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martedì 10 ottobre 2017

ACQUA OSSIGENATA: Un medicinale portentoso!

ACQUA OSSIGENATA

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Un medicinale portentoso

Eccezionale per l’igiene e per disinfettare. Utile in mille altri modi. Ma le case farmaceutiche tutto questo non ce lo fanno sapere perchè ha un grandissimo difetto: COSTA POCO !! Molti non lo sanno per ”volere” delle case farmaceutiche perchè costa poco, l’acqua ossigenata risolve molti problemi sia di salute che quotidiani. Ecco quali:

Il 90% delle persone non lo sa perché non sono notizie divulgate, forse perché si tratta di un prodotto economico e non particolarmente redditizio. La giusta diluizione l’acqua ossigenata che deve essere usata e’ quella con la percentuale del 3% di perossido d’idrogeno (a 10 volumi – NON utilizzate un altro tipo di volume dell’acqua ossigenata). Nel 1938 dei ricercatori tedeschi ottennero dei risultati eclatanti contro raffreddori con l’acqua ossigenata e’ importante iniziare il trattamento appena compaiono i sintomi. Sono arrivati a risultati eclatanti contro raffreddori, influenze, otiti anche dopo sole 12-14 ore dalla somministrazione di 3 gocce n ciascun orecchio, prese con il corpo nella posizione sdraiata. L’acqua ossigenata inizia ad agire entro 2 o 3 minuti. La sensazione comune e’ quella d’aver messo nell’orecchio dell’acqua fredda, con un leggero solletico causato dalla formazione delle bollicine d’ossigeno. Dopo circa 10 minuti ci si può alzare, rimuovere l’acqua dal padiglione e ripetere con l’altro orecchio. Il metodo e’ perfettamente sicuro anche per bimbi piccoli, benché la formazione delle bollicinenell’orecchio possa spaventarli. Tenere la soluzione lontana dagli occhi, se c’e’ contatto con l’organo, sciacquare abbondantemente.
Allevia il raffreddore, influenza o sinusite (mescolare metà e metà con acqua pura, introdurre con un contagocce nelle narici alcune gocce e poi soffiarsi il naso).
Uccide i germi del cavo orale.Versato un cucchiaio in un bicchiere d’acqua è ottimo per i gargarismi e anche come dentifricio, mettendone qualche goccia sullo spazzolino da denti.(ATTENZIONE A NON INGERIRLA)
Rimuove sensibilmente la placca dai denti e rimuove gradualmente il tartaro dai denti (inumidire lo spazzolino con alcune gocce d’acqua ossigenata ed usarlo normalmente, risciacquando la bocca alla fine).(ATTENZIONE A NON INGERIRLA)
Diminusce il sanguinamento delle gengive, io mi lavo i denti e poi faccio gli schiacqui con l’acqua ossigenata.(ATTENZIONE A NON INGERIRLA)
Schiarisce denti (usare un cucchiaino di acqua ossigenata diluita al 10% come un normale collutorio).(ATTENZIONE A NON INGERIRLA)
Disinfetta lo spazzolino da denti evitando contaminazioni ad esempio di gengivite alle altre persone che vivono in casa e condividono lo stesso bagno dove, in genere, tutti gli spazzolini stanno “vicini vicini” (basta immergere lo spazzolino in un bicchiere contenete sufficiente acqua ossigenata).
Elimina i funghi che causano il cattivo odore dei piedi (usarla la sera, prima di andare a letto, impedisce lo sviluppo della tigna e d’altri funghi).
Evita infezioni, disinfetta e uccide germi ed altri microrganismi nocivi.
Aiuta nella guarigione (usata più volte al giorno, in alcuni casi può coadiuvare nella regressione di una cancrena della pelle).
Aiuta a mantenere la salute della pelle (può essere utilizzato in caso di micosi).
Disinfetta i vestiti macchiati di sangue o altre secrezioni corporee (mettere i capi in ammollo in una soluzione d’acqua ossigenata al 10% prima del lavaggio normale).
Elimina le macchie di vino dai tessuti bianchi (versare un pochino d’acqua ossigenata direttamente sulla macchia e poi lavare normalmente, preferibilmente con acqua fredda).
Ridona candore alla seta, sciacquando il tessuto in acqua e acqua ossigenata (1 cucchiaio ogni 3 litri) e stenderlo poi all’ombra.
Disinfetta le superfici meglio di qualsiasi altro prodotto (ottima per bagni e cucine).
Uccide i batteri in cucina, inclusa la salmonella In combinazione con l’aceto bianco, dei test condotti, hanno dimostrato l’eliminazione totale della Salmonella e di E. coli da cucine contaminate con questi batteri. Un risultato del genere è superiore a qualsiasi liquido da cucina o candeggina in commercio.
Schiarisce le macchie sul viso (bagnare la parte che si desidera schiarire usando un cotton-fioc prima di andare a dormire, ripetendo l’operazione fino al conseguimento del risultato desiderato).
Sbianca le unghie (mettere in un pentolino d’acqua calda un cucchiaio di acqua ossigenata, lasciare le unghie immersi in questa soluzione per 10 minuti poi lavarsi le mani. Ovviamente le unghiedevono essere pulite e senza smalto).
Toglie l’acqua dal canale auditivo dell’orecchio (basta una goccia di acqua ossigenata per eliminare il fastidioso effetto che spesso capita quando si nuota in piscina o al mare).
Disinfetta anche frutta e verdura, spruzzandola con uno spruzzino, poi sempre risciaccquando sotto l’acqua corrente prima di mangiarli
L’acqua ossigenata a 24 volumi è perfetta per decolorare, potete usarla per schiarire leggermente i capelli, donando un leggero riflesso dorato.
PRECISAZIONE IMPORTANTE: Fermo restando quanto già scritto, bisogna tener conto che l’Acqua ossigenata uccide (fondamentalmente per “iperossigenazione”) i batteri Gram Negativi che sono anaerobi, ovvero tutti quei batteri come il tetano, per esempio, che vivono e prolificano in un ambiente privo di ossigeno. Per tutti quelli invece che vivono senza problemi in presenza di ossigeno l’acqua ossigenata fa poco o niente quindi va utilizzato un disinfettante diverso se si vuole ottenere un risultato.

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lunedì 13 marzo 2017

Un derivato dell'omega 3 è efficace nei problemi di memoria e di alzheimer


La membrana che ricopre le cellule è vitale nella regolazione delle sue funzioni, è costituita da una sottile cappa di distinti lipidi,per le sue caratteristiche attrae alcune proteine o altre che sono quelle che le dettano quello che deve fare. Può bene l'alterazione di quella cappa lipidica, essere implicata nella maggioranza delle malattie non infettive, dall'alzheimer al cancro passando per le patologie cardiovascolari, il diabete ed altre. Almeno così lo postula il prestigioso professore universitario di Biologia Cellulare Pablo Escribá
Nella foto il biologo e ricercatore Pablo Vicente Escribà Ruiz
 che dopo tre decadi di ricerche sul tema ha coniato il termine di "Terapia Lipidica di Membrana" per definire un metodo che permetterebbe di ritornare ai tanto distinti processi patologici essendo specialmente efficace nel problema della memoria e nei problemi di alzheimer. Terapia nella quale svolge un ruolo fondamentale un derivato dell'omega-3 DHA: l'Acido 2-Hidroxi Docosahexaenoic o .  


Riproduzione consentita purché l'articolo non sia modificato in nessuna parte, indicando Autore e link attivo al sito.


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mercoledì 8 marzo 2017

L'olio di ricino e bicarbonato di sodio può trattare più di 24 problemi di salute


Le proprietà dell' olio di ricino sono note da tempo immemorabile. Nel corso degli anni è stato utilizzato per combattere, curare e trattare condizioni di salute senza fine. Oggi, la scienza è stata in grado di controllare molti dei suoi benefici eccellenti. Qui vi diciamo come usarlo per migliorare più di 24 condizioni di salute comuni.

Proprietà dell'olio di ricino.
L'olio di ricino è ottenuto dalla pianta chiamata Ricinus communis, che contiene il 50% dell'olio.Le proprietà dell'olio di ricino sono dovute al loro contenuto di acido ricinoleico. I semi di questa pianta hanno un alto livello di tossicità, ma l'olio no.
Gli antichi Egizi furono i pionieri nell'utilizzo di questo olio per migliorare determinate condizioni di salute. Le applicazioni più comuni sono come spurgo e come acceleratore di consegna. E 'ottimo anche per migliorare la circolazione del sangue per cui è generalmente utilizzato in vari trattamenti di bellezza.
Come migliorare l'aspetto della pelle con l'olio di ricino?
Per favorire la circolazione sanguigna e migliorare i dolori articolari, l'olio di ricino viene applicato attraverso impacchi. Fondamentalmente, le compresse imbevute consentono il corretto assorbimento dell'olio e sfruttare le sue proprietà. La sua elaborazione è semplice, ma molto efficace.

Per realizzare questi impacchi avrete bisogno:

Panni per pulire o garza 
-Carta film di cucina (pellicola trasparente da cucina) 
asciugamano 
borsa d'acqua calda (borsa di acqua calda per l'impacco)

Processo:

1. Pulire la zona con un po 'd'acqua con bicarbonato di sodio per disinfettare correttamente. 
2.Bagnare il panno con olio di ricino e porlo sopra la zona da trattare. 
3.Coprire con pellicola trasparente. 
4.Applicare la borsa di acqua calda per l'impacco. 
5.Infine, avvolgere l'asciugamano sopra la zona. Questo permetterà all'area di stare al caldo più a lungo. 
6.Lasciare per 1 ora. 
7.Rimuovere tutto e risciacquare abbondantemente con acqua. 
8.Ripetere la procedura quotidianamente. Non superare il trattamento per più di 40 giorni,
Questi impacchi aiutano anche a lavorare per migliorare il disagio causato da vene varicose, migliorare la funzione del fegato, alleviare il dolore e l'infiammazione, migliorare la digestione e alleviare il dolore premestruale.

24 Condizioni di salute che si possono trattare con olio di ricino

 1.Miscela dell'olio di ricino con poco bicarbonato funziona, per schiarire macchie scure sulla pelle.
2.Una delle proprietà del'olio di ricino è quella di migliorare la condizione della pelle, può essere applicato attraverso il massaggio delicato, per migliorare le smagliature.
3.Aiuta per guarire le ustioni, tagli e piccoli lividi.
4.Massaggi sul cuoio capelluto stimolano la crescita dei capelli e la rafforzano.
5. Aiuta a eliminare efficacemente la cisti pilonidale.
6.Massaggi di olio di ricino sulla caviglia aiutano per curare le distorsioni e lesioni.
7.Bevi 6 gocce di olio di ricino, insieme con un bicchiere d'acqua, per 4 mesi, per curare l'acufene.
8.Una goccia di olio di ricino negli occhi, quotidianamente, aiuta a fermare la cataratta.
9.Bere 5 gocce al giorno di olio di ricino per combattere delle gravi condizioni allergiche.
10.Sfregare olio sul collo aiuta a trattare noduli alla gola. Le proprietà dell'olio di ricino lavorano anche per il trattamento di ispessimento delle corde vocali.
11.In caso di allergie o congiuntivite, strofinare l'olio di ricino sulle palpebre prima di dormire.
12.Un goccia di olio di ricino in ciascun orecchio aiuta a rimuovere i tappi di cerume.
13.Bere 2 gocce di olio di ricino al giorno aiuta a rimuovere la nicotina dal corpo in ex-fumatori. E 'anche un trattamento efficace per combattere l'alcolismo.
14.Massaggia le piante dei piedi per rimuovere i depositi di calcio e duroni plantari.
15.Una delle proprietà dell'olio di ricino è quella di migliorare la digestione, se applicato sullo stomaco aiuta a migliorare la diarrea o la costipazione. 17.Rilassante, con un po' di olio di ricino mescolato con lavanda,si ottiene un trattamento per l'iperattività.
18.Applicato sulla schiena curare dolori cervicali o lombari.
19.Rimuove i funghi della pelle, come il piede d'atleta.
20.Strofinare olio di ricino sulle verruche, tutti i giorni, per rimuoverli in un mese.
21.E possibile anche trattare le talpe rosse. (Macchie della pelle)
22.Strofinalo l'olio sul petto, ogni giorno, per smettere di russare.
23.Olio di ricino con bicarbonato di sodio aiuta ad alcalinizzare il corpo e combattere le malattie croniche.
24.Una goccia sulle punture di insetto aiuta a togliere l'infiammazione e il prurito.Tratto da newworldwow.com traduzione a cura di Medic Bunker la verità

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giovedì 29 dicembre 2016

Come curare la cervicale



Il dolore cervicale (o cervicalgia) si configura come un dolore localizzato in corrispondenza del collo, che spesso si irradia verso braccia e spalle.
 Può dipendere da colpi di freddo o posture sbagliate, ma anche da stress eccessivo. Scopriamo meglio come curare naturalmente i disturbi della cervicale.
>  Sintomi del dolore cervicale
>  Cause
>  Diagnosi
>  Cure per il dolore cervicale

Nervi e muscolatura del collo


Sintomi del dolore cervicale

Il dolore cervicale causa problemi alla vista, formicolii e intorpidimento, rigidità del collo, tachicardia, vertigini, rigidità, specie al mattino. I sintomi possono avere variabile entità: si va dal semplice torcicollo ad un dolore che si può estendere fino alle braccia rendendo difficoltosi i movimenti, dal senso di nausea, di vertigine ai giramenti di testa, alla perdita di equilibrio o ronzii alle orecchie, ai problemi all’udito (nella zona cervicale passano le radici nervose).

Cause

Le cause della cervicalgia possono essere di diversa natura. Le più comuni sono;
  • Cattiva postura
  • Poca attività fisica e vita sedentaria
  • Colpi di freddo
  • Posizioni errate durante il sonno (cuscino non idonei)
  • Stress e tensioni emotive
  • Difetti occlusali delle arcate dentali
In molti casi però, il dolore della cervicale può dipendere da lesioni ai muscoli e alle articolazioni del collo, dovuti ad esempio a fattori traumatici o sforzi eccessivi.

Quando i dolori cervicali hanno origini psicosomatiche

Cause psicosomatiche della cervicale

Diagnosi 

La diagnosi rivela un alterato assetto meccanico della regione cervicale, spesso dovuto a colpi di freddo, movimenti bruschi, postura inadeguata, stress esagerato e prolungato. Rispetto agli eventi traumatici, sono più diffusi i casi di cervicalgia causata da tensioni muscolari che si apprezzano alla palpazione sotto forma di “noduli” o “corde”. Altre valutazioni diagnostiche possono avere come esito: la degenerazione dei dischi intervertebrali, l'alterazione dei corpi vertebrali adiacenti, la stenosi del canale vertebrale. La compressione nervosa può essere confermata da esarni di imaging mediante risonanza magnetica, o da una mielografia con tomografia computerizzata.

CURE PER IL DOLORE CERVICALE


Alimentazione in caso di dolore cervicale 

Il dolore cervicale è correlato spesso agli organi fegato e cistifellea. E’ necessario quindi un sostegno ad entrambi con verdure dal gusto amaro (cicoria, cime di rapa, radicchio, indivia belga) ripassate in padella con aglio e olio extravergine di oliva.
Andrebbero consumati più di frequente alimenti quali carciofi e ortica. Utile anche una tisana di cardo o di carciofo, ottenuta mettendo a bollire una foglia della pianta per 15/20 minuti, da prendere prima di colazione e cena.
A volte il dolore cervicale può essere conseguente a una stasi del sistema linfatico, soprattutto nelle persone predisposte a mal di gola e sinusiti. Per evitare la stasi del sistema linfatico, ma anche per supportare fegato e cistifellea, è necessario ridurre latte e derivati, grassi di origine animale contenuti in carne e insaccati, farine raffinate e cibi industrializzati.

Rimedi fitoterapici per il dolore cervicale

Le piante che agiscono come antinfiammatori del sistema osteoarticolari inibiscono la sintesi delle prostaglandine (PGE2), responsabili del dolore e del processo infiammatorio dei tessuti, senza danneggiare lo strato protettivo dell’apparato gastrointestinale.
Questi rimedi possono essere assunti in forma di tinture madri o estratti secchi; oppure, come ingredienti di pomate e unguenti da spalmare sulle articolazioni doloranti.
  • Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens): la radice si è dimostrata particolarmente attiva, soprattutto, nelle situazioni che causano dolore e infiammazione come tendiniti, osteoatrite, artrite reumatoide, mal di schiena, mal di testa, cervicale, contusioni, sciatica, artrite, artrosi;
  • Boswellia: (Boswellia serrata) dal tronco e dai rametti si estrae una gommoresina, in grado di svolgere una potente azione antinfiammatoria e analgesica su diverse patologie del sistema osteo- articolare. Il suo utilizzo è consigliato nel trattamento di infiammazioni locali, disturbi degenerativi delle articolazioni, ridotte capacità motorie mattutine, dolori muscolari, reumatismi, artrosi, infiammazione dei tessuti molli come tendiniti, miositi e fibromialgia;
  • Spirea(Spirea ulmaria) i fiori e le sommità fiorite sono considerate, insieme alla corteccia del Salice (Salix alba), i “salicilati vege- tali”, e per questa ragione, sono impiegati per alleviare gli stati dolorosi causati da reumatismi articolari acuti e affezioni reumatiche in genere, artrosi, artrite reumatoide, mal di denti, mal di schiena e dolore cervicale;
  • Curcuma (Curcuma longa) la radice è tradizionalmente impiegata sia nella medicina ayurvedica, che nella medicina tradizionale cinese, per la capacità di contrastare i processi infiammatori all’inter- no dell’organismo, per questo motivo è consigliata nel trattamento di infiammazioni, dolori articolari, artrite e artrosi, cervicale.

Fiori di Bach

La zona cervicale della nostra colonna non si infiamma solo per fattori fisici che intervengono sul sistema osteoarticolare, ma anche per squilibri emotivi e atteggiamenti caratteriali che portano a eccessiva rigidità. 
A volte, tale disturbo si verifica in un periodo caratterizzato da troppi impegni da gestire, così lo stress che si accumula, si scarica completamente sulla zona cervicale, portando a dolori lancinanti e contratture. 
Per questi motivi, nella cura delle cervicalgia, i fiori di Bach possono rivelarsi un ottimo rimedio naturale. I più utili sono:


  • Rock Water: aiuta chi soffre di dolori articolari, contratture e rigidità fisica agli arti e al collo, per una concezione troppo controllata della vita, privata del lato giocoso. Indicato per chi s'impone (e impone ad altri) alti ideali di perfezione, regole fisse e inattaccabili. Chiuso in sé, è un pessimo interlocutore, non si mette in discussione; evita il confronto, pensando di avere sempre ragione, negandosi così la possibilità di crescere. Questo fiore dona flessibilità mentale, apertura, ed elasticità caratteriale. Aiuta ad aprirsi ai piaceri della vita, a sciogliere la rigidità morale, e, di conseguenza, anche quella fisica. 
  • Oak: è il rimedio per chi soffre di dolori cervicali, contratture di spalle e collo a causa di un eccessivo senso del dovere che non permette riposo. L'individuo non si sottrae mai agli impegni e lotta ogni giorno con tutta l’energia possibile, senza concedersi un attimo di tregua. Ha un senso del dovere talmente sviluppato, eccessivo, da non permettersi mai un cedimento, una malattia. Inflessibile con se stesso, auto-esigente, è un lavoratore accanito. Il rimedio aiuta a capire l’importanza di rilassarsi, di riposare; permette di prendersi le meritate pause, addolcendo il senso del dovere.

Medicina tradizionale cinese

Per sciogliere la contrazione dei muscoli in Medicina tradizionale cinese (MTC) si vanno a curare Vento freddo e stasi di Xue, in modo da disperdere Freddo e Umidità.
Punti importanti sono:
  • HOU XI (a livello dell’articolazione del mignolo), elimina le sindromi da Vento-Calore, rilassa muscoli e tendini;
  • JI QUAN (al centro della fossa ascellare), elimina il Calore nel Fegato;
  • JIAN LIAO (nella fossetta posteriore della spalla), espelle il Vento; 
  • NAO SHU (sotto il bordo inferiore della spina scapolare), elimina le sindromi da Vento e dissolve l’Umidità.

Aromaterapia per il dolore cervicale

Gli oli essenziali impiegati contro il dolore dovuto ad artrosi cervicale, sono quelli con una spiccata attività rubefacente, cioè determinano il richiamo di sangue negli strati più superficiali della pelle, scaldando la zona e alleggerendo l'infiammazione agli strati sottostanti, proprio grazie alla sottrazione ematica. Queste essenze vanno utilizzate in uso esterno diluendole 3 gocce in un cucchiaio di olio di arnica o aggiunte a una crema neutra per massaggi. 
  • Olio essenziale di abete biancoanalgesico e antinfiammatorio, svolge un'azione antinfiammatoria, aumenta la vasodilatazione e la circolazione sanguigna locale, alleviando i dolori dell’artrosi, dell'artrite, sciatalgia, dolore cervicale e dei reumatismi.
  •  Olio essenziale gineproviene usato con beneficio contro artrosi, artrite, gotta, dolori reumatici e altre infiammazioni del sistema osteoarticolare. Se massaggiato sulla parte dolorante, stimola la produzione corporea di cortisone, con uno spiccato effetto analgesico.
  • Olio essenziale di zenzero: ha effetto antidolorifico contro rigidità muscolari e stati dolorosi dovuti a traumi, strappi, stiramenti, mal di schiena, mal di testa e dolore cervicale.

Omeopatia 

Aceta racemosa e Ferrum phosphoricum 5 CH (5 granuli ogni 4 ore, alternando i due preparati), trattamento utile in caso di rigidità e dolore, da diradare in base al miglioramento; Dulcamara 9 CH (5 granuli ogni 2 ore), indicato in caso di cervicalgia da esposizione al freddo o permanenza in ambienti umidi; Bryonia 7 CH (5 granuli ogni 2 ore), specie se il dolore peggiora ad ogni movimento; Calcarea fluorica 9 CH (5 granuli, 1 volta al giorno), rimedio indicato per il trattamento dell’artrosi sintomatica.

Esercizi

Il collo è una vera opera d'arte della natura. In esso si concentrano vertebre, legamenti, muscoli, nervi e ghiandole (la tiroide) con funzioni e interattività sbalorditive. L’origine del dolore cervicale (o cervicalgia) può derivare dal semplice spasmo muscolare dopo raffreddamento, all’artrosi (calcificazioni intorno alle articolazioni- e corpi vertebrali ), all’anchilosi spondilartritica ( perdita dell’articolarità), dove i legamenti calcificano e rendono la colonna rigida. La cervicalgia semplice è una disfunzione che risponde pefettamente alle cure manipolative (cercate sempre professionisti seri, diffidate dei terapisti della riabilitazione improvvisati).  
Per prevenire la cervicalgia evitate di tenere posture sbagliate per un tempo prolungato; ad esempio, la posizione del mento appoggiata a una mano quando si sta davanti allo schermo). Ricordate sempre che i muscoli si adattano alla posizione assunta, per cui, se la postura è sbagliata, il muscolo si accorcia e, contraendosi, si ritrova alle prese con un ridotto apporto di sangue e di ossigeno.
Da ciò derivano dolore, sensazione di bruciore e rigidità, che possono sfociare in nausea, capogiri, formicolii alla mano (specie se si usa molto il mouse; in quel caso si parla di mouse arm syndrome, ovvero “cervico-brachialgia da uso del puntatore”). È utile sciogliere le tensioni profonde attraverso massaggi o leggere trazioni. Ovviamente, se la postura errata è un'abitudine, poco potranno le tecniche di palpazione. 
Vi proponiamo un piccolo esercizio per sciogliere le tensioni a livello cervicale: in piedi, inclinate il capo a destra e poi a sinistra, molto lentamente. Sentite i muscoli allungarsi a ogni espirazione, mentre raccogliete l'energia quando inspirate. Poi alzate un braccio, e abbassate l'altro; spingete entrambi indietro e invertite.
Imparare a rilassarsi è un lavoro indispensabile per chi soffre di questo disturbo; un imperativo che sul lungo periodo porta innumerevoli benefici. Per questo può essere utile seguire lezioni di Chi kung (Qi gong) tenute da maestri esperti che sappiano guidare l’immaginazione volta a veicolare il respiro e l’attenzione tra le diverse parti del corpo. 
Ecco intanto semplici esercizi di ginnastica isometrica che potete svolgere ovunque:

  1. Con le mani dietro la nuca forzare in avanti ed in basso la testa, focalizzando l’attenzione sulla sensazione di tensione a livello dei muscoli posteriori del collo.
  2. Con una mano sulla testa esercitare una trazione laterale verso destra e ripetere poi a sinistra, sempre mantenendo ben ferme le spalle.
  3. Volgere molto lentamente il viso verso l'alto fino da avere la testa rovesciata all'indietro. Scritto da Elisa Cappelli,  fonte dell'articolo http://www.cure-naturali.it/

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domenica 4 settembre 2016

Le cose che non vi vogliono far sapere: il “Metodo Di Bella” è la seconda cura antitumorale in Italia. E sapete come mai, visto il silenzio più assoluto che la circonda? Perché funziona !



Era condannata da un tumore al seno, grazie alla cura Di Bella è tornata a casa sana, contro ogni prognosi infausta della scienza ufficiale.
A quindici anni, quasi, dalla fine della sperimentazione, il «Metodo Di Bella» è diventato – così spiega l’avvocato Gianluca Ottaviano che oggi segue alcuni pazienti Stamina – la seconda cura antitumorale del Paese».
La prima è quella erogata dal servizio sanitario nazionale.
L’altra quella che Giuseppe Di Bella, figlio di quel medico che, alla fine degli Anni 90, riuscì ad ottenere la sperimentazione della sua terapia anticancro – somministrata da anni nel suo studio di via Marconi, centro di Bologna.
Sono circa tremila le persone curate in questi anni, diverse le patologie, diversi gli esiti.
«Gente ormai al quarto stadio, quelli che già respirano il fiato della morte» dicono a Bologna e Giuseppe di Bella li riceve e con tutti inizia il protocollo con i famaci di sempre, quelli che usava suo padre: somatostotina, vitamine, melatonina e molto altro.
L’unico problema sono i soldi, i pazienti devono pagare tutto dio tasca propria e alcuni non possono permetterselo.
Eppure ci sono sentenze che impongono le Asl di farsi carico delle cure.
I giudici si basano sugli esiti delle perizie dei Ctu (i consulenti) che se notano una regressione della malattia, o una stabilizzazione dicono: «L’Asl deve pagare le cure già fatte e quelle che verranno».
E le cure costano parecchio, circa duemila euro al mese di farmaci, mentre i consulti non si pagano.
«Paghi la prima visita e poi basta, anche se lui ti vede e ti rivede decine di volte» dicono i pazienti di Giuseppe Di Bella.

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L’impossibile esiste: scoperto un fondamentale collegamento tra cervello e sistema immunitario

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Uno studio condotto da ricercatori della University of Virginia School of Medicine, negli USA, ha determinato, dopo meticolose ricerche durate anni, che il cervello è direttamente collegato al sistema immunitario tramite vasi linfatici che si pensava non esistessero. Si tratta di una scoperta sensazionale che ribalta decenni di insegnamenti e di teorie apprese da ogni libro di medicina.

È sorprendente che proprio tali vasi linfatici siano sfuggiti ad occhi attenti e brillanti di migliaia di ricercatori e medici dato che il sistema linfatico è stato mappato in tutto il corpo in ogni singolo dettaglio, ma il vero significato della scoperta risiede negli effetti che questa potrebbe avere sullo studio e sul trattamento delle malattie neurologiche, spaziando dall’autismo al morbo di Alzheimer fino alla sclerosi multipla.


Una scoperta sensazionale

Anziché porsi interrogativi quali: ‘Come si studia la risposta immunitaria del cervello?‘, ‘Perché pazienti con sclerosi multipla presentano diversi attacchi al sistema immunitario?‘, ora possiamo avvicinarci meccanicamente e realmente al problema perché il cervello è, come ogni altro tessuto, collegato al sistema immunitario periferico attraverso i vasi linfatici meningei – ha affermato Jonathan Kipnis, professore del Dipartimento UVA di Neuroscienze e direttore presso ilCenter for Brain Immunology and Glia (BIG) dell’Università della Virginia.


Jonathan Kipnis, Ph.D. – Professor of Neuroscience Director, Center for Brain Immunology and Glia

Cambia completamente il modo in cui percepiamo l’interazione neuro-immunitaria. Abbiamo sempre percepito questo collegamento tra sistema nervoso e sistema immunitario come qualcosa di esoterico, che non potesse essere studiato. Ma ora siamo in grado di porre domande più meccanicistiche.

Noi crediamo che questi vasi linfatici possano svolgere un ruolo importante per ogni malattia neurologica con una componente immune; sarebbe difficile immaginare che questi vasi linfatici non abbiano connessioni con malattie neurologiche di natura immunologica!




Il risultato e le nuove prospettive ‘molto ben nascoste’

Kevin Lee, presidente del Dipartimento di Neuroscienze UVA, ha descritto la sua reazione alla scoperta del team di Kipnis:


Kevin Lee

La prima volta che questi ragazzi mi hanno mostrato il risultato di base, ho subito detto una frase: Dovranno cambiare i libri di testo. Non è mai esistito un sistema linfatico per il sistema nervoso centrale. È risultato molto chiaro fin dalla prima particolare osservazione – e a partire da quella, i ricercatori hanno svolto molti studi per sostenere i risultati – che cambierà radicalmente il modo di guardare il rapporto tra sistema nervoso centrale con il sistema immunitario.

La scoperta è stata resa possibile grazie al lavoro svolto da Antoine Louveau, un borsista post-dottorato nel laboratorio di Kipnis. I vasi linfatici sono stati rilevati dopo che Louveau ha sviluppato un metodo per ricostruire le meningi di un topo in un singolo vetrino in modo da poter essere esaminato globalmente.




Antoine Louveau

E’ stato abbastanza facile, in realtà. C’è un trucco: abbiamo fissato le meningi nella calotta cranica, in modo che il tessuto rimanesse nella sua condizione fisiologica, e quindi abbiamo sezionato l’area che ci interessava. Se avessimo fatto il contrario, non avrebbe funzionato.



Dopo aver notato che i modelli dei vasi linfatici sul suo vetrino avevano la stessa distribuzione di cellule come nel sistema immunitario, li ha confrontati e avvisato Kipnis. L’impossibile esisteva. Louveau ricorda il momento dicendo:


Ho chiamato Jony (Kipnis) invitandolo a guardare al microscopio e ho detto: “Penso che abbiamo qualcosa”

Kipnis ha descritto questi vasi linfatici come “molto ben nascosti” in quanto sono riusciti a non essere notati per così tanto tempo. Ha inoltre osservato che questi vasi, dopo essere stati “fotografati” tramite tecniche di imaging, seguono un importante vaso sanguigno verso le cavità sinusali, un’area molto difficile da visualizzare in quanto si trova nelle ossa del viso ed è connessa con le cavità nasali.


Quest’area è così vicina ai vasi sanguigni che si perde facilmente di vista. – ha aggiunto l’esperto – Se non sai cosa stai cercando, la perdi.

Il lavoro di imaging, molto importante per l’intero studio, è stato reso possibile grazie alla collaborazione con Tajie Harris, ricercatore, assistente del professore di neuroscienze e membro attivo del centro di BIG. Kipnis ha anche elogiato le “fenomenali” capacità chirurgiche di Igor Smirnov, un socio di ricerca nel laboratorio Kipnis il cui lavoro è stato fondamentale per il successo di imaging dello studio.




Alzheimer, autismo, sclerosi multipla e oltre

Ed ora l’ inaspettata identificazione dei vasi linfatici solleva un enorme numero di domande sia sul funzionamento del cervello che alle malattie ad esso collegato che lo affliggono, come ad esempio il morbo di Alzheimer.


Nell’Alzheimer, si verificano accumuli di grandi blocchi di proteine – ha detto Kipnis. Riteniamo che tali blocchi si accumulino nel cervello a causa del fatto che non vengono rimossi in maniera efficace da questi vasi sanguigni.

Egli ha osservato, inoltre, che questi vasi cambiano aspetto all’aumentare dell’età dell’individuo, dunque il ruolo che essi giocano nella fase dell’invecchiamento rappresenta un’altra strada da esplorare.

Altre malattie verso le quali bisogna rivolgere l’attenzione, in luce dei risultati ottenuti, sono l’autismo e la sclerosi multipla. I risultati sono stati pubblicati on line dalla prestigiosa rivista Nature e appariranno in una prossima edizione di stampa.


Approfondimenti:

University of Virginia, Health System

Kipnis J et al. Structural and functional features of central nervous system lymphatic vessels. Nature, Published Online June 1 2015. doi: 10.1038/nature14432
Fonte: neuroscientistnews.com tratto da ingegneriabiomedica.org

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martedì 5 aprile 2016

Magnesio per trattare un disturbo genetico della coagulazione

magnesio,trombocitopenia
Un team internazionale di scienziati è stato in grado di dimostrare in studi sui topi e pazienti che il magnesio influenza la produzione di piastrine del sangue e che la funzione del canale TRPM7 gioca un ruolo chiave in questo processo.  TRPM7 è una proteina insolita in quanto consiste di un canale ionico fuso ad una chinasi proteica, un tipo di enzima che chimicamente modifica altre proteine. Essa ha un ruolo chiave nel mantenimento dell’ omeostasi del magnesio (bilanciamento all’interno dell’organismo) ed è essenziale per proliferazione delle cellule staminali embrionali
Gli scienziati del Rudolf Virchow Center e dell’ Hospital of the University of Würzburg Centro Rudolf Virchow sono gli autori di questa ricerca.
I loro risultati sono stati pubblicati dalla rivista Nature Communications .
Per piastrinopenia (o trombocitopenia o ipopiastrinemia) si intende una quantità di piastrine (o trombociti) circolanti inferiore a 150.000/mm3 (valori di riferimento 150.000 – 400.000/mm3). 
Le cause della piastrinopenia sono numerose e possono essere classificate in base alla fase della vita piastrinica in cui interviene l’alterazione (“classificazione cinetica”). 
Le piastrine sono i più piccoli elementi del sangue. Contribuiscono alla coagulazione e aggregandosi in particolari situazioni come traumi, ferite, emorragie, bloccano le emorragie. La diminuzione delle piastrine causa alterazioni dell’emostasi con allungamento del tempo di emorragia. Sono prodotte a livello del midollo osseo e si originano dalla frammentazione di precursori midollari chiamati megacariociti . 
La regolazione biologica molecolare di questo processo non è stata ancora completamente analizzata. In questa pubblicazione, i ricercatori hanno fornito per la prima volta diverse linee indipendenti di prova che TRPM7 (transient receptor potential melastatin-like 7) regola l’equilibrio del magnesio nei megacariociti e che il magnesio stesso è coinvolto in molti processi metabolici essenziali per il corpo.
I ricercatori hanno manipolato la funzione del canale TRPM7 nei megacariociti dei topi e hanno osservato gravi danni alla struttura delle piastrine, il cosiddetto citoscheletro. I campioni dei pazienti con disfunzione del canale TRPM7 presentavano una bassa concentrazione di magnesio (Mg2 +) nelle loro piastrine che mostravano un formato insolita, una struttura anomala con vacuoli eccessivi. È interessante notare che la supplementazione di magnesio nei  topi o pazienti che presentavano questo difetto, ha ripristinato  completamente in provetta, la funzionalità delle piastrine.

trattamento di magnesio per il disturbo di coagulazione genetica
Immagine al microscopio di megacariociti (in alto a destra) nel processo di formazione delle piastrine. I rigonfiamenti sferici rappresentano piastrine immature. Il DNA nel nucleo è tinto di blu.

Lo studio indica che una particolare attenzione al numero e dimensioni delle piastrine è importante durante la diagnosi di una condizione squilibrata di magnesio. “Se c’è un difetto genetico in TRPM7, la somministrazione di magnesio potrebbe essere utilizzata come un intervento terapeutico sicuro,” dice il leader dello studio, il Dr. Attila Braun. Il trattamento ha inoltre, pochi effetti collaterali. Sono stati avviati ulteriori studi su modelli animali e pazienti con funzione del canale TRPM7 alterata, al fine di valutare l’efficacia e la sicurezza del magnesio come trattamento terapeutico per questa malattia.
I ricercatori sono particolarmente soddisfatti della correlazione diretta dei dati derivanti da topi e pazienti. Il Prof. Bernhard Nieswandt ha gestito il progetto insieme con il Dr. Attila Braun.
Fonte: Medicalxpress da www.medimagazine.it

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