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lunedì 24 aprile 2017

CANCRO per uso eccessivo di cellulare? #BOYAGER ? Ma questo Juanne Pili per chi diavolo lavora?

Nella foto sempre il normalizzatore (geometra) pagato a cottimo (debunker) Juanne Pili in una fotina divertente creata da lui stesso, io ho solamente cambiato la scritta, questa la trovo più adatta.

L'ormai noto "normalizzatore" Juanne Pili  né combina un'altra delle sue, adesso fa un'altra normalizzazione incosciente, addirittura sui danni del cellulare.
Sotto una disamina che prenderò da fonti di controinformazione, (fonti che non si vogliono rendere pubbliche per sporchi interessi politici), mostrerò tutti i danni che un uso frequente del cellulare causa al nostro corpo, e sempre sotto questo articolo, alla fine, metterò anche il vergognoso e falso video di questo ormai noto "normalizzatore", che per tutti lavora, tranne che per la sua coscienza e la nostra salute. 


Buona informazione consapevole.

Dopo molti anni di dibattito sui rischi per la salute derivanti dai telefoni cellulari, un recente rapporto finalmente fornisce delle risposte. Il rapporto completo è stato presentato di recente al Dipartimento di Telecomunicazioni dal Prof Girish Kumar del dipartimento IIT di Bombay di ingegneria elettrica. Kumar, che ha svolto approfondite ricerche sulle radiazioni del telefono cellulare e i suoi effetti, mette in guardia contro l'uso eccessivo dei telefoni cellulari perchè espone gli utenti ad un aumento del rischio di cancro, tumore al cervello e di molti altri rischi per la salute. Per i bambini la cosa è ancor più accentuata.
I principali rischi per la salute derivanti dalle radiazioni dei telefoni cellulari e dai ripetitori sono i seguenti:
- Un aumento del 400% del rischio di cancro al cervello tra gli adolescenti che usano per i telefoni cellulari. I bambini sono più vulnerabili alle radiazioni dei cellulari. Più piccolo è il bambino, tanto più profonda è la penetrazione della radiazione elettromagnetica perché il cranio dei bambini è più sottile.

- Un eccessivo uso dei telefoni cellulari può provocare il cancro a chiunque. L'uso dei cellulari per più di 30 minuti al giorno per 10 anni aumenta il rischio di cancro al cervello e neuroma acustico.
 
- La radiazione dei cellulari provoca danni irreversibili alla fertilità maschile. Gli studi hanno scoperto un conteggio inferiore del 30% nel liquido seminale degli utenti che fanno uso intensivo di telefoni cellulari.

- Le frequenze utilizzate dai cellulari possono causare danni al DNA delle cellule del corpo. La radiazione provoca la formazione di 'formazioni di radicali liberi' all'interno delle cellule; tali radicali sono notoriamente cancerogeni.

- Le frequenze dei cellulari interferiscono con il corretto funzionamento di altri dispositivi salvavita, inclusi gli impianti di pace-maker, e possono, quindi, provocare la morte improvvisa.

- L’esposizione ai cellulari può scatenare la risposta allo stress nelle cellule umane e animali e provocare la produzione di proteine da stress. Questa è una prova sufficiente del fatto che l'organismo riconosce la radiazione dei telefoni cellulari come potenzialmente nociva.

- I campi elettromagnetici generati dai telefoni cellulari e dalle cellule dei ripetitori debilita il sistema immunitario e stimola risposte allergiche \ infiammatorie, comprese eruzioni cutanee, piaghe, sensazione di oppressione e lesioni.

- Le persone che utilizzano i telefoni cellulari per più di 30 minuti al giorno per più di quattro anni sono a rischio più elevato di perdita dell'udito. La radiazione dei telefonini può causare tinnito e danneggiare le cellule ciliate presenti nell'orecchio interno. Una volta danneggiate, queste cellule non possono più rigenerarsi.

- L’uso frequente dei telefoni cellulari può danneggiare il sistema visivo in molti modi. Le frequenze dei cellulari (900, 1800 MHz e 2450 MHz), danneggiano le cellule epiteliali e aumentano la temperatura all'interno dell'occhio.

- Le emissioni dei cellulari indeboliscono le ossa e possono causare un deficit dei livelli di melatonina, un antiossidante potenziatore del sistema immunitario.

- Un aumento del rischio di tumore delle ghiandole salivari è legato all'uso dei telefoni cellulari.

- L’esposizione ai campi elettromagnetici può causare disturbi del sonno e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il morbo di Parkinson.

- A causa del rumore elettromagnetico di fondo, le api e gli uccelli diventano disorientati e non possono tornare negli alveari e nei nidi. Ci sono effetti nocivi per animali, piante e l’ambiente.

Fonte: www.disinformazione.it/

CAMPI ELETTROMAGNETICI LETALI (Esposizione del chimico Corrado Malanga)




Il Professor Corrado Malanga, è un ricercatore nonché docente presso la cattedra di Chimica organica del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale nella Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università di Pisa.

l cellulare è pericoloso

Le microonde dei cellulari provocano danni irreparabili.


Adesso a seguire il video vergognoso del normalizzatore di regime Juanne Pili di Scienze Fanpage con il titolo:

CANCRO per uso eccessivo di cellulare? #BOYAGER 
Ovviamente il termine BOYA-GER (e qualche altro termine) lo dedico a lui, 
e con sentimento!!!

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venerdì 24 febbraio 2017

mercoledì 22 febbraio 2017

La Corte Suprema tedesca sconfessa la veridicità del virus-morbillo!

… Tutte le affermazioni nazionali ed internazionali sul presunto virus-morbillo, sulla infettività del morbillo, sull’uso e l’assenza di rischio di vaccinazioni anti morbillo, alla luce della scienza e con essa su base giuridica, sono state ritirate …
… Tale ammissione può spiegare il tasso relativo all’aumento dei danni per vaccino specificamente per quello antimorbillo, cosi come il perché e il come soprattutto questa vaccinazione scatena sempre più autismo.

Dr Stefan Lanka: Il virus del morbillo non esiste
e vince anche con la Cassazione Tedesca

Published: 22 January 2017. Written by Cristina Bassi

Il dr Lanka aveva già dichiarato che  non esisteva il retrovirus HIV.
Nel seguito una traduzione un po’ complicata perché il ramo giuridico non è la mia specifica competenza soprattutto in tedesco (quindi chiedo venia per eventuali imperfezioni), ma la notizia è cosi importante che anche se lo stile e linguaggio con cui è stata scritta, non sono propriamente quelli standard su questo sito, ho voluto renderla nota.
Sostanza: la corte suprema tedesca a livello internazionale e su base di rigorosa perizia scientifica, ha sconfessato la veridicità del virus-morbillo. Mi sembra una nuova ariosa finestra sulle disgrazie indotte dalla “ricerca farmaceutica moderna”…
Paola Botta Beltramo, attenta su questi temi (è lei infatti che mi passato la notizia) mi comunica:
«È una notizia clamorosa  perchè come è scritto nell’articolo comporta una nuova visione circa le cause delle epidemie e, conseguentemente, l’inutilità del vaccino. Il dr Lanka aveva giù subito un processo, perchè aveva pubblicamente dichiarato che  non esisteva il retrovirus HIV. Va precisato che sono pochi i virologi-genetisti  europei che hanno accesso ai laboratori di analisi.  Gli altri, e sono la maggioranza, si limitano ad applicare i risultati ottenuti da questi. Lanka per quelle affermazioni subì un processo per omicidio colposo ma fu assolto con sentenza del Tribunale di Gottigen del 1997 perchè richiese al Tribunale di far giurare chi sosteneva di aver isolato il virus e non si presentò nessuno. Ora con questa sentenza sul virus-morbillo, che confuta quella di primo grado che l’aveva visto soccombente e che la rete ha ben divulgato con lo scopo di rendere  poco credibile anche la precedente per l’HIV, si pone la parola fine a un iter che hanno fatto di tutto per contrastare date le immaginabili conseguenze. Un abbraccio, Paola».
Oltre alla corte d’Appello di Stoccarda, anche la Cassazione Federale (tedesca) ha deciso che il virologo Dr. Stefan Lankanon deve pagare 100.000 euro al medico dr. David Bardens.

Nel febbraio del 2011, il dr Stefan Lanka aveva promesso una ricompensa di 100.000 euro a coloro che fossero stati in grado di presentare una pubblicazione scientifica, in cui venisse non solo affermata ma anche dimostrata l’esistenza del virus del morbillo. Il dr Bardens ha tentato di provare l’esistenza del virus, inoltrando 6 pubblicazioni.
Nell’attuale Newsletter di WissenschafftPlus, il dr Stefan Lanka, scrive che il processo del virus-morbillo è stato definitivamente vinto:
«La Cassazione ha deciso per il processo sul virus morbillo e ha confermato la sentenza della corte di Appello di Stoccarda del 16.2.116. I 100.000 euro da me promessi nel 2011, a fronte di una evidenza scientifica sulla esistenza di questo affermato virus del morbillo, non sono stati dovuti al querelante, che anzi ha dovuto pagare tutti i costi del processo».
Nel processo sono stati interpellati 5 esperti e sono stati presentati i risultati dei test scientifici. Tutti e 5 gli esperti , tra cui il Prof. Dr. Andreas Podbielski, incaricato dalla prima corte, hanno stabilito all’unisono che nessuna delle 6 pubblicazioni presentate nel processo, contiene una prova dell’esistenza del supposto virus del morbillo.

La genetica confuta le affermazioni dell’esistenza

Nel processo, sono stati portati i risultati dei test delle cosiddette impronte digitali genetiche del supposto virus del morbillo. Due laboratori riconosciuti, tra cui l’istituto piu’ grande al mondo e leader nella genetica, sono giunti in modo indipendente agli stessi esatti risultati.
I risultati mostrano che gli autori delle 6 pubblicazioni sul virus del morbillo, si sono sbagliati e come conseguenza diretta, ad oggi tutti i virologi sul morbillo si sbagliano. Hanno erroneamente definito delle parti normali delle cellule, come parti del presunto virus del morbillo.
Sulla base di questo errore, per trovare consenso e per ideologia, in un decennio sono state inserite costantemente parti normali di cellule in un modello di un virus-morbillo.
Ma una struttura effettiva che corrisponda a questo modello, ad oggi non è stata trovata né in un essere umano, né in un animale. Con i risultati delle prove genetiche, vengono quindi respinte scientificamente tutte le affermazioni sulla esistenza di un virus-morbillo
Agli autori delle sei pubblicazioni e a tutti gli altri coinvolti, questo errore è passato inosservato, poiché hanno leso il dovere scientifico fondamentale, “lege artis”, di lavorare secondo le regole della scienza stabilite internazionalmente. Non hanno eseguito alcun esperimento di controllo.
L’esecuzione degli esperimenti di controllo, avrebbe protetto gli autori e l’umanità da questo errore ricco di conseguenze. Questo errore è diventato il fondamento del credo all’esistenza di tutti i virus patogeni.
L’esperto, interpellato ai fini di legge, il Prof. Dr. Dr. Podbielski ha affermato espressamente, a pagina 7 del protocollo succitato, secondo richiesta della corte emittente sentenza, che gli autori non avevano eseguito alcun esperimento di controllo.
La Corte d’Appello di Stoccarda, il 16.2.2016 ha abolito l’errore giudiziario della prima istanza, ha respinto la causa riferendosi, tra l’altro, alla affermazione centrale del Prof. Podbielski relativamente alle 6 pubblicazioni.
Il querelante con un ricorso alla Corte Federale di Cassazione, ha cercato di far cadere la sentenza della Corte d’Appello. A motivazione di cio’ egli ha addotto la sua percezione soggettiva, ma di fatto falsa, sullo svolgimento della procedura a Stoccarda, affermando che la nostra citazione di fatti relativamente al morbillo rappresenta una minaccia alla salute della popolazione. Le affermazioni del querelante sono state respinte dalla Corte d’Appello a chiare parole. Con questo la Corte di Appello ha confermato la sentenza della Corte Federale di cassazione del 16.2.2016 [3].
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Conclusioni

Le 6 pubblicazioni sottoposte al processo sono quelle determinanti relativamente al virus-morbillo. Dato che non ne esistono altre oltre queste 6, in cui con metodi scientifici si cerchi di confermare l’esistenza del virus-morbillo, la sentenza di massimo giudizio nel processo virus-morbillo e i risultati dei test genetici hanno delle conseguenze: tutte le affermazioni nazionali ed internazionali sul presunto virus-morbillo, sulla infettività del morbillo, sull’uso e l’assenza di rischio di vaccinazioni anti morbillo, alla luce della scienza e con essa su base giuridica, sono state ritirate.
Grazie alle interrogazioni, che hanno determinato un concorso sul virus-morbillo, il capo dell’Istituto di riferimento nazionale per il morbillo presso l’istituto Robert Koch [National Referenz-Institut für Masern am Robert Koch-Institut (RKI)], la prof.sa Annette Mankertz, ha ammesso una cosa importante.
Tale ammissione può spiegare il tasso relativo all’aumento dei danni per vaccino specificamente per quello antimorbillo, cosi come il perché e il come soprattutto questa vaccinazione scatena sempre più autismo. [4]
La Prof.sa Mankertz ha ammesso, che il virus-morbillo contiene tipicamente parti di cellule. Dato che il vaccino del morbillo consiste in “virus morbillo interi”, tale sostanza vaccinale contiene strutture cellulari. Questo spiega perché il vaccino –virus scatena sempre piu’ spesso allergie e sempre piu’ forti, cosi come reazioni autoimmuni, rispetto ad altri vaccini.
Il perito della corte, il Prof. Podbielski ha piu’ volte evidenziato che con le affermazioni dell’Istituto Koch (RKI) relativamente ai ribosomi nei virus-morbillo, si confuta l’esistenza-affermazione di un virus-morbillo.
È stato anche messo agli atti che la massima autorità scientifica tedesca nel campo della infettologia, ovvero l’istituto RKI – Koch- contro il suo mandato legale, vedasi § 4 Infektionsschutzgesetz (IfSG)- legge per la protezione dalla infezione- ha omesso di produrre e pubblicare test sulla affermazione del virus-morbillo.
L’Istituto RKI afferma di aver eseguito dei testi interni sul virus-morbillo, ma si rifiuta di consegnare o pubblicare i risultati.

Donazioni

Attraverso il processo sul virus-morbillo, attraverso la cronaca asociale dei media ufficiali, della stampa di destra e di sinistra, abbiamo avuto delle perdite economiche. Attraverso il processo abbiamo appreso molto, ne siamo usciti rafforzati e il problema grazie al processo è diventato noto a livello internazionale. Abbiamo contribuito al fatto che le assunzioni erronee della biologia, medicina, virologia moderne venissero riconosciute e dissolte globalmente. Un obbiettivo del nostro lavoro è quello di far posto alla medicina e biologia effettivamente scientifiche, che noi rappresentiamo e ulteriormente sviluppiamo. [5]
Ciò che non si è ancora pareggiato, sono le nostre perdite finanziarie. Vi chiediamo perciò di aiutarci con delle offerte. Anche scrivere e produrre il libro, come è in progetto, relativamente al processo del virus morbillo, richiede denaro, che al momento ancora non abbiamo.
WissenschafftPlus Dr. Stefan Lanka
IBAN: DE77700100800705906800
BIC: PBNKDEFF
Postbank München
Ringraziamo per la vostra fedeltà e solidarietà, con la quale avete reso possibile la vittoria del processo virus-morbillo.
Dal nostro cuore vi auguriamo il meglio
Dr. Stefan Lanka e il team WissenschafftPlus (“scienza-plus”)

N O T E

[1] Siehe Artikel „Viren entwirren“ im Zwei-Monats-Magazin WissenschafftPlus Nr. 6/2015.
[2] Das Protokoll der mündlichen Verhandlung vom 12.3.2015. Zu finden hier: http://wissenschafftplus.de/uploads/article/Protokoll_13_4_20150001.pdf
[3] Das Urteil des OLG Stuttgart vom 16.2.2016 ist auf der Internetseite des OLG Stuttgart zu finden.
[4] Siehe Artikel in WissenschafftPlus 3/2016: Was ist Autismus, wie entsteht er, warum Impfungen – in erhöhtem Maße die Masern-Impfung – Autismus auslösen und wie man den Autismus in den Griff bringen und sogar heilen kann.
[5] Siehe Artikel in WissenschafftPlus 6/2015: Die Entwicklung von Medizin und Menschheit. Wie geht es weiter? Dieser Artikel ist frei auf der Internetseite www.wissenschafftplus.de zu finden

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lunedì 2 gennaio 2017

MENINGITE E IL FUORVIANTE GIORNALETTISMO: È PSICOSI E PROCURATO ALLARME


Meningite e il fuorviante giornalettismo: è psicosi e procurato allarme
Dati falsi,notizie non veritiere, informazioni incomplete perfino dalle ANSA.
NON ESISTE ALCUNA EPIDEMIA, è bene ricordarlo.
Omissioni rilevanti al fine della comprensione. A questo punto ci chiediamo fino a quando saremo costretti a tollerare un atteggiamento simile.
PROCURATO ALLARME, e questo non è tollerabile. La maggior parte dei giornali e tv dovrebbero essere sottoposti a controlli minuziosi poichè non è accettabile leggere delle notizie contrastanti perfino tra loro. Un esempio?
“Uomo ricoverato per SOSPETTA MENINGITE“, questo per il titolone (ovvio, bisogna catturare l’attenzione dei lettori) per poi rettificare, scrivendo  di una “forma di SINUSITEsenza alcun rischio di contagio“.
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Bastano pochi minuti per seminare il panico e la paura. Centinaia di condivisioni di un articolo accattivante. Un titolo (uno dei tanti ultimamente) che contribuisce alla nascita di diatribe e guerre senza fine basate sull’ignoranza. Sui social è guerra. Una guerra basata sull’ignoranza.
I genitori nel panico, i medici presi d’assalto per le più banali domande.
Questo modus operandi non può essere tollerato . Le notizie andrebbero date con tutti gli specifici riferimenti, comprensibili a tutti e con dati alla mano. A tal proposito invitiamo i lettori a segnalare tutte le notizie non veritiere.
Questo procurato allarme, deve finire.
PSICOSI MENINGITE
All’improvviso quindi, ecco i diversi casi di meningite con esortazioni continue a vaccinarsi da parte dei media.
Peccato che ci si dimentichi altrettanto di dire che l’Italia, è “oltre 100 volte sotto i livelli di definizione di epidemia” e che ha avuto incidenze ben superiori a quelle di quest’anno (ma sempre basse, a livello statistico-epidemiologico) senza che nessuno dicesse nulla.
Però,quest’anno c’è l’epidemia di meningite. Nulla ha a ache fare con gli investimenti in Toscana da parte della nostra NOVARTIS?
Nulla ha a che fare il “nuovo fantomatico test” che test non è (lo stesso KARY MULLIS,Premio nobel nonchè inventore della PCR ha dichiarato che la medesima non può essere utilizzata come test diagnostico) ?
Ricordiamo che l’Italia si conferma quindi tra i Paesi a PIU’ BASSA INCIDENZA DI MENINGITE meningococcica in Europa. Negli altri Paesi europei, con incidenze ben maggiori delle nostre, non c’è nessuna emergenza meningite.
Nel 2008 (tabelle sottostanti) notiamo incidenze quasi identiche di meningococco in Italia; addirittura allora ci furono più casi di meningococco C tra i bambini da 0 a 4 anni (0,32 nel 2008 contro 0,26 nel 2015) e nessuno ha dato alcun allarme meningite.
Non è forse perchè quel periodo a farla da padrona doveva essere l’INFLUENZA SUINA ?*!
2005
Dal 1998 al 2005 abbiamo avuto molte più meningiti da meningococco all’anno e dal 2006 al 2009 gli stessi casi, circa, del 2015. 196 casi nel 2015 contro ben 343 nel 2004 (quasi il doppio!) e anche allora, NESSUNA PSICOSI MENINGITE.
1998
Quello a cui assistiamo è un allarme sociale, creato ad hoc da chi invece dovrebbe tutelarci e aiutarci a comprendere.
La realtà è che siamo CONSUMATORI,fine. La gente dovrà rendersi conto di tale assurda e amara realtà.

Di seguito la risposta del dr.Tancredi Ascani a cui abbiamo chiesto delucidazioni in merito a tale tematica.
“Qui si dovrebbero prendere seri provvedimenti verso un SISTEMA MEDIATICO SCRITERIATO e totalmente di parte che sta creando allarme sociale spingendo a trattamenti medico sanitari di massa senza che vi sia alcuna reale emergenza sanitaria o indicazione da parte di LINEE GUIDA INTERNAZIONALI (l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda la vaccinazione su larga scala solo nei Paesi con tassi endemici alti: >10 casi/100.000 abitanti/anno o intermedi: 2-10 casi/100.000 abitanti/anno di malattia invasiva meningococcica, NOI SIAMO a 0,3 casi\100.000 abitanti nel 2015-2016).
Invito i cittadini, prima di farsi prendere dal panico, ad informarsi in maniera SERIA e a non seguire in maniera acritica gli scoop giornalistici; informatevi sempre con i dati di sorveglianza REALI dell’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’, facilmente reperibili nel web.
Solo allora prendete pure la decisione che ritenete più opportuna, che certamente spetta solo a voi”.
Dr.Tancredi Ascani


Vacciniinforma ringrazia il dr.Tancredi Ascani per aver dato risposta ai leciti dubbi genitoriali.
Riproduzione consentita purché l'articolo non sia modificato in nessuna parte, indicando Autore e link attivo al sito.

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martedì 1 marzo 2016

Trolling & Homeopathy, la diffamazione mediatica dell'omeopatia

Fonte: lastampa.it
La medicina omeopatica è sottoposta ad una articolata campagna di diffamazione e di discredito che coinvolge pazienti e medici
CATEGORIE: Omeopatia

omeopatia
La medicina omeopatica è sottoposta ad una articolata campagna di diffamazione e di discredito che coinvolge pazienti e medici
"Calunniate, calunniate: qualcosa resterà" questo sosteneva Francis Bacon filosofo inglese del Seicento. così comincia un articolo di Federico Rampini sul tema del trolling, delle calunnie che impazzano sul web. Continua citando la famosa aria del Barbiere di Siviglia: "la calunnia è un venticello / un'auretta assai gentile / che insensibile, sottile / leggermento, dolcemente / incomincia a sussurrar. / Piano piano, terra terra / sottovoce, sibilando / va scorrendo, va ronzando;/  nelle orecchie della gente / s'introduce destramente / e le teste ed i cervelli / fa stordir e fa gonfiar".
Rampini sostiene che la diffamazione sia un meccanismo malefico che gli antici conoscevano bene. 

Leggere questo articolo mi ha ricordato, per similitudine, la situazione a cui è sottoposta laMedicina Omeopatica in questi periodi causa una grande, articolata campagna di diffamazione e di discredito che coinvolge pazienti e medici che la impiegano quotidianamente nei loro ambulatori. 

Non importa quanto diventino virali, le bugie restano bugie, sostiene Rampini. Così è per le accuse verso l'omeopatia portate da varie parti.  Si può discutere sulla sostenibilità scientifica dell'omeopatia ma senza i pregiudizi che molto attori in campo hanno su di essa. 

Noti professionisti che da più di 30 anni ripetono le stesse accuse, noti blogger che sono diventati dei maestri del trolling senza premurarsi di leggere, aggiornarsi su che cosa è successo in tutti questi ultimi anni. Sembrano ignorare i moltissimi lavori pubblicati in medicina veterinaria sulla efficacia della medicina omeopatica sugli animali che, meno dell'uomo, sono soggetti alla suggestione, all'effetto placebo. O ancora di più i lavori nel campo delle fitopatologie dove i risultati sono a dir poco entusiasmanti per i risultati a favore dell'omeopatia. Ma l'obiettivo di queste forze non è far luce sulla scienza ma è il trolling duro e puro contro l'omeopatia. 

Chiediamoci perchè quei professionisti arrivati, docenti di chiara fama o ginecologi (forse per la poca clientela) sgomitano per poter essere i più rigidi e intransigenti detrattori di una medicina che da più di 200 anni ha salvato milioni di persone dalla morte fin dai tempi in cui il colera sterminava intere collettività. 

Penso che l'origine della calunnia come del moderno trolling  abbia solo due matrici: il cinismo supportato da uno scetticismo patologico oppure l'interesse economico. 

Per la prima ipotesi poco possiamo fare: è come cercare di riempire un buco nero o come farsi ascoltare da chi non vuol sentire o è sordo. Non c'è nessuna volontà o disponibilità a raggiungere la verità.  Assistiamo soltanto ad una monotona ripetizione  delle stesse criticheormai superate. E' un problema umano. Ci sono soggetti che vedono solo la possibilità di distruggere e mai di costruire. 

L'altra origine invece è molto più socialmente preoccupante. Per denaro io sostengo o affosso una tesi di cui so poco o non mi interessa sapere molto. Qualcuno mi dirà: "sei una mammola, ma dove vivi? In una realtà parlamentare nazionale dove a decine i nostri rappresentati "saltano il fosso" e cambiano colore politico per denaro senza ormai neppure vergognarsi, come fai ancora a stupirti?" 

Io mi stupisco ancora e credo nell'onestà intellettuale, credo che una professione come quella del medico, debba avere un'etica che non si possa tradire miseramente per denaro. 

Ma tutto ciò che in questi ultimi anni ho letto sui racconti di alti dirigenti fuoriusciti dalle case farmaceutiche riporta l'esatto contrario. 

Si parla di una strategia di marketing che ha come unico obiettivo la vendita dei farmaci a tutti: malati e sani.  Davanti a tutto il prodotto e l'introito economico senza alcuna preoccupazione per l'etica. Questo lo scenario: le più famose testate scientifiche alla mercè delle case farmaceutiche, direttori scientifici fuoriusciti che confessano che l'interesse economico ha deviato la bussola morale dei medici e così via. 

Chi sostiene l'esistenza di un cosiddetto "complotto globale" viene dileggiato o trollato (si dirà così!) da più parti ma forse, dopo gli ultimi eventi del mondo bancario  e finanziario che naturalmente sono legati a filo doppio con le case farmaceutiche e con le grandi multinazionali alimentari, qualcosa di possibile potrebbe esserci. 

Persino la Monsanto ha un reparto che si occupa di screditare le ricerche e gli studi critici verso i loro prodotti. 

La Monsanto è una  tra le più potenti multinazionali al mondo, specialista in erbicidi e defolianti, quella per intenderci che nel 1960 ha prodotto il famigerato "agente arancione", uno dei più temibili defolianti usati durante la guerra in Vietnam. Da oltre 10 anni si dedica alla manipolazione genetica, brevettando, insieme all' Astra-Zeneca (casa farmaceutica) sementi che si possono usare per un solo raccolto, innestando la cosiddetta "tecnologia della morte" che priva le comunità agricole della loro secolare conoscenza di salvare i semi.  
Risultato di questa operazione è favorire un regime di monopolio sulle sementi che nutrono il mondo, e di renderne uniche beneficiarie le multinazionali del settore. 

La Monsanto ha la reputazione di screditare scienziati, esperti e anche i giornalisti che osano parlare contro di loro. 

E’ stato a lungo pensato che la peggiore corporation del mondo, avesse un intero dipartimento dedicato a far tacere i suoi critici, ma nessuno aveva alcuna prova di questo. 
Questa prova è arrivata dalle parole del dottor William Moar, un dipendente della Monsanto  che ha ammesso per la prima volta, che la società utilizza un’incredibile quantità di tempo e denaro, per screditare gli esperti che parlano male della società. (the Ecologist 1999).

L'omeopatia è seguita da milioni di persone nel mondo e ciò disturba perchè, facendo guarire molti malati cronici che sono invece una fonte continua di ricchezza per la medicina convenzionale,  insinua il dubbio che la verità della medicina ufficiale non sia l'unica e  assoluta, induce a cambiare l'igiene di vita e l'alimentazione della popolazione, si rivela una vera medicina preventiva. In altre parole sottrae in modo sempre più ampio e costante risorse economiche agli attuali attori della scena sanitaria contemporanea. 
Se fossimo davvero delle "mammole", degli sprovveduti, penseremmo che le case farmaceutiche siano diverse dalla Monsanto . 

Da un recente report dell' ECHAMP, la European Coalition on Homeopathic & Anthroposophic Medicinal Products scopriamo che il settore omeopatico nel 2015 ha continuato a crescere in Europa del 6% all'anno. Passato da un valore di 600 milioni nel 1995, al 1,24 miliardi di € nel 2013.   Eppure tutti i mass media continuano a dare l'omeopatia in sofferenza con una fuga dei pazienti verso cure più efficaci e sicure.  La verità è l'esatto opposto.  

Oltremodo, se davvero l'omeopatia stesse tramontando, perchè mai si dovrebbero investire tutte queste  risorse per pubblicare libri, fare conferenze, firmare articoli contro di essa. I costi sono molto alti. Sarebbero  tempo e risorse sprecate perchè l'omeopatia, secondo loro, sarebbe già sul viale del tramonto. Invece gli investimenti, in questo ultimo anno si sono intensificati. 

Forse qualche idea sulle motivazioni di chi utilizza la medicina omeopatica la troviamo nelle parole accorate di un articolo che ho ritrovato casualmente riordinando una cartella di files di qualche anno fa. 
Era il 2007 e  Daniela Salvucci su Natura & Benessere pubblicava un articolo dal nome "l'altra faccia della luna".  Raccontava  così le sue esperienze di paziente omeopatica: 

"Ho conosciuto la Medicina omeopatica diversi anni fa e all'inizio - forse un po' come tutti - non vi riponevo molta fiducia, tanto da credere, come avviene ancora oggi, che tale terapia potesse curare solo "piccoli mali" e che, se non faceva bene, sicuramente non danneggiava. Poi, però, ho dovuto affrontare un primo grande problema che oltretutto non mi riguardava in prima persona, ma coinvolgeva mio figlio ancora piccolo. Cosa fare? L'omeopatia, anche se non fa male... guarisce? Eccomi, quindi, davanti ad una scelta. Per se stessi si può decidere, ma per il proprio figlio? La legge parla chiaro: l'omeopatia non è riconosciuta, non è scientifica. E se non funziona? Allora ho pensato: proviamo! Semmai torniamo indietro, anche se l'altra Medicina, quella "convenzionale", l'avevamo già provata. Ed è cosi che ci si accorge che funziona.
Pur essendo a conoscenza del fatto che il meccanismo di funzionamento non è ancora stato dimostrato, come paziente che ha vissuto questa esperienza di cura sulla propria pelle e su quella dei propri figli, posso testimoniare la scientificità della medicina omeopatica basandomi sulla riproducibilità del fenomeno nel tempo. Se a mio figlio, colpito da una febbre molto alta caratterizzata da "volto rosso, pupille dilatate, pelle asciutta e calda, assenza di sete, piedi freddi, ghiacciati, labbra gonfie e rosse" (è bene ricordare che ogni malato esprime la propria malattia in maniera peculiare e personale), veniva somministrato un rimedio non appropriato, ad esempio Gelsemium sempervirens (farmaco omeopatico preparato con "Gelsomino americano", diluito e dinamizzato), la febbre non passava; se, invece, gli facevo assumere il rimedio Belladonna, "adatto in quella occasione", allora sì, la febbre scendeva immediatamente. E questa risposta si verificava ogni volta che il bimbo aveva quel tipo di febbre e quei particolari sintomi. Infatti, la pianta officinale di Belladonna (Atropa), se assunta da una persona sana, sviluppa sintomi  patologici "simili" a quelli prima descritti. Questo è il fascino dell'omeopatia: funziona "solo" se i sintomi del paziente sono  "simili" ai sintomi del "medicamento", secondo il principio hahnemanniano del "simile che viene curato dal simile". 

Se ogni rimedio fosse composto solo da glucosio o da lattosio oppure da alcool, qualsiasi medicamento potrebbe far passare la febbre e guarire il paziente, producendo il cosiddetto effetto placebo. Invece, proprio in virtù della mia esperienza personale, la medicina omeopatica funziona; e funziona davvero, soltanto se il medicamento è quello adatto a quel tipo di febbre, in quel dato momento, con quei particolari sintomi di quel determinato malato. Talvolta si poteva verificare che, facendo assumere al bambino il rimedio, cioè quel niente o quella acqua fresca, come viene definita l'omeopatia da chi non la conosce, egli avesse un miglioramento, ma non una guarigione. Se invece, sempre su consiglio dell'omeopata, gli somministravo un sorso, ogni ora, di una soluzione dello stesso rimedio (6-8 globuletti in 250 cc. di acqua), questa volta più diluito e dinamizzato, mio figlio, grazie alla maggiore diluizione, guariva. L'esperienza di mio figlio mi ha consentito, così, di capire che è fondamentale ricorrere sempre al medico in grado di distinguere la febbre di Bryonia alba da quella di Eupatorium perfoliatum, quella di Aconitum napellus da quella di Mercurius solubilis e così via: varie tipologie febbrili che solo con il tempo e con tanta passione ho anch'io iniziato a riconoscere. 

Quante volte ho dovuto "nascondere" che stavo curando patologie considerate "serie" con rimedi omeopatici; quante volte ho dovuto dire "bugie" raccontando che, ovviamente, stavo usando l'antibiotico o il cortisonico e non altro; quante volte ho temuto di essere "denunciata" per il fatto di non curare i miei figli ma di danneggiarli. Quando sta male un bambino, peraltro, non sono solo i genitori a prendersene cura, ma interviene l'intero circondario: nonni, parenti, amici, vicini tutti presi da spirito umanitario, pronti a sconsigliarti di ricorrere all'omeopatia. Se somministri ai tuoi figli un farmaco "convenzionale", l'accettazione è totale: tutti comprendono le tue paure verso le controindicazioni le quali, però, vengono soffocate con un "pazienza, fa parte della cura" (oltretutto è legale). 

Se per caso, però, i tuoi familiari vengono a sapere che fai assumere a tuo figlio dei globuletti nei quali non c'è "niente" secondo la Scienza di Stato, e magari il bambino è stato colpito da una polmonite, beh allora tutti quelli che non conoscono l'omeopatia sono pronti a criticare. Eppure ipertensione arteriosa, extrasistole, ipertiroidismo, eczema, allergie, herpes, cistiti, coliche renali, cefalee, polmoniti, congiuntiviti, otiti, ascessi tonsillari, orticaria, piorrea sono solo alcune delle patologie - e non mi sembrano piccole cose - che in questi anni i componenti della mia famiglia hanno scelto di curare con la medicina omeopatica. In tutto questo tempo ho scoperto che esiste il malato e non la malattia; ho capito che, per guarire effettivamente dalla propria patologia, va curata la causa che l'ha determinata e non solo l'effetto (cioè la malattia); va dunque curato l'individuo nella sua totalità psico-fisico-ambientale. Ho sofferto, lottato, gridato, soffocato, nascosto; in questi diciotto anni ho difeso la medicina omeopatica e, tuttora mi trovo ancora a lottare contro pregiudizi, diffamazioni e "persecuzioni".
Ma, si può credere che se la medicina omeopatica non avesse funzionato, i pazienti sarebbero rimasti ad essa fedeli per oltre duecento anni, visto che pagano di tasca propria sia in termini di salute che di spesa? Quale convenienza essi avrebbero avuto nel continuare a difenderla, se non avessero ottenuto risultati positivi? A volte, però, è più facile lasciare che "gli altri" non credano a ciò che vedono piuttosto che convincerli che ciò che stanno vedendo sia la "verità". Questa è "l'altra faccia della luna". Siamo un "popolo nascosto" che ha dovuto adattare la propria libertà di scelta terapeutica - cioè il "diritto alla salute" così tanto enfatizzato dall'articolo 32 della nostra Costituzione - alla realtà di una nostra emarginazione voluta dallo Stato. 

Siamo considerati i "diversi", non siamo visti, ma "svisti" da tutti, perché o non fanno caso alla nostra esistenza, e quindi siamo invisibili, o ci attaccano dicendo che siamo "visibilmente" incoscienti. Personalmente continuo a lottare e continuerò a farlo con tutti i mezzi a mia disposizione, al fine di giungere al riconoscimento di questa Medicina: perché questa è la Medicina o, quantomeno, la Medicina è una. Mi auguro, quindi, che lo sforzo congiunto dei pazienti soddisfatti dall'omeopatia possa, al più presto, far ottenere la pari dignità a questa medicina con un riconoscimento da parte dello Stato, con finanziamenti destinati alla ricerca scientifica e con l'apertura di aree dedicate alla didattica universitaria. L'Italia fa parte dell'Unione europea e in molti Paesi, come l'Inghilterra, la Francia, la Germania, il Belgio e l'Olanda, da tempo questa Medicina è praticata, riconosciuta ed anche rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale, lasciando libertà di scelta al cittadino: è tempo che ciò avvenga anche in Italia." 

Questa è la voce dei milioni di cittadini che sono stanchi di sentirsi derisi per le loro scelte, è la voce di una grande massa di medici che dopo anni di impiego della medicina omeopatica nella propria pratica clinica con successo e soddisfazione del paziente sono stufi di essere minacciati  di essere radiati, addirittura, dagli Ordini dei Medici come sostiene una delirante proposta del Prof Silvio Garattini che, probabilmente, prima di far dare alle stampe dai suoi collaboratori il suo ultimo libro contro l'omeopatia tanto pubblicizzato , non ha mai avuto tempo di leggere i lavori scientifici del Prof. Vittorio Elia, fisico chimico dell'Università di Napoli  o della Prof. Lucietta Betti, fitopatologa dell'Università di Bologna o del Prof. Paolo Bellavite, anatomopatologo dell'Università di Verona. Tutte le loro pubblicazioni dimostrano chel'Omeopatia NON è acqua fresca

La questione rimane ampiamente aperta. Ma un dato è certo: l'omeopatia continua a crescere in Europa. Nel 2015 il 60% dei tedeschi, il 56% dei francesi, il 50% degli austriaci o il 33% degli spagnoli,  utilizzando i rimedi omeopatici hanno fatto come consiglia Rampini al termine del suo articolo: preferiscono chi è portatore di una visione positiva, non ascoltano e non leggono chi vuole convincerli che il bene del mondo è solo una facciata. 

http://researchinhomeopathy.org/database/fundamental-research/
http://researchinhomeopathy.org/database/fundamental-research/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/clinical-research/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/drug-proving/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/drug-standardization/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/veterinary/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/agro/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/dentistry/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/literary-research/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/primary-health-care-research/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/editorials/ 
http://researchinhomeopathy.org/database/surveys/  tratto da http://www.informasalus.it/it/articoli/diffamazione-mediatica-omeopatia.php

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