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venerdì 20 settembre 2019

TETANO UN VACCINO INUTILE

tetano-vaccino-inutile


Clostridium tetani è l’agente eziologico del tetano e ha una diffusione ubiquitaria nel terreno, negli escrementi dei cavalli e di altri animali. Diversi tipi di Clostridium tetani possono essere distinti in base a specifici antigeni flagellari. Tutti i tipi hanno in comune un antigene somatico [O], che può essere mascherato, e tutti producono lo stesso tipo antigenico di neurotossina, la tetanospasmina.

Clostridium tetani non è un microrganismo invasivo. L’infezione rimane strettamente localizzata nella sede di un tessuto devitalizzato [ferita, ustione, lesione traumatica, cordone ombelicale, sutura chirurgica] nel quale sono state introdotte le spore. La massa di tessuto infetto è piccola e la malattia consiste quasi sempre in una tossiemia. La germinazione delle spore e lo sviluppo di forme vegetative che producono la tossina sono favoriti dalla presenza di:
  1. tessuto necrotico
  2. sali di calcio
  3. associazione con infezioni da piogeni

tutti fattori che contribuiscono allo stabilirsi di un basso potenziale di ossido-riduzione.

I tessuti suscettibili di albergare la tossina tetanica sono dunque necessariamente dei tessuti non ossigenati [anaerobiosi], dei tessuti danneggiati, non vascolarizzati, vale a dire dei tessuti ischemici [privi di sangue] o necrotici [tessuti morti]. Quando i batteri secernono la loro tossina tetanica, i tessuti sono obbligatoriamente fin dall’inizio in una situazione rigorosamente anaerobica, in quanto i batteri del tetano derivano dalle spore tetaniche che si attivano a seguito dei fattori che contribuiscono allo stabilirsi di un basso potenziale di ossido-riduzione.

Definizione di anaerobiosi: tutte le condizioni di vita degli organismi viventi in un ambiente senza ossigeno.

Definizione di rigorosamente anaerobica: corpo che non utilizza ossigeno molecolare [O2] e muore in presenza di questo elemento.

Una lesione rigorosamente anaerobica [anche molto piccola in superficie] accidentalmente seminata con le spore del tetano permetterà la nascita e lo sviluppo dei batteri del tetano che produrranno a livello locale la tossina tetanica responsabile delle contrazioni muscolari e del tetano.

FERITA RIGOROSAMENTE ANAEROBICA

Supponendo che il soggetto in questione sia vaccinato, sappiamo che gli anticorpi vaccinali migrano in tutti i tessuti del corpo attraverso il flusso sanguigno. Essi sono trasportati dal sangue verso i vari organi. In un tessuto per definizione rigorosamente anaerobico [necrotico o esangue] non è più presente la vascolarizzazione, pertanto il contributo degli anticorpi vaccinali è praticamente impossibile.

Una ferita rigorosamente anaerobica non è vascolarizzata altrimenti sarebbe ossigenata, in quanto la funzione principale dei globuli rossi è quella di trasportare ossigeno, e quindi la vascolarizzazione trasformerebbe la ferita in aerobica.

In questo tipo di ferita rigorosamente anerobica, l’anticorpo vaccinale non può essere rinnovato né di conseguenza migrare, quindi la tossina non può essere neutralizzata localmente.

L’obiezione che spesso viene fatta è che in una ferita rigorosamente anaerobica [senza spargimento di sangue o necrotica] non succede nulla perché i tessuti sono morti, e quindi la tossina deve avere il tempo di agire, di migrare, e di aderire al vicino tessuto aerobico della ferita. La tossina incontra quindi il sangue e può essere neutralizzata dagli anticorpi vaccinali.

Questa obiezione non può essere valida. E vi spieghiamo il perché.

FIBRE NERVOSE, CIRCOLAZIONE SANGUIGNA E LINFATICA

Una ferita anaerobica è composta da vari tessuti [muscolare, fibroso, mucoso, osseo, nervoso]. In una ferita aerobica, diversi tessuti sono perfusi dalla circolazione sanguigna e linfatica, tranne il tessuto nervoso che ha una sua autonomia ed è poco vascolarizzato. Il tessuto nervoso all’interno di una ferita anaerobica, una ferita morta, dunque, non è tessuto morto, ed è per questo motivo che può portare la tossina dalla ferita al sistema nervoso centrale. Solo la resezione delle varie reti nervose presenti a livello locale causa la morte del tessuto.

Attraverso un meccanismo denominato endocitosi, la tossina può penetrare nel tessuto nervoso mettendosi totalmente al sicuro dagli anticorpi vaccinali.  Questo è il caso quando un virus entra nel sistema nervoso [uno su tutti il virus della poliomielite]. Questo è il caso delle neurotossine [tetano, botulino, etc.]. Gli anticorpi sono grandi molecole proteiche che non passano la barriera encefalica. Quindi nessun anticorpo potrà mai legarsi ad una tossina o un virus che è penetrato nel sistema nervoso. Questo concetto non potrà mai essere contestato da alcun scienziato, o ragionier-servente che sia, in quanto è sacrosanta verità scientifica!

Il livello della ferita anaerobica non può essere raggiunto dagli anticorpi vaccinali in quanto manca il veicolo di trasporto: il sangue.

In effetti, gli anticorpi vaccinali possono essere presenti nel tessuto di una ferita “aerobica”, in cui l’ossigeno viene fatto circolare dalla presenza dei globuli rossi.

Poiché il sangue manca come veicolo di trasporto nella ferita anaerobica, il solito promotore vaccinale potrebbe obbiettare che può esserci comunque la circolazione linfatica. La circolazione linfatica è comunque alimentata dal flusso sanguigno. Basta ricordare il modello della circolazione sanguigna e linfatica.

Il sangue scorre dal cuore attraverso le arterie e arteriole e capillari arteriosi per portare nutrimento i tessuti e poi tornare al cuore attraverso due percorsi diversi:

  1. la circolazione venosa [vene e capillari venosi]
  2. la circolazione linfatica

Il sistema linfatico prende origine alla periferia con i capillari linfatici, piccoli condotti di 30-60 micron, che iniziano probabilmente a fondo cieco negli spazi intercellulari di tutti i tessuti, escluso il sistema nervoso centrale. Questi capillari sono privi di valvole e convergono nei vasi linfatici di calibro maggiore, forniti invece di valvole a nido di rondine che impediscono il reflusso della linfa. I vasi linfatici trasportano la linfa ai linfonodi dai quali emergono altri vasi linfatici che si raccolgono in due grossi tronchi, il condotto toracico ed il dotto linfatico destro che sboccano nelle grosse vene della base del collo; ciascun vaso linfatico raccoglie la linfa di un determinato settore, ma vi sono sempre numerose anastomosi fra i capillari ed i vasi linfatici dei diversi settori.

Il condotto toracico prende origine da una sacca, la cisterna del chilo di Pecquet, posta davanti alla III vertebra lombare, che rappresenta la confluenza di quasi tutti i vasi linfatici sottodiaframmatici; il condotto attraversa il diaframma nell’orificio aortico e passa nel mediastino posteriore risalendo sul lato destro della colonna vertebrale; a livello della IV vertebra dorsale piega a sinistra e risale fino all’apertura superiore del torace dove forma un arco che termina di solito alla confluenza delle vene giugulare e succlavia sinistra.

Il dotto linfatico destro è un canale lungo poco più di un centimetro, posto alla base del collo tra la vena giugulare interna e la vena succlavia dove si forma da tre grossi vasi linfatici; si dirige in basso e medialmente per terminare alla confluenza delle vene giugulare e succlavia destra.

Il dotto linfatico destro raccoglie la linfa proveniente dalla metà destra del capo e del collo, dell’arto superiore destro e dalla metà destra del torace. Il condotto toracico raccoglie invece la linfa proveniente da tutte le altri parti del corpo.

La linfa è il liquido interstiziale presente nel circolo linfatico; poiché la parete dei capillari linfatici è caratterizzata da una elevata permeabilità, nella linfa sono presenti tutte le proteine plasmatiche ed anche globuli rossi, linfociti e chilomicroni, nonché particelle di vario tipo e dimensione ed altro materiale cellulare [batteri]; la sua composizione varia a seconda dei distretti di provenienza, il suo plasma coagula spontaneamente ed il contenuto in linfociti è minimo nei capillari [500 per mmc.] e massimo nei grossi vasi emergenti dai linfonodi [400.0000 per mmc.]

La progressione della linfa è determinata dalla contrazione ritmica delle strutture muscolari delle pareti dei capillari e dei vasi linfatici, dalla presenza delle valvole che ne impediscono il reflusso e dall’aspirazione esercitata dalla pressione intratoracica negativa durante l’inspirazione.

Il sistema linfatico è quindi una via accessoria dei deflusso del liquido interstiziale, attraverso cui vengono rimosse le proteine ed il materiale corpuscolato che non sono drenati dai capillari venosi.

Ricordiamo che la circolazione sanguigna e linfatica possono avvenire solo in una direzione. Quindi non può accadere che dai tessuti la linfa ritorna ai capillari linfatici, e senza pressione sanguigna non c’è traffico nei tessuti linfatici in condizioni anaerobiche. Né può pertanto aumentare la tossina del tetano nei linfonodi e la stimolazione dei linfociti. La produzione di anticorpi antitossina non può entrare in essere né alcun rinnovo degli stessi.


Avendo analizzato tutti questi fatti scientifici indiscutibili possiamo affermare con certezza che nella ferita anaerobica la tossina secreta a livello locale è completamente al sicuro dagli anticorpi vaccinali. Pertanto, il vaccino è sostanzialmente inutile e assume le caratteristiche di un volgarissimo placebo!

ESEMPIO #1

Se consideriamo che la tossina viene catturata dalle fibre nervose presenti nella ferita anaerobica attraverso il fenomeno di endocitosi, in questo caso, gli anticorpi vaccinali non potranno mai agire, non saranno in grado di essere presenti in una ferita anaerobica perché come abbiamo dimostrato vi è mancanza di flusso di sangue e quindi è impossibile neutralizzare la tossina. La vaccinazione è un placebo.

ESEMPIO #2

Se consideriamo che una porzione della tossina è catturata dalle fibre nervose presenti nella ferita anaerobica attraverso il fenomeno di endocitosi, mentre gli altri tessuti adiacenti sono in una situazione aerobica, in questo caso, dobbiamo dimostrare che la porzione locale di endocitosi è sufficiente per far scattare il tetano. Si deve anche dimostrare come alcune delle tossine può vincere il flusso sanguigno in una ferita anaerobica. Infine, si dovrebbe dimostrare che la parte entrata nel flusso sanguigno viene neutralizzata dagli anticorpi.

Supponendo che l’altra parte della tossina è fluita nel tessuto aerobico, la vaccinazione, comunque, non può essere considerata pienamente efficace. Si mente deliberatamente quando si legge e si dichiara che la vaccinazione è pienamente efficace.

Nel caso di tetano, c’è poca tossina secreta. La parte di tossina secreta a livello locale e assorbita tramite endocitosi dai nervi presenti è sufficiente per innescare il tetano? L’esempio precedente è in grado di rispondere a questa domanda.

Esempio #3

La tossina non ha agito a livello della ferita anaerobica. La tossina è entrata direttamente nel tessuto aerobico dove gli anticorpi possono neutralizzarla. Solo in questo caso la vaccinazione potrebbe essere giustificata. Ma nessuna esperienza fino ad oggi lo dimostra. Questo è un presupposto, una semplice credenza di fede.

Al contrario, molti esperimenti fatti da diversi scienziati dimostrano che la tossina non è presente nel sangue quando si sviluppa il tetano.

Attraverso l’iniezione sperimentale della tossina nei tessuti aerobici è stato provocato il tetano, e si è concluso che era lo stesso della malattia.

Molti esperimenti realizzati da diversi autori mostrano chiaramente che in caso di tetano, non vi è tossina nel sangue. La tossina viene secreta e endocitata dalle sinapsi delle fibre nervose della ferita.

Molti autori hanno iniettato negli animali non immunizzati [non vaccinati] sangue proveniente da pazienti ammalati di tetano. Nessuno di questi autori ha trasmesso con successo il tetano, a tal punto che tutti hanno convenuto che il sangue non contiene la tossina tetanica.

Se la tossina era presente nel sangue doveva rappresentare la miccia per scatenare il tetano nel ricevente. Ricordiamo infatti che l’iniezione di una tossina o il contenuto di una ferita tetanica provocano il tetano. Tuttavia, questi esperimenti hanno dimostrato come non ci sia passaggio di tossina in zona aerobica durante la malattia.

MANIFESTAZIONI CLINICHE E TRISMA DELLA MANDIBOLA

I fautori della vaccinazione ci dicono che

solitamente il periodo di incubazione della malattia varia da 4 a 5 giorni fino ad alcune settimane. La malattia è caratterizzata da contrazioni toniche della muscolatura volontaria. Gli spasmi muscolari colpiscono dapprima l’area della lesione e dell’infezione e poi la muscolatura della mandibola [trisma] che entra in uno stato di contrattura tale da rendere impossibile l’apertura della bocca. Progressivamente vengono interessati altri muscoli volontari che entrano in uno spasmo tonico. Il malato è completamente cosciente ed il dolore può essere molto intenso. La morte in genere sopravviene in seguito ad interferenze con la meccanica respiratoria. Il tasso di mortalità del tetano generalizzato è molto alto.

In sostanza non ci raccontano come è dimostrato che il passaggio della tossina, qualunque sia la posizione della ferita, comporta il trisma della mandibola. Per loro, è attraverso la via sanguigna che la tossina giunge ai nervi motori più brevi.

Tuttavia, possiamo spiegare il fenomeno del trisma, sintomo dichiarato del tetano, in un modo completamente diverso senza passare obbligatoriamente per la teoria della medicina ufficiale.

A differenza della tossina botulinica che, per esempio, agisce direttamente sulle fibre nervose colinergiche [azione locale], la tossina tetanica deve risalire prima che il sistema nervoso centrale possa agire [trasporto assonico retrogrado].

La tossina liberata dalle cellule vegetative può raggiungere il sistema nervoso centrale e si fissa rapidamente ai recettori del midollo spinale e del peduncolo cerebrale ed agisce con le seguenti modalità: all’inizio, la tetanospasmina si lega ai recettori sulle membrane presinaptiche dei neuroni motori. In seguito essa migra, utilizzando il sistema di trasporto assonico retrogrado, ai corpi cellulari di questi neuroni, nel midollo spinale e nel tronco cerebrale. La tossina diffonde nelle terminazioni delle cellule inibitorie, interessando sia gli interneuroni glicinergici sia i neuroni secernenti acido aminobutirrico del tronco cerebrale. La tossina degrada la sinaptobrevina, una proteina necessaria per scaricare le vescicole neurotrasmettitore sulla membrana presinaptica. Viene così bloccata la liberazione degli inibitori glicina e acido gamma-aminobutirrico e, pertanto, non vi è inibizione dei motoneuroni. Sopravviene iperreflessia, spasmo muscolare e paralisi spastica.

L’azione della tossina del tetano comincia quindi solo quando entra a far parte del sistema nervoso centrale. E’ quindi logico che i nervi motori più brevi sono colpiti per primi. Questo spiega perché il tetano inizia con il trisma della mandibola.

Ad esempio, il ruolo della glicina sulla retina può spiegare l’ordine cronologico dei sintomi di tetano [azione sul nervo trigemino, nervo cranico che fornisce i muscoli del viso e della mascella], e ben conosciamo l’importanza della luce nello scatenare crisi spastiche.

L’esperienza vissuta con alcuni professori universitari è illuminante. Iniettarono in dodici conigli la tossina estratta da una ferita anaerobica che ha attivato il tetano. Quattro conigli sono stati iniettati direttamente nel nervo sciatico, sei sono stati iniettati per via intramuscolare e due per via intracranica. Tutti hanno sviluppato il tetano e morirono. Tuttavia, tutti avevano manifestato il loro primo sintomo col trisma. Non c’è bisogno quindi di iniettare una tossina nel sangue per spiegare il trisma.

Tutto questo spiega perché il tetano non è una malattia immunizzante. La tossina non è mai presente nei tessuti aerobici durante la malattia e pertanto non può causare la formazione di anticorpi. La tossina non è mai a contatto con il sistema immunitario del paziente. Quindi, la vaccinazione non può fornire alcuna protezione poiché gli anticorpi del vaccino non possono neutralizzare la tossina nella ferita anaerobica o nel sistema nervoso.

PERCHÉ IN GENERALE IL TETANO COLPISCE GLI ANZIANI E NON I BAMBINI?

Gli anziani, già in cattive condizioni di salute, hanno tessuti molto meno idratati rispetto ai bambini e quindi hanno più probabilità di sviluppare una ferita necrotica in un incidente, una puntura, un infortunio. I giovani hanno una migliore ossigenazione dei tessuti.

PERCHÉ IN GENERALE IL TETANO COLPISCE PIÙ DONNE CHE UOMINI?

Le autorità sanitarie ripetono spesso il solito ritornello in merito al quale gli uomini sono più protetti perché la maggior parte di essi ha ricevuto le vaccinazioni durante il servizio militare, anche se le cifre possono dimostrare che tra i 50 e i 60 anni sono proprio gli uomini ad essere più colpiti.

La spiegazione è semplice: in questo periodo gli uomini sono in piena attività fisica quindi hanno un rischio più elevato [nei lavori di muratore, elettricista, tubista, meccanico, falegname, e tutti quelli che per passione coltivano la terra]. Il rischio di tetano potrebbe essere più frequente e nemmeno il vaccino ricevuto durante il servizio militare li protegge.

Se il numero di donne colpite da tetano è più elevato tra i 70 ei 80 anni è semplicemente dovuto al fatto che ci sono più donne che uomini in questa fascia di età, a dispetto di quanto viene sostenuto dalle autorità sanitarie che fanno affidamento su statistiche manipolate.

Quindi la differenza non implica che le donne sono più deboli rispetto agli uomini perché meno vaccinate.

PERCHÉ COSÌ TANTI CASI DI TETANO NEONATALE NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO?

Il tetano neonatale è il classico esempio di ciò che abbiamo appena spiegato. Quando il cordone ombelicale viene tagliato con strumenti chirurgici contaminati e sono quindi veicolate feci, terra o altri materiali che possono contenere spore tetaniche, vengono a crearsi le condizioni ideali per la tossina tetanica che viene secreta in un tessuto necrotico non vascolarizzato [rigorosamente anaerobico] per definizione, perché il moncone ombelicale è un tessuto morto destinato a staccarsi dal corpo per mummificazione.

Poiché sono presenti terminazioni nervose anche nel moncone ombelicale, la tossina entra facilmente nel sistema nervoso. L’unica soluzione è l’asepsi e non certo comprare i fustini del DASH per regalare vaccini che ingrassano semplicemente i conti in banca delle multinazionali.

PREVENZIONE E TRATTAMENTO

Come abbiamo visto e come viene descritto anche da un qualunque libro di microbiologia, i risultati conseguiti con la terapia del tetano non sono affatto soddisfacenti e, pertanto, è proprio la prevenzione che assume la massima importanza.

La profilassi attiva con anatossina e l’uso profilattico di antitossina sono sostanzialmente inutili, mentre è di rilevante importanza un adeguato trattamento delle ferite contaminate e la somministrazione di penicillina.

I pazienti che presentano i sintomi del tetano devono essere trattati con miorilassanti, sedativi, e ventilazione assistita. Talvolta questi pazienti vengono trattati con alte dosi di antitossina [3.000 – 10.000 unità di immunoglobulina antitetanica] per via endovenosa nel tentativo di neutralizzare la tossina che non si è ancora legata al tessuto nervoso. Tuttavia, l’efficacia terapeutica dell’antitossina è molto dubbia a tal punto che è discussa anche in caso di tetano neonatale.

La pulizia chirurgica della ferita è di importanza fondamentale poiché porta all’allontanamento del tessuto necrotico che è indispensabile per la proliferazione dell’agente patogeno. Esistono versioni contrastanti sull’efficacia dell’ossigenazione iperbarica.

La penicillina inibisce fortemente la crescita di Clostridium tetani e blocca l’ulteriore produzione di tossina tetanica. Gli antibiotici inoltre possono tenere sotto controllo l’associata infezione da piogeni.

Infine, dopo tutto ciò che avete letto, considerate sempre che nei neonati l’anatossina tetanica è associata nel vaccino esavalente illegale e nei successivi richiami per i bambini è spesso associata all’anatossina difterica e al vaccino contro la pertosse.

Non è quindi possibile attuare misure di controllo a causa della diffusione elevata del microrganismo nel suolo e della lunga sopravvivenza delle spore.

La vaccinazione migliore, come sempre, è usare il cervello!

Pubblicati su 27 dicembre 2013 da Movimento Contro Autismo in Bambini ipervaccinati, Denuncia sanitaria, Tetano

Fonte: Movimento contro l’autismo del 27 dicembre 2017
Vaccinare Contro il Tetano?
Indicazioni, non indicazioni e controindicazioni della vaccinazione
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mercoledì 1 novembre 2017

Burioni è come Stalin e Hitler! Una recensione che ha un suo saggio significato. #Roberto #Burioni #Stalin #Hitler

Roberto Burioni ha anche il coraggio di reagire a chi giustamente gli fa osservare che ha degli atteggiamenti alla Hitler e alla Stalin.


Burioni-Hitler-Stalin
Nella foto il Roberto Burioni affiancato ad Adolf Hitler e a Josif Stalin,
le somiglianze devo dire che ci sono tutte!
Questa volta sembra proprio che il Burioni l'abbia fatta fuori dal vasino, se la prende anche con una persona malata che tiene a bada la sua malattia con dei farmaci... cosa che aveva dichiarato in un paio di commenti esposti al Burioni nella sua pagina Facebook, commenti di puro sfogo e di giusta causa, commenti  come tanti altri, visto che la persona in questione si lamentava anche del sistema sanitario nazionale, che va sempre più in decadenza anche e sopratutto per il partitino che ama tanto il Burioni; Il Pappunto, che visti gli ultimi decreti anticostituzionali emanati, sembra proprio l'acronimo di "Partito Dittatoriale" per non dire "Delinquenziale"
Il bello è che costui individuo per amore della vendita del suo libricino a favore delle case farmaceutiche non ci sta, e si lamenta anche nella sua pagina Facebook per la cattiva recensione del suo libro,di quell'uomo che si è visto bannato, sbattuto fuori dalla sua paginetta di sistema senza un valido motivo.


Burioni-recensione-Hitler-Stalin
La recensione che non è piaciuta al Roberto Burioni comunque stilata in modo molto descrittivo ed esaustivo.


Ogni cagata poi che egli scrive deve essere sempre e comunque ripresa dai suoi comparetti e amichetti dei giornalini di regime, complici come il giornalino www.huffingtonpost.it/.
Si sa, questo tipo di personcine tengono molto alla loro faccina, giocano e sanno di giocare sporco, ma tengono sempre alla loro reputazione, reputazione che deve risultare sempre linda pura e impeccabile agli occhi della società.

Una giusta risposta da dare al Burioni in questo caso sarebbe questa del buon Sir Charlie Chaplin:

“Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro. 

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sabato 14 ottobre 2017

Il "divulgatore scientifico contro le Bufale" Andrea Grignolio interpreterà il ruolo di Freddy Krueger nel nuovo Nightmare

E' un giovane storico il "divulgatore scientifico" Andrea Grignolio" compare da sempre del noto Roberto Burioni in questi anni si è sbizzarrito anch'esso a parlare bene, sempre e comunque dei vaccini,l'ultima sua interpretazione è state insieme all'amico Burioni al Wired Next Fest, come dire, si lodano e si imbrodano.
Il senso di questo festival (registrato) è quello di giustificare a modo loro l'indegna e pericolosa legge Lorenzin sui vaccini, visto che l'OMS (Famiglia Rockefeller) dichiara che c'è una scarsa copertura vaccinale anche nel nostro paese, ovviamente in questo festival ci sono una marea di bufale come piace a loro chiamarle, a partire da quello che dice all'inizio il conduttore, ad esempio che dall'inizio dell'anno si sono verificati tantissimi casi di morbillo, un 230% in più di casi, quando invece se si vuole una piccola ricerca, si scopre esattamente l'opposto, e ovviamente, non c'è nessuna epidemia di morbillo,ma  c'è solo una bella mazzetta della Glaxo per sponsorizzare e addirittura sperimentare più vaccini nel primo anno ai bambini italiani. (cavie umane)
 E adesso ci prova anche Bill Gates a "investire" sempre sull'Italia.
Si sta cercando di fermare questi folli corrotti anche tramite un' interrogazione parlamentare visti i primi casi di morte improvvisa.
Ma torniamo alla notizia...
Andrea Grignolio dichiara: 
Dopo essere stato al fianco di Burioni nella lotta delle bufale, adesso mi sento pronto anche ad interpretare il ruolo di Freddy Krueger! E da alcuni testimoni giornalisti sembra questi avrebbe detto dopo anche a voce bassa; "tanto peggio di cosi, si muore".
Per l'occasione noi di Medic gli abbiamo già preparatola locandina per il film.

Andrea-Grignolio-bufale
Nella foto Andrea Grignolio nel ruolo di Freddy Krueger del nuovo Nightmare
Ci sarebbe da capirlo all'Andrea, ha una vita squallida, basata sul bipolarismo e sulla menzogna... una vita che piano piano lo divorerà, e se devo confessare una mia opinione personale, in certe foto mi sembra che sia già affetto da demenza senile in stato avanzato.
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mercoledì 22 febbraio 2017

Tossicità da metalli pesanti nell’autismo




 Per comprendere il danno provocato all’organismo dai metalli pesanti dovremmo avere una visione d’insieme di questi elementi (arsenico, cadmio, cromo, alluminio, piombo e mercurio) e di come interferiscono sui pathways biochimici.
 Negli ultimi anni con il termine metalli pesanti si è voluto determinare un gruppo di metalli e semimetalli, o metalloidi associati a tossicità, anche se ci sono da più parti indicazioni a una nuova classificazione come indicato dall’International Union of Pure and Applied Chemistry.
 Negli ultimi periodi sono stati introdotti nell'ecosistema diversi metalli di origine antropica che hanno aggravato l’inquinamento ambientale, un esempio tra i più importanti è l'incenerimento dei rifiuti; in questo caso i metalli pesanti che creano più preoccupazione sono: cadmio, cobalto, arsenico, cromo, mercurio, manganese, rame, tallio, nichel, piombo e alluminio. Il semimetallo degno di maggior attenzione per la tossicità e cancerogenicità è l’arsenico (spesso trovato nei capelli dei bambini con ASD – Autism Spectrum Disorder) che allo stato puro non sembra mostrare tossicità, ma lo diventano tutti i suoi derivati che entrano a far parte come composto nei pesticidi, erbicidi e insetticidi.

 A titolo informativo è opportuno menzionare il coinvolgimento dei metalli pesanti nel processo di cancerogenesi, distinguendo l’azione cancerogena e pro-cancerogena, anche se in quest’ambito non è opportuno approfondire quest’aspetto.
 La tossicità dei metalli e dei loro composti dipende dalle loro proprietà fisico-chimiche, importante è la loro proprietà lipofila, la concentrazione nei tessuti ed i tempi di esposizione; il mix più pericoloso è la prolungata esposizione a dosi minime.
 L’induzione di stress ossidativo, l'inefficienza dei sistemi di detossificazione, il blocco dei meccanismi di riparazione del DNA e cosa più importante la variazione (modulazione) EPIGENETICA dell’espressione genica, sono i meccanismi che determinano il danno.
 E’ noto che tutti gli esseri viventi utilizzano per l’espletamento delle funzioni vitali, in particolare per i processi enzimatici, quantità variabili di elementi, tra i più importanti: ferro, zinco, rame, manganese.
 L'enzima è una proteina in grado di catalizzare una reazione chimica, in altre parole la facilita e accelera i processi biochimici all'interno della cellula, che in loro assenza avverrebbero in tempi lunghi e quindi non ottimali per la vita stessa della cellula.
 Gli enzimi sono necessari, come già accennato, per il metabolismo della cellula, ma soprattutto per la formazione di ATP che è la moneta energetica per i processi cellulari; si può comprendere a questo punto la pericolosità a livello molecolare dell’introduzione nell’organismo di metalli pesanti.
 Una volta penetrati nell’organismo questi elementi tossici interagiscono con le proteine e per la loro natura cationica, come dimostrato in vitro, possono formare addotti con il DNA.
 Le interazioni con le proteine sembrano essere le più importanti dal punto di vista patogenetico, infatti sono state individuate diverse proteine “bersaglio”, quali quelle implicate nella riparazione del DNA.
 Un esempio importante sono le zinc finger protein, gruppo di proteine che dipendono dalla presenza di Zinco e sono caratterizzate da quattro cisteine invarianti e/o residui di istidina che complessano l’atomo di zinco per formare il dominio zinc finger coinvolto sia nel legame con il DNA, sia nelle interazioni proteina-proteina.
 Appartengono a questa famiglia proteine che hanno un ruolo importante nei processi di segnalazione del danno del DNA e di riparazione. La più nota è la p53, meglio conosciuta come proteina anti-tumorale 53 (guardiano del genoma), che regolando il ciclo cellulare ricopre il ruolo di soppressore tumorale.

Fig.1 motivo zinc finger caratterizzato dalla presenza di un atomo di zinco o nel caso dei motivi zinc “cluster” da due.


 I sistemi di riparazione del DNA entrano in gioco non solo per induzione da parte di mutageni ambientali ma anche per danni endogeni al DNA, per esempio lo stress ossidativo da produzione di specie reattive dell’ossigeno ROS e dell’azoto RNS che provocano danno per genotossicità indiretta causata dai metalli.
 Preme ricordare che ROS e RNS sono induttori di segnali mitogeni e attivano la trascrizione genica, anche a concentrazioni minime. A concentrazioni più alte ROS e RNS possono danneggiare le biomolecole più importanti quali: lipidi, proteine e acidi nucleici e come conseguenza si ha danno sulle principali strutture cellulari, quali la membrana cellulare. I ROS e i RNS possono essere rimossi dall'organismo attraverso sistemi di detossificazione di fase I e fase II, al fine di non provocare danni letali alle cellule.
 Nei bimbi autistici abbiamo trovato spesso presenza di metalli pesanti e squilibri di membrana (rilevato con l’esecuzione dell’analisi minerale tissutale, e FatProfile).
 In pochi decenni ci siamo trovati di fronte a oltre 100.000 molecole chimiche di sintesi che per i nostri sistemi biologici, e soprattutto per i nostri recettori cellulari, sono novità, ricordando che il genoma non è in grado di adattarsi in modo così veloce ai cambiamenti ambientali.
 Non conosciamo ne le loro interazioni e i loro effetti sulle cascate biochimiche intracellulari, sui meccanismi dell’espressione genica, ne gli effetti biochimici diretti o immuno-mediati che i peptidi trasformati rischiano di avere a livello immunologico e/o neuro-endocrino, “ingannando” o alterando i recettori membranari, citoplasmatici, mitocondriali e nucleari.

 Nulla sappiamo delle alterazioni epigenetiche e delle interferenze sulla programmazione epigenetica fetale (programmi di espressione genica) nell’ambito dei tessuti ed organi deputati alla regolazione neuro-endocrino-metabolica dell’uomo.
 L’immissione in ambiente di molecole ad azione mimetica, metalli pesanti ed altri inquinanti che possono creare problemi allo sviluppo neuro-endocrino dell’embrione, del feto e del bambino è cosa nota e confermata da una moltitudine di studi scientifici.
 The Lancet 12 riporta uno studio importantissimo della Harvard School of Pubblic Health riguardante la tematica della pandemia silenziosa, cioè dei danni neuro-psichici che sono in continua crescita e interessano almeno il 10% dei bambini del cosiddetto mondo civilizzato.
 I metalli pesanti hanno la capacità di penetrare in tutti i tessuti, nelle cellule e in tutti gli organelli cellulari, compreso il nucleo dell’adulto e del feto, alterando l’assetto epigenetico e l’espressione genica delle diverse fasi dello sviluppo, oltre ad interferire con i sistemi enzimatici come già riportato.
 Solo a titolo di esempio riportiamo il caso dell’incidente della baia di Minamata, che provocò avvelenamento da mercurio nelle donne in stato di gravidanza che mangiavano pesce inquinato dal metallo fuoriuscito da un impianto industriale. In queste situazioni il mercurio è trasformato in mercurio organico da microrganismi solfato-riduttori, passa nella catena alimentare perché bio-magnificato, e giunge sulla tavola delle ignare donne che lo assorbono e lo distribuiscono nelle loro membrane biologiche e in quelle dei feti, danneggiandoli. I danni maggiori si evidenziano a livello neurologico con deficit mentali e paralisi.

 L’avvelenamento dei bambini sta diventando un fatto sistemico con progressione impressionante per la presenza nell’ambiente di tante altre sostanze tossiche come pesticidi, diserbanti, insetticidi, PCBs, diossine e altri che ritroviamo nella placenta, nel sangue cordonale e nel latte materno.
 Una nota a parte è riservata alle micotossine che ledono le giunzioni strette fra gli enterociti aprendo la strada alla permeabilità intestinale; tali sostanze risultano essere teratogene, mitogene, cancerogene e immunodepressive. Tutto quanto su riportato potrebbe contribuire a rendere vulnerabile il sistema immunitario del bambino ed esporlo a qualsiasi tipo di patologia.
 Nei miei piccoli pazienti affetti da autismo, già all’età di due anni si riscontrano (mineralogramma su capello) elevati livelli di mercurio, alluminio, arsenico e piombo, oltre a bassi livelli di selenio, zinco e rame.
 Importante da segnalare lo squilibrio degli elettroliti più comuni che denunciano uno stress ossidativo, che si conferma, sia con la bioimpedenziometria, sia con lo studio degli acidi grassi di membrana.
 E' ormai accertato che la pressione ambientale e la presenza di metalli pesanti giochino un ruolo chiave nello sviluppo dell’ASD (Autism spectrum disorder). Un aumento delle concentrazioni di Cu, Pb e Hg, e una diminuzione delle concentrazioni di Mg e Se nei capelli e/o unghie di soggetti autistici potrebbero essere correlati con il livello di gravità della patologia.



Alluminio
 Nell’ASD, da più parti, sono chiamati in causa la compromissione delle funzioni immunitarie ed i fattori ambientali, tra cui la vaccinazione, è sempre più sospettata di giocare un ruolo importante.

 Analizzando il database del Vaccine Adverse Events USA System CDC (VAERS) è stato evidenziato il legame tra ASD e alluminio contenuto nei vaccini: alla fine del secolo scorso è stato rilevato un aumento di casi di in concomintanza della diminuzione dell'uso di mercurio nei vaccini (con funzione di conservante) ed un aumento di alluminio sotto forma di sale (come adiuvante).
 Ricordiamo che i bambini con ASD sono particolarmente vulnerabili ai metalli tossici come l’alluminio e il mercurio, a causa della mancanza di solfato sierico e glutatione (importanti per i sistemi di detossificazione di fase II dell'organismo) e che la quantità di alluminio presente nei vaccini è di gran lunga superiore al livello massimo capace di dare danni neurologici.
 Il sistema immunitario (SI) permette all'organismo di difendersi da "aggressioni" di sostanze estranee (virus, batteri, parassiti, ...) che sono chiamati antigeni producendo anticorpi specifici. A volte il SI è deregolato per motivi ambientali e genetici e questo può causare disturbi immunologici (malattie autoimmuni-diabete di tipo 1, celiachia, artrite reumatoide, psoriasi, SLA,...-, malattie neurologiche, allergie, ..).
 Il 90% del sistema immunitario è localizzato nelle mucose dell'organismo, rappresentando nella quasi totalità dei casi la corretta via di attivazione del SI stesso. Generalmente il SI è in grado di "ricordare" gli antigeni con cui è venuto a contatto; in teoria la memoria dovrebbe essere mantenuta a vita, ma in realtà, come per la memoria cerebrale, vengono mantenuti solo i ricordi più intensi (corretta stimolazione del SI), così che per mantenere la memoria immunitaria c'é bisogno di richiami mediante stimolazioni antigeniche.
 I vaccini non stimolano correttamente il SI, così che per avere una memoria immunitaria c'é bisogno di inoculare diverse dosi di vaccino all'organismo ( e non sempre vengono prodotti anticorpi): la produzione di anticorpi da parte della memoria cellulare dipende da quanto forte è stata la risposta Th1, cioè da quanto corretta è stata la stimolazione del SI. Per questo dopo le vaccinazioni, alcune persone producono grandi quantità di anticorpi ed altre non neproducono affatto.

 La vaccinazione, altro non è che l'inoculazione di proteine virali, batteriche e tossine; ma queste proteine, inoculate da sole non sono in grado di provocare una risposta immunitaria. C'è quindi bisogno di provocare una infiammazione nel posto di inoculazione, in modo da attivare l'immunità innata e di conseguenza quella acquisita, capace di mantenere la memoria. L'infiammazione è provocata dall’aggiunta di sali di alluminio nei vaccini che, in realtà ha un doppio compito:
  • innescare la risposta infiammatoria
  • intrappolare l'antigene in modo da rilasciarlo lentamente, nella speranza di innescare la memoria immunitaria.
Così l’uso dell’alluminio come adiuvante nei vaccini è la norma anche se i meccanismi che li conferiscono queste proprietà non sono ancora noti, nonostante siano stati condotti diversi studi sia in vivo (animali) che in vitro (colture di cellule del sangue).

 Fra i primi studi effettuati allo scopo di chiarire i meccanismi di azione dell'idrossido di alluminio, bisogna ricordare Ulanova et al., che hanno valutato l'effetto diretto dell'idrossido di Alluminio sui monociti umani in vitro.
 I monociti sono cellule presenti nel sangue capaci di intercettare sostanze estranee all'organismo, di fagocitarle e di attivare la risposta immunitaria secondo una complessa danza di interazioni e comunicazioni cellulari. Nel lavoro citato sono stati osservati cambiamenti rilevanti nelle proprietà accessorie dei monociti dopo l’esposizione a breve termine in coltura di idrossido di alluminio:
  • Un aumento dell'espressione delle molecole accessorie per l'attivazione dei linfociti T: CD40, CD54, CD58, CD86, MHC II (Maggiore Complesso di Istocompatibilità di classe II).
  • Differenziazione dei monociti in coltura in cellule morfologicamente simili alle cellule dendritiche; le cellule dendritiche sono cellule altamente specializzate capaci di presentare l'antigene per scatenare la risposta immunitaria; tali cellule sono scarsamente presenti nel sangue e si originano da precursori presenti nel midollo osseo in seguito a particolari stimoli antigenici e "messaggi cellulari".
  • Aumento della sintesi di interleuchina-4 (IL-4) mRNA; l'IL4 è un messaggero delle cellule dei SI, capace di aumentare la produzione di anticorpi attraverso la stimolazione dei linfociti Th2.
  • l'aumento dell'espressione cellulare di MHC di classe II (che indica attivazione immunitaria) non si è verificato dopo l'aggiunta di anticorpi anti IL-4 in coltura, capaci di neutralizzare l'effetto dell'IL4 prodotta dai monociti stimolati dall'idrossido di alluminio.
 Questi risultati suggeriscono che l'idrossido di alluminio è in grado di stimolare direttamente i monociti a differenziarsi attivanto la risposta immunitaria cellulo-mediata, cioè capace di coinvolgere i linfociti T. In questo lavoro è stata evidenziata la capacità di indurre i monociti a produrre l'IL4, molecola capace di attivare i linfociti Th2, predisposti a stimolare la produzione di anticorpi ma coinvolti anche nella patologia delle allergiche. Questo spiegherebbe il potente effetto adiuvante dell'idrossido di alluminio, senza il quale gli antigeni somministrati non evocherebbero alcuna risposta.

 I composti di alluminio sono stati ampiamente utilizzati come coadiuvanti umani per più di settanta anni.
 Ad oggi nonostante i numerosi studi effettuati (Hanfen Li et al., 2007; Lambert S.L et al., 2012; Pashine A. et al., 2005; Seubert A. et al, 2008;..), non sono stati ancora chiariti i meccanismi di azione dell'idrossido di alluminio, unico adiuvante autorizzato per la somministrazione di vaccini nell'uomo né è stata trovata una molecola capace di sostituirlo. Si ipotizza che gli adiuvanti formino un "deposito" presso il sito di iniezione, da cui l'antigene viene rilasciato lentamente, portandolo ad una prolungata esposizione alle APC e quindi ai linfociti, mentre è stato dimostrato che l'idrossido di alluminio migliora l'assorbimento dell'antigene dalle APC in vitro.
 Al contrario le ricerche effettuate anche in campo immunologico non hanno fatto altro che complicare l'interpretazioni dei risultati ottenuti. È noto, sopratutto da esperimenti condotti in vitro, che il loro effetto immuno-adiuvante è associato con l'induzione di risposte Th2, ma i meccanismi alla base di questo effetto restano sconosciuti.

 In realtà Li H. et al (2007), in esperimenti in vitro, hanno dimostrato come l'idrossido di alluminio è capace di evocare sia la risposta di tipo Th1 (coinvolta nelle malattie autoimmuni) che Th2 (coinvolta nelle allergie), e questo dipende dal microambiente in cui viene stimolata la risposta immunitaria. L'idrossido di alluminio sembra stimolare l'attivazione a cascata delle caspasi, quindi dell'infiammosoma, in particolare della caspasi 1; tale proteina è capace di permettere il rilascio delle interleuchine IL1 ed IL18: IL 1 attiva i linfociti T helper, in particolar modo i linfociti Th2, aumentando la produzione di anticorpi.    
 IL 18 attiva cellule diverse in funzione del microambiente in cui si trova:
  • se c'è IL12 attiva la risposta di tipo Th1
  • se non c'é IL12 attiva la risposta Th2
 E i meccanismi alla base di questi effetti (per altro sempre in vitro) restano sconosciuti, nonostante l'infiammosoma è correlato con i danni al sistema nervoso centrale (Bhat and Steinman, 2012)

 L'unica cosa chiara (dimostrata anche per le cellule dendritiche, le principali APC dell'organismo) è che il tipo di risposta immunitaria dipende da 2 fattori in particolare:
  1.  TIPO di Patogeno che stimola la risposta immunitaria (normalmente tutti i virus, ad eccezione dell'HIV, Influenza e Morbillo, aumentano la quantità di IL12 stimolando la risposta di tipo Th1)
  2.  TIPO di Ambiente del Sistema Immunitario, cioè il microambiente del singolo individuo in cui avviene la risposta immunologica, definito dalla presenza di interleuchine proinfiammatorie (risposta Th1) ed antinfiammatorie (Th2). Un esempio del microambiente è proprio quello del lattante: per evitare l’azione di rigetto del feto, il sistema immunitario della madre è sbilanciato verso una risposta di tipo Th2, quindi il bambino nasce con un "imprinting" Th2. Dopo la nascita , il sistema immunitario dei lattanti viene stimolato dal latte materno a sviluppare anche le risposte di tipo Th1, man mano che il sistema immunitario della mamma raggiunge un equilibrio. Alla nascita il bambino è quindi quasi incapace di sviluppare risposte immunitarie di tipo Th1 ed il suo sistema immunitario raggiunge la maturazione attraverso gli stimoli del latte materno all'inizio e dall'ambiente in cui vive. Il tipo di micro-ambiente individuale dipenderà comunque dalle caratteristiche genetiche dell'individuo (geni dell'HLA, geni KIR, delle molecole coinvolte nell'infiammazione) che potrà sbilanciare la sua risposta immunitaria verso Th1, Th2 o Th17.

  • Altri studi sull’alluminio, presente come adiuvante nei vaccini, dimostrano che:
  • Il vaccino per la malattia di Lyme è in grado di innescare l'artrite nei criceti geneticamente predisposti; il 100% dei criceti ha sviluppato l'artrite (l'alluminio è un potente adiuvante e aumenta l'espressione dell'MHC )
    Si sviluppano malattie infiammatorie articolari e artrite reumatoide in risposta ai vaccini contro l'epatite A e B; è importante il sottotipo HLA dei soggetti.
  • Anche il thimerosal induce una sindrome autoimmune in topi transgenici HLA-DR4, con una predisposizione genetica per la malattia autoimmune. Sono stati osservati gravi disturbi comportamentali e neuropatologici, non riscontrati in ceppi di topi che non avevano la predisposizione autoimmune.

In modo più specifico, è stato valutato se l'esposizione all’alluminio dei vaccini potrebbe contribuire all'aumento della prevalenza ASD, infatti i risultati mostrano che:
a) bambini provenienti da paesi con la più alta prevalenza ASD sembrano avere la maggiore esposizione all’alluminio contenuto nei vaccini
b) esiste una correlazione significativa tra quantità di Alluminio somministrato ai bambini in età prescolare, in particolare a 3-4 mesi di età, e la prevalenza attuale di ASD in sette paesi occidentali.
c) l'applicazione dei criteri di Hill's indica che la correlazione tra Alluminio dei vaccini e ASD può essere causale, poiché i bambini rappresentano la popolazione più a rischio di complicanze a seguito dell’esposizione all’alluminio, è urgente una valutazione più rigorosa della sicurezza di questi adiuvanti.
 Sono state analizzate anche le manifestazioni cliniche di pazienti con diagnosi di patologia immune/autoimmune, dopo vaccinazione contro l'epatite B, cercando di trovare i denominatori comuni per tutti i pazienti, indipendentemente dalle malattie diagnosticate, e la correlazione ai criteri di sindrome autoimmune indotta da adiuvanti (ASIA). Caratteristiche cliniche comuni sono state osservate tra i 93 pazienti con diagnosi di condizione immuno-mediata dopo vaccinazione contro HBV, suggerendo un comune denominatore in queste malattie. Inoltre, i fattori di rischio rinvenibili all’anamnesi, come una storia di malattie autoimmuni e la comparsa di eventi avversi durante immunizzazione, possono servire per prevedere il rischio di malattie post-immunizzazione.

 In conclusione, è noto che gli stimoli immunitari, compresi quelli indotti dal vaccino, possono portare ad alterazioni permanenti del cervello e della funzione immunitaria in tenera età. Evidenze sperimentali mostrano che la contemporanea somministrazione di due o tre adiuvanti può superare la resistenza genetica alle malattie autoimmuni. Per quanto riguarda i vaccini bisogna aggiungere la variabile tossica legata alla presenza di alluminio (senza il quale il vaccino non scatenerebbe la risposta immunitaria). Secondo la Food and Drug Administration Americana, spesso non viene fatta una appropriata valutazione sulla sicurezza dei vaccini, perché non sono stati considerati intrinsecamente tossici.

Nel valutare la tossicità degli adiuvanti nei bambini, dovrebbero essere considerati alcuni aspetti importanti: 
a. I neonati e i bambini non dovrebbero essere considerati "piccoli adulti" per quanto riguarda il rischio tossicologico, perché la loro fisiologia li rende molto più vulnerabili agli insulti tossici. 
b. Negli adulti gli adiuvanti contenenti alluminio sono stati collegati a malattie autoimmuni ed infiammatori; nonostante ciò i bambini sono regolarmente esposti a quantità molto elevate di alluminio in un periodo in cui il loro sistema immunitario non è perfettamente competente. 
c. Si da per scontato che le risposte immunitarie periferiche non influenzano le funzioni cerebrali, è invece certo che c’è un cross-talk neuro-immune bidirezionale cruciale. Queste perturbazioni dell’asse neuro-immune sono state dimostrate in diverse malattie autoimmuni, e si ipotizza che siano causate da una abnorme risposta immunitaria 
d. si dovrebbe tener conto della variabilità genetica del bambino, utilizzando geni marcatori di predisposizione. 
e. Si dovrebbe tener conto delle condizioni ambientali del bambino, ad esempio il tipo di nascita (cesareo o naturale), l'allattamento materno, la presenza in famiglia di familiari di primo e secondo grado affetti da malattie autoimmuni, allergie e malattie neuropsichiatriche.

 La ricerca dimostra che la crescente preoccupazione riguardante le vaccinazioni, è giustificata.
 È evidente il ruolo dei metalli tossici anche in altre patologie emergenti quindi sarebbe auspicabile una maggiore attenzione nei confronti di questo problema da parte di tutti.


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