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mercoledì 2 agosto 2017

Il virus del morbillo batte il cancro!


Ricercatori americani sono riusciti a fermare il mieloma in una paziente usando una dose massiccia di virus del morbillo, che riesce a distruggere le cellule tumorali

di Vera Martinella
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Distruggere il tumore utilizzando una dose massiccia di virus del morbillo, che riesce a infettare e uccidere le cellule cancerose, risparmiando i tessuti sani. Sono riusciti a farlo i ricercatori statunitensi della Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota, in una prima prova effettuata su due pazienti malate di mieloma multiplo che non rispondevano alle altre terapie disponibili e avevano già avuto diverse ricadute. In particolare, una delle due donne, una 49enne che lottava con la malattia da nove anni, pare essere in remissione completa da sei mesi, per cui gli studiosi sperano possa essere sulla via della guarigione. Anche l’altra partecipante alla sperimentazione, una 65enne malata da sette anni già sottoposta a vari trattamenti senza successo, ha beneficiato della cura, con una riduzione sia del tumore a livello del midollo osseo che delle proteine di mieloma. L’articolo che annuncia il successo è per ora comparso soltanto sulla rivista edita dallo stesso ospedale in cui lavorano i ricercatori, Mayo Clinic Procedeenigs , e non su una delle più importanti pubblicazioni scientifiche di rilievo internazionale, come solitamente avviene con le principali scoperte in campo medico.
Gli esperti italiani: «Buona notizia, ma non creiamo illusioni»
«La Mayo Clinic è un’istituzione seria e competente sulla patologia, gli autore dello studio sono buon livello e i risultati dello studio clinico incoraggianti, seppure solo di fase uno - commenta Fabio Ciceri, direttore di Ematoncologia e trapianto di midollo al San Raffaele di Milano -. Certo bisogna attendere le necessarie conferme, perché due soli casi sono pochi e pubblicare sul giornale della propria istituzione è un po’ troppo autoreferenziale». Dello stesso parere è Fabrizio Pane, presidente della Società Italiana di Ematologia e Direttore dell’ Ematologia e Trapianti di Midollo all’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli: «Onde evitare di creare false speranze e creare troppe aspettative è bene essere chiari: presso la Mayo Clinic è in corso una sperimentazione di fase uno che utilizza dosi elevate di un virus del morbillo attenuato come cura contro il mieloma. Si è osservato che questo virus riconosce un recettore espresso sulle cellule del mieloma, il CD46, e entrando nelle cellule ne determina la lisi (demolizione, ndr). Utilizzando dosi elevate del virus, si può determinare una lisi selettiva della massa neoplastica. Ci sono ovviamente ancora aperti molti problemi - continua Pane -: bisogna valutare la sicurezza della procedura, capire fino a che punto la terapia sia efficiente (l’espressione del CD46 può essere un punto critico, visto che in un numero significativo di casi è bassa) e poi restano da valutare le eventuali possibili “interferenze” delle vaccinazioni effettuate dal paziente in età pediatrica». Nella loro pubblicazione, del resto, sono gli autori stessi dello studio che dichiarano di avere selezionato queste due pazienti perché non avevano avuto il morbillo in precedenza e dunque avevano minori anticorpi verso il virus.
Dagli anni Cinquanta si studiano i virus in chiave anticancro
La viroterapia, ovvero la tecnica che utilizza l’abilità o la proprietà dei virus di trovare e distruggere le cellule tumorali maligne senza danneggiare quelle sane, ha una storia che nasce intorno agli anni Cinquanta. Nella speranza di trovare una strategia anticancro efficace e di «sollecitare» o rafforzare i meccanismi di difesa del sistema immunitario, migliaia di pazienti sono stati trattati con virus oncolitici (elaborati in laboratorio) derivanti da molte famiglie differenti, da quella degli Herpes, alla varicella, ai più comuni virus influenzali. Ma questa sarebbe la prima volta, secondo i ricercatori americani, in cui si arriva a dimostrare che una paziente con un tumore disseminato in tutto l’organismo ha una remissione completa della malattia grazie al trattamento potenziato di un virus. Certo ci sono buone speranze, ma è purtroppo presto per cantare vittoria perché i tempi della ricerca scientifica, si sa, sono lunghi e le fasi di sperimentazione per essere certi che una cura funzioni sono tre. Per ora è stata superata la prima.
Fonte: http://www.corriere.it

mercoledì 22 marzo 2017

STUDIO SUI VACCINI: studio peer-reviewed mostra che i bambini vaccinati hanno un 700% in più di probabilità di disordine dello sviluppo neurologico (Articolo ricaricato)

Immagine: vaccino in studio: studio peer-reviewed mostra bambini vaccinati hanno un 700% in più di probabilità di disordine dello sviluppo neurologico
Articolo tradotto da Medic Bunker La Verità.

Natural News ) A San Valentino, uno studio di 34 pagine illustra alcuni degli effetti nocivi delle vaccinazione , è stato reso disponibile per la visualizzazione on-line. Sei ore dopo, l'URL era scomparso, e lo studio è stato apparentemente cancellato dalle profondità di Internet - probabilmente nella speranza che le informazioni "controverse" che conteneva sarebbero state dimenticate.

La vaccinazione e Health Outcomes: A Survey of 6 a 12 anni, vaccinati e non vaccinati bambini sulla base delle relazioni Madri ' , da Anthony R. Mawson, et al. sembrava come qualsiasi altro report standard sulla vaccinazione a prima vista, secondo l'autore James Grundvig. Il documento era stato collegato a Grundvig, e ha recentemente pubblicato un articolo sullo studio, come ha autenticato l'autore dello studio, e ha anche descritto come il giornale di pubblicazione è andato a censurare l'informazione.
Grundvig scrive che dopo aver letto le conclusioni di Mawson nello studio, sembra che forse il CDC ha volutamente evitato di condurre tale ricerca a se stessi, perché "sarebbe in contrasto con la messaggistica di CDC che tutti 'i vaccini sono sicuri.'"

Ricerca: vaccini e disturbi dello sviluppo neurologico

Per condurre le loro ricerche, Mawson e il suo team impegnati in uno studio trasversale delle madri di bambini che sono stati educati a casa. Organizzazioni homeschooling dalla Florida, Louisiana, Mississippi, Oregon e stato chiesto di inoltrare una e-mail ai propri soci, chiedendo alle madri di compilare un sondaggio on-line anonimo. Il questionario ha raccolto informazioni sullo stato vaccinale e gli esiti di salute dei loro figli biologici che erano di età compresa tra 6 e 12. In totale tra, 415 madri hanno fornito informazioni circa 666 bambini. Di questi, solo 261 (o 39 per cento) non era stato vaccinato. Informazioni sulle esperienze della gravidanza, storie di nascita, le condizioni acute e croniche, e l'utilizzo dei servizi di farmaci e assistenza sanitaria è stato anche incluso nella raccolta dei dati.
Nel complesso, i risultati dello studio hanno mostrato che mentre i bambini vaccinati sono stati con meno probabilità di avere la varicella o pertosse, erano significativamente più probabilità di sviluppare altri tipi di infezioni, allergie, e sono stati con più probabilità di essere diagnosticati con un disturbo dello sviluppo neurologico (di cui per lo studio come NDD). NDD sono stati definiti come disturbi dello spettro autistico, disturbo da deficit di attenzione (ADHD), difficoltà di apprendimento, o qualsiasi combinazione dei tre. Potrebbe essere che i bambini non vaccinati sono in molti modi più sani ? Sembra certamente in questo modo.

I dati rivelano disparità scioccanti

I dettagli specifici di questi incidenti sono ancora più scioccanti. Per esempio, lo studio ha rilevato che i bambini vaccinati hanno avuto per 7 volte maggiori probabilità di essere diagnosticati con qualsiasi tipo di NDD - o, in altre parole, un aumento del rischio del 700 per cento. C'è stato un aumento di 2 volte dello spettro autistico con diagnosi di disturbo, un aumento di 2 volte nella diagnosi ADHD e un aumento di 2 volte in difficoltà di apprendimento.
I bambini vaccinati esposti hanno avuto anche un aumento del 900 per cento in altre allergie, oltre rinite allergenica (che vantava un aumento di 1 volta soltanto). C'è stato anche un aumento di 9 volte in eczema e dermatite atopica.Sembra che ci sia un aumento del 400 per cento in malattie croniche tra i bambini vaccinati. Non ci sono state notevoli differenze nelle condizioni meno comuni, come la sindrome di Tourette, il cancro, il morbo di Crohn, la depressione, il diabete (tipo 1 o di tipo 2), artrite reumatoide giovanile, encefalopatia, e altri. Tuttavia, i ricercatori osservano che un campione più ampio sarebbe necessario al fine di individuare le differenze nei tassi di incidenti di queste condizioni più rare.
Per quanto riguarda le condizioni acute, mentre i bambini vaccinati erano significativamente con meno probabilità di avere avuto varicella o pertosse, erano anche con più probabilità di sviluppare infezioni dell'orecchio medio - con un aumento di 3,8 volte del caso. I bambini vaccinati avevano anche un 5,9 volte con maggiore probabilità di avere una polmonite rispetto ai bambini non vaccinati.
Quando si trattava di epatite A o B, febbre alta con un passato di 6 mesi, il morbillo, la parotite, la meningite (virale o batterica), l'influenza, o il rotavirus, non ci sono differenze sostanziali tra il vaccinati e non vaccinati.
Dopo il controllo per altri fattori, Mawson e il suo team determinata una regressione dell'analisi, c'è stato un aumento di 3,1 volte NDD tra i vaccinati. Inoltre, una possibile sinergia tra la vaccinazione e la nascita pretermine è stata scoperta nel corso della ricerca. Il team ha scoperto che l'interazione di parto pretermine e la vaccinazione è stata associata con un aumento di 6,6 volte del NDD.
Big Pharma e le loro shills sarà veloce nel cercare di screditare questo studio dicendo che essi "non possono verificare i risultati" a causa dell' anonimato dei dati dell'indagine - tuttavia, come ricorda Grundvig, il CDC ha usato lo stesso metodo esatto nel sondaggio del 2015 per produrre il tasso di 1-in-45 di autismo verificato nei neonati. Sarà interessante vedere il loro modo di parlare e il loro modo di aggirare questo studio.
fonti:

Riproduzione consentita purché l'articolo non sia modificato in nessuna parte, indicando Autore e link attivo al sito.

martedì 21 marzo 2017

STUDIO SUI VACCINI: studio peer-reviewed mostra che i bambini vaccinati hanno un 700% in più di probabilità di disordine dello sviluppo neurologico

Immagine: vaccino in studio: studio peer-reviewed mostra bambini vaccinati hanno un 700% in più di probabilità di disordine dello sviluppo neurologico
Articolo tradotto da Medic Bunker La Verità.

Natural News ) A San Valentino, uno studio di 34 pagine illustra alcuni degli effetti nocivi delle vaccinazione , è stato reso disponibile per la visualizzazione on-line. Sei ore dopo, l'URL era scomparso, e lo studio è stato apparentemente cancellato dalle profondità di Internet - probabilmente nella speranza che le informazioni "controverse" che conteneva sarebbero state dimenticate.

La vaccinazione e Health Outcomes: A Survey of 6 a 12 anni, vaccinati e non vaccinati bambini sulla base delle relazioni Madri ' , da Anthony R. Mawson, et al. sembrava come qualsiasi altro report standard sulla vaccinazione a prima vista, secondo l'autore James Grundvig. Il documento era stato collegato a Grundvig, e ha recentemente pubblicato un articolo sullo studio, come ha autenticato l'autore dello studio, e ha anche descritto come il giornale di pubblicazione è andato a censurare l'informazione.
Grundvig scrive che dopo aver letto le conclusioni di Mawson nello studio, sembra che forse il CDC ha volutamente evitato di condurre tale ricerca a se stessi, perché "sarebbe in contrasto con la messaggistica di CDC che tutti 'i vaccini sono sicuri.'"

Ricerca: vaccini e disturbi dello sviluppo neurologico

Per condurre le loro ricerche, Mawson e il suo team impegnati in uno studio trasversale delle madri di bambini che sono stati educati a casa. Organizzazioni homeschooling dalla Florida, Louisiana, Mississippi, Oregon e stato chiesto di inoltrare una e-mail ai propri soci, chiedendo alle madri di compilare un sondaggio on-line anonimo. Il questionario ha raccolto informazioni sullo stato vaccinale e gli esiti di salute dei loro figli biologici che erano di età compresa tra 6 e 12. In totale tra, 415 madri hanno fornito informazioni circa 666 bambini. Di questi, solo 261 (o 39 per cento) non era stato vaccinato. Informazioni sulle esperienze della gravidanza, storie di nascita, le condizioni acute e croniche, e l'utilizzo dei servizi di farmaci e assistenza sanitaria è stato anche incluso nella raccolta dei dati.
Nel complesso, i risultati dello studio hanno mostrato che mentre i bambini vaccinati sono stati con meno probabilità di avere la varicella o pertosse, erano significativamente più probabilità di sviluppare altri tipi di infezioni, allergie, e sono stati con più probabilità di essere diagnosticati con un disturbo dello sviluppo neurologico (di cui per lo studio come NDD). NDD sono stati definiti come disturbi dello spettro autistico, disturbo da deficit di attenzione (ADHD), difficoltà di apprendimento, o qualsiasi combinazione dei tre. Potrebbe essere che i bambini non vaccinati sono in molti modi più sani ? Sembra certamente in questo modo.

I dati rivelano disparità scioccanti

I dettagli specifici di questi incidenti sono ancora più scioccanti. Per esempio, lo studio ha rilevato che i bambini vaccinati hanno avuto per 7 volte maggiori probabilità di essere diagnosticati con qualsiasi tipo di NDD - o, in altre parole, un aumento del rischio del 700 per cento. C'è stato un aumento di 2 volte dello spettro autistico con diagnosi di disturbo, un aumento di 2 volte nella diagnosi ADHD e un aumento di 2 volte in difficoltà di apprendimento.
I bambini vaccinati esposti hanno avuto anche un aumento del 900 per cento in altre allergie, oltre rinite allergenica (che vantava un aumento di 1 volta soltanto). C'è stato anche un aumento di 9 volte in eczema e dermatite atopica.Sembra che ci sia un aumento del 400 per cento in malattie croniche tra i bambini vaccinati. Non ci sono state notevoli differenze nelle condizioni meno comuni, come la sindrome di Tourette, il cancro, il morbo di Crohn, la depressione, il diabete (tipo 1 o di tipo 2), artrite reumatoide giovanile, encefalopatia, e altri. Tuttavia, i ricercatori osservano che un campione più ampio sarebbe necessario al fine di individuare le differenze nei tassi di incidenti di queste condizioni più rare.
Per quanto riguarda le condizioni acute, mentre i bambini vaccinati erano significativamente con meno probabilità di avere avuto varicella o pertosse, erano anche con più probabilità di sviluppare infezioni dell'orecchio medio - con un aumento di 3,8 volte del caso. I bambini vaccinati avevano anche un 5,9 volte con maggiore probabilità di avere una polmonite rispetto ai bambini non vaccinati.
Quando si trattava di epatite A o B, febbre alta con un passato di 6 mesi, il morbillo, la parotite, la meningite (virale o batterica), l'influenza, o il rotavirus, non ci sono differenze sostanziali tra il vaccinati e non vaccinati.
Dopo il controllo per altri fattori, Mawson e il suo team determinata una regressione dell'analisi, c'è stato un aumento di 3,1 volte NDD tra i vaccinati. Inoltre, una possibile sinergia tra la vaccinazione e la nascita pretermine è stata scoperta nel corso della ricerca. Il team ha scoperto che l'interazione di parto pretermine e la vaccinazione è stata associata con un aumento di 6,6 volte del NDD.
Big Pharma e le loro shills sarà veloce nel cercare di screditare questo studio dicendo che essi "non possono verificare i risultati" a causa dell' anonimato dei dati dell'indagine - tuttavia, come ricorda Grundvig, il CDC ha usato lo stesso metodo esatto nel sondaggio del 2015 per produrre il tasso di 1-in-45 di autismo verificato nei neonati. Sarà interessante vedere il loro modo di parlare e il loro modo di aggirare questo studio.
fonti:
Riproduzione consentita purché l'articolo non sia modificato in nessuna parte, indicando Autore e link attivo al sito.

giovedì 16 marzo 2017

Un metabolito della vitamina A, efficace contro il cancro

Nella foto il ricercatore spagnolo Armando del Rio Hernández

L'acido trans retinoico (ATRA), metabolito che il corpo produce a partire dalla vitamina A, modica
le proprietà meccaniche del tessuto circostante del tumore per ostacolare l'invasione delle cellule di cancro. Così afferma almeno un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Bioingegneria dell'Imperial College di Londra (Regno Unito) guidato dallo  spagnolo Armando del Rio Hernández in un lavoro appena edito in Nature Communications. Lo studio si è realizzato in vitro con cellule del microambiente di tumori
pancreatici ma secondo i ricercatori il processo potrebbe applicarsi ai tumori maligni. Il prossimo passo sarà comprovare la sua efficacia in animali e umani.
Riproduzione consentita purché l'articolo non sia modificato in nessuna parte, indicando Autore e link attivo al sito. 

lunedì 5 dicembre 2016

Protettori gastrici: provocano demenza. Lo studio!!!


Omeprazolo, pantoprazolo, sono solo due dei protettori gastrici maggiormente prescritti in Italia. Secondo i ricercatori, questa classe di farmaci ha effetti collaterali più gravi di quanto si possa pensare.

Protettori gastrici come omeprazolo, pantoprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo, o rabeprazolo, potrebbero aumentare il rischio di demenza.
L’avvertimento arriva da uno studio, pubblicato su JAMA Neurology ad aprile del 2016, effettuato dai ricercatori dell’Università di Bonn e di Rostock.
La possibile correlazione tra questa classe di medicinali e la demenza era emersa già negli anni passati. Il lavoro, che ha coinvolto un ampio numero di persone, fornisce una prima importante conferma all’ipotesi.
Dalle analisi effettuate, infatti, sembra che i pazienti che utilizzano protettori gastrici corrano un rischio più elevato, circa una volta e mezza in più rispetto al gruppo di controllo, di sviluppare i segni progressivi di demenza. Nello specifico, l’uso di IPP (Inibitori di Pompa Protonica o Protettori gastrici) potrebbe far salire la percentuale di rischio al 30%.
L’osservazione è stata condotta su un totale di 73.679 partecipanti di 75 anni di età o più anziani e privi di segnali di demenza all’inizio dello studio.
É stata così condotta un’analisi osservazionale retrospettiva, relativa agli anni compresi tra il 2004 e il 2011.
I pazienti che assumevano regolarmente farmaci PPI erano 2950 e hanno mostrato un significativo aumento del rischio di demenza incidente rispetto ai pazienti non trattati con farmaci PPI.
Un conclusione decisamente allarmante, considerato che gli epatoprotettori sono tra i farmaci maggiormente prescritti nel nostro Paese. In Italia, il 20% delle persone di età compresa tra i 75 e gli 84 anni presenta sintomi di declino cognitivo.
Non è chiaro ancora quale sia nello specifico il collegamento tra farmaci e malattia. Potrebbe dipendere da un cattivo assorbimento di vitamina B12 o del magnesio. Durante l’assunzione dei protettori gastrici, inoltre, si può verificare un cattivo funzionamento di determinati enzimi e il cattivo assorbimento dei nutrienti da parte dell’organismo. La comparsa di macromolecole antigenicamente attive stimola la produzione di citochine infiammatorie e di eventuali allergie.
La ricerca fa riferimento anche ad altri studi che hanno visto l’uso degli Inibitori di Pompa Protonica associato all’incremento della sostanza Beta-amiloide (responsabile dell’Alzheimer) nel cervello dei topi trattati.
Alle preoccupazioni va ad aggiungersi il dato che spesso questi medicinali vengono prescritti per terapie anche lunghe. Spesso, addirittura per trattare problemi di sospetto “reflusso gastrico”. Una condizione che, come abbiamo visto più volte, può essere affrontata attraverso un’alimentazione più sana o l’uso di rimedi naturali.
(Foto)
https://www.ambientebio.it/alimentazione-biologica/protettori-gastrici-provocano-demenza/

martedì 5 aprile 2016

Magnesio per trattare un disturbo genetico della coagulazione

magnesio,trombocitopenia
Un team internazionale di scienziati è stato in grado di dimostrare in studi sui topi e pazienti che il magnesio influenza la produzione di piastrine del sangue e che la funzione del canale TRPM7 gioca un ruolo chiave in questo processo.  TRPM7 è una proteina insolita in quanto consiste di un canale ionico fuso ad una chinasi proteica, un tipo di enzima che chimicamente modifica altre proteine. Essa ha un ruolo chiave nel mantenimento dell’ omeostasi del magnesio (bilanciamento all’interno dell’organismo) ed è essenziale per proliferazione delle cellule staminali embrionali
Gli scienziati del Rudolf Virchow Center e dell’ Hospital of the University of Würzburg Centro Rudolf Virchow sono gli autori di questa ricerca.
I loro risultati sono stati pubblicati dalla rivista Nature Communications .
Per piastrinopenia (o trombocitopenia o ipopiastrinemia) si intende una quantità di piastrine (o trombociti) circolanti inferiore a 150.000/mm3 (valori di riferimento 150.000 – 400.000/mm3). 
Le cause della piastrinopenia sono numerose e possono essere classificate in base alla fase della vita piastrinica in cui interviene l’alterazione (“classificazione cinetica”). 
Le piastrine sono i più piccoli elementi del sangue. Contribuiscono alla coagulazione e aggregandosi in particolari situazioni come traumi, ferite, emorragie, bloccano le emorragie. La diminuzione delle piastrine causa alterazioni dell’emostasi con allungamento del tempo di emorragia. Sono prodotte a livello del midollo osseo e si originano dalla frammentazione di precursori midollari chiamati megacariociti . 
La regolazione biologica molecolare di questo processo non è stata ancora completamente analizzata. In questa pubblicazione, i ricercatori hanno fornito per la prima volta diverse linee indipendenti di prova che TRPM7 (transient receptor potential melastatin-like 7) regola l’equilibrio del magnesio nei megacariociti e che il magnesio stesso è coinvolto in molti processi metabolici essenziali per il corpo.
I ricercatori hanno manipolato la funzione del canale TRPM7 nei megacariociti dei topi e hanno osservato gravi danni alla struttura delle piastrine, il cosiddetto citoscheletro. I campioni dei pazienti con disfunzione del canale TRPM7 presentavano una bassa concentrazione di magnesio (Mg2 +) nelle loro piastrine che mostravano un formato insolita, una struttura anomala con vacuoli eccessivi. È interessante notare che la supplementazione di magnesio nei  topi o pazienti che presentavano questo difetto, ha ripristinato  completamente in provetta, la funzionalità delle piastrine.

trattamento di magnesio per il disturbo di coagulazione genetica
Immagine al microscopio di megacariociti (in alto a destra) nel processo di formazione delle piastrine. I rigonfiamenti sferici rappresentano piastrine immature. Il DNA nel nucleo è tinto di blu.

Lo studio indica che una particolare attenzione al numero e dimensioni delle piastrine è importante durante la diagnosi di una condizione squilibrata di magnesio. “Se c’è un difetto genetico in TRPM7, la somministrazione di magnesio potrebbe essere utilizzata come un intervento terapeutico sicuro,” dice il leader dello studio, il Dr. Attila Braun. Il trattamento ha inoltre, pochi effetti collaterali. Sono stati avviati ulteriori studi su modelli animali e pazienti con funzione del canale TRPM7 alterata, al fine di valutare l’efficacia e la sicurezza del magnesio come trattamento terapeutico per questa malattia.
I ricercatori sono particolarmente soddisfatti della correlazione diretta dei dati derivanti da topi e pazienti. Il Prof. Bernhard Nieswandt ha gestito il progetto insieme con il Dr. Attila Braun.
Fonte: Medicalxpress da www.medimagazine.it

giovedì 24 marzo 2016

Carne di maiale? NO, grazie!


Alert cande di maialeQuello che stai per leggere probabilmente non l’avevi mai sentito prima, ma è molto probabile che a fine articolo ci penserai due volte prima di consumare nuovamente carne di maiale.
La carne di maiale, per chi segue la dieta del gruppo sanguigno sa che non è indicata, ed infatti è risaputo, come afferma un mio amico medico che fa i test di intolleranza, che quasi tutti i suoi pazienti risultano che non devono consumare maiale.
Questo non dovrebbe sorprendere se si considera come in moltissime culture antiche fosse proibito consumare carne di maiale e la motivazione è più pratica che religiosa.
Le leggi Bibliche, come del resto in parte anche il Corano, affermano che si possa mangiare rispettando, tuttavia, rigidi rituali di macellazione (dissanguamento), soltanto carne di ruminanti, volatili e non animali con unghie bipartite.
Questo precetto non è assolutamente frutto superstizioni infatti, oltre a considerare come il suino vive e viene allevato nella sporcizia e nell’impurità, esistono delle motivazioni più profonde.
Quando George Orwell scriveva nella sua novella “La fattoria degli animali” che l’uomo e il maiale erano pressocché identici era più vicino alla verità di quanto sapesse.
Il motivo per cui la carne di maiale va evitata è che ha troppo DNA in comune con l’uomo e proprio per questo che il nostro corpo non lo assimila completamente.
Gli studenti di medicina, fin dal medioevo, per le loro esercitazioni di anatomia, utilizzavano un animale di disposizione, forma, pelle e struttura degli organi interni molto simile a quella umana: ovviamente usavano il maiale.
Una ricerca dell’Università dell’Illinois ha preso da una parte il genoma umano e dall’altra quella del maiale e hanno scoperto incredibili somiglianze. “Abbiamo preso il genoma umano, diviso in 173 pezzi e riorganizzati per renderlo come quello di un maiale”, spiega la genetista animale Lawrence Schook. “Tutto combacia perfettamente. Il maiale è geneticamente molto simile all’uomo”.
Gli scienziati hanno pubblicato uno studio su Nature nel 2013 in cui hanno eseguito il più imponente studio sul genoma del maiale sequenziandolo completamente, e aprendo le porte allo xenotrapianto (trapianti di organi dal maiale all’uomo).
Il Prof. H.Reckeweg nel suo libro di Omotossicologia, fa un lungo e complesso discorso di similitudine biologica della carne di maiale con quella umana, che creerebbe reazioni cellulari complesse ed improprie, quello che viene chiamato“cannibalismo filogenetico”.
Chi si è abituato a consumare questa carne, rimane sottoposto ad una specie di assuefazione (come nel caso di tabacco, alcool, caffè ed altre droghe). Il Prof. H. Reckeweg afferma che quando diceva ai suoi pazienti di rinunciare al maiale se volevano guarire tutti rispondevano: “Però, dottore, è così buona!” “come posso farne a meno?”.
Sapevi che i maiali vivono pochi anni? In primo luogo perché la loro età biologica è limitata a pochi anni, e poi, perché vengono creati per essere uccisi intorno ai sei anni al massimo. È risaputo inoltre che se i maiali vivono più di sei anni sviluppano inevitabilmente qualche tipo di tumore o degenerazione. Non senza ragione, per tutto ciò che abbiamo detto finora, possiamo affermare che il maiale dovrebbe essere evitato.
Il Dott. Cosimo Bagnulo, medico di Medicina Generale a Casamassima, in provincia di Bari e autore del libro “Dalla mucca pazza all’Alzheimer” (Nuova Palomar) afferma che il 60% delle persone colpite da patologie come Alzheimer, cancro, sclerosi multipla, vive in Paesi in via di sviluppo; mentre chi vive nel Terzo Mondo, in particolar modo in Paesi di religione islamica, questo tipo di malattie sono assenti. Solo un caso?
Bisogna anche considerare che nel maiale albergano virus e parassiti, soprattutto nei polmoni. Secondo il Prof. Shope dell’Istituto di Virologia di Londra il virus influenzale alberga primariamente nel polmone del maiale, e per questo i pazienti grandi mangiatori di maiale e specialmente salsicce (che contengono polmone di maiale) soffrono in particolare di influenza.
Lo studio del 2013 già menzionato ha anche scoperto che i maiali hanno 112 sequenze di DNA che corrispondo a quelle responsabili delle malattie croniche come Alzheimer e Parkinson. Il Dott. Claudio Viacava (a cui rimando per approfondimenti), biologo e nutrizionista, spiega che quando mangiamo il maiale imucopolisaccaridi, presenti in una grande quantità di strutture del tessuto connettivo dell’animale, una volta penetrate nel nostro organismo, si dirigono soprattutto verso quelle strutture a cui biologicamente appartengono, causando tossicità fisica, psichica e quindi spirituale. Inoltre, se consideriamo anche gli studi sul DNA del Dott. Bruce Lipton, possiamo dire che i geni del maiale che sequenziano queste malattie innescano nell’uomo (fattore ambientale) l’attivazione degli stessi geni e quindi lo sviluppo della malattia (epigenetica).
Ora che conosci tutto questo sei libero di mangiare il maiale, e quindi anche di sapere come staresti meglio senza.

domenica 31 gennaio 2016

Scienziati choc: “Elimina il 93% del tumore in due giorni”


I ricercatori hanno scoperto che l’olio di cocco è ricco di una potente sostanza anticancro che si è dimostrata in grado di uccidere il 93% delle cellule del cancro al colon in soli due giorni.

Lo studio pubblicato sulla rivista Cancer Research dai ricercatori dell’Università di Adelaide ha scoperto che l’acido laurico, che costituisce almeno il 50% dell’olio di cocco, ha sterminato più del 90% delle cellule del cancro del colon dopo appena due giorni di trattamento in una linea cellulare di tumore del colon in vitro.
Lo studio cita anche altre ricerche che mostrano come l’acido laurico può indurre morte delle cellule tumorali sia in vitro che in vivo. Infatti sono stati condotti degli studi sugli animali che mostrano come l’olio di cocco sia effettivamente potente nella cura del cancro. I ricercatori hanno scoperto infatti che l’acido laurico ha indotto la morte delle cellule cancerose nel tratto intestinale delle cellule epiteliali dei topi.
L’acido laurico è un acido grasso a catena media che si trova in grande quantità nel latte materno e che:
  • Supporta il sistema immunitario
  • Ha proprietà antimicrobiche
  • Ha proprietà antivirali
  • Induce la morte delle cellule cancerose
  • E’ in grado di inibire efficacemente l’enzima 5 alfa reduttasi che trasforma il testosterone in DHT (diidrotestosterone) e quindi è utile per contrastare le affezioni legate agli androgeni come l’iperplasia e il tumore della prostata, l’irsutismo, la sindrome dell’ovaio policistico, l’acne e l’alopecia androgenetica.
Secondo l’American Society for Nutrition, gli studi clinici hanno anche dimostrato che i grassi trovati all’interno l’olio di cocco “sono utili nel trattamento e prevenzione di malattie come il diabete, l’osteoporosi, malattie dovute a virus (mononucleosi, epatite C, l’herpes, ecc), malattie della colecisti,morbo di Crohn, e il cancro.
L’olio di cocco si è dimostrato anche in grado di ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia e migliorare la qualità della vita dei malati di cancro.
Io lo consumo da ormai sei mesi quasi quotidianamente ed è diventato parte integrante della mia dieta.

Ci sarebbero tante proprietà salutari e curative associate all’olio di cocco e ulteriori ricerche potrebbero mettere in luce altre possibili applicazioni. Se vuoi approfondire sui benefici dell’olio di cocco ho scritto già 13 Proprietà Medicinali dimostrate dell’Olio di Cocco, Olio di Cocco – Pura Energia per rinforzare denti, ossa, fegato, tiroide e metabolismo e Ecco perché l’olio di cocco è meglio di qualunque dentifricio.
L’importante è scegliere olio di cocco vergine biologico estratto a freddo se vogliamo godere di tutti i benefici.
Per chi si approccia per la prima volta all’olio di cocco ne consiglio tre cucchiaini al giorno direttamente in bocca o nei frullati o nello yogurt. E’ ottimo per sbiancare i dentidepurare facendoci l’oil pulling, guarisce la pelle e tanto altro.

The China Study, un dossier scottante sull’alimentazione umana.






cibo radioattivo?
Che il cibo che mangiamo tutti i giorni sia sottoposto a contaminazioni, radiazioni e alterazioni genetiche è un fatto comprovato.
Ciò che le popolazioni non sanno è che ciò fa parte di un programma ben definito da parte dei Governi, oltre che il risultato di negligenza, incuria e …criminalità.

Cari amici , oggi vi voglio parlare di un argomento davvero interessante e che nel mondo attira l’attenzione di milioni di persone: l’ALIMENTAZIONE.
Se vi guardate in giro non c’e’ una TV locale o nazionale, sito internet o programma radiofonico che prima o poi non ne mostri i segreti, o parli di diete, o ancora esponga i pericoli di un’alimentazione scorretta.

Soprattutto nei periodi delicati come l’estate o le feste Natalizie ci vengono proposte centinaia di diete, spesso senza alcun fondamento scientifico, ma TUTTE con la pretesa di rivelarci le VERITA’ NASCOSTE sull’alimentazione. Il problema che ne consegue è : COME districarsi in questa selva di informazioni che, nella maggior parte dei casi, tendono a dare un aspetto COMMERCIALE alle varie proposte?





dieta vegana
La dieta vegana è una delle più diffuse oggi. Prevede un’alto e spesso esclusivo utilizzo di alimenti di origine vegetale. Ma basteranno ortaggi, frutta e verdura per un’alimentazione sana?
Che un’ alimentazione corretta aiuti nella prevenzione, e talvolta, nella cura di alcune patologie ormai è risaputo: centinaia di studi OGNI ANNO, sia per conto degli Stati che su richiesta delle Multinazionali, vengono condotti per stabilire l’incidenza del cibo nella qualità della vita. In un mondo spaccato a metà, in cui gran parte della popolazione muore letteralmente di fame e pochi altri mangiano male, il problema alimentare sta diventando URGENTISSIMO. Non solo per garantire alle popolazioni povere una possibilità di SOPRAVVIVENZA ma anche per insegnare a quelle che vivono un’era tecnologica di NON SUICIDARSI con l’introduzione di quegli alimenti di scarto che costantemente troviamo sulle nostre tavole o nei fast food.





fast food
L’alimentazione da fast food, cioè il classico cibo MANGIA e FUGGI, è quella più dannosa in assoluto. IN America è responsabile del 65% dei disturbi di tipo alimentare, mentre in Inghilterra è responsabile per l’85% dell’obesità nei bambini.
Un’informazione corretta è alla base di una buona abitudine alimentare. Tuttavia ciò che arriva alle orecchie di tutti noi è spesso mediato dagli occulti interessi economici e politici che mirano invece a fare l’esatto contrario: spingerci sempre più a diventare CONSUMATORI di cibo sintetico, confezionato, rivestito di plastica e ad allontanarci dall’idea di un’alimentazione naturale.
A differenza di ciò che si crede, infatti, una popolazione MALATA per gli Stati è un ENORME BUSINESS, un affare di incredibili dimensioni che si sposa con gli interessi delle Grandi CASE FARMACEUTICHE: ma non solo.
Una popolazione MALATA è facilmente controllabile. Se privata, come sta accadendo, di una funzionante Assistenza Sanitaria Pubblica, è inoltre CLIENTE AL CUBO poichè investirà gran parte delle sue sostanze per mantenersi in vita.
Il quadro che ne scaturisce è davvero allarmante ma, se fate mente locale, ATTUALISSIMO. Si invogliano le masse, tramite bombardamento mediatico,a ingerire quantità industriali di cibo preconfezionato , spesso venduto come BIOLOGICO,contenente alte quantità di sostanze dannose come coloranti,conservanti e non di rado METALLI PESANTI.





Obesità
Arrivare a questi livelli di obesità non è difficile. Basta ingerire 100 calorie in più al giorno rispetto a quelle che consumiamo ed ecco che, nel giro di un anno, saremo ingrassati da 12 ai 20 kg. Provare per credere!
POI si fa gran clamore sulle malattie della nostra era, in genere colesterolo alto, trigliceridi,cancro, diabete, obesità spingendo al loro controllo attraverso uno stile di vita che unisca l’attività fisica ( blandamente praticabile da parte delle masse) all’utilizzo di PILLOLE miracolose.
NEL CONTEMPO SI BLOCCANO ricerche all’avanguardia per la CURA di malattie genetiche, metaboliche, degenerative e legate all’invecchiamento, con il risultato che la gran parte di questi malati INUTILI muore .
Il risultato è estremamente SODDISFACENTE per i POCHI DITTATORI del NUOVO ORDINE MONDIALE: un esercito di schiavi che si nutrirà , PAGANDOLE, alle tavole imbandite con cibi spazzatura, impegnerà la propria forza lavoro in età giovanile, si AMMALERA’ strada facendo divenendo quindi CONSUMATORE di medicine o di ASSISTENZE PRIVATE e infine, quando sarà stato strizzato a dovere, verrà LASCIATO MORIRE.
Il programma politico – economico alla base di tutto ciò è molto più complesso e prevede un’attenta PIANIFICAZIONE delle masse, di cui vengono regolate NASCITE e MORTI attraverso l’esposizione a CLIMI, SITUAZIONI,RADIAZIONI ben calcolate e prodotte ARTIFICIALMENTE.
Prima di andare oltre vi consiglio di guardare attentamente questo film documentario LIBERO e quindi CONDIVISIBILE. In esso vi saranno mostrati dati, studi e risultati scientifici DOCUMENTATISSIMI e frutto di anni di ricerche spesso PRIVATE o sostenuta da REALI ENTI BENEFICI.
Come vedete il documentario espone chiaramente I FATTI alla radice dei quali stanno LE MOTIVAZIONI E I PROGRAMMI OCCULTI che vi ho esposto seppur rozzamente. poco fa. Essi sono comunque continuamente percepibili attraverso le parole degli stessi AA. , in un libro davvero ” scottante ” di cui vi fornisco un’anteprima:
” Sono stato “nel sistema” per quasi cinquant’anni, ai massimi livelli, e ho ideato e diretto grandi progetti di ricerca, decidendo quali ricerche dovessero essere finanziate e trasferendo un’infinità di risultati di ricerche scientifiche nei rapporti di commissioni nazionali di esperti.
Dopo una lunga carriera nell’ambito della ricerca e dell’elaborazione delle politiche, ora capisco perché gli americani sono così confusi. Come contribuenti che pagano le tasse per la ricerca e la politica sanitaria in America, avete il diritto di sapere che molte delle nozioni comuni che vi sono state trasmesse sul cibo, la salute e la malattia sono sbagliate.
Per quanto problematiche, le sostanze chimiche presenti nell’ambiente e nel vostro cibo non sono la causa principale del cancro.
I geni che avete ereditato dai vostri genitori non sono il fattore più importante che determina se sarete vittime di una delle dieci principali cause di morte.
La speranza che la ricerca genetica possa portare a cure farmaceutiche per le malattie ignora le soluzioni più efficaci che possono essere messe in atto oggi.
Il controllo ossessivo dell’assunzione di una sostanza nutritiva, come ad esempio i carboidrati, i grassi, il colesterolo o gli acidi grassi omega-3, non darà come risultato una salute a lungo termine.
Le vitamine e gli integratori alimentari non vi forniranno una protezione a lungo termine dalle malattie.
I medicinali e la chirurgia non sono in grado di curare le malattie che uccidono la maggior parte degli americani.
Probabilmente il vostro medico non sa di che cosa avete bisogno per ottenere il miglior stato di salute possibile.
.
Quella che propongo non è niente di meno che la ridefinizione della nostra concezione di buona alimentazione. I risultati provocatori dei miei quarant’anni di ricerca biomedica, comprese le scoperte risultanti da un programma di laboratorio della durata di ventisette anni (sovvenzionato dalle più rispettabili agenzie di finanziamento), dimostrano che una dieta corretta può salvarvi la vita.”





Colin Campbell

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Ecco Colin Campbell, autore del libro
THE CHINA STUDY
Interessante eh? Ma non è tutto. Leggete QUI.
” Più di quarant’anni fa, agli inizi della mia carriera, non avrei mai pensato che il cibo fosse così intimamente collegato ai problemi di salute. Per anni non mi sono domandato più di tanto quali fossero gli alimenti migliori da consumare. Mangiavo quello che mangiavano tutti: il cibo che mi era sempre stato presentato come buono. Noi tutti mangiamo le cose che ci piacciono o che ci convengono o quelle che i nostri genitori ci hanno insegnato a preferire. La maggior parte di noi vive all’interno di confini culturali che definiscono le nostre preferenze e abitudini in termini di alimentazione.
Lo stesso valeva anche per me. Sono cresciuto in una fattoria dove si producevano principalmente latticini, e la nostra esistenza ruotava intorno al latte. A scuola ci dicevano che il latte vaccino rende forti e sani i denti e le ossa. Era il cibo più perfetto che la natura avesse da offrirci. Nella nostra fattoria ci nutrivamo quasi esclusivamente dei prodotti dell’orto e dell’allevamento.
Nella mia famiglia sono stato il primo ad andare all’università. Ho seguito il corso introduttivo alla medicina veterinaria alla Penn State e poi ho frequentato per un anno la facoltà di veterinaria presso l’Università della Georgia, dopodiché la Cornell University mi ha offerto una borsa di studio per un dottorato di ricerca in “nutrizione animale”. Mi ci sono trasferito, in parte perché sarebbero stati loro a pagarmi per andare a scuola e non viceversa, e lì ho preso una laurea di secondo grado. Sono stato l’ultimo studente a laurearsi con il professor Clive McCay, un docente della Cornell famoso per aver prolungato le vite dei ratti somministrando loro molto meno cibo di quanto avrebbero mangiato normalmente. Il mio dottorato di ricerca alla Cornell era incentrato sulla scoperta di metodi migliori per far crescere più in fretta le mucche e le pecore. Cercavo di apportare miglioramenti alla nostra capacità di produrre proteine animali, il fondamento di quella che mi era stata presentata come “buona alimentazione”.
Mi accingevo a promuovere una salute migliore perorando il consumo di una maggiore quantità di carne, latte e uova. Era un’ovvia conseguenza della mia vita alla fattoria ed ero felice di credere che la dieta americana fosse la migliore del mondo. Nel corso di quegli anni di formazione mi sono imbattuto in un tema ricorrente: ritenevamo di mangiare i cibi giusti, soprattutto abbondanti dosi di proteine animali di alta qualità.





cibo contaminato
La contaminazione del cibo induce , nel tempo, a vere e proprie mutazioni genetiche, come si può evincere da questo disegno.
Ho passato gran parte della prima fase della mia carriera a lavorare con due delle sostanze chimiche più tossiche mai scoperte, la diossina e l’aflatossina. In un primo tempo ho lavorato al MIT, dove mi è stato assegnato un difficile problema relativo al mangime per polli. Milioni di pulcini morivano ogni anno a causa di una sconosciuta sostanza chimica tossica presente nel loro mangime, e io avevo il compito di isolare quella sostanza e determinarne la struttura. Dopo due anni e mezzo, ho contribuito alla scoperta della diossina, probabilmente la sostanza chimica più velenosa mai individuata finora. Da allora questa sostanza è stata oggetto di grande attenzione, soprattutto perché era una componente del diserbante 2,4,5-T o Agente Arancio, usato all’epoca per defogliare le foreste durante la guerra del Vietnam.
Dopo aver lasciato il MIT e aver assunto un incarico al Virginia Tech, ho cominciato a coordinare l’assistenza tecnica per un progetto su scala nazionale nelle Filippine condotto su bambini malnutriti. Parte del progetto si è trasformata in un’indagine sull’insolita incidenza nei bambini filippini di cancro al fegato, una patologia che di solito interessa i soggetti adulti. Si pensava che la causa del problema fosse un elevato consumo di aflatossina, una micotossina riscontrata nelle arachidi e nel frumento. L’aflatossina veniva definita come uno dei più potenti carcinogeni mai scoperti.
Per dieci anni il nostro obiettivo principale nelle Filippine è stato migliorare la malnutrizione infantile fra i poveri, un progetto finanziato dall’Agenzia americana per lo sviluppo internazionale. Alla fine abbiamo fondato circa centodieci centri educativi di “autoaiuto” in tutto il paese.
Lo scopo di quell’impegno nelle Filippine era semplice: assicurarsi che i bambini ottenessero quante più proteine possibile. Era opinione corrente che gran parte della malnutrizione infantile fosse causata da una carenza di proteine, in particolare di quelle presenti nei cibi di origine animale. Le università e i governi di tutto il mondo erano all’opera per attenuare quello che veniva percepito come un “gap proteico” nei paesi in via di sviluppo.
Tuttavia lavorando a quel progetto ho scoperto un oscuro segreto: i bambini la cui dieta era più ricca di proteine erano quelli che avevano la maggior probabilità di ammalarsi di cancro al fegato! Erano i bambini delle famiglie più benestanti.





proteine
Le proteine, amiche o nemiche del nostro organismo? Saranno meglio quelle vegetali o quelle animali? E quante bisogna assumerne perchè il loro apporto sia benefico e non distruttivo?
Scopriamolo insieme con
THE CHINA STUDY.
Mi sono poi imbattuto in un rapporto di ricerca proveniente dall’India che presentava alcune scoperte rilevanti e davvero provocatorie. I ricercatori indiani avevano studiato due gruppi di ratti. A un gruppo avevano somministrato l’aflatossina cancerogena e l’avevano poi sottoposto a una dieta composta per il 20% da proteine, un livello analogo a quello consumato da molti di noi in Occidente. All’altro gruppo era stata somministrata la stessa quantità di aflatossina, ma la dieta a cui era stato sottoposto era costituita da proteine solo per il 5%. Incredibilmente, ognuno degli animali che avevano seguito la dieta con il 20% di proteine presentava un cancro al fegato, mentre ognuno di quelli la cui alimentazione era composta per il 5% da proteine non si era ammalato di quel tumore. Era un punteggio di 100 a 0 che non lasciava alcun dubbio sul fatto che nel controllo del cancro l’alimentazione ha la meglio sui carcinogeni chimici, anche se molto potenti.
Queste informazioni erano in contrasto con tutto quello che mi era stato insegnato. Era un’eresia affermare che le proteine non facessero bene alla salute, per non parlare poi del fatto che favorissero il cancro. Quello è stato un momento di svolta nella mia carriera. Mettermi a indagare su una questione così provocatoria in quella fase del mio percorso professionale non era una scelta molto saggia. Ponendo in discussione le proteine e i cibi di origine animale avrei corso il rischio di essere bollato come eretico, anche se le mie ipotesi avessero passato il test che le definiva “buona scienza”.

Ma non mi è mai piaciuto seguire una direzione tanto per farlo. Quando ho imparato per la prima volta a guidare un branco di cavalli o a radunare il bestiame, ad andare a caccia di animali, a pescare nel nostro torrente o a lavorare nei campi, ho accettato che il pensiero indipendente facesse parte del gioco. Doveva essere così. Affrontare problemi sul campo significava che dovevo immaginare la mia prossima mossa. È stata una grande scuola di vita, come qualsiasi ragazzo cresciuto in una fattoria può confermarvi. Quel senso di indipendenza mi accompagna tuttora.





cancro infantile
Il cancro infantile è in aumento. Benchè oggi possa essere curato molto più facilmente di prima, l’insorgenza di cancro nei bambini è dichiaratamente legato all’assunzione di sostanze tossiche presenti nell’aria e nel cibo.
Così, trovandomi di fronte a una decisione difficile, ho scelto di iniziare con un approfondito programma di laboratorio che avrebbe analizzato il ruolo dell’alimentazione, e soprattutto delle proteine, nello sviluppo del cancro. I miei colleghi e io eravamo cauti nel formulare le nostre ipotesi, rigorosi nella metodologia e prudenti nell’interpretazione delle scoperte. Avevo scelto di compiere quella ricerca a un livello scientifico molto basilare, studiando i dettagli biochimici della formazione del cancro. Era importante capire non solo se ma anche come le proteine potessero favorire il cancro. Era la situazione migliore. Seguendo scrupolosamente le regole della buona scienza, avevo la possibilità di studiare un argomento stimolante senza suscitare le classiche reazioni alle idee radicali. Quella ricerca finì per essere ben sovvenzionata per ventisette anni dalle fonti di finanziamento più rinomate e competitive, prevalentemente dagli Istituti nazionali di sanità (National institutes of Health, NIH), dall’Associazione americana per la lotta contro i tumori (American Cancer Society) e dall’Istituto americano per la ricerca sul cancro (American Institute for Cancer Research). Poi i nostri risultati furono sottoposti a revisione (una seconda volta) per essere pubblicati su molte fra le migliori riviste scientifiche.
Quello che avevamo scoperto era scioccante: le diete a basso contenuto di proteine inibivano la formazione del cancro da parte dell’aflatossina, indipendentemente dalla quantità di questo carcinogeno somministrata agli animali. Una volta completata la formazione del cancro, le diete a basso contenuto proteico bloccavano sensibilmente anche la successiva crescita del tumore. In altre parole, gli effetti cancerogeni di quella sostanza chimica altamente carcinogena venivano resi irrilevanti da una dieta a basso contenuto proteico. Di fatto, le proteine alimentari si sono rivelate così potenti nei loro effetti da permetterci di attivare e bloccare la crescita del cancro semplicemente modificandone il livello di assunzione.
Inoltre, le quantità di proteine somministrate con il cibo corrispondevano a quelle che noi esseri umani consumiamo abitualmente. Non ne abbiamo utilizzati livelli straordinari come avviene così di frequente negli studi sui carcinogeni.
Ma non è tutto: abbiamo anche scoperto che non tutte le proteine avevano quell’effetto. Quali sono le proteine che favoriscono sempre e in grande misura il cancro? La caseina, che costituisce l’87% delle proteine del latte vaccino, favoriva tutti gli stadi del processo tumorale. Quale tipo di proteina non favoriva il cancro, perfino se assunta in dosi elevate? Le proteine sane erano quelle vegetali, comprese quelle del frumento e della soia. Man mano che si faceva nitido, questo quadro cominciava a mettere in discussione e a mandare in frantumi alcune delle supposizioni alle quali ero più affezionato.





latte
Da sempre considerato alimento principe della nostra alimentazione e in special modo di quella dell’infanzia, il latte animale può forse riservare allarmanti sorprese.
Quegli studi sperimentali sugli animali non si sono fermati lì: ho proseguito dirigendo lo studio più completo su dieta, stile di vita e malattia mai effettuato sugli esseri umani nella storia della ricerca biomedica. Si è trattato di un’impresa imponente, sotto la gestione congiunta della Cornell University, dell’Università di Oxford e dell’Accademia cinese di medicina preventiva. Il New York Times l’ha definito il “Grand Prix dell’epidemiologia”. Questo progetto ha preso in esame un’ampia gamma di malattie e fattori legati all’alimentazione e allo stile di vita nella Cina rurale e, più di recente, a Taiwan. Più comunemente noto come lo “studio Cina” (The China Study), il progetto ha finito per produrre più di 8.000 associazioni statisticamente significative fra vari fattori dietetici e le malattie!” ( Dott. T. Colin Campbell)
Il risultato di questo imponente studio e la formulazione di un programma specifico che attraverso l’ingestione del cibo aiuta a comprendere gli effetti di un’alimentazione sbagliata, è l’argomento chiave del libro che vi propongo.
In the CHINA STUDY troverete la spiegazione IN DETTAGLIO della correlazione tra alimentazione e malattie; il libro vi aiuterà inoltre a capire PERCHE’ i vari Governi tendono a DISINFORMARE la popolazione e QUALI INTERESSI si nascondono dietro le varie LOBBY, Enti Nazionali e singoli scienziati.
Una vera “ricerca approfondita,non una semplice teoria,
le cui conclusioni se applicate,
salverebbero la vita a milioni di persone.”
 da Medic Bunker La Verità Acquista ora.
The China Study
Lo studio più completo sull'alimentazione mai condotto finora. Sorprendenti implicazioni per la dieta, la perdita di peso e la salute a lungo termine.
Voto medio su 320 recensioni: Da non perdere
The China Study Voto medio su 23 recensioni: Da non perdere
The China Study - La Prevenzione
La più completa ricerca su alimentazione e salute tradotta in pratica - Videocorso educativo + intervento esclusivo di T. Colin Campbell
The China Study - La Pratica
La più completa ricerca su alimentazione e salute, tradotta in pratica
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The China Study - Ricette a 5 Stelle
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