveva quel tipo di febbre e quei particolari sintomi. Infatti, la pianta officinale di Belladonna (Atropa), se assunta da una persona sana, sviluppa sintomi  patologici "simili" a quelli prima descritti. Questo è il fascino dell'omeopatia: funziona "solo" se i sintomi del paziente sono  "simili" ai sintomi del "medicamento", secondo il principio hahnemanniano del "simile che viene curato dal simile". 

Se ogni rimedio fosse composto solo da glucosio o da lattosio oppure da alcool, qualsiasi medicamento potrebbe far passare la febbre e guarire il paziente, producendo il cosiddetto effetto placebo. Invece, proprio in virtù della mia esperienza personale, la medicina omeopatica funziona; e funziona davvero, soltanto se il medicamento è quello adatto a quel tipo di febbre, in quel dato momento, con quei particolari sintomi di quel determinato malato. Talvolta si poteva verificare che, facendo assumere al bambino il rimedio, cioè quel niente o quella acqua fresca, come viene definita l'omeopatia da chi non la conosce, egli avesse un miglioramento, ma non una guarigione. Se invece, sempre su consiglio dell'omeopata, gli somministravo un sorso, ogni ora, di una soluzione dello stesso rimedio (6-8 globuletti in 250 cc. di acqua), questa volta più diluito e dinamizzato, mio figlio, grazie alla maggiore diluizione, guariva. L'esperienza di mio figlio mi ha consentito, così, di capire che è fondamentale ricorrere sempre al medico in grado di distinguere la febbre di Bryonia alba da quella di Eupatorium perfoliatum, quella di Aconitum napellus da quella di Mercurius solubilis e così via: varie tipologie febbrili che solo con il tempo e con tanta passione ho anch'io iniziato a riconoscere. 

Quante volte ho dovuto "nascondere" che stavo curando patologie considerate "serie" con rimedi omeopatici; quante volte ho dovuto dire "bugie" raccontando che, ovviamente, stavo usando l'antibiotico o il cortisonico e non altro; quante volte ho temuto di essere "denunciata" per il fatto di non curare i miei figli ma di danneggiarli. Quando sta male un bambino, peraltro, non sono solo i genitori a prendersene cura, ma interviene l'intero circondario: nonni, parenti, amici, vicini tutti presi da spirito umanitario, pronti a sconsigliarti di ricorrere all'omeopatia. Se somministri ai tuoi figli un farmaco "convenzionale", l'accettazione è totale: tutti comprendono le tue paure verso le controindicazioni le quali, però, vengono soffocate con un "pazienza, fa parte della cura" (oltretutto è legale). 

Se per caso, però, i tuoi familiari vengono a sapere che fai assumere a tuo figlio dei globuletti nei quali non c'è "niente" secondo la Scienza di Stato, e magari il bambino è stato colpito da una polmonite, beh allora tutti quelli che non conoscono l'omeopatia sono pronti a criticare. Eppure ipertensione arteriosa, extrasistole, ipertiroidismo, eczema, allergie, herpes, cistiti, coliche renali, cefalee, polmoniti, congiuntiviti, otiti, ascessi tonsillari, orticaria, piorrea sono solo alcune delle patologie - e non mi sembrano piccole cose - che in questi anni i componenti della mia famiglia hanno scelto di curare con la medicina omeopatica. In tutto questo tempo ho scoperto che esiste il malato e non la malattia; ho capito che, per guarire effettivamente dalla propria patologia, va curata la causa che l'ha determinata e non solo l'effetto (cioè la malattia); va dunque curato l'individuo nella sua totalità psico-fisico-ambientale. Ho sofferto, lottato, gridato, soffocato, nascosto; in questi diciotto anni ho difeso la medicina omeopatica e, tuttora mi trovo ancora a lottare contro pregiudizi, diffamazioni e "persecuzioni".
Ma, si può credere che se la medicina omeopatica non avesse funzionato, i pazienti sarebbero rimasti ad essa fedeli per oltre duecento anni, visto che pagano di tasca propria sia in termini di salute che di spesa? Quale convenienza essi avrebbero avuto nel continuare a difenderla, se non avessero ottenuto risultati positivi? A volte, però, è più facile lasciare che "gli altri" non credano a ciò che vedono piuttosto che convincerli che ciò che stanno vedendo sia la "verità". Questa è "l'altra faccia della luna". Siamo un "popolo nascosto" che ha dovuto adattare la propria libertà di scelta terapeutica - cioè il "diritto alla salute" così tanto enfatizzato dall'articolo 32 della nostra Costituzione - alla realtà di una nostra emarginazione voluta dallo Stato. 

Siamo considerati i "diversi", non siamo visti, ma "svisti" da tutti, perché o non fanno caso alla nostra esistenza, e quindi siamo invisibili, o ci attaccano dicendo che siamo "visibilmente" incoscienti. Personalmente continuo a lottare e continuerò a farlo con tutti i mezzi a mia disposizione, al fine di giungere al riconoscimento di questa Medicina: perché questa è la Medicina o, quantomeno, la Medicina è una. Mi auguro, quindi, che lo sforzo congiunto dei pazienti soddisfatti dall'omeopatia possa, al più presto, far ottenere la pari dignità a questa medicina con un riconoscimento da parte dello Stato, con finanziamenti destinati alla ricerca scientifica e con l'apertura di aree dedicate alla didattica universitaria. L'Italia fa parte dell'Unione europea e in molti Paesi, come l'Inghilterra, la Francia, la Germania, il Belgio e l'Olanda, da tempo questa Medicina è praticata, riconosciuta ed anche rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale, lasciando libertà di scelta al cittadino: è tempo che ciò avvenga anche in Italia." 

Questa è la voce dei milioni di cittadini che sono stanchi di sentirsi derisi per le loro scelte, è la voce di una grande massa di medici che dopo anni di impiego della medicina omeopatica nella propria pratica clinica con successo e soddisfazione del paziente sono stufi di essere minacciati  di essere radiati, addirittura, dagli Ordini dei Medici come sostiene una delirante proposta del Prof Silvio Garattini che, probabilmente, prima di far dare alle stampe dai suoi collaboratori il suo ultimo libro contro l'omeopatia tanto pubblicizzato , non ha mai avuto tempo di leggere i lavori scientifici del Prof. Vittorio Elia, fisico chimico dell'Università di Napoli  o della Prof. Lucietta Betti, fitopatologa dell'Università di Bologna o del Prof. Paolo Bellavite, anatomopatologo dell'Università di Verona. Tutte le loro pubblicazioni dimostrano chel'Omeopatia NON è acqua fresca

La questione rimane ampiamente aperta. Ma un dato è certo: l'omeopatia continua a crescere in Europa. Nel 2015 il 60% dei tedeschi, il 56% dei francesi, il 50% degli austriaci o il 33% degli spagnoli,  utilizzando i rimedi omeopatici hanno fatto come consiglia Rampini al termine del suo articolo: preferiscono chi è portatore di una visione positiva, non ascoltano e non leggono chi vuole convincerli che il bene del mondo è solo una facciata. 

http://researchinhomeopathy.org/database/fundamental-research/
http://researchinhomeopathy.org/database/fundamental-research/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/clinical-research/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/drug-proving/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/drug-standardization/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/veterinary/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/agro/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/dentistry/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/literary-research/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/primary-health-care-research/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/editorials/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/surveys/  tratto da http://www.informasalus.it/it/articoli/diffamazione-mediatica-omeopatia.php

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domenica 7 febbraio 2016

Omeopatia per la cura del cancro



Traduzione a cura di: Giovanni Ballarin
Fonte: hpathy.com

CATEGORIE: Omeopatia , Salute

omeopatia cura cancro
L’omeopatia è un sistema olistico usato da molti medici per la cura dei pazienti malati di cancro
Il cancro è una malattia causata da una moltiplicazione incontrollata delle cellule in una parte del corpo. Viene classificato a seconda dell’organo colpito (ad esempio la prostata, i polmoni o la cervice uterina), del tipo di tessuto/cellule coinvolte (ad esempio, adenocarcinoma polmonare, astrocitoma, osteosarcoma) o dello stadio in cui si trova (di solito gli stadi sono quattro). La prognosi e le terapie utilizzate per la cura sono diverse a seconda del tumore.

Omeopatia per la cura del cancro

L’omeopatia è un sistema olistico usato da molti medici per la cura dei pazienti malati di cancro. Al riguardo esistono sia testimonianze storiche, sia numerosi casi studio riportati dalla letteratura specialistica moderna.
L'omeopatia prende in considerazione l’essere umano nella sua interezza.
Questo significa che il trattamento omeopatico non si concentra solo sulla malattia che affligge il paziente, ma presta attenzione a tutto ciò che lo riguarda come persona.

I rimedi omeopatici per la cura del cancro
 vengono selezionati dopo un esame individuale completo e una presa del caso che comprende la storia clinica del paziente, le sue condizioni fisiche e mentali e altro ancora.
Per la cura dei disturbi cronici, spesso si valuta anche la possibile tendenza miasmatica (ovvero il grado di predisposizione/suscettibilità alla malattia).
I rimedi omeopatici elencati di seguito presentano un'affinità terapeutica con il cancro, ma è bene ricordare che questo articolo non è da considerarsi una guida completa per la cura di tale patologia.
È possibile che i sintomi associati a ciascuna sostanza non siano direttamente legati al tumore, poiché nella scelta di un rimedio omeopatico si prendono in considerazione anche sintomi generali e indicazioni relative alla costituzione dei pazienti.
Per maggiori informazioni sui rimedi di cui parleremo, è possibile visitare la nostra sezioneMateria Medica. Si raccomanda in ogni caso di non assumere le sostanze descritte senza un parere medico.

Rimedi omeopatici per la cura del cancro

Di seguito sono elencati alcuni dei più comuni rimedi omeopatici usati per la cura dei tumori.
Calcarea fluorica, conium, lapis albus, hekla lava, silicea, fitolacca, condurango, baryta carbonica, baryta muriatica, mercurius, carcinosinum, schirrinum, thuja, hydrastis, plumbum iodatum, arsenicum album e phosphorus.

Informazioni sui rimedi

Calcarea fluorica

È particolarmente efficace in caso di ingrossamenti che possono essere localizzati nelle fasce muscolari del seno femminile, oppure in presenza di masse o noduli induriti accompagnati da ghiandole dure come pietre. Calcarea fluorica può prevenire lo sviluppo del cancro e dovrebbe sempre essere preso in considerazione quando il seno presenta noduli sospetti. Risulta utile anche per la cura dell'encondroma.

Lapis albus

Questo rimedio viene spesso usato per curare casi di scirro (cancro al seno) allo stadio iniziale che presentano retrazione del capezzolo e altri sintomi caratteristici.
È frequentemente utilizzato anche nel caso in cui il paziente soffra di gozzo.
Il Dottor E. G. Jones consiglia lapis albus per il trattamento di tumori maligni dell'utero caratterizzati da secrezioni nere maleodoranti e intensi dolori brucianti in tutta la parte interessata dalla malattia.

Silicea

Questo rimedio viene frequentemente impiegato per lenire i dolori dovuti al cancro.
È Indicato inoltre in caso di lupus e sarcomi con secrezioni gialle, viscose e maleodoranti.

Hekla lava

Consigliato nei casi di osteoma (cancro alle ossa) spugnoso piuttosto che eburneo.

Conium

Viene preso in considerazione se il tumore è caratterizzato da ghiandole particolarmente dure e provoca in esse fitte sporadiche che peggiorano di notte. Conium è uno dei rimedi principali usati in caso di cancro, tumori al seno e scirri allo stadio iniziale, soprattutto se il paziente ha subito lividi e contusioni. Si dimostra particolarmente efficace, e piuttosto specifico, se sono presenti ematomi del tessuto ghiandolare, per cui l'autore consiglia l'utilizzo della diluizione 30CH.
Questa affermazione è stata verificata dal dottor O.S. Haines. L'irritabilità del paziente sembra essere uno dei sintomi caratteristici. Consigliato anche per  epitelioma e ingrossamenti di testicoli o utero.

Condurango

Questo rimedio si è guadagnato un'ottima reputazione nella cura del cancro allo stomaco e nel trattamento di varie forme di carcinoma. Molti casi sono migliorati con una diluizione D1. Le indicazioni sono: cancro aperto e ulcere cancerose; altera il dolore. Bernstein ritiene che Condurango sia particolarmente adatto a curare gli epiteliomi, soprattutto se aperti o ulcerati. Per quel che riguarda le dosi, raccomanda la diluizione D6 e, in merito ai risultati, riporta dati positivi.

Baryta carbonica

Indicato per i tumori del tessuto adiposo che compaiono in alcuni punti del corpo.

Baryta iodata
 (ioduro di bario)
Indicato per i tumori cancerosi duri del seno o per i tumori alle ovaie con segni di adenite tubercolare.

Fitolacca

Presenta una tendenza alla formazione di grassi e può essere utile nei casi di tumori dei tessuti adiposi o in presenza di nodosità dure e dolorose al seno. Indicato per tumori al seno duri, dolorosi e violacei. Questo rimedio agisce da assorbente in caso di fibromi dell'utero.

Plumbum iodatum

Utile in caso di masse infiammate, dolorose e indurite, che si sviluppano lentamente e non subiscono cambiamenti, situate nel seno femminile. Un quadro clinico del genere è un elemento decisivo per la scelta di questo rimedio.

Arsenicum album

Arsenicum album corrisponde ai fenomeni generali della diatesi cancerosa, anche se Bayes nota come altri rimedi possano risultare più efficaci sui tumori indicati.
Si tratta di un rimedio molto conosciuto e quasi specifico per il lupus, inoltre sono ben note le sue indicazioni speciali che possono corrispondere a qualsiasi forma di tumore o cancro: dolori taglienti, debolezza e sintomi generali legati all'arsenico.
In altre parole, bisogna curare il paziente, non la malattia.

Bromum

A volte si dimostra utile per la cura del cancro alla mammella.

Iodum

Cancro dell’utero caratterizzato da abbondanti emorragie.
Indicazioni: si aggrava con il calore; appetito eccessivo; se il paziente presenta una particolare sensibilità al dolore, la morfina può essere d’aiuto.

Phosphorus

Indicazioni: sviluppo di micosi sanguinanti; Tumori dei tessuti molli.

Thuja

Indicato per la cura dei tumori dei tessuti molli. Esiste la testimonianza di un tumore dell'orbita appartenente a questa categoria curato con Thuja e carbone vegetale: il paziente era il famoso feldmaresciallo austriaco Radetsky. Questo rimedio può essere usato per i polipi del naso e delle orecchie. A esso sembrano corrispondere anche la varietà epiteliale di cancro e le escrescenze a cavolfiore. Il Dr. Helmuth considerava Thuja un ottimo rimedio anche per i sarcomi e i papillomi.

Hydrastis

Questo rimedio corrisponde a ciò che Jousset definisce “diatesi epiteliale”, inoltre, è particolarmente efficace nei casi di epitelioma o cancro dell'utero. I nostri colleghi inglesi lo consigliano nei casi di semplici tumori ghiandolari del seno, in cui calma il dolore, rallenta lo sviluppo e  migliora lo stato generale del paziente.
Di solito, si sceglie hydrastis per via dei sintomi dispeptici che provoca. Il trattamento con questo rimedio è uno dei più popolari in caso di cancro.

Cicuta

Indicazioni: epitelioma, croste color miele.

Kalium sulphuricum

Si è rivelato efficace nella cura di epitelioma facciale inoperabile.

Cuprum aceticum

Allevia il senso di disagio e di nausea dei carcinomi. Il medico inglese Pope ritiene che gli scirri al seno non dovrebbero essere rimossi prima di aver provato hydrastis.

Hydrastis

Corrisponde alla diatesi cancerosa, all'aspetto esausto, a una carnagione giallastra, alla pelle secca e al cattivo umore del paziente. Altri sintomi sono perdita di appetito, costipazione e stati ulcerativi. Questo rimedio si è dimostrato efficace contro lupus, epiteliomi e ulcere maligne, inoltre è stato risolutivo in alcuni casi di tumore allo stomaco e tumore del piloro.

Radium

L'uso di questa sostanza è stato consigliato nella cura omeopatica del cancro.
Sebbene sia cancerogena, non ci sono prove della sua efficacia contro il cancro a nessun dosaggio o in qualsiasi stadio della malattia. Il suo uso al di fuori dell'omeopatia è pericoloso in qualsiasi misura e dovrebbe essere evitato.
In ogni caso, eccellenti proving portati avanti da Dieffenbach hanno contribuito a precisare che può essere adottato non per la cura del cancro, bensì per ciò che Vannier ha felicemente definito “discrasia cancerinica”, ovvero stati anormali del sangue che precedono sempre la malattia e mostrano una predisposizione del paziente verso di essa. In ogni caso, l'uso di questo rimedio è riservato ai sintomi che precedono lo sviluppo dei tumori, come dolori sordi simili a quelli dell'artrite cronica e prurito su tutto il corpo. I pazienti si dimostrano apprensivi, irritabili e stressati; presentano pustole e macchie sulla pelle che prudono e bruciano; sono agitati, provano una sensazione di calore nello stomaco, soffrono di flatulenza e costipazione. Dato che non è possibile essere certi del fatto che un paziente non sia mai stato esposto al radio, questo rimedio dovrebbe essere usato con una diluizione minima di 30CH, poiché somministrarlo a diluizioni più basse potrebbe avere effetti negativi.
Su questo argomento, uno studio recente del New York Health Department afferma inoltre che: “Si è registrato l'aumentare dei casi di cancro, soprattutto ai polmoni, nelle regioni in cui venivano estratti minerali radioattivi.”
Anche l'uso delle cosiddette “acque al radio” è stato considerato pericoloso.
Uno studio dei sintomi “cancerini” o che precedono lo sviluppo dei tumori può dare informazioni utili sull'approccio alla malattia oltre che indicazioni positive sui rimedi che possono essere usati per prevenire i tumori stessi.

Carbo animalis

Indicazioni: cancro alla mammella, scirri, ghiandole piuttosto indurite in piccoli noduli; pelle bluastra e chiazzata, ghiandole ausiliarie gonfie; dolori da tensione alle mammelle; cancro alla cervice con indurimenti e dolori brucianti, secrezioni vaginali maleodoranti e acquose.

Carbolicum acidum

Viene anche considerato un ottimo rimedio interno per il cancro.

Cedron

Helmuth consiglia questo rimedio per i dolori lancinanti dovuti al cancro. Fonte http://www.informasalus.it/it/articoli/omeopatia-cura-cancro.php

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Omeopatia, la costituzione sulfurica



CATEGORIE: Omeopatia

costituzione sulfurica
I tipi (o costituzioni) proposti da studiosi omeopati sono: carbonico, solforico, fluorico, fosforico
Prende il nome dal metalloide zolfo che catalizza reazioni biochimiche fondamentali dell'organismo, soprattutto nei processi di detossicazione, è un rimedio di modulazione che accelera o rallenta il metabolismo.

Nella costituzione sulfurica si distinguono due sottotipi: il sulfurico grasso e il sulfurico magro.
In genere di media statura è robusto, aggressivo e sempre attivo. Il suo colorito è rosso, la cute è calda e il viso è di forma quadrata.

È impulsivo, combattivo e passionale, ipercritico, nervoso. È un soggetto cronicamente intossicato che elimina attraverso le mucose: respiratorie, digestive, genito-urinarie, oculari. Soffre spesso di sintomi alternanti e recidivanti: prurito, secrezioni, bruciori, cefalee e nevralgie.

Il suo metabolismo tende ad alterarsi (diabete, gotta, calcolosi epatica e renale, obesità).
- Brevilineo stenico: secondo Pende.
- Mesoblasta: secondo Martiny.
- Sicosi secondo la teoria miasmatica.
- Mesoblasta: esuberanza muscolare e sanguigna.
- Temperamento sanguigno.
- Cerebrale vivace, combattivo, reattivo.
- Incapace a utilizzare lo zolfo.
- Angolo braccio/avambraccio minore di 180°.
- Angolo coscia/gambo aperto all'indietro.

La costituzione sulfurica è caratterizzata da un eccesso delle funzioni degli organi di derivazione mesoblasta:
- muscoli lisci e striati;
- apparato osteo-articolare;
- cuore e vasi;
- sangue;
- mesenchima e reticolo endotelio;
- derma;
- reni e milza;
- pleure e peritoneo;
- corticosurreni, gonadi e adenoipofisi.

Si associa una normalità degli organi endoblastici e un deficit di quelli ectoblastici.

Segni morfologici

- Soggetto tozzo, corpulento, di statura normale o lievemente inferiore.
- Leggermente tendente al grasso (ma tonico e colorito) che risparmia gli arti.
- Forte, sia per lo sviluppo muscolare, sia per il suo ipercorticosurrenalismo.
- Cranio normocefalo o brachicefalo; faccia quadrata, con notevole sviluppo della parte digestiva e respiratoria; naso convesso e grosso.
- Denti quadrati, forti, bianco-giallognoli.
- Collo taurino, spalle robuste.
- Torace largo, corto, quadrato, di tipo inspiratorio.
- Arti muscolosi e relativamente corti, con l'estensione delle braccia e delle gambe come nel carbonico.
- Mano corta, quadrata, muscolosa.
- Ha l'aspetto di un guerriero di statura bassa o medio-bassa.

Segni fisiologici
- Deambulazione regolare, pesante, ben cadenzata.
- Gesti ben controllati, non per astenia ma per l'ipertono muscolare.
- Grande forza e resistenza allo sforzo, associati a poca velocità e destrezza.
- Prevalenza della vita di relazione su quella vegetativa.
- Forte mangiatore, predilige cibi e bevande forti.
- Caloroso per la pletora sanguigna, teme il caldo, predilige l'inverno.
- Tendenza all'ipertensione e all'iperglobulia.
- Il ricambio dello zolfo è turbato.
- Buona reazione alle malattie acute.
- È ipergenitale.

Segni psicologici
- Intelligenza analitica e concreta.
- Caratterialmente tende all'azione (non può star fermo).
- Il pensiero non è capace di soffermarsi a lungo nello studio e nella riflessione, per la fretta di realizzare.
- Impone le proprie idee in maniera chiassosa.

Tendenze morbose
- Apparato cardiocircolatorio: ipertensione, ipercolesterolemia, aterosclerosi (piuttosto precoce), angina-pectoris, infarto del miocardio, edema polmonare acuto.
- Apparato digerente: poco colpito, con possibile ulcera duodenale, tendente alla perforazione, tendenza alla cirrosi.
- Tendenza alla diatesi metabolica: gotta, diabete, obesità, litiasi biliare, nefrolitiasi.
- SNC: possono osservarsi nevrosi e ciclotimia.
Laboratorio: iperglobulia, iperazotemia, ipercolesterolemia, iperuricemia. Emogruppo: B e 0.

I rimedi indicati nel sulfulrico
- Rimedio di base: Sulphur.
- Rimedi intermedi: Magnesia Sulphurica, Kalium Sulphuricum, Sulphuricum acidum.
- Nosodi: Psorinum, Tubercolinum, Medorrhinum.
- Drenanti:
-- fegato: Carduus marianus, Taraxacum, Chelidonium, Podophyllum, Nux vomica;
-- reni: Pareira brava, Solidago, Berberis, Chimaphila;
-- pancreas: Senna, Iris;
-- retto: Ruta, Aesculus, Arnica, Paeonia;
-- cute: Arsenicum album, Sarsaparilla.

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